La croce di ferro - Film (1977)

La croce di ferro

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/10/07 DAL BENEMERITO CAESARS
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Caesars 24/10/07 13:36 - 3766 commenti

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Divagazione di Peckinpah che si sposta dal western al genere bellico senza per questo perdere in efficacia. La vicenda vede i soldati tedeschi impegnati sul fronte russo: tra essi c'è chi è soltanto in cerca di gloria (l'agognata "croce di ferro" del titolo) e chi invece vuole soltanto portare a casa la pelle, sua e dei suoi commilitoni, senza voler essere perquesto "glorificato". Molto bello, con un James Coburn veramente convincente nel ruolo del sergente Steiner contrapposto al vanaglorioso Maximilian Schell. La Berger è bella ma inutile.

Mark 5/02/09 15:51 - 264 commenti

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Uno dei film più efficaci e rinomati nel trasgredire lo stereotipo del soldato tedesco tutto patria e fuhrer. Lo squarcio di umanità e lealtà aperto da questa pellicola in tempi non sospetti merita decisamente attenzione. Il cast appare decisamente all'altezza, le dinamiche narrative tengono alto il ritmo assicurando un risultato complessivo più che discreto. Da non sottovalutarne l'importanza all'interno della filmografia bellica: non sono molti i titoli che offrono un'analisi dei soldati tedeschi.

Trivex 17/05/10 19:09 - 1736 commenti

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Un film di guerra, non guerrafondaio. Il militare combatte per la patria, perché è costretto o perché è suo dovere farlo. Il premio materiale è un giocattolo per i deboli, per coloro che vogliono la guerre per trovare un proprio riconoscimento, diversamente impossibile. Ci sono più di due fronti, in questa guerra. I maturi combattenti detestano di più l'establishmenti che li ha condotti nel buio verso la morte, piuttosto dei nemici, quasi sconosciuti. Il regista, sapientemente, costruisce un film modello di vizi e virtù militari, con un finale spiegante.

Blsabbath 24/09/09 09:24 - 46 commenti

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Film coraggioso ma dall'esito, a mio avviso, deludente. Coraggioso per l'ottima idea (ce ne vuole di fegato per fare un film sulla wehrmacht in chiave positiva e al tempo stesso trovare i finanziamenti...) e deludente perché, escludendo due o tre scene, alla fine ci si ritrova con un distillato roboante di scariche di mitra e colpi di cannone totalmente fine a se stessi. Attori alquanto "impagliati", a partire da Coburn. Che peccato, davvero.
MEMORABILE: L'incontro e l'addio del soldatino russo.

Galbo 21/10/09 07:13 - 12369 commenti

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Le diverse motivazioni della guerra (la gloria personale, il timore di perdere la vita) illustrate in questo bel film di Sam Peckinpah che passando dal western al genere bellico mantiene inalterate le caratteristiche più personali del suo cinema, cioè quelle di decostruire il mito e mostrare stralci di vita vissuta, in questo caso sul fronte. Buona la prova del cast,

Capannelle 14/12/09 13:50 - 4389 commenti

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Le cose belle del film sono il personaggio di Coburn e i dialoghi che contribuiscono a quell'impronta di antiretorica e antimilitarismo che il regista voleva dare. Meno riuscite le sequenze di guerra (troppe e inutili) e il riproporre delle morti al ralenti (un marchio di fabbrica che Peckinpah farebbe meglio a dosare meglio). Insomma, sfrondare di qua e di là avrebbe sicuramente giovato.

Daniela 21/07/10 08:29 - 12579 commenti

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Coraggioso nella scelta di far vedere la guerra dall'altra parte, quella degli sconfitti, buono nelle sequenze intimistiche che vedono in scena Coburn, "buon" soldato che continua a fare (bene) il suo mestiere anche se detesta tutti i superiori e non ne condivide l'ideologia, meno convincente in quelle d'azione, non perchè siano mal girate ma non dicono nulla di nuovo, come è del tutto inutile la parentesi ospedaliera (saluto con i moncherini a parte). Un film discreto, con qualche caduta retorica, ma dal regista era lecito attendersi di più.

Gestarsh99 12/06/11 23:08 - 1395 commenti

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Lontano dal pamphlet antimilitarista come anche dall'opera di propaganda, il film rappresenta il crudo attestato dell'inattuabilità pratica degli Ideali per cui ogni popolo combatte. Una pellicola controversa e pessimistica, votata ad un'estetica marziale sporca ma conturbante, evidente nella sensuale esaltazione trionfalistica dell'atto dell'imboscata, centellinata nella sua silenziosa letalità furtiva o nel prolungamento irreale della morte sul campo, trasfigurata in un orgasmo definitivo ed irripetibile, da osservare e godere in tutta la sua brutale estasi oscena.
MEMORABILE: Le sragionanti allucinazioni durante la convalescenza ospedaliera del caporale Steiner; le silenziosissime e feroci imboscate al nemico.

