Il favoloso mondo di Amélie

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Le fabuleux destin d'Amélie Poulain
Anno: 2001
Genere: commedia (colore)
Numero commenti presenti: 39
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un’esile favoletta sovente sopravvalutata. Il trionfo dei buoni sentimenti impastati in una fotografia caramellosa dalla forte predominanza ocra. Un film che parte bene, promette faville ma che nel giro di venti minuti s’avvolge su se stesso ripetendosi, incapace di uscire dai binari senza sorprese di un quadretto furbo e ruffiano. Le meraviglie tecniche (non così strabilianti come si potrebbe credere) fanno bella mostra di sé qua e là, ma non bastano certo a far gridare al miracolo. Né può farlo la storia, che ha sì un paio di spunti geniali (le foto dello gnomo da giardino rubato spedite al proprietario con sfondi esotici, ad esempio) ma nel complesso è piatta quasi quanto la regia di Jean-Pierre Jeunet (che già aveva dato modesta...Leggi tutto prova di sé in un altro film tutta-apparenza come DELICATESSEN e in un sequel inutile quanto ambizioso come ALIEN - LA CLONAZIONE). Il difetto sta proprio nel non saper coinvolgere a causa dell'eccessivo autocompiacimento visivo, che distrae e impedisce di concentrarsi sulla psicologia dei personaggi. L’Amelie disegnata con ammirevole coerenza dalla brava Audrey Tautou non esce dalla schermo, è prigioniera di un mondo fatto di sogni e amore, si confonde sui fondali coloratissimi che paiono dipinti proprio come i quadri di Renoir. Cinema semplice semplice, che mira ad affascinare gli spettatori dall'animo candido ma che rischia di infastidirne altri, poco propensi magari a subire le tante lungaggini o una trama sgangherata che pare non condurre a nulla. E’ vero, c'è una grazia tutta francese nell'approccio a un cinema lontano dalla commercialità bieca e terra-terra spesso parte integrante della Hollywood meno ispirata, però non va dimenticato che un film, se non si parla di cinema d'autore, dovrebbe anche possedere ritmo e vivacità, non solo estetica e zucchero.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Homesick 4/04/07 19:20 - 5737 commenti

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Una delusione. L'inizio è promettente e prospetta un film veramente originale e diverso dal solito; ma poi, dopo l'innamoramento della protagonista, diventa mieloso, patetico, insopportabile. Ancora una volta, una "confezione" accattivante nasconde in realtà banalità e luoghi comuni. Evitabile.

B. Legnani 6/04/07 01:34 - 4935 commenti

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Piccolo grande film. Non racconta una storia che vuole essere credibile. Racconta piuttosto vicende briose, divertenti, talora pure dolci, reperibili solo in un film transalpino, che fanno sorridere per la messa in scena del gioco delle parti e per il candido attraversamento della vita da parte della protagonista, un'adorabile Audrey Tautou, la quale, particolare non trascurabile, ha esattamente la faccia di una che si chiama Audrey Tautou.

Deepred89 19/04/07 19:51 - 3385 commenti

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Film odioso e ruffiano, ampiamente sopravvalutato da critica e pubblico. Sono molte le cose insopportabili di questa pellicola: la storia, banale e inconsistente; la protagonista Audrey Tautou, di un'antipatia rara; i dialoghi, assurdi e risibili. Bisogna riconoscere una certa cura delle immagini, ma è faticoso arrivare in fondo. Sconsigliatissimo.

Quanah 2/06/07 12:09 - 15 commenti

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Patetico è l'aggettivo migliore per descrivere questo film. Non esiste una trama, la storia è noiosa e ripetitiva fino allo stremo. I dialoghi sono penosi, i personaggi tutti stereotipi da due lire e trattati con superficialità disarmante. Uno di quei film finto-alternativi che hanno tanto successo perché fanno sentire speciali. Il tentativo di apparire surreale è fallito miserevolmente. Il buonismo e il perbenismo stucchevoli e ammiccanti ricoprono il film e rendono il tutto un'accozzaglia retorica e patetica molto difficile da digerire.

