Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Tra i film diretti da Sordi POLVERE DI STELLE ha perlomeno il pregio di essere un po' più spigliato e meno "rozzamente autoriale" del consueto. Soprattutto a guardare la prima parte, con un Sordi sempre bravissimo a interpretare il ruolo del fanfarone spiantato. Siamo nella Roma del 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale, e la compagnia teatrale di Mimmo Adami (Sordi) e Dea Dani (Monica Vitti) naviga in acque alquanto agitate: molti buoni propositi ma pochissime scritture, per cui la figura del capocomico tristemente smargiasso è assicurata, specie di fronte ai grandi comici come Carlo Daporto (che Adami incontra in galleria, dove tra le comparse notiamo un giovanissimo Alvaro...Leggi tutto Vitali). Poi una prima buona trasferta negli Abruzzi - proprio durante i bombardamenti - e il viaggio a Bari, dove i nostri trionfano grazie alla buona vena degli americani appena sbarcati, che trasformano lo spettacolo "Polvere di stelle (Stardust)" in un successone. Il ritorno a Roma però, dopo tante illusioni, significherà il ritorno alla vita grama di tutti i giorni. Dietro a tutto questo l'Italia della guerra, con suoi gerarchi fascisti da quattro soldi, i saluti romani, i teatri storici (il Petruzzelli di Bari). Sordi azzecca il ritmo nella prima parte: grazie anche all'ottima vena sua e della Vitti riesce a far dimenticare una certa lentezza narrativa, che però si risente nella lunga parentesi barese, decisamente la peggiore. Albertone torna al suo ruolo preferito nel finale, troppo breve rispetto alla parte precedente. Buone la fotografia e la ricostruzione storica, ma il Sordi regista è ancora nettamente inferiore al Sordi attore. Film discreto.

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Fabbiu 30/03/07 11:39 - 2132 commenti

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Film spettacolare e bellissimo. E' una commedia triste, dove lo spettatore ride ogni tanto tra una scena e l'altra ambientata in una Italia allo sbando. Il clima di guerra è rappresentato in maniera efficace. La compagnia degli artisti che vagabonda sul carro e incrocia il Re e la regina dà vita a una scena bellissima. Forse i personaggi rispecchiano troppi luoghi comuni (dai Fascisti troppo pazzi e stupidi agli Americani sorridenti e "salvatori"), ma lo stile e la sceneggiatura sono speciali. Commedia drammatica come poche se ne son viste.

Matalo! 5/09/08 14:55 - 1378 commenti

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Un po' tirato per le lunghe, non sempre tenuto a briglia, qua e là puerile ma in parte sincero e di ampio respiro. Una delle regie meno peggio di Sordi con momenti di bel divertimento e la riproposta di numeri da avanspettacolo storici. Che fosse una forma di teatro "basso" ce lo fece vedere Fellini in Roma con ben altra forza. Sordi in fondo fa vedere quel che era. Piacevole anche se non molto profondo, specie riguardo i temi della fame e delle emozioni.
MEMORABILE: "Qua stamo tutti ingrippati. Lu casinu più vicino sta dopo le muntagne". E Mimmo: "Apposta mamma nun la vedi mai".

Ciavazzaro 4/09/08 12:42 - 4768 commenti

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Classico. Commovente omaggio allo spettacolo di rivista, con, di nuovo, la meravigliosa coppia Sordi-Vitti attori del varietà in tempi di guerra. Da ricordare la scena in cui Wanda Osiris scambia Sordi per un operaio, mentre Sordi invano tenta di dirle che è un attore.
MEMORABILE: Andovai se la banana non c'è l'hai!!!

Lovejoy 5/09/08 14:56 - 1823 commenti

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Tra i migliori film diretti dall'Albertone nazionale. Ben scritto e ben diretto, ha un buon ritmo, qualche momento memorabile (Su tutti la canzone Andovai Se la banana...). Splendidi i due interpreti, che danno fondo al proprio mestiere, regalando due prove superbe. Rapide apparizioni per due miti dell'avanspettacolo come Wanda Osiris e Carlo Dapporto.

