Nell'anno del Signore

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Prima incursione dello specialista Luigi Magni nella Roma d'altri tempi: qui siamo nel 1825, durante gli anni dei moti carbonari. E infatti proprio attorno alla cattura di due di loro (Targhini e Montanari, realmente esistiti) si sviluppa la descrizione di molti altri personaggi: dallo scarparo finto scemo (Manfredi) che vive con una giudea idealista (Cardinale) al cardinale Rivarola (Tognazzi) venuto da fuori a presiedere il processo, fino al frate buono (Sordi) che prova in ogni modo a salvare l'anima dei due condannati. Al di là di una appassionata e corretta ricostruzione storica, comunque, impressiona prima di tutto la qualità della sceneggiatura, che dà modo ai tre mostri sacri della nostra commedia di esprimersi al meglio. Nella gara...Leggi tutto di bravura chi convince di più e Manfredi, con il suo cinismo popolano e una dimestichezza naturale del dialetto romanesco. Ma non si possono certo dimenticare lo straordinario talento di Sordi e l'inedita impassibilità di Tognazzi, per una volta costretto a lavorare solo d'espressione abbandonando la gestualità. Di Enrico Maria Salerno, in una parte minore, è inutile rimarcare la grande serietà professionale e anche la Cardinale, a suo modo, ha l'opportunità di brillare. Un grande sforzo corale orchestrato da un Magni che mostra fin da subito la predilezione per il filone storico e un'originale capacità nell'affrontare temi scottanti con un piglio a tratti grottesco tipicamente italiano. Non si ride ma si sorride e per una volta la seriosità dei libri di testo viene sdrammatizzata pur senza essere mai messa in ridicolo da una ricostruzione forse molto vicina alla realtà. Un'operazione intelligente. Pippo Franco fa una semi comparsata verso la fine.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 21/10/07 01:53 - 4688 commenti

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Delusione non piccola. La regìa non ha particolare polso e se sullo schermo non c'è un "grande", il tutto pare sfilacciarsi non poco. L'operazione va in porto grazie ad un grande Nino Manfredi, perfetto per la parte, e ad un Tognazzi mirabilmente composto. Eccessivamente calcata sul grottesco, invece, la parte, neppure rilevante, di Alberto Sordi. Trascurabile.

Gugly 27/12/07 21:34 - 1013 commenti

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Bel film che oggi appare datato, anche se la descrizione del popolo che vuole morti i due carbonari ancora oggi fa riflettere; pur trovando efficaci tutti i personaggi, a rimanere impresso è un Cardinale Rivarola (Tognazzi) bene assimilabile a certi animali politici (volpi, faine....) che si tramandano di generazione in generazione
MEMORABILE: Bonanotte Popolo!

Galbo 8/01/08 17:04 - 11343 commenti

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La Roma "papalina" del primo ventennio dell'800 viene presentata in modo egregio da questo bel film di un regista sottovalutato ma capace ed arguto come Luigi Magni. Sotto il regno di Papa Leone XII, il popolo oppresso si ribella attraverso i movimenti carbonari, con lo spauracchio della ghigliottina. In questo contesto si muovono figure ben caratterizzate dalla felice sceneggiatura del film, ricco di dialoghi spiritosi ed arguti e che si avvale delle intepretazioni di un grande cast in cui spiccano Sordi e Manfredi.

Ianrufus 18/08/08 21:12 - 139 commenti

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È un film storico, nel senso che quando uscì nelle sale ci si inventò nuovi orari di proiezione per soddisfare tanto entusiasmo. Si potrebbe parlare della bellissima Cardinale, del sagace Manfredi, dello "spettacolare" Sordi, ecc... Voglio invece far notare un sempre grande e coraggioso Tognazzi; nessuno dei suoi colleghi aveva piacere a disegnare ruoli negativi e spiacevoli fino in fondo. L'Ugo nazionale esplorava e rischiava (vedi in ambito Vaticano L'udienza di Ferreri).
MEMORABILE: Manfredi si rivela all'amata Cardinale; sottile e titanico scontro tra Tognazzi e Manfredi; il popolo irrompe nelle carceri ma...

Nando 18/07/10 15:29 - 3458 commenti

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Ispirato da un evento realmente accaduto, la condanna a morte da parte del Papato di due individui, il film si snoda in maniera ariosa dando spazio ad altri personaggi tutti ben congegnati. Un cast di altissimo livello che racchiude quasi il meglio del cinema italiano dell'epoca. Magni descrive con sagacia uno spaccato della Roma papalina di metà 800.

