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Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Puntellata dalle suadenti note di Simon & Garfunkel (quelle musiche che sai di non sbagliare), una commedia surreale che guarda ai toni americani di un Wes Anderson, che mescola realtà e finzione in un sogno metacinematografico dai meccanismi facili ma resi nebulosi da una sceneggiatura inizialmente spiazzante, poi prevedibile. Il centro di tutto, la mente è Fabio De Luigi, scrittore per il cinema alle prese col solito copione che fatica a concretizzarsi. Si parte subito con un’interminabile sequenza di voci narranti (basta, non se ne può più), di personaggi che si raccontano descrivendosi e sovrapponendo le loro storie in attesa di sviluppi che l’autore (De Luigi, appunto) deciderà pian piano, ascoltando le loro richieste (ognuno pretende...Leggi tutto più spazio) in un gioco di costanti rimbalzi tra realtà e fantasia. Lo stesso autore si proietta nella storia interagendo con gli altri, misurato e trasognato come chi lo circonda. Il registro scelto prevede dialoghi a volte acuti o frammentati, piccole battute che divertano senza far necessariamente scompisciare, sorrisi e momenti in cui riflettere sul significato della vita e dei rapporti. Non fa gridare al miracolo, Salvatores, e se anche certa commedia potrebbe forse essere nelle sue corde, l’eccesso di raffinatezze ruffiane (le musiche, la Milano di notte, le osservazioni contenute in alcuni dialoghi) combinato con personaggi di rara banalità come la vecchia nonna con l’alzheimer fa sì che ne scaturisca un’opera surreale ma debolissima, che conferma quanto il Salvatores “sperimentatore” non abbia i numeri per farlo in modo convincente. Bentivoglio è sempre bravo nel suo ruolo classico, mentre Abatantuono (al quale comunque spettano le battute più divertenti) comincia a diventare troppo macchiettistico, prigioniero di personaggi buffi ma stucchevoli, lontani dallo spessore a cui ci aveva abituato negli anni d’oro successivi al rilancio avatiano. De Luigi recita se stesso come al solito, riuscendo anche ad essere discretamente spassoso, ma non è certo il protagonista di peso di cui un film così avrebbe necessitato per poter spiccare il volo, visto che poi le nuove leve sono comparse diafane e la Buy (brava, d’accordo) va avanti col pilota automatico. Eppure è soprattutto merito degli attori se il film in qualche modo sta in piedi, perché complessivamente regnano una trasandatezza e una svogliatezza che non appartengono alla nostra tradizione, e non basta di sicuro azzeccare qualche botta e risposta per azzeccare anche il film. Si rischia di accogliere la prima, illusoria, “chiusura del sipario”, come una liberazione... Chi mai potrà ricordare un film così, tra qualche anno?
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/03/10 DAL BENEMERITO BECCAFICO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 28/03/10
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Daniela 2/10/10 08:33 - 11450 commenti

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Conoscete la storia del criceto morto? È carina, ma già sentita, proprio come è carino ma già visto questo film, nonostante appartenga al filone "sperimentale" del regista, vanti nobili ascendenze teatrali (qui i personaggi sono otto, considerando anche una vecchietta dolcemente rincoglionita) e colte citazioni cinefile. Colpa di una sceneggiatura "povera", che costringe gli attori, pur bravi, a replicare stancamente i loro clichés recitativi abituali. Si salvano alcune belle scelte cromatiche, le note di Simon & Garfunkel, sprazzi di Milano.

Mtine 11/04/10 15:54 - 224 commenti

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Il film alla fine lascia un senso di incompletezza. La trama infatti apre delle storie senza chiuderle o le lascia incomplete e lacunose, senza approfondirle. L'amicizia tra Bentivoglio e Abatantuono, per esempio, viene raccontata in pochi minuti e non lascia lo spazio adatto. Il film però è ben incorniciato da una regia particolareggiata, zeppa di inquadrature raffinate e eleganti, forse anche troppo e da una colonna sonora talmente inadatta al contesto, da risultare adatta (!).
MEMORABILE: La scena del sogno di Caterina in bianco e nero, con una smaccata pubblicità alla catena di negozi "Intimissimi". Veramente pietosa.