Galbo 10/09/08 05:53 - 12369 commenti

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Nostalgico omaggio al teatro di rivista italiano nel periodo storico della seconda guerra mondiale (è ambientato negli anni 1943-1945), è un film non del tutto riuscito. Se piacevole risulta infatti la ricostruzione storica e dello spirito del cabaret fatto con pochi mezzi e tantissima fantasia, il film risulta troppo frammentato e basato sulla macchietta e sulla gag estemporanea che dotato di una storia (e sceneggiatura) organica. Risulta comunque uno spettacolo tutto sommato gradevole, grazie ai bravissimi protagonisti.

Pigro 16/11/08 10:18 - 9608 commenti

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Compagnia di varietà si barcamena, durante la guerra, tra fascisti e americani. Film di grandi ambizioni, quelle di rievocare un'epoca, di raccontare l'arte in rapporto alla società, di pensare nostalgicamente a un modo di fare spettacolo ormai perduto. Ma le ambizioni si scontrano con la prolissità dell'opera, nella cui estenuante (e talvolta noiosa) narrazione emergono qua e là situazioni interessanti, sketch simpatici o canzoni orecchiabili.

Enricottta 24/08/09 20:08 - 506 commenti

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Sordi si dirige in questo scoppiettante, sgangherato, svaporato film. La rivista è la ragione di sopravvivenza della compagnia di Mimmo Adami. L'avanspettacolo è argomento poco e mal trattato nella filmografia italiana, ma con "Polvere di stelle" disegna un amarcord degno di nota. Il tema della canzone celebre è l'inno di tutti gli italiani, brava gente, che alla panza piena preferiscono avere un sana sessualità. Le scenografie imprecise, le ballerine obese, fanno tanta tenerezza.

Nando 23/09/10 00:26 - 3802 commenti

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Sordi realizza questa pellicola che è un puro omaggio all'avanspettacolo d'antan. Dopo inizi difficili i due guitti avranno un successo strepitoso durante la liberazione americana, salvo tornare nell'anonimato e nostalgicamente ai ricordi nel secondo dopo guerra. Bella coppia, Sordi e la Vitti.

Rambo90 21/02/12 18:19 - 7636 commenti

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Omaggio alle compagnie di rivista degli anni quaranta, a quelle grandi ma soprattutto a quelle piccole, fatte di artisti fanfaroni e speranzosi. Sordi attore è in grande forma e, insieme a una superba Monica Vitti, riesce a dar vita a personaggi umanissimi e riusciti. Sordi regista invece ha i soliti difetti: lungaggini, ritmo che ogni tanto rallenta, qualche ripetitività. Colonna sonora ormai cult, soprattutto per la canzone "ma 'ndo Hawaii?". Un po' troppo lungo ma godibile.

Piero68 1/08/12 09:11 - 2951 commenti

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Bellissimo omaggio al teatro di rivista degli anni 40, prima, durante e dopo la guerra. Sordi non è certo un gran regista, eppure questa volta, forse perché sente il tema più di altre occasioni, ce la mette davvero tutta, regalandoci uno dei film che hanno fatto la storia della commedia italiana. Ancora oggi non c'è persona che non conosca la mitica "Andovai se la banana...". Ottima ovviamente la sua prova attoriale come quella della Vitti del resto e un po' di tutto il cast. Bellissima la ricostruzione storica. Finale classicamente Sordiano: bello e amaro.

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B. Legnani 22/09/12 02:24 - 5512 commenti

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Fra i migliori di Sordi anche regista, ha momenti azzeccati come quelli in teatro, ma anche quelle lentezze e quelle lungaggini che l'Albertone nazionale non riesce ad evitare. Bravissimi gli interpreti, con la Vitti in gran forma, e gustoso il contorno, con qualche volto caro fra gli n.c., come Marciani e Mimmo Poli. Qualche errore a livello storico. Film importante, però, più del livello raggiunto.