Galbo 5/01/08 20:38 - 11613 commenti

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Film parecchio, ed al di là dei suoi effettivi meriti, considerato da pubblico e critica, è un'originale ma a volte sterile operazione stilistica in cui la forma conta più dei contenuti. Più che una storia in sè, il film racconta ed illustra (a volte efficacemente altre meno) gli stati d'animo e la psicologia molto particolare della protagonista. Purtroppo questo gioco inizialmente piacevole ed originale mostra presto la corda e l'opera diventa ripetitiva.

Caesars 7/01/08 10:06 - 2976 commenti

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Una commedia molto gradevole; la storia che racconta conta poco, più importante è l'atmosfera che si respira e i personaggi che vengono disegnati. Azzeccatissima la scelta di Audrey Tautou nella parte della protagonista, che attraversa tutta la pellicola con una perenne aria ingenua ed ottimista. Non siamo certo a gridare al capolavoro, ma il prodotto è originale e ci suggerisce come certe pellicole le possano fare solamente i francesi.

Redeyes 15/01/08 10:23 - 2261 commenti

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Se esistono le favole, eccone una! Amelie inebetisce i nostri volti di un salubre sorriso. Ci fa, ancora, bimbi, ci rende l'amore dell'innamoramento. Delizioso come lo è la risata di un fanciullo. Capolavoro! Assolutamente da vedere. Jeunet, dopo il buon Delicatessen e la bella favola nera "La città perduta", ci regala l'ennesima perla. Per certi versi ispira anche un ottimo film d'amore che verrà: Amami se hai Coraggio.

Hackett 30/05/08 11:38 - 1801 commenti

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Film delicato e gradevole che, con gusto tutto europeo, narra con leggerezza ed ottimismo di amore e di quella voglia di vivere e di scoprire che non si dovrebbero mai perdere. Particolarmente divertente la gag delle cartoline, dalle quali il nano invita il suo legittimo proprietario a viaggiare. Buoni gli interpreti; il film si avvale anche della presenza del regista Kassovitz che non sarà un DeNiro, ma ha un volto interessante per il grande schermo.

Capannelle 28/05/08 09:47 - 3876 commenti

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Una pellicola con molti perché, dalla bella musica alla fotografia particolare, dalla brava Taotou a certi passaggi azzeccati (l'ortolano, la cassiera, il tecnico riparatore). Ma Jeuneut ha voluto stupire farcendo la vicenda di umorismo da pensionati (specie all'inizio) e di un tasso di surreale troppo insistito. Avrebbero giovato sicuramente dei tagli, specie per chi lo vede una seconda volta.

Cotola 29/05/08 10:56 - 7872 commenti

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Uno dei film più furbi degli ultimi anni che, pur essendo stato molto sopravvalutato, può contare su alcuni elementi interessanti. In primo luogo lo stile visionario di Jeunet (ma non è una novità) che forse appare però in questo caso un po' troppo leccato. Inoltre la storia è abbastanza ben scritta e congegnata (anche se un po' prevedibile). Alcuni momenti poi sono davvero divertenti. Sulla genuinità del prodotto invece il discorso cambia. È chiaro che si tratta di una pellicola un po' troppo "zuccherosa" fatta per piacere a tutti ad ogni costo.
MEMORABILE: La scena con Ameliè "compagna" e le altre di quel tipo.

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Ghostship 29/05/08 13:38 - 394 commenti

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Un film ironico, elegante, surreale, profondo, commovente, interpretato e girato magnificamente, con alcuni personaggi che restano ben fermi nella memoria. La colonna sonora di Tiersen è di quelle che ti entrano subito nelle ossa... forse uno dei pochi capolavori che è capitato nelle grandi sale ultimamente. MUST.

Scarlett 9/07/08 01:20 - 307 commenti

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Un'incredibile fotografia curata nei contrasti in ogni singola ripresa, una colonna sonora che difficilmente lascia indifferenti ed una storia surreale (più una fiaba per adulti) disegnata intorno a personaggi umani, probabilmente un po' approssimativi ma piacevoli nel contesto delizioso creatogli intorno. Splendido il prologo. Personalmente "Il favoloso mondo di Amelie" è uno tra i film che mi ha più colpito e che rivedo con piacere.