Beccafico 27/03/10 02:03 - 21 commenti

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Il film è un omaggio alla commedia dei fratelli Coen. Rapporto diretto attore spettatore, inquadrature funzionali, personaggi di contorno grotteschi, musiche country blues. Le atmosfere calde classiche di Salvatores non mancano. Arrivano prima al naso e poi agli occhi. Le musiche di Simon & Garfunkel ne spargono il profumo. La perla è l'omaggio a Milano su note di Chopin. Decontestualizzata Spikeleeiana fuga dal film. Il finale non funziona. L'open ending paventato dal gran manovratore De Luigi sarebbe stato il colpo, ma la Happy Family non ha voluto...
MEMORABILE: Bentivoglio: "Io sono stato solamente in Marocco". Abatantuono: "Ah... ma non è li che ti ho conosciuto?" Quanti ricordi...

Puppigallo 28/03/10 00:31 - 4858 commenti

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Cinema sperimentale...teatro della vita...non mi viene il termine giusto, ah, eccolo, boiata con qualche guizzo. Sono il primo ad applaudire le allegre cazzatielle, quando sono tali. Ma qui si tenta anche di dare l'idea dell'impegno con suono e immagini; e quando appare Milano in bianco e nero con musica soave, gli zebedei scoppiano all'unisono e il vaffa fuoriesce naturale. Ad aggravare il tutto ci sono poi gli attori, che parlano costantemente col pubblico (attori in cerca dell'autore...). De Luigi fa quel che può, Abatantuono (qui pacato cannarolo) è simpatico e il resto è a perdere.
MEMORABILE: Abatantuono: "Ho fatto tanti lavori. Ho persino aperto una gelateria in Cecenia, ma non funzionava...mi hanno anche sparato nella stracciatella".

Markus 30/03/10 19:06 - 3501 commenti

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Guazzabuglio di buoni sentimenti e scenette già viste in mille film, ma gli attori buoni ci sono e questo è quello che salva il "Happy family". L'idea (secondo me, gratta gratta, neanche tanto originale) è buona, solo che c'è aria di disimpegno. Il regista degli “ex sessantottini in viaggio”, punta sul film nel film e gioca su questo, ma non osa: rifilandoci dunque il solito Fabio De Luigi innamorato ed un Abatantuono ormai insopportabile. Buono il resto del cast. Finalmente si rivede Milano al cinema! Un punto per questo.

Ianrufus 4/04/10 11:10 - 139 commenti

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Passano gli anni e sembra sempre più chiaro che Salvatores non è più in grado di affrontare la commedia se non con esperimenti non sempre riusciti. In questo caso si arriva a rimpiangere il troppo maltrattato Amnesia... A partire dai dialoghi, tutto sa di approssimativo, nessun personaggio coinvolge davvero, certe macchiette sembrano uscite dal Vanzina più moderato. Lo stesso omaggio finale a I soliti sospetti è roba da opera prima non a fuoco. Abatantuono e Bentivoglio bravi così come gli altri attori, ma così sprecati...
MEMORABILE: La scena della barca a vela è bella ma non illudetevi: ha lo stesso respiro del trailer.

Cif 26/04/10 16:29 - 272 commenti

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È un film un po' matto. Salvatores gioca con il meccanismo della storia nella storia, con un autore che entra prepotentemente (o casualmente?) nella sua storia. Molti trucchi narrativi vecchi e nuovi, come il finto finale (partono pure i titoli di coda). Un'opera quasi pirandelliana (Sei personaggi in cerca di autore, qui però l'autore lo cercano... lo inseguono e lo costringono a finire la storia!), che assume, talvolta in modo macchiettistico, i canoni tipici della commedia nostrana. Piace, anche se non lascia poi tanto. 2 pallini e mezzo.
MEMORABILE: Le scene a prevalenza di un colore: ora rosso, ora verde, ora a righe, con muri, personaggi, oggetti, segnati dalla stessa tinta.

