Unfaithful - L'amore infedele - Film (2002)

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Unfaithful - L'amore infedele
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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Unfaithful
Anno: 2002
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "L'amore infedele - Unfaithful". Remake di "Stephane, una moglie infedele".
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

È il remake (a 35 anni di distanza) di STEPHANE, UNA MOGLIE INFEDELE di Claude Chabrol. In verità, più realisticamente, Adrian Lyne si riavvicina alle tematiche della sua opera più riuscita, quell’ATTRAZIONE FATALE che lo aveva lanciato nell'Olimpo dei registi più richiesti di Hollywood dopo i successi di FLASHDANCE e 9 SETTIMANE E ½. A sessi invertiti (e conseguentemente con meno invadenza da parte dell'amante...Leggi tutto “esterno” nella vita privata dell'altro) la storia è sempre quella del triangolo con complicazioni, dove però il coniuge fedele (Richard Gere) ha una parte molto più attiva. Diane Lane (ahinoi piuttosto invecchiata) non è però Glenn Close, né Gere può competere, in questi ruoli, con lo specialista Michael Douglas. Il risultato, quindi, al di là di interpretazioni comunque valide da parte di entrambi, non raggiunge le vette di ATTRAZIONE FATALE e si assesta su di un livello medio alto grazie alla professionalità di Lyne, sempre bravo nel centrare il clima giusto mantenendo un ritmo discreto nonostante una sceneggiatura modesta. L'approccio maturo del regista dà la necessaria credibilità al film, che si evolve seguendo una linea abbastanza prevedibile poco incisiva soprattutto nella prima parte, quando i primi contatti tra Diane Lane e l’amante libraio di Soho si moltiplicano senza mai arrivare al dunque. Chabrol aveva capito che la forza del copione era nella parte susseguente l'omicidio e su quella aveva concentrato gli sforzi, Lyne invece ci arriva forse troppo tardi, allungando per di più il finale senza motivo sfiorando un po' il patetico. Comunque un film che non merita le stroncature ricevute, girato con mano salda e recitato bene dall'intero cast. Meno “scandaloso” del previsto.

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Magnetti 11/06/07 16:15 - 1103 commenti

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Variazione sul tema di Attrazione fatale: insomma, la classica famiglia alto borghese americana minata alle fondamenta dal terzo incomodo. Il punto centrale del film è ovviamente la scena dell'omicidio, recitata in modo penoso da Richard Gere che sembra più in preda a un attacco di isteria infantile che a uno scatto di rabbia/gelosia. Il finale l'ho trovato originale e inquietante, una sorta di patto con il diavolo in versione metropolitana. Diane Lane, nonostante l'età, è bellissima e sprizza sensualità da tutti i pori.
MEMORABILE: L'arma del delitto: una di quelle palle di vetro con all'interno la neve che fluttua immersa in un liquido (classico souvenir trash).

Galbo 26/03/08 05:52 - 12360 commenti

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Remake di un film di Chabrol e diretto dal sopravvalutatissimo regista Adrian Lyne, Unfaithful è l'ennesima variazione sul tema dell'infedeltà e dell'adulterio, realizzato in maniera professionale ma allo stesso tempo furba e ruffiana nel solito stile molto patinato dell'autore. Il quale realizza un film che mostra un'immagine stereotipata degli eventi, con una morale ipocrita di fondo e con immagini da cartolina molto lontane dalla realtà delle cose. Discreto il cast.

Capannelle 20/06/08 12:55 - 4386 commenti

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Un mix di Attrazione fatale e Delitto perfetto, meno riuscito dei due ma comunque nella media. Perchè Lyne se la cava con mestiere, riesce a dare la sua impronta alle immagini e Diane Lane offre una buona prova, oltre ad essere decisamente sensuale. Oltre a questo poche cose sono rimarchevoli. Lyne insiste troppo sulle prestazioni erotiche e poco sulle tematiche da thriller, è come se la storia rimanesse incompleta. Insipidi i personaggi maschili.

