La malavita attacca... la polizia risponde!

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1978
Genere: poliziesco (colore)
Note: Aka "La malavita attacca la polizia risponde!" o "La malavita attacca, la polizia risponde!"
Numero commenti presenti: 19
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/05/07 DAL BENEMERITO PUPPIGALLO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 2/02/08
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Puppigallo 4/05/07 23:14 - 4613 commenti

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Buon inizio, con maggiordomo che porta via le armi degli invitati su un vassoio. Non male anche i titoli di testa con mitragliata. Purtroppo il film è un mezzo guazzabuglio, con musiche indecenti, ritmo altalenante e inquadrature dilettantistiche. Ogni tanto è persino comico (volontario?). Il giovane commissario è assai poco credibile, mentre il malavitoso Rudy almeno è piuttosto simpatico. Qualcosa di buono c’è (la spartizione a seconda del ruolo, pisciata con legnate, cane al fresco). Dialoghi mediocri, come mediocre è la pellicola.
MEMORABILE: "Vatte a fidà degli amici. Non era cattivo però era un cornuto, cacone, ricottaro e fio de na mignotta".

Homesick 22/05/07 18:36 - 5737 commenti

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Poliziesco di routine con doppiogiochisti, poliziotti infiltrati e boss della mala in conflitto tra loro, ma nel complesso saldo e piacevole, sicuramente consigliato ad appassionati e completisti. Leonard Mann come commissario di ferro non è certo Merli o Gasparri, ma nel compenso ci sono Ettore Manni e John Steiner, sempre in gamba.
MEMORABILE: I letali inviti a cena nella villa di Chris Avram.

Daidae 3/07/10 14:09 - 2848 commenti

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Trattasi di poliziesco poveristico firmato da un grande del genere (Napoli spara e Milano violenta). Deboluccio, visto una volta difficilmente si avrà voglia di rivederlo; non male il cast nel quale si esaltano il bastardissimo Steiner e Avram nella parte del vero cattivo di turno. Si può vedere senza aspettarsi un granché.

Lucius 11/05/11 01:35 - 2913 commenti

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Una regia dispersiva per una storia ordinaria. Qua e là qualche guizzo di tecnica si fa apprezare, ma nel complesso è un po' troppo confuso e si gioca le potenzialità perdendo fiaccamente su una storia imbastita intorno all'uccisione di tre boss della malavita. Qualche personaggio interessante, ma nel complesso regna la mediocrità.

Gestarsh99 14/05/11 15:48 - 1385 commenti

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Quarto ed ultimo poliziesco per Mario Caiano, certamente meno trasandato e ridicolo rispetto al deleterio Napoli Spara! Come in altri prodotti del regista, anche in questo film si riscontrano quella tipica lentezza ingrigita e quei cupi toni smorzati che fanno un po' da zavorra agli sviluppi dell'azione. Le novità apportate dalla trama al genere sono irrisorie e la pellicola procede riproponendo quadri arcinoti, dipinti da un cast di surrogati tipologici di ben altre icone già consolidate. Mann non smentisce neppure qui il suo ruolo di commissario moscio e abbacchiato. Piatto e anonimo lo score di Lallo Gori.
MEMORABILE: Alcuni botta e risposta assurdi. Mann rivolto alla Omaggio: "È femminista?" e lei "No, sono paralitica" (!?).

Uomomite 21/07/11 01:24 - 174 commenti

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L'incipit muto è clamoroso, il resto del film no. La regia di Mario Caiano è "corretta" ma niente di più, il supercattivo è il solito supercattivo impersonato da Chris Avram (l'insospettabile che in realtà è il grande burattinaio), il ruolo del commissario (personaggio che in un poliziesco sarebbe basilare) è affidato a un Leonardo Manzella qualsiasi e risulta del tutto privo di fascino e personalità. Le uniche cose che funzionano sono la pittoresca rappresentazione della piccola malavita romana e la colonna sonora di Lallo Gori (che tutti sembrano odiare, chissà perchè...)