Fabbiu 11/05/10 11:55 - 2044 commenti

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Salvatores mette a fuoco molte convenzionalità ed elementi fin troppo fini a se stessi; il gioco "pirandelliano" piace e funziona, ma con lo scorrere dei minuti non sempre si lascia apprezzare; in particolare non mi piace molto quando i protagonisti si rivolgono al pubblico. Buona l'idea di un finale spiazzante, quasi geniale se non fosse seguito da spiegazioni che sarebbero dovute rimanere sottintese. Detto questo però sono lacune facilmente ignorabili, perché le buone interpretazioni (Abatantuono e Bentivoglio) e gag divertentissime hanno la meglio.

Galbo 10/08/10 06:47 - 11853 commenti

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L'autore di un soggetto cinematografico che "entra" dentro la vicenda da lui raccontata ed interagisce con i personaggi, è l'espediente narrativo del film di Gabriele Salvatore e, sebbene di pirandelliana memoria, è uno spunto piuttosto interessante. Purtroppo non risulta supportato da una sceneggiatura all'altezza che si perde in vicende poco interessanti anche se il buon cast fa di tutto per sopperire a qualche "falla" di troppo.

B. Legnani 6/12/10 21:01 - 5173 commenti

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Tremenduccio. Troppo suona o falso, o appicicaticcio, o svogliato. Pure il tòpos salvatoresiano della fuga è qui declinato con la mano sinistra, quasi in una parodia di sé stesso. Di rara banalità le figure di Abatantuono e consorte, terribili i sedicenni (se l'omesessualità l'avesse così gestita un regista non schierato a sinistra, sarebbero insorte - giustamente - legioni di associazioni), Bentivoglio si salva col mestiere, la Bilello è una Lodovini in sedicesimo. La Buy riesce a essere bravissima pure qui. De Luigi fa sé stesso: a essere sbagliato non è lui, ma il film: *½

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Mascherato 14/10/10 21:29 - 583 commenti

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Di sicuro Salvatores non ama ripetersi e, stavolta, c'è da ammetterlo, non dirige la solita commedia all'italiana. Ma la solita commedia indipendente americana, sì. Uno spunto (quello del testo teatrale di Alessandro Genovesi, anche cosceneggiatore del film), pirandelliano in partenza che, sul grande schermo, diventa à la Charlie Kaufman, una messa in scena à la Wes Anderson ed un prefinale à la Usual Suspects. Tutto già visto. Non nel cinema italiano, però.

Luchi78 7/12/10 11:20 - 1521 commenti

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Nonostante gli spunti presi da altri grandi film e una struttura scenografica d'importazione, l'esperimento di Salvatores non è affatto male. Ovviamente nulla di innovativo, ma almeno ci godiamo un prodotto nostrano coinvolgente e simpatico. Tutti gli attori reggono bene la parte, criticabile qualche scelta sui personaggi (il figlio effemminato che vuole sposarsi a 16 anni con una emogirl e poi scopre di essere omosessuale), ma il livello medio è buono. Finale clamorosamente scopiazzato da I soliti sospetti.

Ilmonco 28/12/10 23:13 - 41 commenti

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Se devo essere, sincero non mi ha convinto del tutto. È un mix di tutto: Wes Anderson (il ragazzo tennista sembra troppo evidente), Allen (quella sequenza con musica di Chopin su Milano in b/n), Jeunet (leggermente, con quei colori)... Come regia mi ha garbato parecchio, avrei preferito però che quelle scelte cromatiche fossero più continue. I dialoghi invece sono terribili, non riuscivo ad ascoltarli. E non credo di avere mai riso durante tutta la visione. Non mi basta un erezione durante un massaggio cinese. Bell'omaggio a Milano.