Hackett 21/06/08 16:04 - 1864 commenti

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Lyne torna sul luogo del delitto, in quel thriller a sfondo familiare che lo rese celebre con Attrazione fatale. Ora è l'uomo della situazione, il faccione di Richard Gere, a tenere le corna e a mettersi nei guai nel tentativo disperato di riguadagnare la virilità perduta agli occhi della moglie (la sempre splendida Diane Lane). Il bellimbusto Olivier Martinez sta in mezzo. Dramma della gelosia con le carte in regola per andare bene al botteghino: Lyne è un vecchio marpione e sa di esserlo. Ben costruito a tavolino, tensione accettabile.
MEMORABILE: La scena dell'omicidio, un attacco di rabbia credibile.

Herrkinski 7/10/08 15:50 - 8001 commenti

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Classico film alla Lyne. Quindi: un po' di soft-core (molto soft) patinato, buoni intepreti, confezione lussuosa e un pizzico di thriller. La professionalità del regista è indubbia, ma anche questo film, come la maggior parte dei suoi altri lavori, sa di costruito a tavolino lontano un miglio. Fintamente scandaloso e dalla morale di fondo abbastanza dubbia, il film rimane sulla superficie e non colpisce lo spettatore. Dall'omicidio in poi le cose si fanno un po' più interessanti, ma non bastano a risollevare le sorti della pellicola.

Ciavazzaro 8/10/08 16:50 - 4769 commenti

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Richard Gere scopre che la moglie lo tradisce, dramma (con omicidio in vista). A certi tratti interessante, in altri tratti noioso. Insomma, con questo film non si fa nulla di nuovo, ma come dramma-thriller si fa vedere quasi volentieri. Non da buttare ma neanche da esaltare.

Enricottta 1/03/10 16:41 - 506 commenti

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Quando la moglie è in vacanza... dal marito! La tradizione del marito traditore si ribalta a favore di una moglie che, come direbbe una mia amica, "gli fa le corna con tutta l'anima". Gli uomini masochisti, che non vogliono vedere oltre il proprio naso, sono avvertiti! Il film è efficace: sfido chiunque a non guardare la propria moglie con sospetto, dopo. La storia è carina, le scene di sesso un poco spinte (per me vanno benissimo), bravo Gere. Diane Lane, donna sofisticata, ci mette sensualità ed è molto intrigante. Finale sorpresa.

Stefania 3/03/10 02:50 - 1599 commenti

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Tutto per caso. Passione, gelosia, furore, delitto attraversano all'improvviso, come un uragano, la placida esistenza di Connie e di Edward. Come un evento estraneo alla loro volontà, al loro carattere, qualcosa di inspiegabile, di incontrollabile, di irresistibile. Irresistibile come Paul, che ha la bellezza del diavolo, il suo corpo, le sue mani, il suo sguardo, sono una provocazione! A casa dopo l'uragano: Ed e Connie sono due sopravvissuti, si stringono le mani, affettuosi e complici, sono al sicuro: sono due coniugi che invecchieranno insieme...
MEMORABILE: La palla di vetro con la neve. Gere sconvolto, incredulo, mentre guarda Paul morire.

Belfagor 1/07/10 19:25 - 2685 commenti

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La borghesia ha un fascino discreto, discretissimo: qui è composto da palle di vetro con la neve, giornate ventose, redenzioni criminose e polverosi appartamenti. Non è affatto una cattiva idea, ma Lyne la svaluta immergendola in un erotismo patinato che lascia poco spazio alla tensione e al sospetto. In certi momenti, però, si riscatta, specialmente nella parte finale. Assai brava la Lane, Gere è inquietante per contrasto (basti pensare a Pretty Woman!), Martinez sacrificato ad una presenza più fisica.

Greymouser 10/07/10 00:11 - 1458 commenti

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Dramma familiare in puro stile Lyne, non offre squarci di profonda riflessione sul tema del tradimento, ma ha dalla sua il buon mestiere del regista, e qualche scena "forte", come quella dell'omicidio passionale. La sceneggiatura è in buona parte derivata, tanto che si può parlare di un remake di un vecchio film di Chabrol, "opportunamente" reso potabile per il grande pubblico. Così così...

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Vstringer 20/07/10 00:43 - 349 commenti

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È un film di Lyne, coi pro e i contro che questo comporta: patinato e un po' superficiale, con un Gere molto poco in parte e un Martinez ordinario e stereotipato (brava invece la Lane), ma con una confezione curata grazie ad un solido mestiere registico. La tensione erotica è sacrificata sull'altare dell'estetica: meno tormento di Chabrol e più sesso esplicito da mostrare. Rimane comunque un film tutt'altro che da buttare, perché la storia è avvincente e la forma è inattaccabile.