Renato 8/08/08 16:01 - 1648 commenti

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Un film piatto, vuoto, inerte. La sceneggiatura è soltanto un vano accumulo di stramberie e si sprecano inquadrature sempre particolari e ricercate, che spostano l'attenzione dello spettatore sul "come", visto e considerato che di sostanza ce n'è davvero pochina... ma alla lunga il gioco stanca. Si salva la protagonista, splendida figliuola che consente di reggere il film fino alla parola FINE.

Soga 15/01/09 01:05 - 125 commenti

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È una favola, lo dice anche il titolo. Va visto in quest’ottica. La storia di Amélie Poulain, personaggio che sembra pensato apposta per le fattezze e il sorriso di Audrey Tatou, è di una gentilezza e di una dolcezza infiniti; complici la fotografia e la colonna sonora, che sanno molto di piccolo mondo antico. Il limitarsi a giudicarlo mieloso, però, impedisce di carpirne la profonda poeticità. Questo film è un invito garbato a fermarci e a riflettere sulla realtà e lui per primo da il buon esempio, scorrendo piano, con romanticismo e poesia.
MEMORABILE: Molte scene sono degne di nota, su tutte quelle che riguardano il nano in giro per il mondo.

MAOraNza 15/01/09 08:57 - 192 commenti

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Un film, una favola, sotto tutti i punti di vista. Jeunet si inventa un'opera un po' ruffiana ma di grande valore emotivo e sentimentale, grazie soprattutto alla straordinaria e clamorosa interpretazione della bellissima Audrey Tautou. Il mondo di Amelie è principalmente verde e rosso: l'immagine e i colori sono saturi e il risultato è una garbata orgia di colori che appagano la vista e la mente. Regia sapiente, quella di Jeunet, che con un cast di altissimo livello riesce a mettere in piedi la più bella favola moderna vista finora. Fantastico.
MEMORABILE: Il giro del mondo del nano di gesso, la riconsegna della scatola al legittimo proprietario, la presentazione iniziale dei personaggi.

Fabbiu 23/01/09 09:09 - 2012 commenti

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A me è piaciuto abbastanza, mi sono accorto in fondo che la trama (comunque piacevole) si racconta in poco tempo e non è certo questa a far valere il film. Ho apprezzato la narrazione, attenta nella cura dei dettagli, per dire: anche le comparse sono caratterizzate seppure brevemente, il gioco delle parti con qualche effetto speciale carino e scene raccontate da immagini estranee e un'idea di stile e fotografia piuttosto definita nella mente del regista (un po' alla Pee-Wee Herman, ma non comico); poi una brava protagonista e una degna musica.

Pigro 2/02/09 10:25 - 8410 commenti

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Trova la scatola di un bambino di 40 anni fa, ritrova il proprietario e decide di aiutare il prossimo. Una storia semplice semplice, con qualche schizzo alla Capra su un fondo da favola. La cosa più rilevante, oltre alla simpatia della protagonista, è l'estro stilistico nella narrazione, nelle riprese, nella fotografia e nell'animazione. All'inizio il gioco è piacevole, poi si intuisce che sotto la superficie del virtuosismo resta ben poco. Insomma, il film si vede bene e con gusto, ma scorre via senza rimanere. Non male dopotutto.

Ilcassiere 29/01/10 13:29 - 284 commenti

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Forse un po' sopravvalutato, ma tutto sommmato piacevole. A metà tra il fantastico ed il sentimentale, alterna trovate carine ed originali (la restituzione della scatola con i tesori dell'infanzia, la collezione di fototessere, il nano da giardino che gira per il mondo e spedisce foto) a momenti un po' noiosi e ripetitivi. Audrey Tatou è brava e bella e la colonna sonora è da 5 pallini.
MEMORABILE: La seconda spiegazione possibile, secondo Ameliè, per giustificare il ritardo di lui.

Ciavazzaro 31/01/10 11:53 - 4769 commenti

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Non mi è mai piaciuto. Per molti questo film è di culto, ma io lo metto nella mia personale lista nera di film orrendi, che si meritano nulla più del rogo. Mi dispiace dirlo ma non mi è piaciuto nulla: dagli attori alla sceneggiatura. Bocciato senza riserve.