Homesick 7/04/11 17:59 - 5737 commenti

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Il cambiamento di rotta verso luoghi comuni e sdolcinatezze in foggia favolistica (Jeunet) non giova a Salvatores, che si tarpa le ali con l’artificiosità dei quadri cromatici (la Milano ridipinta) e dei taciti appelli a Pirandello e con figure che svaporano nel macchiettismo (la ragazza complessata, la sedicenne frivola, il padre aduso alla canna, la moglie nevrotica, la nonna con l’alzheimer, il gay inconsapevole). Merita invece sincero plauso per essere uno dei pochi registi di oggi a saper ancora dirigere gli attori: la sottorecitazione di Bentivoglio è davvero irresistibile.

Xamini 13/04/11 16:03 - 1119 commenti

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Surreale, pirandelliano e incompleto, questo lavoro di Salvatores. Cast pieno di macchiette, con qualche riflessione acuta qua e là ma poca sostanza vera. Certo, tirare più in lungo una struttura del genere avrebbe portato notevole peso, perché la voce narrante è l'equivalente dell'ospite indesiderato. Eppure un sapore di buono, alla fin fine, lo lascia. Sarà la maniera dell'autore, sarà l'epilogo scontato, saranno le note di Chopin.
MEMORABILE: Le notturne di Chopin, illustrate da una (ok, banale) Milano di notte in bianco e nero

Didda23 1/06/11 21:29 - 2353 commenti

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A suo modo il film vorrebbe essere originale e sperimentale, ma a ben vedere il risultato finale è solamente un'accozzaglia incolore di luoghi comuni triti e ritriti. La regia di Salvatores è sicura e funzionale alla storia, peccato che la sceneggiatura sia priva di acuti e trovate sostanzialmente riuscite. Gli attori forniscono una prova accettabile. Nella sua mediocrità si può vedere.

Jcvd 20/06/11 19:50 - 258 commenti

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Curiosa pellicola, decisamente all'avanguardia e innovativa, ben diretta e con un bel cast pimpante trascinato dal sempre eccellente De Luigi (qui più nelle vesti di attore che di comico). Un film sicuramente da vedere per i risvolti particolari della trama e per le scene divertenti (in primis quella della cinese massaggiatrice).
MEMORABILE: La cinese.

Pinhead80 29/09/11 01:21 - 4283 commenti

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Sinceramente non sono riuscito bene a capire dove volesse andare a parare Salvatores con questo film che rimane un po' incompiuto, quasi che alla fine il tanto reclamato (nel film stesso) spazio ai personaggi non sia stato accordato. Tirando le somme rimane ben poco da ricordare del film: qualche battuta di Abatantuono e la solita prova positiva di Bentivoglio. Il resto è noia.

Nando 28/02/12 10:46 - 3629 commenti

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Uno sceneggiatore si "compenetra" con i suoi interpreti sviluppando le vicende concatenate di due famiglie con estrazione sociale molto diversa. Compitino allegro ma non esaltante del regista milanese che regala qualche spazzo poetico ma si perde nella vacuità della storia. Bel cast, con Bentivoglio e la Buy sempre validi.

Enzus79 30/09/12 09:50 - 2284 commenti

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Guardo questo film di Gabriele Salvatores e alla fine mi domando: dove sta l'originalità? Storia abbastanza fiacca. I personaggi che parlano al pubblico annoiano più che divertire. Di attori bravi ce ne sono (tre: Abatantuono, Bentivoglio e Buy), ma nessuno si salva.

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Hackett 23/12/12 12:21 - 1830 commenti

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Apprezzabile commedia girata da Salvatores con la consueta voglia di sperimentare e il conclamato amore per Milano. Di per sè il film non lascia il segno e la frammentata narrazione fatica a decollare; restano però alcuni gradevolissimi momenti, soprattutto nei duetti tra gli attori senior del cinema di Salvatores.

Rambo90 20/05/13 01:47 - 7064 commenti

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Lontana dalle ultime prove di Salvatores, eppure una piacevole sorpresa: una commedia divertente, con dialoghi molto brillanti e una struttura da film nel film che rende l'operazione molto particolare. Il cast è uno dei punti di forza maggiori: Abatantuono e Bentivoglio sono fantastici, De Luigi riesce a scrollarsi un po' di dosso la parte del cretino con un'interpretazione più misurata del solito. Bei colori, piacevole colonna sonora, finale simpatico. Notevole.