Nando 14/05/12 17:32 - 3799 commenti

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Thriller intriso di erotismo patinato tipico del tradimento coniugale. Lo sviluppo narrativo è tuttavia dignitoso ma tendente al telefonato nonostante si cerchi di rendere la storia accattivante ed interessante. Validi Gere e la Lane, che mostra un torbido lato sensuale mentre Martinez fa la bella statuina (il che è abbastanza giusto).

Giacomovie 23/12/12 13:27 - 1396 commenti

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La patinatura attribuita a Lyne c'è, ma non è così eccessiva come molti sostengono. Al massimo gli si può imputare una certa superficialità di approccio, nonostante la quale emergono ugualmente i diversi aspetti positivi del film, specie nel rappresentare le conseguenze, sempre devastanti, del tradimento per una passione incontrollabile. Diversi aspetti di una trama realistica sono resi in modo concreto ed i tre protagonisti partecipano al triangolo con convinzione (sexyssima Diane Lane). Arrotondando per eccesso, per me è un film notevole. ***!

Xamini 24/07/14 01:26 - 1241 commenti

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Indeciso tra il dramma sentimentale e il thriller, questo Unfaithful non sceglie il tema da approfondire ma riesce a mantenersi a galla, sballonzolato tra buone immagini e la pelle della Lane, sensuale quanto basta. Certo, per rendersi davvero interessante, avrebbe dovuto calcare sulla love story e sui suoi risvolti psicologici oppure anticipare il dramma e costruirci sopra della tensione. Ma rimane nel mezzo, limitandosi a qualche buona scena e lasciandosi dimenticare.
MEMORABILE: L'incontro tra Gere e Martinez e il finale.

Caesars 18/12/14 11:51 - 3752 commenti

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Ennesimo "triangolo" con tragedia annessa. Adrian Lyne non racconta nulla di nuovo, anche se lo fa abbastanza bene e riesce a tener desta la nostra attenzione (pur con qualche momento di stanca, a esser sinceri). Richard Gere fornisce una prova dignitosa e nulla più; meglio di lui, forse grazie anche a un personaggio più interessante, la moglie fedifraga, Diane Lane. Prodotto "medio" hollywoodiano, con i relativi pregi e difetti, che si lascia guardare.

Parsifal68 24/06/16 12:34 - 607 commenti

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Triangolo amoroso con tradimento e omicidio. Niente di nuovo sotto il sole, un film fin troppo convenzionale per un argomento abusatissimo. Lyne ha mestiere e sa dirigere, ma non si preoccupa di accentuare la caratterizzazione dei personaggi che restano, dunque, abbastanza anonimi. Gere recita senza sbavature ma non coinvolge lo spettatore, troppo attento forse alle grazie degli altri due attori. Banale e trascurabile.

Samuel1979 2/09/17 12:18 - 545 commenti

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Discreto e avvincente thriller di Lyne sorretto dall'abilità e dalla buona interazione dei tre protagonisti (la mia personale preferenza va alla splendida Lane). Benché il film "rimandi" a cose già viste, ha nel ritmo incalzante uno dei suoi punti di forza. Il finale fa rabbrividire e ovviamente ci porta a riflettere sulla dubbia moralità dei personaggi.

Saintgifts 4/09/17 09:42 - 4098 commenti

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Tragedia a parte (l'uccisione di un essere umano è sempre una tragedia, specie per chi la commette), la risoluzione di una infedeltà coniugale è piuttosto scontata ed è quella che penso vada per la maggiore: il perdono con la speranza che il tempo faccia il resto. Il film tende a evidenziare come non sia stato possibile evitare il tradimento (vedasi anche il colloquio tra le tre amiche) cercando così grandi attenuanti per la donna, senza coerenza però con il resto, che vede una Lane travolta oltremodo dai sensi. Poco credibile Gere cornuto.

