Il delitto del diavolo - Le regine

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1970
Genere: fantastico (colore)
Note: Aka "Dolcemente atroce", "Favola thrilling", "Queens of evil".
Numero commenti presenti: 24
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

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PAPIRO DAVINOTTICO INSERITO IL GIORNO 23/11/06
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Il Gobbo 15/05/07 23:33 - 3011 commenti

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Meteorite post-sessantottardo tanto schematico e puerile nell'assunto quanto curioso nello svolgimento fra onirico, erotico e pop. L'espressione non proprio sveglia di Lovelock è adattissima per il suo spaesato personaggio, in balia delle tre misteriose passerone con trucchi e parrucche incredibili. Scenografie spettacolari e una discreta atmosfera, rovinano il tutto le terribili canzoni di Lovelock stesso, e il didascalismo del finale. Psichedelico.

Undying 13/06/07 16:11 - 3840 commenti

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Notevole film degli anni '70, valorizzato da un plot sociale e politico tipo La Corte Notte delle Bambole di Vetro: non un horror in senso stretto (anche se i primi 15 minuti ed alcuni momenti ambientati in un bosco sono girati da Dio) ma un film venato da una forte componente di protesta. Oltre a Ray Lovelock, nel cast spicca la bella Evelyn Stewart nel ruolo di una delle tre ammalianti streghe che circuiscono (sino al doloroso finale) il ribelle motociclista... Capolavoro del gotico/impegnato del nostro cinema.

Dusso 21/06/07 11:14 - 1535 commenti

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Bizzaro ma vuoto film di Cerv. La storia è noiosissima e la promettente atmosfera iniziale svanisce subito. La regia di Cervi è mediocre e ripetitiva. Difficile non annoiarsi dopo 20 minuti. Se si vuole guardare qualcosa di abbastanza simile ma notevolmente superiore non perdete ...Hanno cambiato faccia di Corrado Farina.

Ciavazzaro 24/03/09 16:12 - 4762 commenti

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Noioso. Molto confuso durante il suo svolgimento, in compenso ha un discreto cast (sul versante femminile davvero ottimo: Galli, Monti, Politoff), poco convincente Ray Lovelock... L'atmosfera va a farsi benedire dopo poco e a un certo punto la noia regna sovrana... Nulla di che.

Brainiac 29/08/09 11:41 - 1083 commenti

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Per comprendere le dinamiche dalle quali scaturiva l'estetica "free", dovremmo essere ancora imbevuti della cultura degli anni 70. Anni in cui a teatro si sperimentava col Living theater, che concepiva lo spettacolo come emancipazione dalla codifica dei generi ed il cinema, da par suo, era in preda ad empiriche derive lisergiche. Certo, ad osservarla oggi quell'attitudine, in parte fa tenerezza. Un film come questo, ad esempio, pur coinvolgendo per certe scelte inusuali (il finale politico, le venature horror), presenta delle sequenze che annoiano non poco.
MEMORABILE: La canzone "Love me underground", scritta ed interpretata da Lovelock; il prologo in motocicletta; il finale: profetico!

Lucius 27/08/09 18:12 - 2819 commenti

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Di questo film si apprezza per lo più la sceneggiatura e la connotazione thriller anni 70, per chi è amante del genere e del decennio anni 70. Lo svolgimento è lento ma interessante, il dipanarsi degli eventi sussurrato. Ci sono molti silenzi apprezzabili per lo script ma che possono anche annoiare taluni spettatori. Nel complesso un buon prodotto.

R.f.e. 31/08/09 10:06 - 817 commenti

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Singolare "favola macabra" intrisa di sensualità, che gli stilemi, la metafora chiaramente politicizzata e il look sessantottino, NON riescono per fortuna a rovinare o a rendere irrimediabilmente fuori-moda. Le tre "streghe" del film sono davvero intriganti e affascinanti, per quanto, ovviamente, letali. Curioso il fatto di far doppiare Gianni Santuccio (che evidentemente non poté doppiarsi da sé) da Gabriele Ferzetti, che forse era sembrata all'epoca la voce più somigliante (?) a quella di Santuccio. Un misconosciuto gioiellino.

Fauno 26/09/09 10:58 - 1918 commenti

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Il massimo dei massimi. Silvia Monti irraggiungibile come bellezza sconvolgente varrebbe da sola il film. Per il resto, lasciamo stare che venga presentata come favola thrilling... Quanti concetti rivelatori e quante verità in più potrebbe ulteriormente esprimere? E quali altre trovate decorative potrebbe mai aggiungere un regista o un artista di qualsivoglia livello? Cosa si può volere di più? Cosa si può fare se non goderselo dalla prima all'ultima scena? Più bello di così...

