Paradiso amaro

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The descendants
Anno: 2012
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 25
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ce lo svela lo stesso Clooney nella veste di narratore: "Non si capisce perché le famiglie che abitano alle Hawaii non debbano avere gli stessi problemi di tutti". E' per questo che la scelta di una location tanto insolita per ambientarvi un dramma colpisce immediatamente: nell'immaginario di chi sogna le Hawaii c'è la gioia di una vacanza, il viaggio felice in un paradiso esotico; ma per Matt, che lì ci vive da sempre (la sua è una delle più ricche famiglie locali) è diventato davvero il paradiso amaro del titolo. Una brevissima sequenza sullo sci d'acqua ed Elizabeth, sua moglie, è già distesa sul lettino d'un ospedale, in coma. Le cose tra i due non andavano troppo bene da un po', ma trovarsela lì davanti senza vita o quasi e dover...Leggi tutto crescere da soli due figlie decisamente “non facili” non è una bella prospettiva. Se poi ci aggiungiamo che proprio quando si sogna di ricucire appena possibile il rapporto arriva la notizia che lei ti tradiva... E' un Clooney di rara intensità quello che domina il film: è tra le rughe del suo volto che si legge lo spessore della sceneggiatura, lontana dalla banalità e matura anche nella descrizione del rapporto con le figlie; con qualche inevitabile concessione al comico nella caratterizzazione di Sid (Krause), il rozzo amico della figlia maggiore, giusto quel poco che basta per non appesantire troppo il film lasciando aperto qualche spiraglio ironico. Più debole la regia, che spesso indugia su prolungamenti di poco conto graziata dal gran lavoro sulle musiche. Il quadro d'insieme convince, anche perché non era facile trovare una giovane attrice così in gamba (Shailene Woodley) che sapesse trattenere la forza di dialoghi semplici ma spesso pregnanti. Lo sviluppo della storia tiene conto di più fattori che andranno a comporsi al meglio durante lo svolgersi dell'azione, confermando la validità del copione. Non accade nulla di straordinario, ma la bravura sta anche nel saper rendere interessante la quotidianità, e in questo è bravo Payne, a gestire con arguzia i rapporti tra i personaggi, a sfruttare i sentimenti di spaesamento e insieme la risolutezza del protagonista, che si erge facilmente a dominatore della scena interagendo a turno con amici e parenti quasi sempre descritti con gusto. Senza stupire eccessivamente, e anzi chiudendosi in un finale un po' strascicato, PARADISO AMARO riesce nell'intento di dipingere un quadro drammatico senza indulgere nel lacrimevole né disdegnare inattesi cambi di registro. Ottimo Robert Forster nel ruolo del nonno.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/02/12 DAL BENEMERITO PAULASTER POI DAVINOTTATO IL GIORNO 1/03/12
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Markus 5/03/12 09:44 - 3438 commenti

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Payne alle prese con un soggetto semplice e impiegato più volte nel cinema: la morte, lo sfasciamento familiare, il rapporto genitori-figli e non ultimo l'adulterio. Temi che in altre pellicole sono stati fotografati talvolta con banalità; qui, invece, sono acutamente dosati senza cadere nel manierismo eccessivo (se non quello obbligato ai fini dello spettacolo). Clooney è perfetto e convince e non può farci niente se ha la faccia da gigione, ma il pezzo forte del film è l'insolita ambientazione hawaiana priva di cliché ormai obsoleti.

Paulaster 1/02/12 09:44 - 3300 commenti

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Un’occasione persa per una sceneggiatura importante. Il tema viene stemperato spezzettando le scene con musichetta hawaiiana e infilando piccole parti più leggere, come 10 minuti di voce fuori campo all’inizio e il personaggio di Sid (inutile). Non si è voluto osare, ed è un peccato. Clooney sa essere intenso ma troppo spesso sembra che si dimentichi che la madre sta crepando in un ospedale, mentre la famigliola mette insieme i pezzi. Anche la parentesi sulla ricerca e scoperta dell’amante è posticcia.

Ford 1/03/12 18:53 - 582 commenti

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George Clooney sta diventando la "faccia" di questo cinema indie che racconta storie potenti quanto smozzicate e questo film è così: via gli stereotipi hawaiani, ma senza togliere il fatto che questa storia, fuori dal cinquantesimo stato, sarebbe stata diversa. Grandi personaggi, divertenti ma profondi quando serve, situazioni tragiche che strappano più di una risata, dinamiche sentimentali bestialmente raffinate, una regia pulitissima ma per niente scialba, un'ora e mezza d'intrattenimento che sa far pensare.