Luchi78 28/07/10 12:04 - 1521 commenti

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Quando un film è confezionato bene bisogna riconoscerlo ed apprezzarlo per ciò che di meglio offre: in questo caso un'ottima fotografia, un'interpretazione splendida della Taotou, una narrazione non banale e accattivante e soprattutto una cura dei dettagli dei personaggi che rendono una storia d'amore come tante, speciale e sopra le righe. Se il regista Jeunet è stato furbo nel fare tutto ciò dobbiamo fargli i complimenti.

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Nando 3/11/10 15:16 - 3554 commenti

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Dal ritrovamento di alcuni vecchi giocattoli si dipana una storia originale in cui i pensieri e gli stati d'animo dell'interprete principale sono i protagonisti. Tutti i personaggi hanno delle loro particolari manie e vivono una loro realtà. Il risultato è quello di una godibile pellicola incentrata sui buoni sentimenti e l'appagamento mentale.

Belfagor 9/02/11 09:36 - 2637 commenti

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Un film così poteva essere fatto solo in Francia. Un collage dolce e virtuosistico, simile ad un diario pieno di appunti e fotografie ritagliate, in cui la protagonista Amelie (ottimamente interpretata dalla Tatou) cerca di aiutare gli altri partendo dalle piccole cose di ogni giorno. La storia, in sé, è ben poca cosa, ma il modo in cui viene portata sullo schermo, in un'orgia di musiche e colori saturi, è tutto da apprezzare. Sarebbe ingiusto definirlo furbo o melenso, anche perché riesce davvero ad essere piacevole.
MEMORABILE: La presentazione dei personaggi; amelie immagina di vedere Stalin alla TV che detta un comunicato sulla situazione personale di lei.

Gaussiana 29/04/12 02:05 - 121 commenti

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Bisogna innanzitutto tener presente che il regista sta fotografando non il banale mondo di una persona qualunque ma il favoloso mondo di Amelie (Audrey Tautou), dove la fantasia della solare protagonista è in grado di trovare corrispondenze inesistenti, scovare il positivo anche negli animi più retrivi, nei dettagli trascurabili del quotidiano. L'immaginifica danza creativa di Amelie/del regista, accompagnata da musiche più che adeguate, ha il romanticismo sognatore, surreale e semplice di un dipinto di Montmartre a tinte ocra.

Almicione 26/11/12 01:08 - 765 commenti

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Un film che già alla seconda visione mostra dolorosamente tutta la banalità che lo caratterizza. Buona la performance di una trasognata Tautou molto adatta al personaggio, ma il resto del cast non è un granché. A una trama quasi inesistente, un'atmosfera disgustosamente melliflua e un finale banale si oppongono interessanti – ma eccessivi – spunti registici e narrativi. Da apprezzare la colonna sonora, discretamente consona alla pellicola.
MEMORABILE: I viaggi del nano da giardino.

Giacomovie 15/01/14 19:42 - 1363 commenti

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Il mondo di Amelie è fantastico nel senso di troppo favolistico e genera un prototipo di cinema della semplicità e della fantasia, dei sentimenti delicati ed educativi, con una descrizione fantastica di un mondo semi-irreale e quasi infantile che non manca di originalità ma che non trova un adeguato sviluppo di più ampio respiro. Non lo aiutano né l'eccesso zuccheroso né la costruita ricerca della simpatia dello spettatore. **

Saintgifts 5/11/14 11:37 - 4098 commenti

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Capita sempre meno spesso di uscire da un cinema (non dico di alzarsi dalla poltrona davanti alla tv, perché è un'altra cosa), pienamente soddisfatti, di buon umore e, perché no, leggermente sognanti con in mente una visione migliore del mondo. Questo capita (a me) dopo la visione del film di Jeunet. Fantastico e non solo perché la fantasia (quella buona) la fa da padrona, ma fantastico nel senso del complimento più grande che si possa fare. Enumerare tutte le qualità del film richiederebbe molto più spazio; mi limito a ripetere: fantastico.
MEMORABILE: Tutto il sonoro, rumori compresi; Montmartre; Il quindicesimo orgasmo e quello della tabaccaia.