Roger 16/06/13 07:52 - 143 commenti

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Proprio perché considero questo film quanto di meglio abbia fatto il Sordi regista, a maggior ragione sono evidenti i suoi consueti limiti: troppo lungo, a volte lento, prolisso nei dialoghi; perfino la pur bravissima Vitti tradisce un certo disagio nel sostenere situazioni tirate troppo per le lunghe. Rimane una ricostruzione storica e ambientale (il mondo dell'avanspettacolo) abbastanza sincera e fedele, ma in mano a un regista come Monicelli o Comencini il risultato sarebbe stato quasi certamente migliore.

Graf 29/10/13 03:30 - 708 commenti

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Probabilmente il più riuscito tra i film diretti da Sordi. Evocando le gesta comiche, impacciate e patetiche di due commedianti poco più che guitti, Mimmo Adami (Sordi) e Dea Dani (Vitti), celebra un mondo ormai scomparso con un grande sentimento di tenerezza che sfocia, alla fine, in un malinconico necrologio. I numeri comici, i balletti, le danze, i lustrini, i sogni di gloria ma anche le fatiche dei viaggi, la fame, gli odori, i fetori, l’umidità delle pareti scrostate delle sale: ecco la poesia allegra e desolata del teatro d'avanspettacolo. Nostalgico.
MEMORABILE: L'incontro con Wanda Osiris; Il grande clima di euforia che si respira nella Bari liberata dagli americani.

Gabrius79 15/05/14 00:01 - 1418 commenti

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Buona regia di Alberto Sordi che è anche protagonista assieme a una bella e simpatica Monica Vitti peru n film che fa sorridere a volte un po' amaramente. Qualche prolissità dove si tenta di allungare il brodo con spettacoli e lustrini. In compenso alcune gag sono divertenti.
MEMORABILE: La canzone "Ma 'ndo vai se la banana non ce l'hai".

Squash 4/09/14 23:10 - 35 commenti

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Ricordo dello spettacolo della rivista in epoca di guerra. L'italia della guerra qui viene solo in una parodia improbablie e fa sorridere aver chiamato la vera Wanda Osiris oramai 68enne nella parte di se stessa da giovane e con la Vitti che ne commenta la bellezza. Forse è più valido come opera di rivista che come intero film. Anche i veri militari americani che fanno da comparse hanno le divise degli anni 70 e non dei primi anni 40, epoca d'ambientazione del film.
MEMORABILE: Attaccate all'asse, attaccate all'asse!; La canzone della compagnia di Mimmo Adami.

Vitgar 17/03/15 13:30 - 586 commenti

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Gradevole commedia su quanto sia dura la vita dell'artista, tanto più durante la guerra in un paese con ben altri pensieri che quello di divertirsi. Sordi descrive in modo realistico le difficoltà, le aspettative di un gruppo un po' scalcagnato di guitti dell'avanspettacolo. Come sempre nei film del grande Alberto vi è amarezza di fondo e grande umanità. La Vitti è perfetta nel suo ruolo e forse ha più peso nella dinamica del racconto dello stesso Sordi.

Samuel1979 26/04/15 22:43 - 546 commenti

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Pur non essendo un capolavoro è certamente una delle prove più oneste di Alberto da regista; il film è un giusto omaggio al teatro di rivista con qualche accenno autobiografico dell'attore romano. Tuttavia, seppur abbia qualche lacuna, gli spunti “sordiani” mantengono l'opera su un discreto livello; le scene migliori sono quelle in treno col capostazione e i battibecchi con Faieta. La Vitti, comunque bravissima, non la sopporto per via dei suoi soliti piagnistei.
MEMORABILE: Embè? Quanno hai magnato, dormito e fumato, che voi de ppiù?