Capannelle 14/02/12 08:57 - 3926 commenti

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Un delicato equilibrio tra dramma e ironia: a volte ci riesce, a volte appare artificioso. Girato in tenore indie, sfata il mito della donna in coma che tutti venerano: qui tutti la infamano (e alla fine si sconfina nel ridicolo). Clooney si ritaglia un ruolo abbastanza sofferto come "genitore (e marito) di scorta" e duetta bene con la promettente Woodley consentenendo a lei e all'amico Sid di giocare ai teenager "bocche della verità". Molte le figure di contorno che si muovono bene nelle pieghe di uno script furbetto ma meditato.

124c 20/02/12 12:26 - 2815 commenti

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Film drammatico con qualche spruzzata d'umorismo, che stempera i momenti tesi con un George Clooney misurato e in parte. Fra i tanti temi trattati c'è anche quello dell'eutanasia, sempre difficile da proporre in immagini. Mi è molto piaciuto il rapporto che il personaggio di Clooney ha con le sue figlie, simpatiche e molto carine, specie quella più grande. Robert Forster, come Beau Bridges, ha poche scene, ma ben recitate. Molto bravo anche Matthew Lillard. Scenari esotici strabilianti, da villeggiatura estiva. Tre.
MEMORABILE: George Clooney fa footing sulla spiaggia hawaiiana, incrocia Matthew Lillard, l'amante della moglie e si mette a seguirlo fino a casa sua.

Puppigallo 18/02/12 00:20 - 4673 commenti

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Siamo nel facile con qualche sporadico guizzo. Clooney se la cava piuttosto bene, pur gigioneggiando un po' troppo (quando enfatizza sfiora la macchietta) e il resto della banda attorica è passabile (il migliore è il padre della comalesa). Si pigiano gli stessi tasti per tutto il film (dramma, famiglia e presa di coscienza). Ma alla fine, l'unico vero pregio della pellicola sta nel farci vedere questi paradisi sotto una luce meno favolesca (le speculazioni edilizie e i problemi familiari comuni a tutti). Come dice il protagonista: "Anche qui i tumori sono tumori e la vita non è semplice".
MEMORABILE: Il vecchio padre della donna in coma al ragazzo che ride di sua moglie arteriosclerotica: "Ragazzo...ora ti picchio". E gli tira un pugno.

Cotola 20/02/12 01:20 - 8040 commenti

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Non convince l'ultima fatica di Payne (regista probabilmente fin troppo lodato): tratta temi importanti e cerca di farlo in modi non convenzionali, ma non sempre ci riesce. La commistione tra dramma e commedia è abbastanza ben miscelata e risulta opportuna per scacciare la fastidiosa sensazione che si desideri cedere alla voglia di speculare sul dramma. D'altronde certe scene lasciano più di un dubbio in proposito. Alla fine resta qualche bel momento ma anche alcuni altri evitabili e diversi snodi narrativi abbastanza prevedibili. Rimandato.

Galbo 20/02/12 07:07 - 11693 commenti

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Dopo il road movie Sideways, il regista Alexander Payne torna con una storia di ordinario dolore familiare, ambientata in una località esotica (le isole Hawaii) che scopriremo in un'immagine diversa dalla consueta "cartolina" turistica.Una sceneggiatura scarna in cui non manca un'adeguata caratterizzazione dei personaggi le cui interazioni costituiscono il pregio maggiore della pellicola. In un ruolo di sconfitto dalla vita (nonostante le apprenze) George Clooney se la cava benissimo.

Xamini 22/02/12 00:44 - 1069 commenti

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Pellicola umana, nel dramma. Che significa anzitutto niente slanci e molta normalità. Pur all'interno di una famigliola spezzata ricca sfondata. È questa la sua particolarità da esaltare, specie laddove esasperata dal contrasto con il paradiso (amaro) sullo sfondo. Che sta un po' a dire "le camice a fiori, il Sole, il mare e le palme son mica tutto". Gli crediamo in parola, limitandoci a storcere il naso per l'eccessivo voice-over iniziale e per la cartolina finale: sarà mica questa l'immagine del concetto di famiglia!
MEMORABILE: Alcune omissioni, più preziose di tutto il detto.

Jandileida 20/02/12 22:52 - 1343 commenti

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Il film di per sè è invero mediocre: a volte il rischio di scivolare nel melenso diventa realtà e la lacrima facile è usata senza parsimonia da Payne che replica, senza troppi guizzi, lo schema già utilizzato in California con successo. Il vero motivo per sedersi in sala risiede, per me, nel tentativo di scardinare il mito delle Hawaii come luogo sospeso tra la terra e il cielo: dolore e speculazione edilizia lambiscono e usurano anche le anime e la natura di Oahu e Maui. Clooney un po' gigioneggia ma è bravo, Forster fa la sua figura.

