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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Fulminati sulla scala interna d'un antico palazzo, o almeno così pare: il ricco principe proprietario dell'edificio e l'elettrotecnico che gli stava sistemando l'antenna vengono trovati coi corpi bruciacchiati durante un violento temporale proprio mentre in zona c'è casualmente il commissario Bruno Baldassarre (Mastroianni). Un lampo che passa attraverso una finestra? Improbabile... E se invece i due fossero rimasti folgorati da un filo di rame provvisoriamente appoggiato al corrimano della scala? Sbattuto in archivio in seguito a un fatto spiacevole che verrà chiarito in un frettoloso flashback, Baldassarre si ritrova promosso sul campo e apre le indagini. Gli interrogati sono inizialmente la fresca vedova del principe (Andress), uno sceneggiatore/regista... Leggi tuttociarliero che lì risiede (Ustinov), la figlia (Belli) dell'elettrotecnico; seguiranno altri, a prima vista di minor rilievo. Steno ripropone il Mastroianni commissario della DONNA DELLA DOMENICA (opera che anche visivamente funge chiaramente da modello) ma non riesce a gestire come si converrebbe una sceneggiatura in ogni caso troppo dispersiva. Irritante la forzata eccentricità del personaggio di Ustinov, prototipo dello scrittore logorroico che, come da luogo comune, pretende di trasformare idealmente ogni incontro con il commissario nella scena d'un film, da descrivere e portare avanti con dovizia di particolari legati alla letteratura e a una cultura da sfoggiare ad ogni piè sospinto. Meglio la Andress, vedova allegra dichiaratamente felice per la morte del marito (era un uomo odioso, dice, e così lo trovavano anche gli altri): la classe e la raffinatezza la salvano dai gigionismi cui va disgraziatamente incontro Ustinov. Ma la figura della macchietta la fanno anche altri, da Peppe Barra braccio destro del commissario a Mario Scaccia libraio pettegolo. E' alla coppia Mastroianni/Belli che spetta di fornire la consistenza necessaria per abbracciare un minimo l'intreccio giallo, ovvero il cardine attorno al quale far ruotare il film. Steno tuttavia, legato com'è per tradizione alle impostazioni da commedia popolare, si trova costretto ad allentare i ritmi per azzardare qualche momento di suspense incontrando molte difficoltà e finendo col rifugiarsi inevitabilmente in ciò che meglio conosce. Il cross-over di generi funziona di conseguenza male e lo sviluppo delle indagini non offre appigli veri per dare allo spettatore la possibilità di avvicinarsi alla soluzione; la quale giunge poi tentando una strada spettacolare di nuovo indebolita dalla scarsa propensione al genere di Steno. In aggiunta nemmeno Mastroianni sembra granché in vena e l'ironia latita, nonostante i tentativi in senso contrario. La Andress si spoglia sotto la doccia, la Belli fa il maschiaccio con tendenze anarchiche. Se non altro l'epilogo si allontana dalla faciloneria da happy ending scontato...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/05/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 3/10/17
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Il Gobbo 25/05/07 09:14 - 3011 commenti

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Maturo commissario, emarginato per un grave errore, muffisce in archivio finché gli tocca indagare su una morte misteriosa, apparentemente accidentale, in un palazzo nobiliare romano... Gradevole giallo di Steno dal ricco cast, del tutto avulso dagli stilemi argentiani e più legato a modelli classici alla francese. Oltre a un Mastroianni sfavato e sdrucito, come la parte richiede, il punto di forza è proprio l'efficace ambientazione nei vicoli e meandri di una Roma meno "vista". Molto carino, niente di che, ma merita una visione.

B. Legnani 25/06/07 00:57 - 4659 commenti

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Giallo (siamo nel “chi è stato?”), ma con palese (nel finale pure conclamata) presenza di commedia all’italiana. Fa nostalgìa pensare che negli Anni Settanta erano diffusi film come questo, che garantivano, da sùbito, un livello discreto del tutto, a partire dall’accuratezza dei dialoghi. Grande cast, benché Agostina Belli sia totalmente fuori parte, e svolgimento garbato, piacevole, professionale.
MEMORABILE: Ustinov elenca a Mastroianni la lista dei sospettabili, nella quale non si inserisce, e glossa così: ”Non parlo di me per modestia”.

Deepred89 28/06/07 12:59 - 3239 commenti

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Tra giallo e commedia, passabile ma nulla di eccezionale. Ottimo il cast e discreta la colonna sonora di Ortolani (bellissimo il pezzo che accompagna la scena della Andress sotto la doccia). Però la storia è poco originale e a tratti piuttosto lenta. Anche la regia di Steno è un po' sottotono. Guardabile ma nulla più.

