Dolceroma

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2019
Genere: commedia (colore)
Note: E non "Dolce Roma". Liberamente tratto dal romanzo "Dormiremo da vecchi" di Pino Corrias.
Numero commenti presenti: 12
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L'avventura del giovane scrittore Andrea Serrano (Richelmy) alla scoperta della Roma dei cinematografari riporta alla mente le prime fasi delle NOTTI MAGICHE di Virzì, che pur ambientate trent'anni prima non molto differivano. Qui il regista Fabio Resinaro, che passando attraverso il soggetto di Fausto Brizzi si è liberamente ispirato al romanzo "Dormiremo da vecchi" di Pino Corrias, ci aggiunge una Roma ancor più lasciva, figlia della GRANDE BELLEZZA, in cui sguazza un Luca Barbareschi tra il becero e il romantico, perfettamente a suo agio nei panni del ricco produttore (in questo caso lo è anche nella realtà). Al...Leggi tutto bravo attore, nel film figura accentratrice ed eccentrica, tocca in sorte un personaggio non poco stereotipato con il quale si ama da sempre tratteggiare i protagonisti della Roma di Cinecittà: fanfaroni, vanesi e di scarse qualità morali, pronti ad esaltare gli autori per affossarli un minuto dopo a seconda della stretta convenienza. L'Oscar Martello di Barbareschi convoca Serrano nella sua splendida villa e gli promette fama e guadagni, salvo poi affibbiare il film tratto dal suo romanzo a un regista innamorato di piani sequenza e idee improbabili che confezionerà un prodotto letteralmente inguardabile. Per Serrano si profila un fallimento su tutta la linea, proprio come quando scriveva libri che nessuno leggeva, ma in una riunione a due con Martello suggerisce a sorpresa l'idea giusta per salvare capra e cavoli: promozione! Si fingerà che la camorra voglia ostacolare l'uscita dell'opera nei cinema facendo pervenire opportune minacce all'attrice principale (Bellè) per attrarre in questo modo tutte le attenzioni dei media. Un piano complesso che prevede di spostarsi a Praga imboccando un'imprevista deviazione verso quei territori noir e thriller sui quali il film aveva aperto, tra le fiamme, prima di tornare indietro e ricominciare dall'inizio seguendo un abusato schema di genere. La seconda parte prevede quindi un improvviso cambio di registro nel quale Resinaro sembra padroneggiare la scena con maggiore difficoltà. Senza più appoggiarsi ai gustosi gigioneggiamenti di Barbareschi, ai maliziosi interventi di una Gerini che emerge nuda da una tetra vasca in marmo riempita col miele, al ritratto della Roma cialtronescamente festosa, rallenta i ritmi e s'impantana in un prosieguo affrontato con eccessive forzature anche da parte di Richelmy, che fin lì aveva retto bene la parte. Ancora una volta in Italia non si riescono a dominare con naturalezza stilemi per la messa in scena dei quali si guarda vanamente a modelli irraggiungibili. Alla forma si lavora bene (il montaggio creativo, gli stacchi veloci che variano l'ambientazione e avvolgono lo spettatore nel gioco, le musiche inserite con gusto), ma è nella sostanza che s'inciampa producendo un progressivo calo d'interesse. Molti personaggi caricaturali si ritrovano fuori luogo nel nuovo contesto, la voce off si fa invadente, la macchinazione faticosa da seguire. E così si subisce l'incartamento del tutto in attesa che si addivenga a una soluzione, con il Martello di Barbareschi maggiormente confinato ai margini nonostante un ancor percepibile centralità figlia del carisma dell'attore, indubbiamente il punto di forza del film. Esteticamente ricercato, con più di un momento azzeccato, DOLCEROMA è invece goffo e artificioso nello svolgimento, fin troppo autocompiaciuto e di una furbizia che paradossalmente cade nella ricalcatura ingenua di un linguaggio cui s'aggancia senza la necessaria malizia. Montanari fa il suo ma non incide, la Gerini funziona quando gioca da femme fatale, gli altri fanno da regolare contorno.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/04/19 DAL DAVINOTTI
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Markus 7/04/19 15:16 - 3331 commenti

