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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/01/14 DAL BENEMERITO XAMINI
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Xamini 22/01/14 12:22 - 1036 commenti

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Nebraska è un road movie anomalo, sciapo di colpi di scena, emozioni, sostanza. Narra di un viaggio padre/figlio attraverso le aree immense che intercorrono tra Montana e Nebraska; ma più che posarsi su questi spazi (i momenti che ho più apprezzato), si sofferma nel registrare con occhio distaccato le piccolezze umane sollevate da un espediente bizzarro, concedendo di tanto in tanto un sorriso. La tensione che tiene insieme il tutto, però, è debole, se ne intuisce la direzione sin troppo in fretta e non conduce ad alcuna particolare rivelazione. Nota a margine: grande prova di Bruce Dern e un sorriso personale per la presenza di Bob "better call Saul" Odenkirk.
MEMORABILE: Le inquadrature dei campi vasti e immobili

Cotola 31/01/14 23:56 - 7692 commenti

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Un viaggio padre-figlio è l'occasione per rinsaldare il rapporto attraverso la riscoperta di alcune "cose" passate. Nulla di nuovo eppure il film funziona e riesce a divertire (in sala si è riso parecchio) ed emozionare. Il ritmo è placido e tranquillo e la pellicola scorre via molto gradevole. Grandissima prova del vecchio leone Bruce Dern (da gustare in originale, off course) che meriterebbe finalmente un oscar. Probabilmente non memorabile [magari una seconda visione potrebbe consolidare (ma anche no) il giudizio], ma di sicuro è un buon film e forse anche qualcosa in più.

Nancy 1/02/14 17:23 - 774 commenti

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Una bella prova per l'ottantenne Bruce Dern nel ruolo di un vecchio alcolista vagamente affetto da alzheimer che si convince di dover arrivare in Nebraska per ritirare una vincita, recapitatagli per posta, di un milione di dollari. Payne descrive bene la mancanza di anima di una generazione, quella delle ormai vecchie leve del Vietnam, imbarbarite e con l'unico american-ideale del dollaro a ogni costo. Volutamente senz'anima, in uno spiazzante bianco e nero per raccontare una storia di un grigiore sconcertante.

Mickes2 7/02/14 15:44 - 1668 commenti

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Genuino e trasparente nella sua semplicità, è un viaggio dell’anima on the road e una piccola-grande ballata antiamericana che mette di fronte vecchio e nuovo per un confronto/presa di coscienza generazionale corrosivo e sobrio, malinconico e umoristico, dove la desolazione dei paesaggi riflette quella interiore di chi li abita. Pochi orpelli e tanta sensibilità, un film squisitamente dolceamaro in cui un Dern stanco, stralunato e testardo (lo si vorrebbe abbracciare ogni 10 minuti) vaga imperterrito simbolo di un dolore in fondo mai superato.
MEMORABILE: L'incipit che richiama Furore; L'incontro con la parentela; Soliloquio al cimitero...; Il passato di Dern che viene a galla col contagocce; Il finale.

Paulaster 28/02/14 10:26 - 2913 commenti

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Come se fosse ispirato a un ipotetico “Non è un paese per giovani”, il film si addentra nelle pieghe della provincia americana come una triste accusa. Nella sua narrativa piattezza Payne dimostra buon uso delle riprese con l’uso del b/n a fare da spina dorsale. A Dern basta lo sguardo stralunato per dominare la scena, anche se la truppa di vecchietti dà un valido contorno. Negativi i dialoghi (troppo incentrati sul sesso) e qualche accadimento temporale un po' forzato. Comunque un buon finale che lascia soddisfatti.

Saintgifts 5/03/14 12:36 - 4098 commenti

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Il vecchio Woody sarà pure stralunato, ma ha ancora voglia di vivere e non è per nulla confuso, sa esattamente quello che vuole. Una truffaldina lettera che annuncia una vincita innesca una sorta di viaggio nel passato di tante persone, oltre al viaggio on the road che non solo ne scopre i veri caratteri, ma fa capire come gli eventi della vita non siano mai dimenticati (forse rivisti più lucidamente a distanza di anni). Se il b/n voleva raccontare un'America incolore, persone incolori, una società incolore, allora c'è riuscito bene.

