Fear X

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Titolo originale: Fear X
Anno: 2003
Genere: drammatico (colore)
Note: In retrospettiva al Torino Film Festival 2009.
Numero commenti presenti: 17

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/11/09 DAL BENEMERITO LEBOWSKI
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Lebowski 21/11/09 11:43 - 81 commenti

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Girato in Canada da un interessante regista danese. Il protagonista è un agente di sicurezza che indaga sulla morte della moglie, uccisa nel parcheggio di un grande magazzino. La vicenda assume presto toni allucinati, quasi lynchiani, mentre lo stile delle riprese e della fotografia ricorda a tratti Kubrick. Lento e dolente, il film richiede una certa disponibilità d'animo da parte dello spettatore, chiamato a interpretare diversi passaggi ellittici e onirici. Piuttosto originale, Turturro ottimo nel ruolo principale.

Brainiac 9/12/09 13:03 - 1082 commenti

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Rarefatto e doloroso lungo tutta la prima parte, il film s'incaglia raggiunto il disvelamento dell'intreccio. Da lì in poi (cioè da quando Turturro raggiunge la cittadina in cui vi è l'unica traccia del killer della moglie) solo perizia formale, alberghi kubrickiani e ascensori lynchiani, che pur incuriosendo, scendono repentini al piano del thriller-dalla-chiusura-mistica. Davvero un peccato, perché fino ad allora Refn aveva snocciolato i migliori numeri del campionario: i dialoghi tesi, l'ansiogena perquisizione nella casa del dirimpettaio.

Supercruel 10/04/10 14:19 - 498 commenti

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"Fear X" è costato parecchi guai a Refn e nelle interviste viene sempre visto come una fase negativa della carriera. Eppure è tutto fuorchè un pessimo lavoro. La prima parte è davvero buona e il talentuoso regista danese riesce a rendere un'atmosfera rarefatta e angosciante, dirigendo alla grande un Turturro splendidamente in parte. Poi c'è la rivelazione del nocciolo narrativo, sbrigativa e deludente. Allorchè il film muore narrativamente c'è comunque una bella regia, pur con evidenti debiti stilistici (Lynch e Kubrick). Interessante.

Greymouser 3/06/10 00:26 - 1458 commenti

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Refn "vo fa' l'americano", e passa dai paesaggi urbani della sua plumbea Copenhagen alle lande rurali del Wisconsin e del Montana, e per molti ciò corrisponde, nel migliore dei casi, ad una prova sotto tono. E' vero che il disvelamento dell'arcano lascia un po' delusi, ma che volete? A me questo regista piace da morire, e per la gran parte del thriller sciorina una regia seducente e strepitosa, che costituisce un personalissimo omaggio al miglior De Palma. Lynch e Kubrick occhieggiano, da numi tutelari dell'ispirazione di Refn.

Ghostship 5/06/10 14:07 - 394 commenti

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Valido thriller che si avvale di un Turturro eccezionale nella parte della guardia giurata rosa dal dolore per la perdita della moglie. La ricerca del colpevole segue un percorso parallelo ad una catarsi introspettiva che non avverrà, avvolgendo il tutto in un'aura di ambiguità che non si scioglie con il finale, forse il vero unico tallone d'Achille di una pellicola lontana dalla trilogia di Pusher, ma che guarda, con stile personale e consapevole, a Kubrick e Lynch.

Enricottta 14/08/10 20:49 - 507 commenti

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E se i chiarissimi riferimenti, oserei dire didascalici, ai Kubrick e Lynch, fossero solo pretestuosi? Agata Christie disseminava di indizi i suoi romanzi, per poi svelare che la verità era da qualche altra parte. Il film viaggia volentieri autonomamente e la interpretazione di Turturro è il valore aggiunto. Claustrofobia a parte è fatto bene e il finale è in linea con il resto del film. Interessante, usa un buon linguaggio.