Gabrius79 12/09/13 22:55 - 1321 commenti

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Veloce commedia diretta da Salvatores che ci regala alcuni piacevoli momenti (alcuni di nonsense) grazie a un buon cast. Serpeggiano momenti noiosi dettati da una trama un po' confusa. Il reparto maschile risulta migliore rispetto a quello femminile (in particolare De Luigi e Bentivoglio). Passabile.

Furetto60 16/10/13 08:15 - 1129 commenti

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Partendo da una base narrativa “titolata”, Salvatores tira fuori il meglio di sé e dagli interpreti profondendo ironia e un umorismo molto noir. I continui stacchi, con gli attori che si rivolgono al pubblico, ne tradiscono la matrice teatrale; il tutto è fatto con gusto senza essere stucchevole. Molto buona l’interpretazione del cast; appare discutibile la location, una Milano piuttosto squallida.
MEMORABILE: Chi l'ascolta più musica così? (riferito al vinile di Simon & Garfunkel)

Saintgifts 3/11/13 17:47 - 4098 commenti

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Quello che più infastidisce non è tanto la grande ammuchiata di luoghi comuni, ma il volerceli propinare come dottrina di vita, come qualcosa di veramente profondo che grazie a Salvatores abbiamo scoperto. È vero, siamo in piena commedia, ma questo non giustifica il tono di chi ammaestra stando un gradino più in alto. Anche la carellata dei particolari (foto, locandine e quant'altro) che sarebbero serviti all'autore (impersonato da un De Luigi inadatto) da ispirazione per costruire la storia sa di piccola furbata autoreferenziale.

Modo 25/06/16 23:36 - 889 commenti

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Commedia nel complesso abbastanza riuscita, diretta senza sbavature da Gabriele Salvatores. Si sperimenta, ma non è che il film sia particolarmente originale. La storia non sempre si districa in modo coerente. Bravi gli attori, del resto i nomi ci sono. Visivamente ammaliante, anche se gratuito, l'omaggio a Milano in bianco e nero. Curiosa la scelta musicale nelle piacevoli note di Simon & Garfunkel.

Lou 28/06/16 07:49 - 1079 commenti

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Quasi un divertissement d'autore questa commedia di Salvatores, che dopo i grandi successi del passato continua a sperimentare ed esplorare nuovi generi. Qui siamo nel campo del cinema teatrale con struttura auto-ironicamente pirandelliana, con idee rubate qua e là ma messe in scena con personalità e grande cura dell'immagine, dalla scelta della luce alle splendide immagini di Milano. A sostenere le sorti del film un gruppo di attori collaudato e affiatato, con i soliti Bentivoglio e Abatantuono che si divertono ad auto-citarsi.

Almicione 9/10/16 02:19 - 765 commenti

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No, mi spiace, ma l'interazione fra sceneggiatore e personaggi la boccio completamente, la aborro: viene utilizzata in un modo che sarebbe concepibile solo in un film per ragazzini. Anche l'incipit da banale filmetto con Robin Williams, un De Luigi inguardabile (e il resto del cast non brilla mica) affossano la pellicola. Peccato, perché qualche buon aspetto lo possiede, come il rapporto instaurato fra Abatantuono e Bentivoglio e presenta una regia particolare, che deve molto a Wes Anderson e Simon & Garfunkel. Il resto si rivela insipido.
MEMORABILE: Milano moderna in bianco e nero sulle note di Chopin.

Paulaster 1/03/19 10:14 - 3603 commenti

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Scrittore parteciperà alla storia che sta scrivendo. Basato sull'idea di metacinema con attori che fuoriescono dallo schermo, è un racconto della Milano bene che sfrutta l'eleganza d'ambienti. Il guaio del film è che sembra di assistere a una imitazione dello stile di Wes Anderson (i cartelli, musichette, look alla Tenenbaum, i colori pastello) con la piccola comicità all'italiana di Abatantuono e cinesi massaggiatrici. Brava la Bilello che con Chopin ha la scena migliore. Buona la fotografia notturna.
MEMORABILE: La Signoris ubriaca; La metro di Milano nei notturni di Chopin; Il lucidalabrador.