Didda23 13/05/14 11:02 - 2305 commenti

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La narrazione, soffice e pacata, utilizza l'escamotage del road movie per sviscerare i grevi problemi della provincia americana, popolata da persone spogliate da ogni speranza e aggrappate unicamente al vil denaro. Bruce Dern impersonifica il dolore della perdita e il dramma della guerra, dando al proprio personaggio il giusto vissuto. Il registro alterna dolcemente il dramma e la commedia, con sprazzi di umorismo "fuori dalle righe" affidati alla convincente Squibb. Un'opera dura e spietata, raccontata con uno stile malinconico. Emozionante il finale.

Capannelle 21/05/14 08:28 - 3780 commenti

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Ha un suo ritmo compassato, anche troppo nella prima parte che introduce questo anziano, determinato ma un po' fuori fase. Poi con l'inizio del viaggio verso i luoghi d'origine il tutto viene messo a fuoco con maggior convinzione e spuntano una serie di facce caratteristiche e il tono dolceamaro della vicenda. Tra il candore fuori tempo del protagonista e le sentenze della moglie sulle abitudini sessuali delle sue concittadine quando erano giovani. Tra highways trafficate e ampi spazi rigorosamente fotografati in bianco e nero.

Rullo 5/06/14 22:58 - 388 commenti

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Il pretesto di un movie on the road per rappresentare lo sbandamento di un uomo; il milione di dollari come motivazione per riconciliarsi con il figlio, il paesino come scusa per far affiorare il passato di un uomo di poche parole. Estremamente toccante, rappresentato in uno stupendo bianco e nero, alterna malinconia pura a momenti comici e quasi grotteschi. Strepitoso Dern; svolgimento lineare, ma così deve essere.
MEMORABILE: Le scenette con la famiglia al completo; I cugini.

Kinodrop 23/07/14 22:52 - 1669 commenti

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Non è soltanto un road movie sulla decadenza senile e sulle debolezze della vecchiaia, ma anche la ricostruzione della vita del protagonista e del suo passato più complesso di quello che i familiari potessero immaginare. È anche una storia di amore filiale, di dedizione verso il padre, nonostante il suo carattere ombroso e ostinato. Il racconto conserva sempre una certa ironia e un ritmo che infonde serenità evitando facili cadute nel patetico o addirittura nel drammatico. Cast perfetto e fotografia quasi pittorica in un poetico b/n.
MEMORABILE: La mamma senza peli sulla lingua; I due cugini un po' ebeti; Il riscatto di Woody a bordo del pick up.

Alexander Payne HA DIRETTO ANCHE...

Caesars 1/10/14 09:00 - 2820 commenti

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Avevo aspettative abbastanza alte e devo confessare che sono andate parzialmente deluse. Dopo un inizio discretamente promettente (il vagare del protagonista mi ha portato alla mente Paris, Texas) inizia la parte "on the road" e quando si giunge al paese natale del padre il film incomincia ad afflosciarsi leggermente. A mio giudizio una durata minore avrebbe giovato alla pellicola, che invece si trascina con qualche sbadiglio verso un finale discreto ma abbastanza scontato. Ottimo Bruce Dern e buoni i comprimari.
MEMORABILE: "Crede a quello che le persone gli dicono", "Oh, non è un bene".

Viccrowley 25/11/14 07:51 - 803 commenti

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Il crepuscolo della vita è alla base dell'ultima opera del sempre arguto Payne, che sviluppa un road movie emozionale e agrodolce capace di colpire al cuore. Intensi fin da subito i rimandi a Una storia vera di Lynch, nel narrare un viaggio tra i paesaggi americani di un anziano che è un pretesto per riannodare i fili di un'intera vita. Ma anche un'occasione per recuperare il rapporto con un figlio da sempre troppo trascurato. Straordinario e intenso Bruce Dern.

Jandileida 2/01/15 11:51 - 1287 commenti

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Esperto in viaggi che nascono sulla strada ma ben presto prendono la via dell'anima, Payne ci riprova scegliendo stavolta un bell'espediente: padre e figlio, ognuno con le sue miserie, si mettono in marcia per collezionare un premio inesistente. Ne esce fuori un film più amaro che dolce ma non privo di una certa tenerezza, sopratutto nel personaggio di Dern. Pellicola affascinante, non tanto per i colpi di scena (pochi) che propone, ma perché mette in mostra un'America profonda e gretta e perché (ri)costruisce con eleganza lo spleen di tutto un mondo. Buono.