Jurgen77 26/11/12 11:21 - 629 commenti

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Finalmente un film che mostra i tedeschi da un'altra visuale. Realistico, antimilitarista e violento. Ben girato e con momenti di tensione. Politicamente scorretto. Dimenticatevi il classico "i buoni vincono, i cattivi perdono" come nella maggior parte dei film di guerra vecchio stampo. Qui si vive un dramma, da ambo le parti. Niente trionfi, niente fiori, solo distruzione e morte.
MEMORABILE: Il superbo Maximilian Schell.

Cotola 10/07/13 09:54 - 8982 commenti

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Non mancano alcuni momenti robusti in fase di regia (in ospedale, ad esempio) ed il cast attoriale è ricco di belle interpretazioni (su tutti Coburn e Schell). Anche il tono, pur non del tutto originale, è interessante così come la scelta di raccontare la guerra dalla parte dei tedeschi. Però da un regista come Peckinpah è lecito aspettarsi sempre di più e stavolta il risultato non è memorabile come in altre occasioni. Merita comunque un'occhiata.

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Saintgifts 31/03/14 01:49 - 4098 commenti

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Per alcuni la guerra serve solo per poter esibire una medaglia al valore, per altri invece è perseguire un ideale, magari inculcato; infine, per pochi, è non perdere la dignità, costi quel che costi, senza aver riguardi per nessuno che sbagli, non importa che divisa vesta (anche perché tolta una divisa, sotto ce n'è sempre un'altra). Il caporale Steiner è un buon soldato ma rappresenta la libertà individuale di azione e di pensiero, perciò può essere pericoloso per l'esercito stesso per cui combatte. Oltre all'azione, anche riflessione.

Homesick 15/11/14 18:26 - 5737 commenti

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Nonostante la prolissità che sovraccarica gran parte delle sue opere, Peckinpah affigge un indelebile manifesto sull'essenza della guerra, attaccandola senza ideologismi con la durezza dei dialoghi - talora imbevuti di humour nero, come negli ultimi minuti - e il crudo iperrealismo delle immagini delle deflagrazioni, delle morti al ralenti e dei corpi martoriati. Trattandosi della guerra del '39-'45, è apprezzabile aver scelto di adottare per una volta i punti di vista dei tedeschi che affiorano attraverso i confronti verbali tra Coburn e Schell e la signorile humanitas di Mason.
MEMORABILE: Le allucinazioni di Coburn all'ospedale; «Credi in Dio, sergente?»-«A volte penso che sia un sadico».

Lythops 16/06/15 09:14 - 1019 commenti

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Uno dei film che mostra come pochi l'assurdità della guerra vista dalla parte dei poveracci che sono lì non si sa come e assurdamente sono comandati da personaggi fuori dalla realtà, intenti a rincorrere vuoti sogni di gloria da bambino viziato. Peckinpah dà uno dei suoi film migliori affrontando il tema in modo molto serio regalando sequenze memorabili anche nei titoli di testa e di coda, con le immagini della guerra vera che scorrono avendo per colonna musicale un tema per bambini. L'uomo non crescerà mai. Grande cinema davvero.

Nicola81 12/12/16 11:20 - 2815 commenti

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Emerge tutta l'assurdità della guerra, in questo film bellico tanto insolito quanto realistico e psicologicamente complesso: il punto di vista è quello dell'esercito tedesco in rotta sul fronte russo, di cui Coburn personifica la tenacia ma anche la disillusione, Schell il cinismo e l'ambizione più sfrenati, Mason il volto più umano e ragionevole. Peckinpah non sempre gestisce bene il ritmo (vedi qualche scena onirica di troppo e la repentinità del finale) ma imprime il suo inconfondibile marchio nelle notevoli sequenze d'azione e di violenza.
MEMORABILE: La parte iniziale; Il saluto col moncherino; La tragica ritirata.