Mark 8/05/08 14:12 - 264 commenti

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In un antico palazzo romano minacciato dalla demolizione avviene uno strano duplice delitto: incaricato delle indagini un commissario ormai quasi a riposo. Nonostante il cast di tutto rispetto (Mastroianni, Peter Ustinov, Ursula Andress) e l'inizio piuttosto allettante, gli sviluppi del film lasciano a desiderare, per via del ritmo che incede pesantemente, non solo sulla trama, ma anche sulla palpebra dello spettatore. La suspance resta solo un'aspettativa e quelle poche pennellate di comicità presenti sembrano mal sincronizzate, quasi casuali, oltre che terribilmente prevedibili.

Pigro 8/11/08 10:10 - 7667 commenti

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Commissario indaga sulla morte di un nobile e di un operaio in un palazzo romano. Quasi vent'anni dopo il Maledetto imbroglio di Germi, un altro film ci porta nei misteri di una città poco nota, attraverso gli occhi distaccati e cinici di un commissario marginale. In questo caso le venature della commedia si ingrossano trovando la strada per curiosi tentativi di descrizione delle proteste dei giovani degli Anni Settanta e per alcuni stuzzicanti giochi come la conclusione "invocata" dallo sceneggiatore americano. Guardabile.

Cotola 14/09/09 00:26 - 7330 commenti

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Giallo piuttosto spento e bruttino in cui si respira un clima poco interessante ed anonimo cui lo stesso Mastroianni finisce per adeguarsi fornendo una prestazione attoriale non certo alla sua altezza. A tradire è soprattutto la sceneggiatura nonostante sia stata scritta da penne importanti come Age e Scarpelli.

Galbo 26/09/09 19:19 - 11271 commenti

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Nonostante il buon cast e la presenza alla regia del maestro Steno questo film è decisamente poco convincente. Perennemente indeciso tra il giallo e il film umoristico, è caratterizzato da numerosi luoghi comuni del genere ma il suo difetto più evidente è la scarsa e poco interessante caratterizzazione dei personaggi, figure scialbe che si muovono in un contesto evidentemente finto e artefatto. Mediocre.

Franz 9/12/09 10:15 - 110 commenti

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Il Mastroianni post-felliniano, alle prese con film più commerciali e, se vogliamo, "di genere", non mi è mai dispiaciuto. Grazie a lui (qui piccolo uomo tra i lupi) e a grandi attori come Ustinov e Scaccia, questo "Doppio delitto" non è affatto male, un thriller-giallo con i risvolti della commedia, perfettamente calato nel clima disorientato e contestatario degli anni 70: proteste studentesche, nuove dinamiche nei rapporti familiari, morale ambigua, libertà sessuale non mancano.
MEMORABILE: Le "lezionì di vita e di filosofia" che il sagace Ustinov impartisce al mite (ma combattivo) Mastroianni.

Il Dandi 27/03/10 19:33 - 1722 commenti

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Con una matrice colta (il modello sia del libro che del film è ovviamente il Pasticciaccio di Gadda) e un cast così ricco, era lecito aspettarsi di meglio. Mastroianni riprende il commissario disincantato, solo e un po' squallido de La donna della domenica: l'adorabile protagonista garantisce metà film, ma non basta. Qui il pericoloso equilibrio tra giallo e commedia regge molto meno. Anche la Roma anni '70 (piovosa e assediata dai manifestanti) convince poco.
MEMORABILE: "Voi cinquantenni tutti uguali, tutti comprensivi, democratici, magari ex-partigiani e divorziati". - "Tutto vero, meno il partigiano".

Lucius 21/05/10 00:05 - 2819 commenti

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Giallo in incognito, caratterizzato da belle location nel cuore di Roma e da un cast di rilievo fra cui Mastroianni e la Andress, ma che ha i toni di una commedia, poca suspence e aspettative di una sceneggiatura con buone potenzialità, che vengono però del tutto disattese. Peccato.

Tomastich 27/02/11 10:21 - 1216 commenti

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Similare al successivo Giallo napoletano (nelle intenzioni soprattutto), questo Doppio Delitto vanta un'ambientazione romana deluxe e un cast di caratteristi/attori che hanno fatto grande il cinema di genere italiano. Il thriller funziona bene (paradossalmente anche più di tanti italian-thriller da due spiccioli) e la scena finale è argentiana più che mai.