Smoker85 5/08/10 13:20 - 390 commenti

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Quando le produzioni italiane erano di qualità. Un cast di alto livello sorregge una storia che, seppure interessante, avrebbe perso molto senza la verve degli interpreti. Una pagina storica, ovviamente adattata al grande schermo, utile per sorridere ma sorprattutto per riflettere. Ottimi Tognazzi e Salerno, grande Manfredi nel ruolo di Pasquino, piccola parte anche per Pippo Franco. Da vedere.
MEMORABILE: Lo scontro tra Rivarola e Cornacchia, Sordi che vuole assolvere i due anarchici e viene trascinato via per ordine di Tognazzi.

Homesick 4/09/10 17:55 - 5737 commenti

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Film di Magni che procede a passo scomposto: rapido e uniforme quando materializza la veracità di luoghi, caratteri e gerghi da letteratura romanesca, si appesantisce e inciampa laddove scandisce con risaputi accenti retorici la polemica anticlericale sulla Roma dei moti carbonari e apre inutili parentesi amorose nella vita dell’epigrammista Pasquino. L’incertezza narrativa e la piattezza registica trovano temporanea soluzione nei vivaci affreschi di Manfredi – ossia lo spirito popolano più schietto e concreto – e di Tognazzi, viscido politicante vaticano già pronto per L’udienza di Ferreri.
MEMORABILE: Il dialogo tra Tognazzi e Sordi (frate illuso) sul potere della Chiesa.

Il Dandi 11/01/11 14:21 - 1745 commenti

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Nei sonetti romaneschi del Belli una plebe dalla "favella tutta guasta e corrotta" si esprimeva in rime dalla metrica sofisticata: i film di Luigi Magni riprendono questa squisita contraddizione che produce un risultato imprevisto. Magni non è un manzoniano, e si capisce subito che la lezione di storia è solo un pretesto per definire le sue psicologie. La dimensione della fiaba allegorica (che sarà prevalente ne La Tosca) e del dramma storico (In nome del papa re) qui appaiono perfettamente bilanciate. Grandi attori e musiche stupende.
MEMORABILE: Mastro Titta: voi siete l'omo più moderno de Roma; l'avvenire è vostro!

Tomastich 28/05/11 14:06 - 1216 commenti

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Un gioiello di film, un trama intensa e poco noiosa (cosa abbastanza rara, secondo me, nelle pellicole risorgimentali). Un crogiuolo di grandi attori servono a Magni per costruire la propria disamina acuta e polemica su un fatto importante nella carboneria romana. Tutti bravi!

.luke. 30/03/12 18:14 - 89 commenti

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Primo di una lunga serie di film di Luigi Magni riguardanti la Roma papalina durante il Risorgimento. Tratto da una vicenda realmente accaduta (e purtroppo troppo poco ricordata) il film mescola in maniera equilibrata una componente comica ed una drammatica. Oltre che di una sceneggiatura a regola d'arte il film si avvale della presenza di alcuni dei più grandi attori italiani di sempre in alcune caratterizzazioni particolarmente riuscite.
MEMORABILE: Loro credono, c'hanno un ideale... non so' mica come te o come me, che nun credemo manco al pancotto.

Von Leppe 7/12/12 16:17 - 1018 commenti

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Tutto è giocato sull'ironia tipica del dialetto romano (che forse restringe il campo degli spettatori), sulle battute e le risposte taglienti, ma sopratutto questo è un film pessimista, che lascia poche speranze, malgrado sia una commedia interpretata da attori come Manfredi, Sordi e Tognazzi (ed altri grandi, tra cui la figura di Giuditta impersonata da Claudia Cardinale) che riescono in questo intento. Molte riflessioni condivisibili si susseguono durante la pellicola, sul popolo che vuole sangue dai tempi di Nerone e sempre.
MEMORABILE: "Certo che 'sti preti ne sanno sempre una più der Diavolo..." "E grazie; Sennò ar monno avrebbe già vinto er Diavolo!"

Jandileida 12/10/13 08:21 - 1246 commenti

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Primo delle trilogia di Magni dedicata alla Roma papalina, e fin dall'inizio i pregi e i difetti delle opere sono ben chiari. Tra i primi vanno sicuramente annoverati la ricostruzione, anche antropologica, della Roma ottocentesca e le prestazioni variegate e centrate dei tre Mostri. Non dispiacciono nemmeno le amare considerazioni sul molto teorico afflato rivoluzionario del popolino romano. Tuttavia, a livello narrativo il film mostra evidenti slegature e la regia appesantisce la messa in scena con passaggi troppo teatrali. Comunque piacevole.

Vitgar 20/12/14 17:27 - 586 commenti

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Ispirato a un fatto realmente accaduto nell'epoca risorgimentale, è il primo dei tre film che Magni ha diretto sulla Roma papalina. Nel complesso un buon film, anche grazie a un cast di primissimo piano. Ben strutturati i dialoghi, anche se talvolta troppo moraleggianti, fotografia curata e buoni colori. La colonna sonora di Trovaioli è di livello.