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Un giovane scrittore di libri non letti trova la promessa via del successo attraverso un produttore guascone che vuole trasformare un suo romanzo in un film. Le cose prenderanno un'altra piega. Fabio Resinaro lascia a briglie sciolte Luca Barbareschi (anche produttore), che si rivela la spina dorsale del film. Un po' di morale di fondo e un malcelato tentativo di velleità artistica senza molti meriti rendono l'opera a tratti tediosa, soprattutto perché disomogenea e con dialoghi poco interessanti. Lascia l'amaro in bocca dell'occasione persa.

Digital 9/04/19 11:25 - 1122 commenti

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I primi minuti sono veramente gagliardi: sembra quasi di stare in un film di Danny Boyle; poi purtroppo tende ad appiattirsi un po’ troppo, con un ritmo che si fa via via più fiacco, soprattutto per l’abbondanza di dialoghi. Nel finale ritrova la spinta dei primi minuti, con effetti speciali notevoli e uno scontro a colpi di katana tra le fiamme davvero spettacolare. Barbareschi ruba letteralmente la scena, dominando su un Richelmy dal volto costantemente adombrato e una Gerini che non incide poi molto (scena di nudo esclusa). Non male.

Rambo90 10/04/19 23:09 - 6432 commenti

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Un ibrido sinceramente divertente, che parte quasi come una versione riveduta e corretta di Boris per virare poi in direzioni da thriller grottesco e sopra le righe, con un buon gioco a incastri della sceneggiatura, dove anche l'inquadratura più piccola non è lasciata al caso. Barbareschi mondiale nel suo gigioneggiamento, meno riuscita la faccia catatonica e minimale di Richelmy. Bella la regia, che azzarda tocchi di montaggio ed effetti "all'americana". Buono.
MEMORABILE: La Gerini nel miele.

Xamini 10/04/19 10:32 - 1026 commenti

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Ci ho visto un melting pot che comprende i modi letterari di Palahniuk (e in particolare Fight Club, nello stile del voice over), i toni di Suburra (sarà colpa della Gerini che rifa la Monaschi?) assieme a quelli di La grande bellezza. Ma qui è tutto meno riuscito, meno credibile e più farsesco e nondimeno tutto sulle spalle di Barbareschi che gigioneggia in tutta la prima parte producendo gusto trash e risate. Volendo puntare su quel versante, sarebbe stato d'uopo qualche caratterista allo stesso livello. Cavarne altro, quel che pare essere l'obiettivo di Resinaro, resta assai duro.

Beffardo57 31/08/19 21:16 - 262 commenti

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Dopo mezz'ora si è già sazi e, procedendo ancora, sopraggiunge una molesta nausea e poi una franca ripugnanza per la narrazione intenzionalmente frastornante. Barbareschi gigioneggia alla grande, ed è anche divertente, ma solo se assunto in modica quantità mentre qui arriva all'overdose. Per chi si accontenta di guardare c'è la solita Gerini. Già il romanzo alla base del soggetto non era precisamente memorabile. Sullo schermo peggiora ancora: potrebbe in fondo non sfigurare tra le produzioni Oscar Martello per la Incudine film.

Ryo 3/06/19 11:09 - 2169 commenti

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Un film elettrizzante, dal ritmo e la regia forsennati e intensi. Nel film vengono mescolati vari generi e c'è un po' di tutto: commedia, thriller, giallo e anche puro action all'americana. Opera prima di Fabio Resinaro senza il suo compagno Guaglione. Si evince dalla pellicola un'enorme voglia di produrre film che escano dagli schemi delle produzioni nostrane avvicinandosi a quelle del mercato statunitense. Grandioso il personaggio di Luca Barbareschi.