Homesick 31/05/10 08:49 - 5737 commenti

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Scampolo post-sessantottino in cui la tesi del satanismo come metafora di un potere borghese reazionario che lusinga e annienta le forze giovani e libertarie è sostenuta attraverso una simbologia di incredibile banalità e troppo immediata evidenza – il frutto proibito, i peccati di gola e di sesso – convergente in un immaginario fiabesco à la fratelli Grimm talora suggestivo (il bosco) e in un improvviso finale splatter. Moscio Lovelock; uniche effigi del film rimangono il notevole Lucifero di Santuccio e la bellezza bronzea e scultorea dell’ammaliante Monti. Fievole e caduco.

Cotola 12/08/10 23:18 - 7513 commenti

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Favola dalle venature thriller che svela le intenzioni dei suoi personaggi ed il suo messaggio solo nella parte finale senza però riuscire a convincere. Il ritmo non è irresistibile ma non annoia e le atmosfere sono buone così come le scenografie. Il discorsetto finale risulta oggi, a mio avviso, abbastanza patetico. Bellissime le tre tentatrici. Bizzarria d'altri tempi che ha un suo fascino ma che non è passata indenne allo scorrere del tempo.

Buiomega71 5/03/11 19:02 - 2262 commenti

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Piccolo gioiello di un regista di un certo potenziale, mai veramente esploso. Alcuni curiosi punti in comune con In compagnia dei lupi, soprattutto nella figura del diavolo in auto, che incontra Lovelock in moto a inizio film. L'atmosfera da fiaba nera che si respira è straordinaria: la casetta in mezzo al bosco, le tre streghe (su tutte la Politoff), il finale... C'è un po' di monotonia a metà film e gli incubi stile Ken Russell de noaltri fanno sorridere (la bocca dipinta sul collo, la pistola che esce dalla pussy della Politoff). Cultone.
MEMORABILE: Le tre streghe che si manifestano nel loro vero orrore e avanzano verso Lovelock.

Stefania 6/03/11 12:56 - 1600 commenti

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L'intreccio tra apologo politico e racconto horror riuscirà sicuramente meglio a Lado, ma la disarmante estetica pop-naif di questo film mi spinge a preferirlo. L'utopia sessantottesca appesa all'Albero della Cuccagna, annegata in panna e fragole, soffocata in cuscini di seta, invischiata nel miele del diavolo spalmato denso sul pane da tre fiabesche Qui Quo Qua! Notevoli la scena della notte di pioggia e di nebbia nel bosco, e l'immagine folgorante (poco poco trash...) della mano con la pistola che esce dalle cosce divaricate della Politoff. Dolce e crudele!
MEMORABILE: Gli abiti etnici di Bouquin, lo stilista di riferimento del divismo alternativo anni 70! La luce crepuscolare che avvolge il castello del diavolo.

Kanon 17/03/11 11:40 - 596 commenti

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Operetta a sfondo metaforico tra vecchia borghesia e il rampantismo hippie che faceva proseliti più o meno dappertutto, all'epoca. Figlio dei tempi che furono, il film è un gran bel vedere a livello estetico/formale: si parte dall'abbigliamento delle tre bellissime, le loro acconciature, l'arredamento, tutto molto pop e coloratissimo. Non da meno gli stupendi scenari agresti e qualche timida sequenza onirica-psichedelica. Lo svolgersi? Noioso e lento, si risolleva nel finale con nel mezzo poca sostanza e tanta forma.

John trent 9/04/11 11:09 - 326 commenti

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Dolcemente crudele e affascinante, questo piccolo filmetto è visivamente spettacolare e ammaliatore come le 3 protagoniste che seducono il giovane hippie Lovelock. Costumi sgargianti e scenografie anni '70 che sono il trionfo del kitsch (notevolissimi gli ambienti ultramoderni in contrasto con il bosco desolato che circonda la casa del peccato) fanno da sfondo alla metafora politica sull'abbandono degli ideali e il disfacimento morale della società voluto dal diavolo in persona. Peccato solo per la lunghissima parte centrale un po' noiosa.
MEMORABILE: IL sottofinale splatter e crudele un po' inatteso e in contrasto con i precedenti 80 minuti.

Deepred89 2/04/13 18:32 - 3282 commenti

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Curiosa ma monocorde stranezza nostrana, quasi un Soldato Jonathan in versione hippy-contestataria (con un tocco di "favola thrilling", come da sottotitolo). L'idea è interessante, la confezione pure, ma gli sviluppi faticherebbero a ricoprire la durata di un mediometraggio e le scene più palesemente riempitive (le continue escursioni boschive) portano presto alla noia. Eppure qua e là un po' di fascino affiora; saranno le ambientazioni, o la presenza delle tre - seppur vestitissime - "regine" (qui la preferenza va, nettamente, alla Politoff!).