Siska80 27/03/21 08:01 - 2162 commenti

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Un gruppo di personaggi di pura fantasia si ribella al proprio autore... ed è subito Pirandello. O almeno queste erano probabilmente le intenzioni di Genovesi e Salvatores per un prodotto invece privo di una sola battuta che faccia ridere, che presenta l'immancabile riunione dei protagonisti attorno a un tavolo e un cast con qualche attore sprecato (Abatantuono,  Bentivoglio e Buy nel caso specifico). Spento e noioso.
MEMORABILE: Il massaggio cinese con effetti "sollevanti" (trash italiano in stile b-movie anni Ottanta).

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Victorvega 24/05/21 15:48 - 458 commenti

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Cast molto molto ricco (tra cui Bentivoglio e Abatantuono, attori feticcio di Salvatores), colori sgargianti e una fotografia eccelsa a immortalare Milano, confezione lussuosa... per cosa? Sembra perfino sprecata tanta abbondanza per questa vicenda che è puro metacinema senza nulla sotto. Sì, insomma, c'è una bel rapporto di amicizia che sboccia tra i personaggi, una storia d'amore (perfino troppo scontata), ma sotto sotto ben poco a giustificare il tutto. La confezione è un plus o un'aggravante? Nel dubbio poniamoci a metà, considerando che c'è qualcosa di buono da salvare.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Puppigallo • 28/03/10 15:08
    Scrivano - 504 interventi
    LA STORIA DEL CRICETO ZOMBI,
    raccontata da De Luigi e apprezzata da me.

    In un palazzo, coi balconi comunicanti, c'erano, da una parte il cane di una donna e dall'altra il criceto di un uomo, legatissimo all'animale.
    Il criceto era vicino al divisore, in una gabbietta con la sua bella ruota.
    Un giorno, di ritorno dal lavoro, la donna vede il suo cane col criceto stecchito in bocca e ha quasi un mancamento, pensando alla reazione del vicino. E così, per evitare ritorsioni, prende il criceto, lo lava, lo asciuga col phon (essendo un criceto a pelo lungo diventa bello vaporoso) e lo ripiazza nella gabbietta, come se nulla fosse accaduto.
    Poi esce e, quando torna, vede l'ambulanza: il vicino aveva avuto un coccolone perchè il criceto in realtà era morto e lui l'aveva seppellito in giardino, ma il cane della donna l'aveva dissotterrato e portato a casa. L'uomo se l'era ritrovato pulito e phonato nella gabbietta dopo averlo appena sepolto.
  • Curiosità Puppigallo • 28/03/10 17:44
    Scrivano - 504 interventi
    Dannato Salvatores! Manco questa! Sono sempre più contento d'averlo stroncato. Addirittura c'è il video, praticamente uguale. Potevo forse capire se l'avessero solo raccontata come novella in anni passati, ma questo è troppo. Grazie Harrys.
  • Curiosità Malvezzo • 28/03/10 23:41
    Disoccupato - 3 interventi
    Ci sono almeno due episodi di Camera Cafè con la stessa storia.
  • Discussione B. Legnani • 6/12/10 21:05
    Consigliere - 14562 interventi
    Puppigallo ebbe a dire in CURIOSITÀ:


    Dannato Salvatores! Manco questa! Sono sempre più contento d'averlo stroncato.

    L'ho appena visto: hai fatto benissimo...
  • Homevideo Gestarsh99 • 3/07/11 00:13
    Scrivano - 20004 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc dall'11/07/2011 per 01 Home Entertainment:



    DATI TECNICI

    * Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
    * Formato audio 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano NV
    5.1 DTS HD: Italiano
    * Sottotitoli Italiano NU Inglese
    * Extra Dentro il film con Gabriele Salvatores e Alessandro Genovesi (Picture-in-Picture)
    Dietro le quinte
    Personaggi in cerca d'autore
    Trailer
    Dinamic HD (Bd-Live)