Bubobubo 29/08/19 23:16 - 1231 commenti

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Anche gli sfigati, nel loro piccolo, mentono; specialmente sullo sfondo di una città dove nessuno dice ciò che pensa e nessuno fa ciò che dice. Neet anodino e aspirante scrittore (Richelmy) a convegno da eccentrico mega produttore (Barbareschi) con la fissazione di ricavare un film dall'esordio letterario del primo: accoppiata, a suo modo, fantastica e iperdinamica (anche nel linguaggio, volgare e dirompente). Certi preziosismi grafici refniani (ma orrende le fiamme digitali del finale) e un twist à la Fight Club coronano un film sorprendente.
MEMORABILE: Nudo integrale di Claudia Gerini nel miele: una visione.

Ira72 26/10/19 14:58 - 971 commenti

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Un film particolare, senz’altro grottesco, opulento, pregno di dialoghi in buona parte cinici. Barbareschi ne è l’assoluto protagonista, teatrale all’eccesso talvolta, eppur convincente. Anche Richelmy, che ricorda un giovane Jude Law, sempre a metà tra angeli e demoni, offre una valida interpretazione. I punti forti della pellicola ne rischiano però anche la rovina. La parte comica scivola in farsa, quella più impegnata diviene un macigno, mentre il noir si perde in gag camorristiche o in personaggi di contorno troppo caricaturizzati. Però. Merita una visione.

Capannelle 28/10/19 00:13 - 3743 commenti

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Barbareschi produce, oltre a essere tra i protagonisti e come spesso gli capita intende sovvertire le convenzioni e non accontentarsi del compitino: va detto però che la struttura del film barcolla più volte e non regge una seconda parte abbastanza sgangherata. Serrano ha un personaggio alla lunga poco convincente, De Rienzo fa il suo, Montanari forzato e antipatico. C'è anche la Gerini (poco minutaggio ma con un suo "mieloso" perché).

Galbo 21/11/19 18:42 - 11451 commenti

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Ambientata nel sottobosco del cinema romano, tra aspiranti sceneggiatori e straripanti produttori, una commedia che vorrebbe sbeffeggiare i luoghi comuni ma finisce per utilizzarne troppi, a partire dalla figura del coprotagonista Barbareschi che non riesce a trovare una cifra minimamente personale per la sua interpretazione, vuota come un abusato cliché, come del resto quella di Libero De Rienzi. Migliore la prova di Richelmy, che almeno esprime bene l’ingenuità del debuttante. Totalmente decorativa la Gerini. Evitabile.

Zardoz35 10/09/20 19:16 - 251 commenti

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Graffiante presa in giro del mondo cinematografico e di tutto quanto vi ruota attorno. Alla regia senza il fido Guaglione, Resinaro dimostra notevole versatilità, visto che il film passa tranquillamente dal comico al tragico, al trash, al giallo. Barbareschi trascinatore e mattatore assoluto con un personaggio istrionico, volgare, ma al quale non manca mai la risposta pronta. Richelmy invece è una delusione, con lo sguardo costantemente perso nel vuoto e non incide granché. Bravo Montanari commissario stralunato ma sempre sul pezzo, De Rienzo camorrista un po' troppo folkloristico.
MEMORABILE: La Gerini e il miele; L'arrivo del commissario a Villa Martello mentre i camorristi stanno minacciando pesantemente il padrone di casa.

Cotola 19/11/20 22:42 - 7622 commenti

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Simpatico, divertente ed abbastanza insolito (per il cinema italiano) incrocio tra commedia e noir, ma senza tarantinismi di sorta (e meno male), che sa intrattenere bene lo spettatore fino alla fine. Non tutto funziona, in particolare non convince il colpo di scena finale, ma i ritmi sono buoni ed il film scivola via senza troppi problemi. Cast eterogeneo con alcune scelte azzeccate (Barbareschi in primis e, a tratti, anche Richelmy) ed altre meno (De Rienzo, la Bellé, la Forte assolutamente esornativa). Un buon film, senza esagerare, lontano dai sapori stantii del nostro cinema.
MEMORABILE: Il bagno della Gerini nel miele; Barbareschi-produttore a Bollywood: "Il prossimo film sarà "I promessi sposi": lei indiana, lui cinese".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Raremirko • 7/04/19 20:13
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    Mi attira moltissimo, soprattutto la figura di Barbareschi.