Harrys 25/10/10 18:39 - 681 commenti

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Scampagnata a Hollywood per il novello genio danese. Il protagonista se lo sceglie bene (un malsano Turturro), la storia un po' meno. I caratteri tipici (l'inquietudine sperimentale, le suggestioni ieratiche, l'ipnotico sonoro, le non-inquadrature, la rappresentazione di esistenze al limite) sono tutti allegramente presenti. Quel che rende l'opera in questione la meno riuscita dell'autore è una leggera sconclusionatezza. Encomiabile tuttavia lo spessore psicologico che trasuda e l'escamotage "puzzlesco" del rendere coscienti noi, ma ignaro il protagonista.

Burattino 13/11/10 01:00 - 101 commenti

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Un film ben fatto che però si basa su una trama che sicuramente risulterà insoddisfacente ai più. Il fatto è che Refn ci lascia intendere per parecchio di stare assistendo ad un film, ma la seconda parte è un lento disvelamento e alla fine vediamo un finale che in realtà anche in un altro film avrebbe faticato ad ambientarsi. È questa estrema disomogeneità che lascia un senso di straniamento e fastidio al termine della visione, alla fine che ci avrà voluto comunicare?

Cotola 2/10/11 12:03 - 7459 commenti

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Se nella prima parte, Winding-Refn si ispira in generale al genere thriller e ad alcuni suoi stilemi, nella seconda parte i modelli sono chiaramente due: in primis Lynch, di cui si respirano certe atmosfere, ed in secondo luogo di Kubrick e del suo Overlook hotel. Lo svelamento del mistero è di quelli che possono non soddisfare e che possono far incavolare. Pur essendo il meno personale dei film del danese, anche in questo caso non mancano il talento e la bellezza formale delle immagini, seppure con qualche svolazzo, gratuito, di troppo.

Jena 8/10/11 19:22 - 1171 commenti

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Bene la prima parte: la maschera di Turturro ansiogeno e ossessionato dalla morte della moglie funziona. Poi, quando dovrebbe venire il bello, il film si blocca e diventa catatonico. Il finale non soddisfa e un'attrice come la Unger sembra lì per caso. Rimane la regia di Refn, perfetta nel suo gelo e stimolante nelle sue evoluzioni mistiche che anticipano Valhalla Rising. Opera minore del nostro danese ma non certo da buttare.

Didda23 10/10/14 10:37 - 2282 commenti

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Refn ha un dono che pochi possiedono, ovvero una sorprendente conoscenza del mezzo cinematografo. L'opera se da un lato poggia su un intreccio narrativo non così ficcante, soprattutto perché tratta la psicosi di un uomo (un convincente Turturro) non lasciando un'univoca interpretazione, dall'altro ha il pregio di contare su una regia che reinterpreta il meglio del genere (Kubrick, Lynch, De Palma, Polanski, Fincher). Un film d'atmosfera, con suggestioni che penetrano sotto la pelle e che, nonostante un ritmo sornione, ti tengono incollato allo schermo.

Herrkinski 10/12/14 03:11 - 5041 commenti

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In trasferta Usa, Refn prevedibilmente perde per strada un po' del suo stile e della sua poetica urbana (cosa che correggerà con Drive), ma mantiene comunque alcuni tratti distintivi come la disamina psicologica dei personaggi che s'intrecciano nella vicenda, così come un finale sconfortante e che lascia un forte senso di disperazione. I pluricitati Lynch e Kubrick rimangono più che altro a livello formale e in alcune scelte di fotografia e inquadrature, mentre il film si dipana sui binari del thriller/noir dall'atmosfera avvolgente e oscura.

Capannelle 15/10/14 08:49 - 3702 commenti

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Tra i film più controversi del regista danese, devo dire che mi è piaciuto per la capacità non comune di disegnare il personaggio paranoico e l'atmosfera. Turturro assolve il compito con bravura e Refn giostra bene elementi visivi e sonori. È vero che nella seconda parte alcuni nodi vengono al pettine, che alcuni slanci onirici possono non piacere, ma il valore sensoriale dell'opera non ci perde tanto. Con buona pace degli spettatori che lo hanno (ingiustamente) massacrato.

Pinhead80 26/03/15 17:20 - 3895 commenti

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Fear x è la conferma che successo e insuccesso al botteghino non corrispondono alla qualità del prodotto. All'insuccesso al botteghino infatti corrisponde in questo caso un film di un certo livello, che non è stato apprezzato o forse compreso. Suddiviso in due parti differenti tra loro: la prima più lineare, la seconda più lenta e onirica, il film cerca di scandagliare la triste elaborazione del lutto di un soggetto ossessionato più dal voyeurismo delle immagini che dalla sete di vendetta. Merita di essere visto. Grande Turturro.