Almicione 31/01/15 20:23 - 765 commenti

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Una pellicola che non convince pienamente a causa del tono altalenante tra la commedia e il dramma, che non riesce a stabilizzarsi nella prima perché non coerente col soggetto né nel secondo per la figura di Manfredi, apprezzabile come sempre e soprattutto per quella di Sordi, fuori luogo a dire la verità. Quindi si ammirano l'impegno e anche la tematica delle differenti modalità di sovversione, ma non si può fare lo stesso per il ritmo e per elementi (le storielle di Giuditta, a esempio), che potevano essere eliminati o almeno riesaminati.

Minitina80 23/02/15 18:19 - 2304 commenti

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Una finestra sulla Roma risorgimentale, condizionata dall'abuso del potere spirituale e dalla politica filonapoleonica, è quella che ruota attorno a due carbonari realmente esistiti, che sono il pretesto per focalizzare l'attenzione sul popolo oppresso che cerca di ribellarsi. E' un film pessimista che non lascia molte speranze e il finale sta lì a dimostrare quanto sia difficile risvegliare le menti sopite da secoli di condizionamento religioso e politico.

Saintgifts 7/12/15 17:35 - 4098 commenti

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Affresco ottocentesco di una Roma papalina dove si cospira e si tagliano teste, affrontato con spirito romanesco e interpreti che si attagliano perfettamente a una sceneggiatura ricca che sfugge a ogni genere. Un lavoro molto ordinato, che non alza mai i toni e lascia alle ottime caratterizzazioni il compito di far sorridere anche di fronte a reali fatti tragici. "Pasquino" è al centro: forse non colto ma lucido, pronto a cogliere tutte le sfumature "senza cuore" del potere e a lasciar seguire il suo corso a una vicenda poi dimenticata.

Schramm 6/04/16 18:06 - 2412 commenti

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Magni vede nell’inimicizia tra papi e carbonari una lampante metafora del 68, e dell’impossibilità di sovversione congenita a ogni rivoluzione, destinata a diventare a sua volta form(ul)a di status quo e a fare il perverso gioco della tirannide. Il film riluce perlopiù di lampi attoriali: le lezioni di storia messe in bocca all’ispiratissima triade Manfredi-Tognazzi-Sordi sono il cuore rivelatore e propulsore di un’opera che non sempre gode ahinoi di ottima salute registica, ritmica e narrativa, cosa che certo non spiana la strada al cinefilo che col cinema in costume non è in buoni rapporti.

Nicola81 17/06/16 18:27 - 1925 commenti

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Primo film di Magni ambientato nella Roma pontificia, come satira sul potere temporale (ma anche il popolino non ne esce benissimo) non manca di graffiare, ma è penalizzato da alcune evitabili lungaggini e da qualche fastidiosa caduta di tono (emblematici il frate macchietta di Sordi e la frivola aristocratica della Ekland). Cast di grandi nomi, ma a elevarsi sono il simpatico Manfredi e il sottilmente odioso Tognazzi; bella la Cardinale, Hossein e Verley carbonari un po' improbabili, mentre Salerno avrebbe meritato più spazio.
MEMORABILE: "Il Santo Padre... Santo no, ma padre sì."

Pessoa 23/09/16 12:09 - 1129 commenti

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Bella rivisitazione di Magni di un avvenimento storico del primo Ottocento. L'ambientazione romana giova a Manfredi e Sordi che brillano più degli altri, con Sordi ai limiti della macchietta. Soggetto e sceneggiatura scritti con garbo da Magni che dirige il superbo cast con grande maestria. Musiche diligenti e discrete. Insomma, un film ben fatto che cerca di farci riflettere su alcune incongruenze della nostra storia che a scuola quasi mai ci dicono. Con me ci é riuscito.
MEMORABILE: Gli scorci di Roma di notte.

Kozincev 10/08/19 12:50 - 44 commenti

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Film bello ma discontinuo, con un cast ineguagliabile. La scrittura teatrale e affilata del romano Magni è al servizio dei migliori attori della nostra commedia (praticamente manca solo Gassman). La regia dello stesso Magni restituisce il sapore sapido e popolaresco della Roma ottocentesca, ben supportata dalla fotografia e dalle belle musiche di Trovajoli. Ottimo Manfredi, misurati e convincenti Salerno e Tognazzi, bella ed egregiamente doppiata la Cardinale. Unica nota dolente Sordi: libero di strafare, risulta inopportuno e macchiettistico.

Myvincent 24/01/20 08:36 - 2521 commenti

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Primo di una triade dedicata alla Roma dei Papi sovrani, il film si ispira a una vicenda reale, quella di due carbonari arrestati per tentato omicidio a danno di un fedifrago. Il contrasto fra l'autorità preposta e il popolo affamato è evidente e alla decadenza della Chiesa fa irruzione il nuovo dei giovani rivoluzionari. Roma è scorta in alcuni dei suoi angoli più suggestivi che fanno ritornare indietro di alcuni secoli. Magni si tiene lontano da ogni deriva da commediola qualunque e ci riesce.