Rocchiola 26/04/17 12:37 - 947 commenti

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Un film di guerra girato da un americano con protagonista l'esercito tedesco durante la ritirata dal fronte russo!!! Solo Peckinpah poteva portare a compimento un tal progetto, spostando il Mucchio selvaggio dal west al secondo conflitto mondiale. La guerra funge da metafora per il conflitto di classe tra il proletariato coraggioso e leale di Coburn e la nobiltà boriosa del codardo Schell. Ottime le scene d'azione girate con mezzi limitati e alcuni intermezzi controcorrente. Il miglior titolo nella parte finale della carriera del regista.
MEMORABILE: Il ricevimento in ospedale tra i soldati mutilati; La decimazione della pattuglia di Steiner tradita da Stransky; I fermo-immagine del finale.

Minitina80 1/07/17 22:56 - 2970 commenti

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Peckinpah conferma la sua attitudine di regista girando un film di guerra spogliandolo dell’aurea di eroismo e mito di cui sono coperti normalmente. È sporco, crudo e insiste sulla mendacità dell’ideologia che porta a inutili e sanguinosi conflitti. Gli scontri a fuoco e i bombardamenti sono tirati parecchio per le lunghe e per quanto rendano bene l’idea potevano essere gestiti in maniera più produttiva. Per una volta viene mostrato anche il punto di vista dei tedeschi, divisi tra umanità e vacue onorificenze di metallo.

Vito 12/10/17 09:35 - 695 commenti

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Grande film bellico di Peckinpah visto dalla parte dei soldati tedeschi impegnati sul fronte russo. Film immerso in un'atmosfera lugubre e marcia tra fango, sangue e morte. Per Peckinpah il vero conflitto è tra gli individui e le gerarchie; la sua visione è quella del caporale Steiner, disilluso soldato in guerra aperta contro i suoi superiori e le istituzioni del partito. Epiche anche le scene di battaglia, ricche di distruzione, particolari splatter e ralenti. Capolavoro.
MEMORABILE: Le allucinazioni di Coburn in ospedale; L'incontro con le prigioniere russe; Il finale.

Puppigallo 28/02/20 10:34 - 5241 commenti

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Pellicola bellica in cui viene offerto il punto di vista dei tedeschi nel momento in cui stanno per essere schiacciati dai russi e arretrano, finendo per fuggire. Certo non è facile simpatizzare per un esercito di invasori invasati, razzisti e sterminatori di popoli, ma qui si parla più di uomini gettati nel calderone di una guerra assurda, che alcuni neanche si spiegano. Il regista è tanto valido nel caratterizzare i personaggi quanto maldestro nel gestire alcune fasi (bene quella centrale, molto meno l’epilogo grottesco). Parecchi ralenti enfatizzano gli scontri.
MEMORABILE: Il traumatico post esplosione; “Non mi ascoltano più, neanche lei?". “Mi stava parlando?”; ”Di cosa dovrei essere grato, capitano, e perché?"

Bullseye2 3/06/23 21:11 - 391 commenti

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Tra i capolavori massimi di Peckinpah nonché tra i migliori film di e contro la guerra di tutti i tempi, ha il primato di essere sicuramente il più coraggioso e spregiudicato nel far notare come anche tra i "nemici" tedeschi ci fossero stati grandi uomini ed eroi come Steiner (interpretato da un mai così magistrale Coburn) e come tra guerra e vita "civile" vi sia pochissima se non nessuna differenza: due mondi entrambi dominati da esseri vili e codardi schiavi dalla loro vanagloria, che lasciano il "lavoro sporco" a eroi che non avrebbero alcuna voglia di esserlo. Crudissimo.

Medusa 10/07/23 14:35 - 33 commenti

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Originalissimo war movie visto dalla parte dei tedeschi... Come al solito regia politicamente "scorretta" geniale, forse talvolta prolissa, ma se ne paga volentieri il prezzo. Coburn spettacolare in ogni registro recitativo, da quello tragico/allucinato a quello scherzoso/ironico. Colonna sonora ossessiva e indovinata, attori tutti indimenticabili, anche quando inquadrati per poche scene. La filosofia finale non è scontata e la risata folle che accompagna i titoli di coda con foto storiche di vittime innocenti è agghiacciante, nel sottolineare l'inutilità di tanti sacrifici umani.
MEMORABILE: "E se perdiamo questa guerra cosa faremo?"... "Ci prepareremo per la prossima".