Beffardo57 22/04/18 14:30 - 262 commenti

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Tardo remake del film di Chabrol, cita però molto anche Innamorarsi con De Niro e Meryl Streep. Metacinema, insomma, patinato come certe riviste di moda, curatissime e non precisamente indispensabili. Però il mestiere c'è e tanto: cinema vuole anche dire intrattenimento medio, artigianale, non obbligatoriamente arte, impegno, sincerità e nobili cause, a maggior ragione se non accompagnate da capacità realizzative pari alle ambizioni. Più che vedibile (ragionevolmente, una volta sola).

Ira72 31/08/18 12:48 - 1303 commenti

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Nulla di sconvolgente all'orizzonte. Ennesima produzione patinata su corna, bugie dalle gambe corte e vendette dalla mano lunga. La forza, sostanzialmente, è nel cast in cui ogni protagonista ben calza con il personaggio che interpreta. Non esalta, il film. Ma nemmeno annoia. Se la prima parte tende quasi a essere prolissa, la seconda ha un buon ritmo e tira su le sorti di un lavoro, nel complesso, discreto.

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Lou 9/09/18 10:45 - 1117 commenti

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Sebbene abbia ricevuto molte stroncature, il film di Lyne è ben fatto e sufficientemente avvincente, benché le tragiche conseguenze del tradimento della Lane ai danni del povero Gere, nella inconsueta parte del maschio trascurato, siano assai prevedibili. Lyne si conferma un maestro nella narrazione spettacolare dei casi di "attrazione fatale", curando anche qui più la confezione esteriore che l'approfondimento degli aspetti psicologici.

Il ferrini 14/01/19 01:10 - 2318 commenti

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Si sa che Lyne ha un'attrazione fatale per i triangoli, qui però non c'è nessuna proposta indecente ma il più classico dei tradimenti. Nonostante ciò Unfaithful funziona, soprattutto nella seconda parte, quando dal dramma si passa al thriller e Gere smette i panni del bravo marito per indossarne altri, molto meno rassicuranti. Ottima la sua prova, così come quella della Lane, ancora straordinariamente sensuale. La tensione crescente raggiunge il suo climax nel finale, volutamente ambiguo. Un buon film.

Anthonyvm 9/03/20 22:39 - 5550 commenti

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Da uno specialista dell'erotismo hollywoodiano, un altro dramma sul tradimento e sulle tragiche conseguenze del trionfo delle passioni (carnali e violente). Prendendo spunto dal bel film di Chabrol del '69, Lyne si concentra furbescamente sugli incontri amorosi della Lane e di Martinez, potendo contare sul sex appeal degli interpreti. La mira punta evidentemente al botteghino, ma il film in sé resta ben diretto, ottimamente interpretato e decisamente intenso dopo la sanguinosa svolta thriller. Due ore sono troppe, ma il complesso funziona bene.
MEMORABILE: La "prima volta" con una Lane tremante; Sesso nel bagno del bar; Il teso colloquio fra Gere e Martinez; L'odissea di Gere per disfarsi del cadavere.

Bruce 27/05/20 12:25 - 1007 commenti

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Buon thriller erotico, convincente nella parte descrittiva dell'attrazione fatale tra la moglie, ottimamente interpretata dalla sensuale Diane Lane e il giovane belloccio e scapigliato Olivier Martinez. Il povero Richard Gere, nella parte dell'ingessato e triste marito, non ci fa una bella figura e la sua reazione emotiva che sfocia nel delitto è per certi versi quasi comica, tanto è impacciata. Il seguito appare molto moralista e non del tutto plausibile. Buona la confezione, in parte deludente il contenuto di un film riuscito a metà.
MEMORABILE: La scena di sesso nel bagno del bar.

Minitina80 16/02/21 17:21 - 2964 commenti

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Nulla di nuovo sotto il sole, trattando il tipico caso di infedeltà coniugale con tanto di annessi e connessi che si possono prevedere con facilità. Tuttavia, va riconosciuto uno stile, nel girato, capace di ovviare a uno scritto lineare con una quadratura che lo rende per lo meno guardabile. I punti salienti, infatti, sono ansiogeni per natura e Lyne con un minimo di mestiere riesce a tenere col fiato sospeso. Tra i protagonisti la migliore è Diane Lane, anche se non si registrano interpretazioni di livello. Riuscita, nel complesso, la virata dal drammatico al thriller.