Deepred89 18/06/16 15:41 - 3693 commenti

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Uno di quei film studiati a tavolino per diventare dei classici, con soggettone che abbraccia dittature, guerre mondiali, rimpianti e avanspettacolo miscelando il tutto con gag, italianità e un bel tormentone musicale, con due dei nomi di punta della commedia dell'epoca a fare da mattatori. L'operazione è pure riuscita, ma il film offre esattamente ciò che lo spettatore si attende, senza guizzi né momenti particolarmente emozionanti o memorabili, pure cadendo nello scontato durante la parentesi di corna (con Law seduttore americano).

Saintgifts 25/12/16 11:13 - 4098 commenti

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C'è tutto Sordi in questo film, che lo vede andare a ruota libera assieme a una Vitti che lo affianca, come contrappeso alla sua ottimistica sfacciataggine. Viste le sue prime esperienze artistiche, Sordi descrive piuttosto realisticamente il mondo dell'avanspettacolo, con piccoli eccessi che non stonano nell'atmosfera generale, trainata dal suo impeto passionale. La regia non è male anche se, forse volutamente, in più di un'occasione, l'attore si attarda in lungaggini non proprio indispensabili. Commedia che rimane comunque in superficie.

Paulaster 19/04/18 10:09 - 4353 commenti

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Compagnia di avanspettacolo avrà successo grazie agli alleati americani. Sebbene il contesto della guerra risulti solo abbozzato, sono da apprezzare le interpretazioni accorate di Sordi e della Vitti. Ben girate le scene nei teatri nei quali si evidenzia il recondito bisogno di strappare la scrittura da parte dei protagonisti. Dilatata la seconda parte per giungere a una conclusione malinconica ma non amara.
MEMORABILE: Le battute di Dapporto; Il trenino fatto dagli attori.

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Enzus79 21/01/20 11:29 - 2849 commenti

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Mediocre, forse fra i meno peggio dell'Alberto nazionale da regista. Storia che si svolge durante la Seconda Guerra Mondiale e che è una specie di dedica al mondo della rivista. Qua e là si sorride, ma veramente poco. La durata di due ore e più per un film del genere è eccessiva e, nonostante la simpatia di Sordi, si fa sentire più del dovuto. Bravissima Monica Vitti.

Alex75 23/01/20 19:28 - 873 commenti

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Albertone omaggia con affetto le sue origini nell’avanspettacolo offrendo anche qualche riflessione (sia pur non approfondita) sulla precarietà del successo, a volte legato a quanto succede fuori dai teatri e alle contingenze storiche. Malgrado una prima parte promettente e la forza della coppia Sordi-Vitti, il film sconta la mano pesante dell’attore-regista, che diluisce in una durata eccessiva le non poche scene felici e l’amaro finale, che arriva in mezzo a qualche sbadiglio.
MEMORABILE: "Ma ‘ndo vai se la banana non ce l’hai?".

Il Dandi 19/06/20 00:03 - 1917 commenti

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L'opera più importante del Sordi regista, che si concede una struttura da kolossal per una sua personale (e parzialmente autobiografica) rielaborazione di Siamo uomini o caporali: "l'elogio funebre" (come titolerà esplicitamente l'episodio omonimo de I nuovi mostri) del teatro di rivista rappresenta, sotto la polvere (di stelle) dell'affresco storico della Resistenza, la perenne arte italica di arrangiarsi e il trasformismo impolitico proprio dell'animo del saltimbanco: l'artista, anche quando di regime, non è mai davvero irregimentato. Da vedere, nonostante qualche lungaggine. 
MEMORABILE: "Ma se togli il treno, la cena e l'albergo ci restano giusto i soldi per le sigarette!" "Beh, quando hai mangiato, dormito e fumato che vuoi de più?".