Rocchiola 2/04/20 17:45 - 856 commenti

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Nella Roma papalina due rivoluzionari sono condannati a morte dal governo clericale. Interpretata da una parata di star della commedia all’italiana, una divertente rilettura in chiave popolare della storia ufficiale ambientata in un Ottocento immaginario che diverrà il marchio di fabbrica di Magni. Ma il suo film è soprattutto un malinconico ritratto della Città Eterna ripresa nei luoghi originari degli eventi narrati e sulle contraddizioni politiche che sono sempre d’attualità. Battute a raffica sapide e pungenti come da tradizione romanesca.
MEMORABILE: La lettera-trappola consegnata a Cornacchia; L'istruzione di Pippo Franco a successore di Pasquino; La veglia alla spia ferita; La targa alla memoria.

Rambo90 29/06/20 00:57 - 6317 commenti

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Un ottimo film in costume che sa mescolare ricostruzione storica, dramma e un po' di commedia all'italiana. La sceneggiatura di Magni dà ad ogni ruolo (dal più largo ben interpretato da Manfredi fino al piccolo intervento di Franco) una sua dignitosa e acuta caratterizzazione. La regia è attenta, con una bella fotografia a colori e un certo rigore che l'avvicina ad alcuni colossi americani. Si ride con Sordi, ci si indigna con Tognazzi, si rimane male nel finale. Da vedere.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gugly • 8/12/08 22:54
    Segretario - 4678 interventi
    Ciao a tutti! La targa celebrativa dei due carbonari che si vede alla fine del film si trova in Piazza del Popolo.

    Ultima modifica: 9/12/08 18:08 da Zender
  • Discussione Zender • 9/12/08 10:09
    Consigliere - 43511 interventi
    Grazie Gugly, interessante.
  • Discussione Gugly • 9/12/08 13:58
    Segretario - 4678 interventi
    Prego...più precisamente siamo a Roma in Piazza del Popolo, di fronte alla chiesa di Santa Maria del Popolo sul muro della caserma dei carabinieri Giacomo Antiqua.
  • Curiosità Gugly • 18/10/09 22:26
    Segretario - 4678 interventi
    Chiarisco quanto detto sopra: i due carbonari furono decapitati in Piazza del Popolo e seppellti poco distanti sotto il Muro Torto, in terra sconsacrata.
  • Musiche Lucius • 29/10/11 00:21
    Scrivano - 8345 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale.



    Ultima modifica: 4/12/14 07:22 da Zender
  • Musiche Fabiodm102 • 11/06/12 16:56
    Disoccupato - 347 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Fabiodm102, il cd della colonna sonora:

    Ultima modifica: 11/06/12 18:45 da Zender
  • Discussione Hunt • 3/07/14 09:10
    Disoccupato - 2 interventi
    Gentili Amici del Forum, avrei bisogno di maggiori informazioni sull'incendio che distrusse la scenogrrafia del Film "Nell'anno del Signore". In particolare mi interesserebbe sapere quando la ricostruzione della Piazza del Popolo fu distrutta da un incendio negli studi gia di "Dinocittà" e poi De Laurentis Group Entertainment". Qualcuno di Voi c'era?
    Grazie[size=4][/size]
  • Discussione Hunt • 3/07/14 09:17
    Disoccupato - 2 interventi
    Volevo chiedere in particolare al Signor B. Legnani che aveva inserito un riferimento ad un numero (3/13) del settimanale sette (Corriere della sera).

    Grazie ancora
  • Discussione B. Legnani • 3/07/14 13:30
    Consigliere - 13722 interventi
    Hunt ebbe a dire:
    Volevo chiedere in particolare al Signor B. Legnani che aveva inserito un riferimento ad un numero (3/13) del settimanale sette (Corriere della sera).

    Grazie ancora

    Mi spiace. Non ho ulteriori notizie e non ho il giornale.
  • Homevideo Rocchiola • 2/04/20 17:59
    Call center Davinotti - 1123 interventi
    Il DVD edito nel 2004 da Minerva Classic nella serie "La memoria del cinema italiano" è ormai fuori catalogo e viene venduto on-line a prezzi decisamente alti. Si tratta comunque di un buon prodotto che utilizza un master restaurato digitalmente con le immagini pulite, brillanti nei colori e discretamente dettagliate. L'audio monofonico ad un canale benchè piuttosto potente invece non è chiarissimo ed i dialoghi risultano un pò impastati. Si attende una riedizione per un titolo ormai assente dal mercato da parecchi anni, magari in formato HD su bluray.