Il Dandi 15/04/12 17:39 - 1917 commenti

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Poliziesco gravemente insufficiente su tutti i fronti: trama inverosimile, azione di scarsa resa, ritmo zoppicante e Leonard Mann protagonista (insalvabile come sempre). La cosa più interessante è la banda di criminali coatti capeggiata da John Steiner (tutti doppiati in romanesco grevissimo), che produce uno straniante effetto comico ma coglie un pezzo di "verità" inedita: al punto che alcune scene e dialoghi (su tutte il pestaggio con minzione) sembrano aver fornito il modello ai più recenti "eroi" di Romanzo criminale.
MEMORABILE: Il pestaggio con minzione addosso alla vittima.

Dusso 21/03/13 12:04 - 1548 commenti

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L'incipit non è certo originale (uguale a quello di L'uomo dal pugno d'oro) e poco dopo Ressel proprietario di una gioielleria va via lasciandola aperta (sic!), ma tutto il film sarà costellato di ingenuità o inverosimiglianze. Nonostante, seppur a tratti, il film sia gradevole, è il poliziesco meno riuscito di Caiano.

Motorship 8/05/13 17:31 - 575 commenti

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Ultimo e peggiore poliziesco di Mario Caiano, anche se non proprio pessimo. Certo il film ha davvero parecchi limiti, soprattutto se si pensa che è un poliziesco: poca azione, ritmo davvero al minimo sindacale, e anche la storia è davvero poca cosa. Certo qualche effetto qua e là c'è, ma nel genere si è visto decisamente di meglio. Mann come commissario di ferro non funziona proprio; meglio Steiner (anche se ha un qualcosa di comico, il suo personaggio), Manni e Avram. Dialoghi spesso insufficienti e tante ingenuità.

Jdelarge 6/05/14 18:17 - 904 commenti

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Più noir che poliziottesco, questo film scorre senza raggiungere picchi elevatissimi di qualità (anche se qualche bella scena è presente), ma si lascia vedere più che volentieri, complice la solita buona ed elegante "confezione" che Caiano riesce a creare. Tra gli attori (tutti piuttosto sottotono) spicca il nome di John Steiner, che risulta essere il vero mattatore della pellicola. Azzeccata la colonna sonora. Discreto.

Mario Caiano HA DIRETTO ANCHE...

Nicola81 22/03/15 18:29 - 2128 commenti

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Una discreta fregatura. Il titolo induce erroneamente a pensare (al pari del precedente A tutte le auto della polizia) a un poliziottesco infarcito di azione e sparatorie, Caiano dietro la macchina da presa ispira fiducia, il cast sulla carta è interessante, tra gli sceneggiatori figura persino Arrigo Petacco.... Inevitabile la delusione, quindi, nel constatare che il film non decolla praticamente mai, risultando ben confezionato ma dall'encefalogramma quasi costantemente piatto. L'unico poliziesco di Caiano trascurabile.

Rufus68 17/05/16 22:20 - 3367 commenti

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Povero nella sceneggiatura, irrisolto in alcuni personaggi (Maria Rosaria Omaggio), dagli sviluppi lenti e prevedibili... eppur si segue. Niente di che, s'intende, ma il cinema di quegli anni vantava una forza artigianale che garantiva sempre un certo ruspante vigore. Se Mann è a dir poco scialbo, ci pensa Steiner a tenere in piedi la baracca con la sua andatura dinoccolata e insolente.

Trivex 19/08/16 09:05 - 1563 commenti

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Film di gangster all'italiana dove troviamo uno Steiner meno efficace del solito e un Leonard Mann non troppo coinvolto nella parte. Personalmente ho trovato meglio le figure interpretate da Chris Avram e dalla sempre bella Maria Rosaria Omaggio; gli altri sono comprimari senza infamia e senza lode. Storia di routine, regia appena oltre la sufficienza e qualche momento azzeccato per un film evidentemente testimone del viale del tramonto del notsro cinema noir/poliziottesco, che aveva trovato nei quinquennio precedente l'apice della sua storia.

Pessoa 3/11/16 00:11 - 1520 commenti

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Caiano, valido regista di genere, questa volta confeziona un film senza sangue né sostanza. I dialoghi sono imbarazzanti, Mann è fuori parte e svogliato mentre la Omaggio recita qui davvero male. La storia, nonostante le firme eccellenti, non funziona mentre le musiche sperimentali di Gori sono spesso fastidiose. L'azione che dovrebbe caratterizzare questo genere di film latita. Si salvano Steiner e una bella fotografia di Santi. Troppo poco per la sufficienza. Superfluo.