Bruce 29/04/13 10:21 - 1004 commenti

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Curiosa pellicola, avvicinabile per ispirazione a La corta notte delle bambole di vetro di Lado e a Hanno cambiato faccia di Farina. Di positivo ci sono l'atmosfera surreale e incantata, le originali ambientazioni esterne e interne, i costumi, la fotografia e la musica; più di ogni altra cosa la strepitosa avvenenza della Monti. Sono invece deludenti i dialoghi e lo stesso svolgimento del film. Rimane un senso di incompiuto, come se a una buona intuizione iniziale non fosse seguito un dovuto approfondimento nella stesura della sceneggiatura.

Giùan 30/05/13 07:25 - 2987 commenti

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Da ascrivere al filone horror “sociale”, che ebbe corrispondenti più cupi (La corta notte), oltrechè sostanziali gemelli (...Hanno cambiato faccia), il film di Cervi possiede un suggestivo impianto visivo, a cui fa da controaltare un piglio registico un po’ molle, tale da mandar fuori registro la pellicola. Anarchicamente free dal punto di vista delle immagini (i costumi delle streghe, i sogni di Lovelock, la casa e il bosco), non quaglia invece il raccordo tra parte fantastica e allegoria (anti)capitalistica, semplicistica e stiracchiata. La Monti una favola.
MEMORABILE: Le acconciature “vaporose” di Silvia Monti; Il sogno con la Politoff dalla vulva armata; Le canzoni del nostro Ray.

Trivex 3/04/15 08:34 - 1489 commenti

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Certamente un film particolare, curioso e relativamente originale. Si vede che c'è una regia solida dietro, pur applicata a una storia che potrebbe annoiare non poco l'utente non specializzato nelle visioni di genere. Perché il bello e bravo Lovelock qui si fa lunghe corse in moto e belle passeggiate nel bosco, mangia tanti dolci e, da perfetto uomo libero, finisce imprigionato in questa insidiosa trappola bucolica. Le derive socio-politiche come al solito non mi interessano e banalizzano il film (se visto dopo 45 anni). Finale prima nero e poi fiorito...
MEMORABILE: La trasformazione "nera".

Samdalmas 8/12/15 17:37 - 302 commenti

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Curioso tentativo di unire l’horror all’apologo sociale, il film di Tonino Cervi sembra anticipare alcune cose de Le streghe di Eastwick. Le tre splendide fanciulle, che vivono nel bosco, nascondono un segreto e l’hippie Ray Lovelock lo scoprirà a sue spese. A tratti datato, con una estetica pop tipica del periodo, merita una visione per le protagoniste, al servizio del demoniaco Gianni Santuccio. Lovelock è anche autore delle canzoni in stile dylaniano.
MEMORABILE: Il pre-finale splatter.

Rufus68 2/10/16 19:42 - 3081 commenti

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Il diavolo è reazionario e i figli dei fiori, che portano via clienti, gli stanno sullo stomaco: questo, in breve, il succo di un filmino che piace più per l'idea sottesa che per l'effettiva riuscita artistica. Ingenuità, lampi da Laguna blu (sul lago di Vico!), assenza di un vero estro fantastico, questi i difetti; al contrario Cervi azzecca il trio delle belle Parche e il predispone un finale che ha il pregio della crudeltà. Interessante il bric-à-brac inizio anni Settanta.

Fedeerra 27/01/18 06:06 - 422 commenti

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Parte bene, con una discreta dose di mistero notturno. Poi però si inabissa in un postribolo di situazioni noiose e poco coinvolgenti. Le scenografie pop-art e la bellezza delle tre protagoniste non salvano il film da una sceneggiatura traballante e una regia che non sa dove vuole andare a parare. Bello comunque il finale, l'unico momento indelebile e con un certo fascino horror.

Rigoletto 8/02/19 11:30 - 1561 commenti

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Un giovane incontra in un bosco tre enigmatiche fanciulle; lui appare forte nei suoi ideali, ma la realtà sembra sfuggirgli di mano. Tonino Cervi (figlio del grande Gino) firma un film atipico nel panorama italico; l'idea sarebbe anche buona, ma non si capisce bene quale indirizzo voglia dargli: a metà fra il fantasy e l'horror, non soddisferà né gli amanti di un genere né gli appassionati dell'altro, anche per alcuni strascichi noiosi uniti a delle incertezze registiche.