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Tarabas 23/02/12 09:32 - 1805 commenti

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Cinicamente, verrebbe da scrivere "Weekend di famiglia alle Hawaii con la moribonda". In realtà il film è ben scritto, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi (specialmente quelli minori). Però la sensazione è di un'operazione troppo pensata e poco autentica, con troppi momenti in cui il bilancino è stato usato fin troppo attentamente, qui si ride, qui si piange, qui ci si arrabbia... Così, mi risulta difficile provare vero interesse per le vicende narrate. Alcuni personaggi, come Syd, sono artificiosi.

Ilcassiere 23/02/12 19:03 - 284 commenti

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Originale nel mostrare l'altro lato di ciò che viene sempre considerato un paradiso (anche alle Hawaii ci sono incidenti, lutti, problemi familiari, abusi edilizi) e nel rendere la vittima allo stesso tempo anche colpevole. Tuttavia non convince del tutto: George Clooney non sembra perfettamente a suo agio alle prese con il dolore più profondo e l'amico scemo della figlia è francamente una forzatura che si poteva evitare. Vedibile ma sopravvalutato.

Daniela 25/02/12 11:13 - 10739 commenti

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Come chiosava il titolo di una celebre telenovela, "Anche i ricchi piangono". Lo fanno immersi nell'agio e magari - come in questo caso - in luoghi di grande bellezza, ma poi anche loro devono fare i conti con incidenti e lutti. Payne affronta un tema drammatico con tocco leggero, in ciò aiutato da Clooney in una interpretazione riuscita, soprattutto come "genitore di riserva" costretto ad occuparsi in prima persona delle figlie che poco conosce. Non un capolavoro (il patetico ed il frivolo sono in agguato), ma un film da vedere. 3 pallini

Pigro 25/02/12 11:30 - 8512 commenti

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Un film che ama la medietà: esotico (l’ambientazione hawaiana) ma non troppo; drammatico (la moglie in coma che sta morendo) ma non troppo; commedia (il marito che scopre la relazione extraconiugale della donna) ma non troppo; con qualche sfondo sociale o generazionale, ma non troppo. La sceneggiatura è precisa ma non troppo, la regia funzionale ma non troppo. Perfino Clooney è convincente ma non troppo. Le ovvietà narrative e cinematografiche abbondano ma, tenute col bilancino, non infastidiscono più di tanto. Insomma: carino. Ma non troppo.

Cloack 77 4/05/12 17:16 - 547 commenti

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Alexander Payne passa un velo di leggerezza su ogni dramma e guarda al futuro; purtroppo spesso la “leggiadria” è grossolana superficialità: il destino dei terreni da vendere è chiaro dal momento stesso in cui vengono mostrati, il rapporto con la figlia maggiore è il manifesto dello sceneggiatore principiante (contrasti duri, contrasti più tenui, occasione di un riavvicinamento) così come il “disegno” dell'amico, la spalla comica-filosofa, assolutamente inutile e superflua.

Saintgifts 15/05/12 22:49 - 4098 commenti

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Il paradiso sono le Hawaii (nell'immaginario collettivo), ma per chi ci vive, impegnato nei suoi problemi, è un posto come un altro: è distratto da ciò che sta intorno, ma non lo dimentica. Un'immagine nuova di quel paradiso e l'unica danzatrice è la bambolina sul cruscotto della Jeep. Si rimane meravigliati dalla bassa intensità dei sentimenti iniziali verso una moglie e mamma in coma, ma poi si capisce perché: tutto deve crescere gradatamente lungo lo svolgersi della storia, ma la cosa dà a tutto un senso di artificiosità.

Chimera70 12/06/12 11:24 - 34 commenti

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È il film di Payne che mi è piaciuto di meno. Di certo non annoia, è sceneggiato e recitato bene, solido nel suo insieme; ma ci sono situazioni (Clooney alle prese con la figlia imbestialita, Clooney all'ospedale con la moglie in coma ecc.) dialoghi, personaggi (le figlie di Clooney, il loro nonno) già visti in troppi altri film per poterne ricavare una buona impressione.

Lupoprezzo 4/11/12 16:58 - 635 commenti

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Il ruffiano Payne per tutta la durata della pellicola asseta un colpo al cerchio e uno alla botte, portando a casa in maniera scontata il risultato. Peccato, perché con il materiale a disposizione si poteva fare di più. Purtroppo la sceneggiatura è superficiale, ammiccante, con poco coraggio e risibile quando tenta qualche affondo importante nella tragedia. E dire che in certi passaggi regala anche qualche breve sussulto. Uno spreco anche dal lato attoriale: Clooney non è Cary Grant, ma resta sempre godibile; la sorpresa però è la giovane Woodley.