Myvincent 26/06/17 08:27 - 2838 commenti

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Rapinatori che si fingono poliziotti e viceversa, poi boss malavitosi che si contendono il viscido territorio della malavita: il film è un prodotto tipicamente italiano; per il modo di girare, le facce, la moda dell'epoca e i risvolti cronachistici (seppure trattati convenzionalmente). Leonard Mann è un ispettore un po' sgualcito ma credibile, in mezzo a questo carrozzone che, complessivamente, va dove deve andare. Da rivalutare e senza necessariamente la benedizione di Tarantino.

Maik271 27/12/17 11:55 - 436 commenti

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La trama, anche se poco originale, non è male, il cast di attori nemmeno (Mann forse è l'unico in un ruolo non adatto). Non ci si annoia, però gli manca qualcosa per poterlo considerare un buon film. Non so dire se la colpa sia della regia di Caiano troppo neutra, delle musiche anonime o delle location già ampiamente sfruttate e che danno al film un'aria di gia visto. Comunque non male.

Alex75 3/01/19 13:43 - 719 commenti

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Nonostante un incipit promettente, il film di Caiano alterna sequenze vigorose (soprattutto negli squarci di malavita borgatara, con Steiner indiscutibile e truce protagonista) a ingenuità e momenti irrisolti, tanto più che il regista non sembra aver pieno controllo del balletto di doppi giochi che caratterizza l’intreccio. Il cast di seconde scelte (ad eccezione di Steiner e Manni) non contribuisce certo a elevare il film dalla mediocrità. Musiche sperimentali di Gori non sempre adeguate.
MEMORABILE: L'incipit; L’esecuzione e l’”elogio funebre” del Cinese ("Non era cattivo però era un cornuto, cacone, ricottaro e fio de na mignotta").

Mco 6/01/19 23:40 - 2186 commenti

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Tra i polizi(ott)eschi meno conosciuti del periodo d'oro del genere, malgrado la salda regia di Caiano e le ottime musiche di Lallo Gori. Va detto che siamo più dalle parti del noir, con focus sulla pancia della delinquenza organizzata in quel di Roma e solo marginalmente sulla delinquenza comune. L'autorità è qui rappresentata da Mann, un commissario anticonvenzionale ma efficiente, mentre il grande boss è uno spietato Avram. Il ritmo non è altissimo ma funzionale a un'esplosione di violenza che non risparmia colpi bassi. Da rivalutare.
MEMORABILE: La morte del "cinese" (Thomas Rudy); La triste fine del cagnolino del commissario.

Ciavazzaro 8/05/21 02:13 - 4769 commenti

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Nonostante non sia un capolavoro né sia privo di difetti, il film risulta godibile. Da citare il diabolico Avram, un po' troppo caricaturale il personaggio di Steiner, ottima ma avrebbe meritato più spazio la Omaggio, umano il commissario di Mann (doppiato da Kalamera). Da segnalare pure Manni ex poliziotto e Gaipa venduto dottore. Ottime fotografia e scenografie (la villa della Omaggio con la scalinata), belle anche le musiche di Gori. Forse il finale sarebbe stato meglio appena più lungo e avrebbe giovato il taglio di qualche scena di più prima, ma alla fine non è male.
MEMORABILE: La Omaggio che tenta di salire le scale per andare al piano di sopra; L'inizio con la cena a sorpresa !; La soffitta e il baule col segreto.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Funesto • 21/07/11 12:26
    Fotocopista - 1418 interventi
    Ricordo lo score di A Tutte le Auto della Polizia... qualcosa di inascoltabile... Gori, per carità, sarà anche una bravissima ed adorabile persona, ma se le sue tracks sono di quel livello gli consiglierei di cambiar mestiere XD
  • Discussione Il Dandi • 21/07/11 14:46
    Contratto a progetto - 1490 interventi
    A Lallo Gori va riconosciuta una peculiarità non da poco: quella di essersi sempre mostrato più propenso a sfornare strumentali per formazioni "combo" che non ad accompagnare le immagini con musiche orchestrali. Questo probabilmente si spiega meglio se si considera che Gori a differenza della maggiorparte dei suoi colleghi nasce come compositore di canzoni, e non come arrangiatore o direttore d'orchestra.