Saintgifts 4/12/13 19:46 - 4098 commenti

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Una caratteristica che salta all'occhio man mano che i personaggi vengono alla ribalta è la loro caratterizzazione, che risulta quasi eccessiva, in linea però con l'impianto teatrale del film. Il palazzo nobiliare fatiscente, che sta per essere trasformato per ospitare turisti, è il teatro dei delitti in una Roma estiva ma fin troppo piovosa. Mastroianni rifà il commissario Santamaria, qui Baldassarre (ma c'è anche il brigadiere Cantalamessa); insomma un giallo tutto italiano, ma con personaggi internazionali, come si addice a Roma capitale.

Pessoa 25/08/14 21:33 - 1027 commenti

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L'ispettore Baldassarre assiste involontario a un doppio delitto che rappresenta la sua seconda occasione dopo che "la stronzata" lo aveva relegato fra le ragnatele di un archivio. Steno dirige una commedia noir dalla sceneggiatura spesso balbuziente e confusa. Meglio gli attori, fra i quali si distingue Mastroianni che cerca con bravura di restare in un ruolo ora troppo stretto ora troppo largo. Bravi Ustinov e la Andress, che si guarda volentieri anche vestita. Esplosivo Scaccia, forse il migliore del gruppo. Il resto si dimentica facilmente.

Myvincent 25/12/15 08:21 - 2474 commenti

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Un cast così è solo per le grandi occasioni e infatti non si spreca per niente nelle righe di questa storia gialla che tinge di rosso gli interni di un bel palazzo nobiliare romano. Lo stile Agatha Christie si sposa bene con il sarcasmo tipico della commedia all'italiana e pazienza se la spiegazione del duplice assassinio pare un po' "bollita". Strepitosa e sottilmente ironica Ursula Andress.
MEMORABILE: Il riscatto finale del commissario Baldassarre Bruno.

Minitina80 16/04/16 08:45 - 2252 commenti

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Si tratta di un giallo classico che non divaga troppo dalla ricerca dell’assassino e, malgrado sia uscito negli anni settanta, non ha nulla a che vedere con la moltitudine di cloni nati sulla scia dei gialli argentiani, parte dei quali superflui e inutili. Qui il taglio è decisamente differente e la presenza di un attore del calibro di Mastroianni e un cast di caratteristi di rispetto gli permette di non stereotipare oltremisura i personaggi. Forse, con un minutaggio inferiore, avrebbe reso di più.

Ultimo 17/06/16 20:47 - 1322 commenti

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Senza infamia e senza lode; non brutto, ma la commistione tra giallo e commedia all'italiana funziona sino a un certo punto. Mastroianni interpreta un commissario un po' imbranato in cerca di riscatto; si troverà di fronte a un caso più complesso del previsto. Da premiare la parte finale, a mio parere riuscita e con qualche colpo di scena. Sottotono Ustinov, attore che a quei tempi dava il meglio nella parte di un detective belga...

Nicola81 25/04/20 18:48 - 1884 commenti

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Regia di Steno, sceneggiatura di Age e Scarpelli, colonna sonora (discreta) di Ortolani, cast delle grande occasioni, eppure il risultato finale è inferiore alla somma degli addendi. Come spesso accade nelle commistioni tra giallo e commedia, si paga l'incapacità di prendere una direzione ben precisa. Anche il ritmo è altalenante, sebbene il finale tutto sommato non deluda. Mastroianni è un commissario Santamaria più sfigato, Ustinov e Brialy istrioneggiano fin troppo, brave la Andress (che concede un nudo) e la Belli, ma il migliore è Scaccia.
MEMORABILE: "Ho 24 ore per dimostrare di non essere uno stronzo" "24 ore? Ma non saranno poche?".

Island77 9/05/20 22:26 - 3 commenti

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Peter Ustinov, nei panni di un regista/scrittore americano convince poco, Mastroianni invece è calato bene nel suo commissario un po' sottotono per via di un errore commesso anni prima in ambito professionale. Le frequenti pioggie che da sole, accompagnano tre quarti di film appaiono forzate e posticce, la parte della Belli qui in splendida forma poteva essere elaborata meglio. Comunque discreto.

Alex75 18/05/20 13:50 - 653 commenti

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Commedia gialla in cui il “doppio delitto” del titolo fa da cornice a una rassegna di personaggi delineati a colori forse troppo vividi, in una Roma oscura, cosmopolita eppure molto romana. La sceneggiatura di marca Age & scarpelli, con dialoghi a volte spiazzanti, ben valorizza l’intero cast: l’antieroico Mastroianni, il ciarliero Scaccia, la sontuosa Andress e persino la modesta Belli. Eccessivi Brialy e Ustinov, ma il britannico (pur poco credibile come americano) ha le battute migliori.
MEMORABILE: Cantalamessa: “La fantasia nella burocrazia renderebbe meno avvilente il lavoro”; La “stronzata” di Baldassarre; Hellman cita “Delitto e castigo”.
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