Ryo 22/02/15 12:29 - 2169 commenti

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Opera davvero interessante e boccata d'aria nuova dal punto di vista dello stile registico. È un inno alla libertà espressiva specialmente dal punto di vista tecnico: sequenze frenetiche (alcune lente), stop-motion, flashback in time lapse... c'è veramente di tutto! L'uso dei colori è formidabile e davanti a tutto questo sfarzo di bellezza visiva la storia diventa quasi un pretesto, presentandoci una sceneggiature che comprende varie sottotrame che si snodano nella suggestiva Montmartre. Il tutto accompagnato dalle musiche deliziosissime di Yann Tiersen.
MEMORABILE: Il viaggio del nano; Il misterioso uomo-fototessera; La semplicità delle cose.

Pinhead80 14/05/16 20:39 - 4089 commenti

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Può essere uno di quei film che ti riappacifica con il mondo, oppure uno di quelli che ti fa arrabbiare al punto di dire basta e lasciar perdere la visione. In fin dei conti forse è entrambe le cose perché il mondo di Amelie Poulain è fatto di personaggi e di storie pompate esageratamente al punto da non farci capire se si tratta di una grossa presa in giro o meno; ma è fatto anche di piccoli grandi gesti che armoniosamente disegnano un altro modo di concepire l'esistenza.

Parsifal68 31/05/16 15:14 - 607 commenti

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Favola surreale e poetica che ha avuto un insperato e meritato successo in tutto il mondo. Il film cammina lungo un filo sottilissimo che divide la smaccata ruffianeria dalla dolcezza più pura e, a mio modesto parere, si propende per la seconda. I personaggi sono tutti stralunati, quasi fumettistici, ma sono ben funzionali al plot che ha davvero poco di già visto. Una leggera citazione di Jules e Jim di Truffaut è una chicca preziosa.

Lou 20/09/16 14:34 - 1036 commenti

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Un film che ha lasciato il segno, per l'originale idea narrativa e per le ardite scelte estetiche. Si viene catapultati in un mondo fantastico e poetico, dove c'è attenzione per le piccole cose della vita e dove la deliziosa Amelie, interpretata dalla prodigiosa Tautou, riesce a sentirsi in armonia con se stessa solo se può aiutare gli altri, soprattutto i derelitti buoni di cuore. Una favola moderna, che lascia ammirati per stile, personaggi, colori, atmosfere, musica.
MEMORABILE: I piccoli ma diabolici sabotaggi all'appartamento del fruttivendolo arrogante che maltratta il suo garzone.

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Il ferrini 22/09/16 01:50 - 1832 commenti

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Soporifero. Una trama inconcludente che dopo un quarto d'ora si accartoccia su se stessa, peraltro una storia di stalking in piena regola, spacciata impunemente per romanticismo e in larga parte copiata da Cercasi Susan disperatamente. Audrey Tautou è odiosa, i dialoghi infarciti di ovvietà aforistiche e insulsa retorica, non accade praticamente nulla che desti un qualche interesse a parte l'ottima colonna sonora, vero (e unico) punto di forza del film. Tedioso e ingiustificatamente glicemico.
MEMORABILE: Amelie che accompagna un anziano cieco al mercato descrivendogli quello che vede.

Magi94 2/07/17 14:12 - 753 commenti

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In un certo senso è la versione francese di American beauty. Stessa attenzione per le immagini, stessa bizzarria della trama, stessa presa in giro dall'inizio alla film. Jeunet è bravo e ci regala delle squisite sequenze da Art Nouveau più qualche personaggio indimenticabile, ma la vuotezza di contenuti alla base di tutto è evidente, immersa in un contesto molto kitsch. Quando inizia la storia d'amore, poi, ci si annoia anche un po'. Film disonesto, quindi, ma a tratti godibile. Menzione d'onore per la colonna sonora.

Thedude94 3/08/17 19:28 - 703 commenti

I gusti di Thedude94

Ameliè, ragazza strana mal interpretata dalla Tautou, vive in un mondo tutto suo, che all'inizio del film ci viene presentato anche in maniera interessante, ma con il passar del tempo risulta stancante. Da una parte regia e fotografia sono buone, ma è la sceneggiatura che affonda il film, oltre alle impalpabili prove attoriali. Il rappresentare la storia in maniera favolistica ci può stare, ma tutto sembra essere eccessivamente melenso e ci fa quasi compatire questa povera ragazza, cosa che non aiuta per niente il film.