Galbo 4/01/15 09:05 - 11517 commenti

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Dal Montana al Nebraska per assecondare una volontà del vecchio padre; il viaggio compiuto dai protagonisti del film di Payne è un percorso nella memoria e nello stesso tempo un itinerario nel cuore dell'America rurale che rappresenta l'altro lato di quella "muscolare" spesso rappresentata dal cinema. Il regista ama e tratta con delicatezza e rispetto il personaggio principale, magnificamente interpretato da Bruce Dern; altro pezzo forte del film è la splendida fotografia dei paesaggi attraversati, veri e propri momenti di poesia on the road.

Nando 2/02/15 20:49 - 3498 commenti

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Un viaggio per una lotteria farlocca conduce a un ottimo affresco familiare americano con visione di quei paesi minori in cui i muscoli non servono. Poesia e delicatezza miscelate con l'arroganza e le pretese degli avidi ex concittadini. Dern regala emozioni ma Forte con la brontolona e saggia Squibb non sono da meno; anzi, rafforzano la narrazione che con la complicità del bianco e nero ci riporta indietro coi ricordi.

Vitgar 11/03/15 11:27 - 586 commenti

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Bel film con paesaggi splendidi e un uso del bianco e nero davvero raffinato. Ambientato in Nebraska, dove si coglie una America periferica e rurale ben lontana dalle patinate ambientazioni tipicamente "da States". La trama non è originalissima ma è ben congegnata e lascia molto amaro in bocca. Buono il cast, ben allineato con il contesto e deliziosa la colonna sonora firmata da Mark Horton.
MEMORABILE: Il furto del compressore... nella casa sbagliata.

Hackett 12/03/15 13:45 - 1784 commenti

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Anche se sembra un film studiato a tavolino per andare a caccia di premi, Nebraska riesce nell'intento di emozionare lo spettatore. Il bravo Payne, migliorato di film in film e con una certa propensione per l'on the road, si affida a interpreti eccellenti, indugia su paesaggi splendidamente fotografati e coinvolge tra dialoghi pungenti e silenzi significativi disegnando personaggi veri nella loro normalità.

Rebis 7/08/15 20:41 - 2091 commenti

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Sulle orme di Peter Bogdanovich, Alexander Payne informa un cinema dall'impianto classico che attinge a piene mani dalla mitologia americana: il road movie, epifania della cultura yankee - un paese d'ottobre infestato di ricordi - piano assiale che definisce distanze generazionali, che si fa immersione nelle origini identitarie, senso ultimo di un sogno ormai sconfitto. Niente di sostanzialmente nuovo come scelta a priori: conta l'atmosfera, l'intimismo sofferto, l'ironia liberatrice, gli sconfinamenti nel patetico - anche. Straordinario Bruce Dern, ma l'intero cast gli tiene testa.

Myvincent 3/12/15 12:02 - 2659 commenti

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Road-movie che racconta dei difficili rapporti familiari intergenerazionali e non solo, quando la quarta età lascia le tracce che lascia, a prescindere da quale cultura appartenga. C'è un sogno a cui aggrapparsi che diventa il volano per rimettere in moto un'esistenza che pare giunta a destinazione. Ottimo Bruce Dern in un'interpretazione da Oscar "morale". Qualche forzatura narrativa poteva essere evitata.
MEMORABILE: La disperata, esilarante ricerca di una dentiera fra i binari di una stazione.

Pinhead80 8/11/17 10:19 - 4038 commenti

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Padre e figlio dal Montana al Nebraska per riscuotere un premio fasullo. Il viaggio sarà l'occasione per rinsaldare il loro rapporto e per mettere in luce elementi del passato che motivano il presente. Nell'ermetismo del personaggio interpretato da Bruce Dern c'è la storia di un uomo che porta sulle sue spalle dignitosamente il peso degli errori fatti. La consapevolezza di aver dato poco alle persone che lo amano lo spinge a voler lasciar loro qualcosaper cui possano andar fiere di lui. Un film di una bellezza sconvolgente che sa di vita.