    Ora non ricordo la musica di questo film, ma come esempio vanno benissimo quelle de Il commissario di ferro (che tanto è piaciuta a Gest ma non a me) o A tutte le auto della polizia (che è tanto dispiaciuta a Funesto ma non a me): non abbiamo le sezioni fiati tipiche, che so, dei polizieschi di Franco Micalizzi, o gli archi di Stelvio Cipriani; bensì semplici frasi melodiche (generalmente di tastiere, organi e synth) che lavorano sopra a un giro ritmato e ripetitivo di basso.

    Forse fanno eccezione i suoi western (Le colt cantarono la morte e fu tempo di massacro, etc...) perché lì lo stile morriconiano era uno standard a cui tutti dovevano adeguarsi manieristicamente.

    Però se si ascolta il flauto vagamente jazzato di AAA massaggiatrice offresi (una delle cose migliori del film), oppure la lugubre chitarra fuzz di La morte scende leggera (la mia preferita), credo riconoscerete anche voi lo stesso schema.

    Magari, Uomomite, tu che suoni apprezzi il suo stile perché lo trovi più rock, ma a chi non è interessato a certe soluzioni produttive sembrerà solamente più povero. Ecco: forse Lallo Gori accontenta più facilmente i musicofili che i cinefili.
  • Discussione Gestarsh99 • 21/07/11 16:58
    Scrivano - 16910 interventi
    Spiegazione esemplare, Dandi!
    Molto probabilmente le tue impressioni corrispondono al vero e devo ammettere di ritrovarmici abbastanza, anche se, detto sinceramente, non mi sono mai soffermato a dovere nell'analisi e nel raffronto dei vari score composti da Gori.
    Però fino all'intervento di Uomomite non avevo mai sentito parlare di questa supposta idiosincrasia generalizzzata verso l'autore romagnolo, ecco perchè ci ho tenuto a precisare la mia totale estraneità neutrale alla faccenda (mi son sentito tirato in causa dal fatto che il mio commento al film fosse l'unico a contemplare un giudizio sulle musiche).

    Come ho già scritto, per me conta parecchio quanto un tipo di sonorità riesce a trasmettermi a pelle, evocando sensazioni strettamente collegate al retroterra soggettivo. La soundtrack de Il commissario di ferro presenta appunto molti elementi ambient che sicuramente me l'hanno fatta apprezzare emotivamente più di altre.

    Fermo restando che, pur non essendo un "tecnico", il mio orecchio è abituato a qualsiasi tipo di ascolto, dal più minimale al più raffinato (tra le mie band preferite ci sono nientemeno che Antonius Rex e Jacula, tanto per dire).
  • Discussione Funesto • 21/07/11 22:34
    Fotocopista - 1418 interventi
    Il Dandi ebbe a dire:
    A Lallo Gori va riconosciuta una peculiarità non da poco: quella di essersi sempre mostrato più propenso a sfornare strumentali per formazioni "combo" che non ad accompagnare le immagini con musiche orchestrali. Questo probabilmente si spiega meglio se si considera che Gori a differenza della maggiorparte dei suoi colleghi nasce come compositore di canzoni, e non come arrangiatore o direttore d'orchestra.

    Ora non ricordo la musica di questo film, ma come esempio vanno benissimo quelle de Il commissario di ferro (che tanto è piaciuta a Gest ma non a me) o A tutte le auto della polizia (che è tanto dispiaciuta a Funesto ma non a me): non abbiamo le sezioni fiati tipiche, che so, dei polizieschi di Franco Micalizzi, o gli archi di Stelvio Cipriani; bensì semplici frasi melodiche (generalmente di tastiere, organi e synth) che lavorano sopra a un giro ritmato e ripetitivo di basso.

    Forse fanno eccezione i suoi western (Le colt cantarono la morte e fu tempo di massacro, etc...) perché lì lo stile morriconiano era uno standard a cui tutti dovevano adeguarsi manieristicamente.

    Però se si ascolta il flauto vagamente jazzato di AAA massaggiatrice offresi (una delle cose migliori del film), oppure la lugubre chitarra fuzz di La morte scende leggera (la mia preferita), credo riconoscerete anche voi lo stesso schema.