Bubobubo 4/10/18 10:58 - 1446 commenti

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Tremendo, ancor più per il clamore mediatico e le conseguenze ingenerate sul pensiero e sull'estetica cinematografica di genere degli anni a venire. Inconsistente la storia, una favoletta zuccherosa interamente retta dal bel viso espressivo di Audrey Tautou e dalle (belle) musiche di Yann Tiersen: pedestre - al meglio - la regia di Jeunet, incapace di andare oltre lo stereotipo grafico e narrativo della fiaba contemporanea. Culto sì, ma a che prezzo?

Urraghe 12/05/20 22:31 - 70 commenti

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Pluripremiato cult che narra di un nano, anzi due, molte fototessere, un fragile pittore, un bar, un medico in pensione, un pornoshop, una cameriera, un fruttivendolo, un invalido, una scatola segreta, delle cabine telefoniche, di un marito fuggito e di tanti altre piccole cose. Un film favola nello stile Jeunet che affascina. Un cast privo di grandi nomi ma con personaggi esileranti. La protagonista è un’eroina inconsueta nella sua umanità accompagnata da una musica bellissima, con scene spassose e appaganti. Bellissimo.
MEMORABILE: Il volto di Amelie; I particolari cosparsi in tutto il film; I dispetti al fruttivendolo.

Xamini 1/11/20 12:47 - 1052 commenti

I gusti di Xamini

Una favola dai colori saturi che trabocca di autocompiacimento narrativo e lascia il segno. La vicenda è semplice e arricchita da una lunghissima sequenza di manie, incastonate come tante piccole gemme nella vita di una giovane timida con una gran paura di contatto umano. La Tatou riesce a tratteggiarla in modo impeccabile e Jeunet non perde occasione di mostrare tutta la tecnica di cui è capace, gigioneggiando in continuazione con la telecamera. Parigi fa da sfondo a un caleidoscopio memorabile di personaggi macchiettistici e ogni meraviglioso angolo della città diventa fiabesco.
MEMORABILE: La sequenza di coincidenze; Le manie; Le torture al fruttivendolo; Le foto ritagliate; La cassettina dei ricordi; Il giro in motorino per Montmartre.

Noodles 3/02/21 16:32 - 1119 commenti

I gusti di Noodles

Stroncarlo completamente sarebbe ingeneroso, perché comunque il film tecnicamente è ben realizzato, cerca di portare un significato sino al finale e Audrey Tautou è bravissima. Dovrebbe però essere un film spontaneo, mentre invece tutto appare eccessivamente studiato, dalla fotografia colorata allo stesso personaggio principale, che col passare del minutaggio perde credibilità, un po' come in generale tutta la pellicola. L'eccessiva dose di zucchero della storia a un certo punto si fa quasi insopportabile. Molto sopravvalutato. La buona tecnica non basta.

Giufox 24/04/21 14:29 - 147 commenti

I gusti di Giufox

Magico se lo si vuole o irritante se lo si analizza oltremisura, Jeunet benedice il XXI secolo con un canto sospeso di amore ed emancipazione. Tra photomaton, bistrots e nani da giardino, dipinge un'opera partigiana di un cinema artigianale contestualmente all'esplosione degli SFX. Oltre le ipercromatiche cartoline parigine e i nostalgismi di superficie (Prévert, Renoir e Tati), Amélie/Tautou rimane una delle prime e più raffinate icone femminili del XXI secolo, lontanissima da sue contemporanee e non ancora invecchiata nel suo simbiotico scambio con l'attrice che le ha dato vita.
MEMORABILE: "Chez le boucher, il y a un bébé qui regarde un chien qui regarde les poulets rôtis".

Enzus79 4/05/21 20:36 - 2010 commenti

I gusti di Enzus79

Decisamente sopravvalutato. Un film sfarzoso che trasmette sì felicità e tutto ciò che ne è affine, ma fino ad un certo punto perché nella seconda parte la durata di due ore si fa abbastanza sentire sfiorando la noia. Da applausi comunque la parte tecnica, con la regia e la fotografia davvero convincenti. Colonna sonora cult. Audrey Tautou non può non piacere.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Pigro • 7/11/14 16:43
    Consigliere avanzato - 1524 interventi
    Il trailer riprende il logo: https://www.youtube.com/watch?v=v_Xp88Fjxj8
  • Discussione Zender • 7/11/14 17:27
    Consigliere - 44557 interventi
    Sì, è quello che avevo scritto nel post sopra, Pigro "(ammesso che non riprenda il logo come il trailer)". Grazie comunque per la ricerca.