Nando 20/02/13 12:54 - 3580 commenti

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Commedia agrodolce con notevoli implicazioni sentimental-familiari. Molte le argomentazioni proposte con venature malinconiche preponderanti rispetto a quelle gioiose. Interessanti le ambientazioni hawaiiane che vengono viste con un occhio meno vacanziero e paradisiaco. Clooney appare abbastanza appropriato.

Piero68 18/03/13 09:18 - 2848 commenti

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Nel magnifico scenario hawaiano un bel film drammatico con caratterizzazioni davvero ben fatte. Oscar alla sceneggiatura non originale nonostante il soggetto non sia proprio fresco (vedi Destini incrociati o L'ombra del sospetto). Ma il merito è comunque tutto del regista, che riesce a dirigere bene un cast ben assortito. Su tutti un dismesso Clooney, ma anche i giovani non demeritano. Bene anche fotografia, montaggio e colonna sonora. Anche il finale senza happy-ending, anche se abbastanza telefonato, non dispiace, nella valutazione globale.
MEMORABILE: La corsa ciabattata di Clooney da casa sua a casa degli amici quando la figlia le confessa il tradimento della moglie.

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Lou 7/06/16 14:54 - 1046 commenti

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L'insolita ambientazione nelle Isole Hawaii di una storia a sfondo drammatico consente al regista Payne di giocare con successo sull'alternanza di tragedia e commedia, aiutato in questo da un perfetto Clooney. Il protagonista si trova infatti ad assistere la moglie in coma a seguito di un incidente in barca, scoprendo nel frattempo l'adulterio di lei: la scena dell'incontro con l'amante della moglie è spassosa e vale da sola il film. Recitazione credibile per tutto il cast, con menzione particolare per Woodley (figlia) e per Forster (suocero).

Parsifal68 29/11/16 12:29 - 607 commenti

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Il mondo crolla addosso a un facoltoso uomo quando la moglie rimane vittima di un incidente che la lascia in coma irreversibile. Ma la donna custodiva un terribile segreto. Titolo ossimoro per un dramma a forti tinte nel quale Clooney, ormai attore maturo, recita con enorme e sincero trasporto. L'ambientazione hawaiana serve a stemperare il clima cupo che si respira, greve in alcuni momenti e mai consolatorio. Un film asciutto, non patetico, diretto con mestiere. Da vedere.

Didda23 21/06/17 11:41 - 2324 commenti

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Bel film di Payne che conferma la propria abilità narrativa confenzionando un prodotto che mischia sapientemente drammatico e denuncia sociale, senza troppi eccessi sfruttando la naturalezza delle relazioni umane. Forse non del tutto originale nella storia, con il passato che non può risolversi ma che getta le basi per un futuro più soldo e consapevole. Lo rende certamente particolare la location hawaiana, lontanissima dagli stereotipi vacanzieri. Clooney su buoni livelli (non si perde in futili gigionerie) e memorabile Forster.
MEMORABILE: Foster che rinfaccia a Clooney di essere stato avaro nei confronti della moglie; Alla ricerca dell'amante; Il terreno in eredità.

Giosac70 9/09/21 03:14 - 25 commenti

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Film drammatico in cui il regista Payne con molta sensibilità tratta temi di vita quotidiana come la morte, il tradimento, il rapporto difficile genitori-figli ma soprattutto il sentimento della sofferenza e della rassegnazione che si prova nel perdere chi si ama veramente. Sceneggiatura quasi perfetta e musiche adatte alla cornice meravigliosa dei paesaggi hawaiani. Buon cast di attori, ottima Interpretazione di Clooney in un ruolo diverso dal suo. Film che fa riflettere molto: da un dramma si può trarre il meglio di sé stessi.

Gordon 9/09/21 23:38 - 223 commenti

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Risulta difficile inquadrare questa pellicola agrodolce, che mischia tematiche aspre a scenette piuttosto demenziali, sempre con misura comunque. È però un sapiente Clooney a tenere le redini del film, il quale per il resto avrebbe poco da offrire in quanto a trama se non un'agognata vendetta nei confronti del rivale del buon George. I vari comprimari inoltre, pur tagliati nelle rispettive parti, non spiccano molto ma lasciano spesso il sorriso. Azzeccato e sottile anche il finale "ecologista".
MEMORABILE: Clooney torchiando il rivale: "Sei stato anche nel mio letto allora?" "Sì, una volta" "Almeno quest volta potevi mentire eh!" "E va bene, due volte".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Galbo • 17/02/12 05:44
    Consigliere massimo - 3863 interventi
    da oggi al cinema
  • Discussione Galbo • 27/02/12 05:45
    Consigliere massimo - 3863 interventi
    Vincitore dell'Oscar per la migliore sceneggiatura non originale.