    Magari, Uomomite, tu che suoni apprezzi il suo stile perché lo trovi più rock, ma a chi non è interessato a certe soluzioni produttive sembrerà solamente più povero. Ecco: forse Lallo Gori accontenta più facilmente i musicofili che i cinefili.


    Un vero musicologo! Complimenti...
  • Discussione Uomomite • 22/07/11 06:38
    Galoppino - 89 interventi
    E' chiaro che ho usato il termine "odiato" con voluta leggerezza :-) Intendevo semplicemente sottolineare il fatto che ho notato più volte (non solo sul Davinotti) commenti MOOOOLTO negativi sulle sue colonne sonore.

    "Se le sue tracks sono di quel livello gli consiglierei di cambiar mestiere" (questo è fresco fresco e non è neanche tra i più "pesanti").

    Io, da musicista, condivido punto per punto l'eccellente analisi del Dandi. Di Gori apprezzo proprio la "povertà", il carattere dimesso (ma inquietante, spesso "morboso") delle sue composizioni. Ho apprezzato moltissimo anche lo Stelvio Cipriani della colonna sonora di "Bersaglio Altezza Uomo" (le musiche erano riciclate?). Nel tema principale sono completamente assenti i fiati, c'è un primo piano una chitarra ritmica incalzante, dal suono molto crudo. Questo non significa affatto che io non apprezzi i temi orchestrali, anzi...ma adoro anche questo tipo di soluzioni più "minimali", povere.
    Rilevo un certo spirito conservatore, in molti miei "colleghi" cinefili. E' come se avessero in mente uno schema e andassero in tilt quando viene cambiato :-D

    A Gestarsch88 volevo dire che anche io sono un grande fan di Jacula e Antonius Rex. In Cauda Semper stat venenum è uno dei miei dischi preferiti di sempre.

    Lo score di "A tutte le auto della polizia..." LO ADORO. Lo trovo assolutamente "residentsiano" (nel senso dei Residents)
    Ultima modifica: 22/07/11 06:50 da Uomomite
  • Discussione Zender • 22/07/11 08:07
    Consigliere - 44557 interventi
    Non conosco la musica a fondo come il Dandi o Uomomite quindi mi astengo per non scomparire nel confronto e mi limito alla lettura interessata, divertendomi a sentir tirare in ballo Jacula (che prima della ristampa in dvd in pochi avevan sentito, visto che il vinile era notoriamente una rarità assoluta, è un bel pezzo che non l'ascolto in effetti) e ancor di più Antonius Rex (In cauda era pure più raro)...
  • Discussione Gestarsh99 • 22/07/11 11:29
    Scrivano - 16910 interventi
    Uomomite ebbe a dire:
    Ho apprezzato moltissimo anche lo Stelvio Cipriani della colonna sonora di "Bersaglio Altezza Uomo" (le musiche erano riciclate?). Nel tema principale sono completamente assenti i fiati, c'è un primo piano una chitarra ritmica incalzante, dal suono molto crudo.

    Si, anche a me piace un sacco quel tema- che sarebbe poi proprio l'opening track- perfettamente in linea con la scarna ruvidezza dello stile naif del film.
    Un brano secco e senza fronzoli.

    Uomomite ebbe a dire:
    A Gestarsch88 volevo dire che anche io sono un grande fan di Jacula e Antonius Rex. In Cauda Semper stat venenum è uno dei miei dischi preferiti di sempre.

    Quindi esiste qualcun altro che li ha ascoltati... :D
    Qui a Bitonto un musicista come Bartoccetti ha la stessa fama del regista Borraccetti: NULLA!
  • Homevideo Mirrrko • 9/06/12 17:59
    Galoppino - 165 interventi
    DVD edito dalla spagnola FILMAX, con l'audio in italiano.
  • Discussione Alex75 • 26/02/19 17:32
    Call center Davinotti - 646 interventi
    Lallo Gori non è tra i miei compositori preferiti, però gli riconosco una certa originalità nei commenti musicali nell'ambito del poliziesco, soprattutto in questo film, per l'uso dei sintetizzatori (anche se il connubio con le immagini non è sempre riuscito).
  • Musiche Alex75 • 26/02/19 17:34
    Call center Davinotti - 646 interventi
    Tema dei titoli di testa e di coda, composto da Lallo Gori:
    https://www.youtube.com/watch?v=fBFTC5m7CLg