    Non so a cosa si riferisca la giobbesca pazienza nello specifico, Buono. Fosse davvero quella di controllare un titolo firmerei per esser stato Giobbe e non Zender :)
  • Discussione B. Legnani • 7/11/14 17:28
    Consigliere - 14227 interventi
    Pigro ebbe a dire:
    Il trailer riprende il logo: https://www.youtube.com/watch?v=v_Xp88Fjxj8

    A 1'34". E' chiaramente un accento acuto, ma davvero piccino picciò.
    Diamo la colpa ai grafici? :-)))
  • Discussione B. Legnani • 7/11/14 17:30
    Consigliere - 14227 interventi
    Zender ebbe a dire:
    SNon so a cosa si riferisca la giobbesca pazienza nello specifico, Buono. Fosse davvero quella di controllare un titolo firmerei per esser stato Giobbe e non Zender :)

    Sopportare le mie argomentazioni, talora da cruscante, per quanto sempre per il bene del sito.
    Ultima modifica: 7/11/14 17:30 da B. Legnani
  • Discussione Zender • 7/11/14 17:34
    Consigliere - 44557 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Zender ebbe a dire:
    SNon so a cosa si riferisca la giobbesca pazienza nello specifico, Buono. Fosse davvero quella di controllare un titolo firmerei per esser stato Giobbe e non Zender :)

    Sopportare le mie argomenzazione, talora da cruscante.

    Se sono giustificate non vedo il problema.

    Sul fatto che sia un accento acuto lo possiamo dire perchè sappiamo che ci dovrebbe essere, ma ti assicuro che un grafico potrebbe benissimo mettere uno svolazzo simile anche senza che lì ci sia bisogno di alcun accento. Credo semplicemente che in Francia l'abbian messo piccolo perché tanto tutti sanno che lì ci va (e i grafici devono odiare una lingua scritta così piena di odiose appendici che "sporcano" il loro lavoro), in Italia l'han lasciato così senza sapere che quella schifezzuola sarebbe in realtà un accento.
  • Discussione B. Legnani • 7/11/14 21:15
    Consigliere - 14227 interventi
    Zender ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    Zender ebbe a dire:
    SNon so a cosa si riferisca la giobbesca pazienza nello specifico, Buono. Fosse davvero quella di controllare un titolo firmerei per esser stato Giobbe e non Zender :)

    Sopportare le mie argomenzazione, talora da cruscante.

    Se sono giustificate non vedo il problema.

    Sul fatto che sia un accento acuto lo possiamo dire perchè sappiamo che ci dovrebbe essere, ma ti assicuro che un grafico potrebbe benissimo mettere uno svolazzo simile anche senza che lì ci sia bisogno di alcun accento. Credo semplicemente che in Francia l'abbian messo piccolo perché tanto tutti sanno che lì ci va (e i grafici devono odiare una lingua scritta così piena di odiose appendici che "sporcano" il loro lavoro), in Italia l'han lasciato così senza sapere che quella schifezzuola sarebbe in realtà un accento.


    Verosimile.
  • Discussione Mauro • 21/07/18 10:06
    Disoccupato - 10034 interventi
    Nel film si vede la scena di una corsa ciclistica nella quale un cavallo irrompe nel mezzo nel gruppo, correndo per qualche tratto in mezzo ai corridori. La scena non fu girata apposta per il film ma si tratta dello spezzone di una vera corsa ciclistica disputata nel 1997, il Critérium International
  • Discussione Zender • 21/07/18 10:32
    Consigliere - 44557 interventi
    Hai un fotogramma Mauro? Da dove hai preso l'info poi?
  • Discussione Mauro • 21/07/18 23:33
    Disoccupato - 10034 interventi
    Sulla pagina wikipedia francese della corsa

    https://fr.wikipedia.org/wiki/Crit%C3%A9rium_international_de_la_route
  • Discussione Zender • 22/07/18 08:19
    Consigliere - 44557 interventi
    OK, ci vorrebbe un fotogramma che mostri la scena.