June Squibb HA RECITATO ANCHE IN...

Rocchiola 11/06/18 12:28 - 889 commenti

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“Questo è un paese per vecchi” potrebbe essere il sottotitolo di questa dolente ballata on the road che ritrae un’America profonda e marginale. Un Dern invecchiato e trasandato offre l’interpretazione della vita giustamente premiata a Cannes e guida un bestiario umano di sconfitti cattivi e rancorosi ritratti con un tocco d’ironia grottesca che può ricordare con le dovute differenze quello di Alvin Straight. Ma il finale offre un minimo di speranza. Sarà per il titolo ma lo splendido banco-nero del film mi ricorda il Nebraska di Springsteen.
MEMORABILE: Il karaoke; Il pugno a Keach; La passerella finale nel paese d’origine alla guida del nuovo furgone; La visita al cimitero; La ricerca della dentiera.

Lou 16/04/19 17:36 - 999 commenti

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Road movie d'autore in un suggestivo bianco e nero. L'ex duro Bruce Dern interpreta l'anziano e un po' svaporato Woody che dal Montana si fa accompagnare dal figlio in Nebraska per ritirare un inesistente premio-truffa pubblicitario da un milione di dollari. Paesaggi desolati, molta malinconia, qualche forzatura per un film d'effetto che incuriosisce e commuove.

Enzus79 9/09/19 13:07 - 1882 commenti

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Sorta di road movie all'americana: padre e figlio in un viaggio nonsense. Film cinico, a tratti cupo e grottesco, con momenti ilari ma che ha l'intelligenza di non cadere mai nel banale. Non brilla certamente per originalità, ma probabilmente è il miglior film firmato Alexander Payne. Da applausi l'interpretazione di Bruce Dern. Discreta colonna sonora.
MEMORABILE: Tutta la famiglia davanti alla tv.

Thedude94 24/11/20 00:31 - 642 commenti

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Notevole film on the road diretto ottimamente dal buon Payne e interpretato in maniera eccelsa dal grande Dern (tra gli altri il bravo Forte e la sorprendente Squibb). La storia si concentra pienamente sulla figura del protagonista, un vecchio alcolizzato che sembra essere poco cosciente e la sua famiglia, in particolare il secondogenito che cerca di dargli un'occasione di speranza e di illusione. Ottimo l'intero comparto tecnico: la fotografia in bianco e nero ci sta tutta e la regia è sempre solida. Non stanca mai e riesce anche a divertire, in alcuni punti.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Galbo • 14/05/14 17:52
    Consigliere massimo - 3801 interventi
    @Didda
    Nel tuo commento "grevi problemi della provincia americana" sta per gravi o volevi proprio dire grevi (nel senso di pesante) ?
  • Discussione Didda23 • 14/05/14 21:22
    Comunicazione esterna - 5746 interventi
    Intendevo grevi nel senso di pesanti. Se non va bene,si può sostituire in gravi. Zender c'è un errore di battitura "dolcemente " e non docemente.
    Comunque potrebbe piacerti, Galbo
  • Discussione Galbo • 15/05/14 05:34
    Consigliere massimo - 3801 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Comunque potrebbe piacerti, Galbo

    ne sono certo, lo vedrò certamente :)
  • Homevideo Mco • 15/06/14 23:48
    Scrivano - 9687 interventi
    Dal 4 Giugno 2014 disponibile in BD per Lucky Red.
  • Discussione Ruber • 15/08/16 15:36
    Compilatore d’emergenza - 9008 interventi
    La moglie del protagonista è tremendamente divertente nella parte della sboccata allegra!
    Ultima modifica: 15/08/16 18:27 da Zender
  • Homevideo Rocchiola • 11/06/18 14:08
    Call center Davinotti - 1175 interventi
    Bell'edizione dall’immagine perfetta con giusto un lieve filo di grana, ma è un bianco-nero splendido quello catturato dal direttore della fotografia Phedon Papamichael. Audio italiano DTS 3.0 ottimo ma bassino bisogna alzare parecchio il volume. Ottimo anche il commento sonoro curato da Mark Orton membro della band chamber-folk dei Tin Hat Trio.