Nicola81 24/02/19 18:56 - 1952 commenti

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Tra horror e fantastico, con annesse rivendicazioni sociopolitiche: un mix originale, talvolta anche suggestivo, ma non pienamente riuscito. Se l'incipit notturno e il finale funzionano, quello che c'è nel mezzo è abbastanza noioso e ripetitivo, nonostante qualche squarcio visivo che lascia comunque il segno. Splendide le tre protagoniste al servizio di un diabolico Santuccio, mentre Lovelock sfoggia (volutamente?) un'aria non troppo sveglia che ben si addice al ruolo. Discrete le musiche di Lavagnino.

Faggi 4/08/20 14:51 - 1502 commenti

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Esemplare di una specie ormai estinta, che con movimenti da sociopolitica pop si aggirava nel territorio filmico italiano tra la fine dei '60 e l'inizio dei '70. Magnetismo sicuro (l'incontro del protagonista con il sulfureo personaggio - colui che devìa, ovvero qualche arcidiavolo; l'arrivo nella casa nel bosco; il misterioso ed erotico palesarsi delle tre donne, con i loro parafernalia). Amenità varie nella parte centrale, ma con segmenti non all'altezza delle aspettative; infine il parossismo conclusivo: tenebroso, cruento. Resta l'ambiguità. Peccato per le cadute didascaliche.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche John trent • 1/07/13 17:48
    Servizio caffè - 511 interventi
    Ray Lovelock interpreta "We love you underground":

    http://www.youtube.com/watch?v=xtGogtv1Onc
  • Discussione Fauno • 12/04/14 11:59
    Compilatore d’emergenza - 2533 interventi
    Niente da dire sul contributo di Stefania, ma è necessario segnalare che contiene diversi SPOILERS.

    FAUNO
  • Discussione Zender • 12/04/14 18:13
    Consigliere - 43510 interventi
    Ok, segnalato, grazie Fauno.
  • Discussione Trivex • 3/04/15 08:22
    Segretario - 1292 interventi
    AKA "Queens of Evil".

    La copia in lingua inglese che ho visionato risulta così titolata.
  • Discussione B. Legnani • 30/04/15 22:52
    Consigliere - 13808 interventi
    QUI ne I DIABOLICI.. e ne IL GIUSTIZERE, Haydée Politoff ha perso l'accento.
  • Discussione Zender • 1/05/15 07:10
    Consigliere - 43510 interventi
    Nei DIABOLICI non la vedo...
  • Musiche Rufus68 • 2/10/16 19:22
    Gestione sicurezza - 194 interventi
    Dopo appena 44 anni (2014) è finalmente uscita in CD la colonna sonora del film:

    https://www.discogs.com/it/Angelo-F-Lavagnino-Il-Delitto-Del-Diavolo-Le-Regine-Original-Motion-Picture-Soundtrack-In-Full-Stere/release/7303782

    Esso include anche le imprescindibili prove canterine di Raymond Lovelock.
  • Discussione Faggi • 2/08/20 15:06
    Archivista in seconda - 434 interventi
    Attenzione, spoiler
    Ho avuto le allucinazioni oppure ho intravisto un finale con "resurrezione", non lo so.
    Quando Lovelock é ormai sepolto le tre regine sono vestite di bianco, stanno per andare via in un'auto bianca (tutto il resto della compagnia - all'opposto - è in nero, auto comprese). Politoff si attarda sulla sepoltura e manda un bacio al morto; poi crescono dei fiori. Nella scena successiva, ovvero i titoli di coda, Lovelock viaggia tranquillo in moto, come in apertura sui titoli di testa. Forse Politoff ha compiuto (col bacio) una magia? Chiedo venia e lumi.
    Ultima modifica: 2/08/20 15:10 da Faggi
  • Discussione Fauno • 2/08/20 15:42
    Compilatore d’emergenza - 2533 interventi
    Al limite si potrebbe interpretare come un sogno avuto da uno spirito libero come Lovelock è in questo film. E' un finale un po' aperto; e d'altronde mi pare che nei titoli di testa ci fosse la dicitura "una favola thrilling". Quindi i tuoi dubbi sono più che leciti; ci sono altri titoli contemporanei in cui la componente onirica ingloba il film per intero, solo che negli altri film è palese ed evidente, mentre qui è solo una libera interpretazione.
  • Discussione Faggi • 3/08/20 11:31
    Archivista in seconda - 434 interventi
    Grazie Fauno. Terrò conto andando a commentare. Resta che l'eventuale "resurrezione" è da intendersi in senso figurato: come dire che lo spirito libertario non muore. Restano anche l'ambiguità degli abiti bianchi, dell'automobile bianca, del bacio...
    Il mio pallinaggio sarà inferiore al tuo :) ma non ho difficoltà a capire che per te (e magari per altri) può essere un capolavoro assoluto. Ho visto il film con gusto.
    Ultima modifica: 3/08/20 14:54 da Faggi