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Magerehein 1/12/23 09:59 - 966 commenti

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Ci vuole coraggio a proporre un film in cui i protagonisti sono nazisti in ritirata, per di più mostrandoli come uomini disillusi prima che come soldati; questo getta però le basi per un importante punto a favore, in quanto (per ovvi motivi) la rappresentazione si limita a essere antimilitarista senza eccedere in retorica (non c'è gloria all'orizzonte e il vero nemico è proprio chi vorrebbe fare l'eroe). Il dualismo Coburn/Schell funziona bene, mentre le molte scene di battaglia risultano adeguatamente crude e ottimamente girate. Notevole, pur con qualche lungaggine di troppo.
MEMORABILE: Gli assalti silenziosissimi; I tentativi di stringere la mano al monco; Il fuoco aperto sui commilitoni; L'ultima risata di Steiner.
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  • Homevideo Buiomega71 • 3/10/12 20:43
    Consigliere - 25856 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Scusa Schramm, cosa intendi per vhs HW?

    La croce di ferro uscì solo su due label da videoteca:

    Gvr Prima edizione

    Skorpion Seconda edizione


    manca una terza edizione, ed è quella della HomeWork DeAgostini. ovviamente scempiata (credo non superi i 108-110')

    Buiomega71 ebbe a dire:
    Non esageriamo adesso sui tagli. La versione che ho di 123 e bella feroce, altrochè! Non credo che cambi molto sulla riuscita del film (che per me e un CAPOLAVORO)


    Schramm ebbe a dire:
    nessuno sta mettendo in discussione la sua ferocia, tanto meno la sua eccellenza (come scritto prima, prima di ieri notte l'ho sempre visto anch'io tagliato e me ne sono perdutamente innamorato egualmente), stante che 1' in meno di pellicola (che sembra un tempo breve e irrilevante, ma in termini di frames è enorme) significa comunque depotenziarlo; dico che tutti quei minuti in meno vanno a mutilare il senso di alcuni raccordi e situazioni e creare alogie, non trattandosi necessariamente di tagli censori durante i passaggi più crudi (ma qualcosa di unseen a riguardo c'è anche colà)[/quote]

    La scena dell'evirazione da parte delle "soldatesse", nelle mia versione di Raitre, sembra intonsa (dico sembra perchè non ho raffronti per poterlo confermare con certezza)

    Ok, la De Agostini, ma non e da videoteca, bensì da edicola.
    Ultima modifica: 3/10/12 20:44 da Buiomega71
  • Homevideo Schramm • 3/10/12 20:49
    Scrivano - 7692 interventi
    Gestarsh99 ebbe a dire:
    Schramm ebbe a dire:
    Gestarsh99 ebbe a dire:
    5/6 minuti conclusivi della parte girata nell'ospedale militare

    ma ti riferisci a quelli con lui ricoverato e in preda ad allucinazioni?



    Si, ricordo che in quel frangente mancavano dei lunghi spezzoni presenti solo nella copia in lingua originale (se non vado errato quelli in cui Coburn discute con un'infermiera).


    ci sono (la degenza di corburn con tanto di pranzo onirico dura circa 10'), ma -come in tutte le vs da me precedentemente viste- sono centrali, non finali...
  • Homevideo Gestarsh99 • 3/10/12 21:58
    Vice capo scrivano - 21546 interventi
    Schramm ebbe a dire:


    ci sono (la degenza di corburn con tanto di pranzo onirico dura circa 10')


    Scusa, ma che versioni hai visto...?
    Guarda che la sequenza ospedaliera presente nella copia televisiva dura qualche minuto in meno rispetto a quella presente nel master integrale.


    Schramm ebbe a dire:
    ... ma -come in tutte le vs da me precedentemente viste- sono centrali, non finali...


    Ragà, che vi ho fatto di male...

    Io ho scritto:

    Gestarsh99 ebbe a scrivere:
    5/6 minuti conclusivi della parte girata nell'ospedale militare

    La sequenza ospedaliera, almeno nella mia copia registrata in tv una decina d'anni fa, terminava bruscamente escludendo altri minuti presenti invece nella copia uncut in lingua originale.

    Tornano i conti?
  • Homevideo Schramm • 3/10/12 21:59
    Scrivano - 7692 interventi
    ok. avevo capito che conclusivi fosse riferito all'ultima parte del film, tanto più che mi stava pure venendo il sospetto che fosse stata girata in un ex-ospedale... :D

    comunque c'è tutto. la scena del risveglio, dove lui rivive in un delirio allucinatorio la morte del bambino. la visita dei maggiori con pranzo onirico, in cui lui perde del tutto la trebisonda, il suo subalterno che lui credeva morto che torna al campo (lui si veste e lascia l'ospedale per salire nella camionetta).
    dovrei ripercorre il disco, ma a memoria il tutto dovrebbe durare attorno al quarto d'ora.
    Ultima modifica: 3/10/12 22:13 da Schramm
  • Curiosità Jurgen77 • 19/11/12 14:11
    Servizio caffè - 63 interventi
    Il carro armato spacciato per russo, è in relatà un carro yugoslavo "taroccato" per il film. In alcune scene sembra che ci siano molti carri armati, ma in relatà è sempre lo stesso ripreso da diverese angolazioni.

