Mine - Film (2016)

Mine

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/10/16 DAL BENEMERITO RYO
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Puppigallo 15/10/16 01:24 - 5241 commenti

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L'inevitabile staticità forzata, conseguenza della situazione "potenzialmente esplosiva", non facilitava chi doveva riempire un'ora e tre quarti di pellicola. Ma nonostante momenti meno riusciti (il "berbero" tende ad essere ossessivamente fastidioso, anche se ripete un giusto concetto) e un po' troppi voli mentali, alimentati da ricordi spesso spiacevoli, la pellicola segue comunque un percorso, che per quanto tortuoso e da sogno o son desto, ha una sua logica. Nel complesso, non è male, soprattutto grazie all'interpretazione piuttosto convincente del protagonista.
MEMORABILE: Arriva pure una tempesta di sabbia; E quando termina, il protagonista domanda "C'è altro?"; Lei, innamorata "Lo voglio!". E lui "Vuoi cosa?".

Dusso 15/10/16 13:44 - 1564 commenti

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Un soggetto non facile. il rischio di noia è ben presente ma direi che il film è riuscito abbastanza bene. Naturalmente molto ansiogeno e con riempitivi inevitabili come sogni, allucinazioni ecc., ma nel complesso non "svaccare" mai come succede a film come Paradise Beach (comparabile a questo per la situazione di pericolo fermo e imminente).

Ryo 13/10/16 13:41 - 2169 commenti

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Inizialmente mi sembrava di assistere a un film banale alla 127 ore, con dialoghi fuori luogo, siparietti comici ridicoli e gag surreali (in aggiunta a una filosofia spicciola tipo "ogni passo della tua vita potrebbe essere l'ultimo"). Invece dalla seconda notte in poi si cambia completamente registro e assistiamo a una metafora sulla libertà e sullo sblocco psicologico da ancoraggi causati da traumi. Splendida la parte finale, con flashback evocativi e riflessivi. Un po' troppo esagerati la sparatoria fra cecchini e il beffardo finale.
MEMORABILE: Gli incubi della seconda notte.

Galbo 10/04/17 05:50 - 12369 commenti

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Un soldato bloccato da una mina antiuomo sulla quale ha appoggiato il piede. Un film che si prende un rischio non indifferente, che è quello di stancare lo spettatore a causa della trama non esattamente dinamica. Nessun calo di tensione nella prima parte del film, con un'ambientazione suggestiva che è quasi un personaggio a se stante. Nella seconda parte prevalgono i soliloqui del protagonista e in parallelo il tedio dello spettatore. Il finale è abbastanza stucchevole e pleonastico. Armie Hammer in un (quasi) one man show è molto efficace.

Viccrowley 12/06/17 19:18 - 814 commenti

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Rischioso ma coraggioso progetto che poteva rivelarsi un disastro data la scarsità di elementi, ma che che riesce a sorprendere e a farsi seguire con interesse. La vicenda è semplice, ma nasconde un substrato metaforico che, al di là delle facili interpretazioni, dà un senso molto più profondo alla vicenda. Il soldato col piede sulla mina rende bene il concetto di individuo bloccato da un passato tormentato che deve trovare nuove motivazioni per riscrivere finalmente la sua vita. Sorprendente Arnie Hammer.
MEMORABILE: "Devi andare avanti".

Piero68 9/10/17 09:46 - 2951 commenti

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Produzione italo-americana semi riuscita grazie alla regia di Fabio+Fabio che, nonostante la staticità della sceneggiatura, riesce a tenere lo stesso alta l'attenzione dello spettatore grazie ad alcuni escamotage: a volte telefonati, a volte originali. Bravo comunque Hammer a portare tutto il peso del film senza mai vacillare (gioco di parole quanto meno opportuno). Peccato che alcune sfumature risultino poco credibili, se non vere e proprie ruffianate. Come l'inizio (ma anche la fine) e come il rapporto con il di lui padre.
MEMORABILE: "Nella mia lingua Berbero significa uomo libero".