Victorvega 20/06/20 09:58 - 499 commenti

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Bella è la ricostruzione di un periodo, di una maniera di fare teatro che Sordi ha conosciuto benissimo perché protagonista primo del periodo storico. Il film è molto ambizioso: c'è molto di autobiografico (le insegne "Fanfulla", la Osiris...) e indubbiamente riesce nel suo scopo, pur nelle lungaggini di alcuni frangenti. La coppia Sordi/Vitti rappresenta il meglio del film ma in generale gli altri interpreti ben li supportano. Una visione godibile, in cui ben si conciliano allegria e amarezza. Il motivo musicale è entrato in testa a tutti ed è simbolo della generale riuscita.

Daniela 27/03/21 10:44 - 12581 commenti

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Nell'Italia del '43, le avventure di una scalcinata compagnia di varietà, dalla Roma occupata dai nazisti all'Abruzzo sotto i bombardamenti, dal rischio di essere fucilati agli effimeri successi con gli spettacoli allestiti per le truppe alleate... Forse la migliore regia di Sordi, assai modesto in questa veste in quasi tutte le altre occasioni: la sceneggiatura da lui scritta con Maccari e Zapponi è intrisa di nostalgia ma realistica nel rappresentare un mondo marginale sempre ad un passo dalla miseria e anche il clima incerto dell'Italia del tempo, nonostante qualche sbavatura. 

Pessoa 25/12/21 15:24 - 2476 commenti

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Doverosa testimonianza dei glorioso tempi dell'avanspettacolo realizzata da Sordi che fu uno dei suoi più illustri protagonisti. Albertone racconta i fatti dall'interno, ma spesso la narrazione indugia nella macchietta e accanto a momenti molto intensi, complice la smisurata bravura della Vitti, troviamo qualche lungaggine evitabile che toglie ritmo alla vicenda, in sé piuttosto esile. Resta in ogni caso un film ben fatto, che riporta bene la vita degli artisti in un Paese ricco di contraddizioni in uno dei suoi momenti storici più difficili. Visione utile e tutto sommato piacevole.

Gordon 3/02/22 10:49 - 260 commenti

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Le misere vicende di attori contesi tra regime e alleati nascondono un omaggio al teatro del Sordi regista. Sono lui e la compianta Vitti a sostenere il film regalandoci momenti indelebili, tra cui spicca la canzone "hawaiana". Anche la trama, di per sé, sarebbe ben costruita, ma si scontra con un'esecuzione prolissa, specie nel racconto del momento di gloria del duo. Improbabili certi dettagli (i marines fluenti italofoni, il federale da macchietta,...), buone invece le imponenti scenografie.
MEMORABILE: Il professore deluso dal servile Sordi: "Ma vaffanculo Mimmo va, Povera Italia"; Il ritornello "ma 'ndo vai...".

Reeves 19/12/23 08:48 - 2122 commenti

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Forse il più sincero e il personale tra i film che Alberto Sordi ha anche diretto, perché mette in scena quel mondo dell'avanspettacolo che lui conosceva bene e che alternava fame e genialità, cattiveria e altruismo in un'Italia che non esisteva più. Funziona molto bene la coppia con Monica Vitti, un po' meno bene la lunghezza eccessiva di alcune scene di raccordo.
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  • Musiche Matemalex • 6/06/10 19:00
    Galoppino - 495 interventi
    Su musica di Piero Piccioni ecco la celebre canzone allusiva Ma 'ndo' Hawaii cantata da Sordi e la Vitti.
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    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

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    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:

    Ultima modifica: 5/06/18 16:49 da Zender
  • Homevideo Ruber • 24/12/19 10:56
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    Ieri sera, è stata trasmessa la long version di 152 minuti, restaurata dal csc di Roma.
  • Curiosità Reeves • 19/12/23 08:50
    Segretario - 683 interventi
    Primo film come assistente alla regia per Marco Risi, che lavorava a stretto contatto con l'aiuto regista Carlo Vanzina e che in un'intervista al programma "Hollywood Party" ha ricordato che le comparse erano veri soldati americani che furono scritturati a titolo gratuito e che erano piuttosto irritati dalla lunghezza delle scene che li vedevano coinvolti.