    Fonte: il making of del DVD edizione italiana. E' lo stesso regista che lo dichiara, indicando come è stata girata la scena nel dettaglio
  • Curiosità Fauno • 11/04/17 16:17
    Contratto a progetto - 2740 interventi
    Dalla collezione cartacea Fauno, il flano del film:

  • Homevideo Rocchiola • 26/04/17 13:58
    Call center Davinotti - 1231 interventi
    Mi intrometto nella discussione solo per segnalare che il film in questione con tanto di scene aggiuntive per una durata di 133 minuti, è stato rieditato in bluray dalla Eagle nella serie denominata "Indimenticabili" riconoscibile per l'anomala confezione verde anziché blu.
    Il bluray porta anche il marchio "Studio Canal" ed infatti credo abbiano usato il master dell'edizione francese curata appunto da "Studio Canal".
    Comunque un video quasi perfetto privo d'imperfezioni ad alta definizione, che sicuramente supera il pur ottimo DVD della Eagle.
    Altamente consigliato.
  • Curiosità Schramm • 23/08/17 17:34
    Scrivano - 7692 interventi
    * Girato in Yugoslavia tra Zagabria, Obrov e Savudrjia con denari raccolti da un produttore del porno della Germania Est.

    * Orson Welles lo ritenne il miglior film di Guerra mai realizzato dai tempi de All'ovest niente di nuovo, apprezzando particolarmente che la storia viene mostrata dal punto di vista di un soldato semplice.

    * Il finale non rispecchia quello dello script originale. Questo perché il budget si esaurì rapidamente, e abbandonando la tabella di marcia Peckinpah chiese a James Coburn di improvvisare.

    * Stando a Vadim Glowna, Sam Peckinpah bevve quattro bottiglie di whiskey o vodka durante ogni giorno di riprese, dormendo approssimativamente solo 3 o 4 ore a notte.

    * James Coburn, allora quarantottenne, si sentiva troppo anziano per il ruolo del Caporale Steiner. L’uomo su cui si basa il personaggio, Johann Schwerdfeger, ne aveva 20 di meno nell’estate del 1943

    * Il film è basato sul libro La carne paziente di Willi Heinrich.

    * Un sequel intitolato Breakthrough - Specchio per le allodole, uscì due anni dopo. Solo un paio di attori meno noti del primo film accettarono la “rimpatriata”. Gli altri scelsero di non replicare i ruoli qui avuti, e vennero rimpiazzati da altri attori: James Coburn si tenne inizialmente disponibile, per poi cambiare repentinamente idea ed essere sostituito da un Richard Burton ancor più vecchio di lui. Nel sequel tutti i personaggi del primo avevano ruoli molto più esigui. Altrettanto esiguo era il budget, come di conseguenza il film ultimato, che venne scarsamente accolto dai fans del primo e dalla critica.

    * Robert Shaw diede disdetta sull’accettato ruolo del Caporale Steiner dopo una disputa sul cachet.

    * Stando a James Coburn, Kris Kristofferson avrebbe dovuto recitare in un ruolo minore ma dovette disdire per altri impegni collaterali.

    * Durante la permanenza ospedaliera di Steiner, nel delirio allucinatorio ode un uomo parlargli in Tedesco. La voce è quella di Adolf Hitler estrapolata dall’annuncio dell’invasione della Polonia del primo settembre 1939.

    * James Mason interpreta un giovane ufficiale tedesco accusato di appropriazione indebita di eroici meriti di guerra spettanti ai caduti. È il medesimo scandalo/scenario in cui è coinvolto ne La caduta delle aquile.

    * Negli anni 60 Robert Aldrich aveva in mente un progetto analogamente intitolato, scritto da Lukas Heller, e ambientato in un campo di prigionia.

    (Fonti: Imdb)
  • Musiche Schramm • 23/08/17 17:36
    Scrivano - 7692 interventi
    La canzone dei soldati russi è in realtà un canto partigiano jugoslavo, Oj Kozaro.
  • Homevideo Rocchiola • 2/12/20 10:02
    Call center Davinotti - 1231 interventi
    Altro BD che ha retto benissimo la prova dello schermo da 55 pollici. Video panoramico dalla definizione ottima, decisamente pulito ed equilibrato nei colori che nel DVD erano un pochino meno incisivi.