Nando 17/10/17 17:03 - 3802 commenti

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Un soldato americano nel deserto con un piede su una mina antiuomo: detta così, dopo circa 20 minuti entrerebbe in scena la noia ma il ritmo, tra dissertazioni filosofiche del berbero (talvolta straniante e poco veritiero nonostante il giusto concetto iniziale) e i flashback che attanagliano il protagonista, appare dignitoso. Certo il finale mostra una discreta dose di retorica, ma d'altronde...

Il ferrini 3/10/18 01:18 - 2328 commenti

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Piacevole sorpresa questo film, tensione alle stelle per tutta la durata e un Armie Hammer in stato di grazia. Pur essendo una piccola produzione fotografia ed effetti visivi sono ben curati, perfette anche le musiche (soprattutto nella seconda parte) che accompagnano i vari flashback. Mine è qualcosa di più di un survival movie, è un'opera fortemente simbolica che costringe lo spettatore a fare i conti con la propria paura di crescere, di fare scelte dolorose ma inevitabili. Colpisce dritto e forte come solo il buon cinema sa fare.
MEMORABILE: Perché messo piede su mina? Marciavo verso il villaggio! Perché villaggio? Era la mia missione. Perché missione? Perché sono in guerra. Perché guerra?

Kinodrop 11/04/19 19:42 - 2890 commenti

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Il soldato bloccato su una mina non è cosa nuova, basti pensare a Tanovic e allo spirito ben più articolato e perfino ironico di No man's land. Qui invece, dopo una partenza abbastanza credibile e di notevole impatto, le cose rallentano molto e la regia deve far ricorso a espedienti più o meno felici (il berbero, la bimba, i flashback sentimentaloidi, i rancori di famiglia) per rianimare una situazione in sé ovviamente bloccata. Il finale poi sbraca in una melassa fomentata da una musica che più dolciastra non si può e inutili tecnicismi.

Pinhead80 22/01/20 20:02 - 4707 commenti

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Nella soffocante calura del deserto un soldato si troverà suo malgrado a calpestare una mina. In attesa dei soccorsi affronterà un "viaggio interiore" alla scoperta dei propri limiti. Così come già successo in 127 ore il film è completamente sulle spalle del protagonista. L'intrattenimento funziona bene per un'ora, ma poi la fase del delirio è tirata troppo per le lunghe e finisce per stancare eccessivamente. Raggiunge la sufficienza ma non convince appieno.

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Simdek 8/10/22 11:06 - 122 commenti

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Ansiogeno, esasperante, onirico e allucinogeno. Mine è tutto questo, mescolato con l'Attak; dopo la visione quasi si percepisce il dolore fisico del protagonista e non si comprende pienamente cosa è reale e cosa è immaginazione. Coprotagonista berbero piuttosto fastidioso e ripetitivo. Manicheo tra pace e guerra fino allo stancamento. Un po' di melassa evitabile nelle scene oniriche di infanzia, tipiche di zio Sam.
MEMORABILE: Sotto lo stivale...

Magerehein 3/12/23 11:06 - 966 commenti

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Il soggetto è per ovvi motivi statico (un soldato pesta una mina restando giocoforza condannato all'immobilità) e va dunque da sé che si debba trovare qualche espediente alternativo per riempire il tempo; i risultati non sono però esattamente felici. Il "berbero filosofo" è una figura simpatica ma improbabile (sotto certi aspetti rammenta Rafiki), mentre l'intera parte conclusiva è subissata da inopportuni torrenti di melassa (difetto troppo facilmente riscontrabile in certo cinema made in USA). La visione scorre a singhiozzo, mentre il protagonista se la cava tutto sommato bene.
MEMORABILE: Il soldato che si decide a ispezionare la mina solo dopo diversi giorni nel deserto (era così difficile farlo un po' prima?), scoprendo che...
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