Jdelarge 14/07/16 19:04 - 851 commenti

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Thriller atipico nel suo modo di svilupparsi, nel quale Refn sembra più intenzionato a far emergere l'impossibilità di conoscere le cause scatenanti le azioni umane che a focalizzare la propria attenzione sul genere in sé. La suspense, nonostante il ritmo molto dilatato, è ben presente, ma alcune soluzioni registiche appaiono un po' troppo convenzionali, pur essendo ben studiate. Fantastico, in tutti i sensi, l'hotel, che con i suoi corridoi rosso sangue ricorda molto la casa dell'argentiano Inferno.

Fauno 29/11/16 18:27 - 1908 commenti

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Comprensibile il flop ai botteghini: l'impostazione non è da grande pubblico; qualsiasi film somigliante delinea meglio i suoi fini. Se però non si tengono separati onirismo e introspezione, se certi colori come il rosso li si interpretano a largo respiro (sangue, fuoco, interno dell'hotel alla stregua di ciò che è interno al protagonista), se si vede l'ascensore come un'uscita verso una dimensione incerta e inesplorata, di cui non si sa nulla, è anche più facile aprire il ventaglio a tutte le interpretazioni di ciò che nel film accade (e non sono poche).
MEMORABILE: La luce accesa nel villino di fronte e l'inevitabile telefonata all'agenzia.

Giùan 16/06/19 08:10 - 2934 commenti

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Film col quale Refn comincia a esplorare il lato più oscuro e "raffinato" della sua cinefilia, che andrà poi scandagliando con coerenza autoriale e alterne riuscite da Valhalla a Neon demon. Non c'è dubbio che a stupire in Fear X sia il programmatico controllo stilistico del 33enne Nicolas sulle dilatate atmosfere lynchiane (ma c'è pure molto Egoyan) dell'opera, perfino a dispetto di una palese dispersione del pathos narrativo e della concentrazione dello spettatore. Certo nella seconda parte il "viaggio" di Turturro scivola dall'ambiguità alla convenzione.
MEMORABILE: Lo sguardo della Unger.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Fauno • 29/11/16 18:38
    Compilatore d’emergenza - 2528 interventi
    Più vado avanti più penso che Refn non abbia niente a che fare con nessuno dei mostri sacri elencati nei commenti e che abbia uno stile tutto suo. L'Overlook hotel di Kubrick mi fa scompisciare dalle risate. Tutt'altra impostazione e impatto su Shining. Di Lynch non dico niente perché ho visto pochi film. Al limite mi potrebbe far ricordare vagamente La conversazione o Unico indizio...un anello di fumo, ma come ho scritto nel commento sono IN-FI-NI-TA-MEN-TE più delineati e chiari nei loro fini, mentre Refn è molto più sfumato, sembra quasi che le cose le faccia cadere dall'alto. E questo può sia deliziare che innervosire, ma sicuramente spacca in due i cinefili, e un regista che ha la dote di dividere i giudizi per me è un grande. Eppure Solo Dio perdona è Bronson mi han fatto quasi pietà...fortuna mi sono intestardito a voler continuare a vederlo...
  • Discussione Raremirko • 30/11/16 00:21
    Addetto riparazione hardware - 3450 interventi
    Ma tecnicamente ha pochi eguali dai, soprattutto nei suoi ultimi film...
  • Discussione Raremirko • 29/05/19 03:54
    Addetto riparazione hardware - 3450 interventi
    Molto molto buono, sin dalle premesse: mandar avanti la vicenda usando anche i video di sorveglianza.

    Turturro non mi ha mai fatto impazzire ma qui è davvero bravo ed in parte; la Unger è stata usata però poco e male.

    Ottime regia e musiche; prima parte ansiogena e stringata, seconda parte onirica, che anticipa un pò Solo dio Perdona e Neon demon; chiusura finale blanda e sbrigativa, che è il vero difetto di un film comunque notevole.


    Da ripescare.