Buiomega71 20/02/21 01:26 - 2891 commenti

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Basterebbe solamente la sequenza iniziale del vento (con incontro) per tastare la grandezza registica di Lyne, che qui si cita addosso (l'ascensore di Attrazione fatale, la Lane e la luce del proiettore come in Nove settimane e mezzo, i quartieri di Allucinazione perversa), mostra una Lane fedifraga di passionale realismo (il sesso tremante, le sue espressioni sul treno, la scenata di gelosia in biblioteca, i crucci) e una svolta nera che sfiora il grottesco (Gere che si sbarazza del cadavere nella discarica). Momenti di grande cinema e una chiusa tanto ambigua quanto poco etica.
MEMORABILE: Sfilando i sandaletti alla Lane; Le foto compromettenti "dimenticate" nella giacca; L'ascensore che si blocca durante l'occultamento; Il semaforo.
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  • Curiosità Ciavazzaro • 19/07/09 12:32
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    A Brad Pitt e Ryan Phillipe venne offerto il ruolo di Paul.
  • Musiche Samuel1979 • 13/05/12 17:03
    Addetto riparazione hardware - 4124 interventi
    Il brano che fa da sottofondo al ballo romantico di Diane Lane e Olivier Martinez, è "Ai Du" di Ali Farkà Tourè.
  • Discussione Buiomega71 • 20/02/21 10:24
    Consigliere - 25834 interventi
    Basterebbe solamente la sequenza iniziale del forte vento (con incontro), per le strade di New York, a sottolineare la grandezza registica di Adrian Lyne, in quello che più che un remake del film di Claude Chabrol, sembra una summa di tutto il suo cinema (e non per nulla , dopo questo film, ci sarà un lunghissimo silenzio, e una grave mancanza, che dura da ben 19 anni), che va da Nove settimane e mezzo (la Lane che gode al cinema, abbagliata dal fascio di luce del proiettore, a Attrazione fatale (l'ascensore del palazzo), da Allucinazione perversa (i quartieri di New York, la metropolitana, le vasche da bagno, anche se usate in modo differente dalle crisi di Jacob), a Proposta indecente (la coppia sposata che si riunisce, malamente, dopo che "l'intruso" ha messo a dura prova il loro rapporto), fino a Lolita (l'incontro/scontro tra i due uomini per la stessa femmina: Gere/Martinez come Irons/Langella), e già questo (per chi ama questo straordinario regista che gira come pochi al mondo) è una piacevole manna dal cielo.

    Per la serie che è il regista a fare la differenza, in un plot ormai stantio e strabusato, della solita storia di corna e di crucci (ma quella chiusa finale all'incrocio, con il semaforo che continua a cambiare i colori, così ambigua e ben poco etica, contro il volere dei produttori, è un gran pezzo di cinema che manda a farsi benedire la moralità della middle class newyorkese).

    E Lyne è un maestro quando ruba alla Lane i suoi umori e i suoi stati d'animo (altro gran pezzo le espressioni della donna sul treno, che ricorda la prima scena d'amore con il bel fustacchione, che vanno dall'eccitazione all'imbarazzo, dal pianto al riso isterico, per poi chiudersi nella toilette del treno, un pò come aveva fatto Zulawsky sull'Adjani per Possession) standole sempre addosso (altro gran momento e la tremarella da "prima volta" che affligge la Lane quando Martinez la butta sul letto e comincia a ravanarla), per , poi, gettarla nel baratro dell'ossessione amorosa (la grande scenata di gelosia in biblioteca, presa sul pianerottolo selvaggiamente, il sesso rubato nel bagno di un bar, con al tavolo le amiche che la aspettano), eppoi le ginocchia sbucciate, i sandaletti sfilati dai piedini, il cambio di abbigliamento sexy e le scarpette con il tacco nuove nuove che tirano le attenzioni sospettose di Richard Gere, le bugie, i sotterfugi, la voglia impellente di rivedere il suo amante (altro momento notevole è la telefonata alla stazione, con la Lane madre di famiglia che si comporta come una quindicenne) che vende e compra libri (che vive in un appartamento sommerso da tomi di ogni tipo, che sembra casa mia con le videocassette e i dvd)

    Finche il buon Gere comincia a mangiare la foglia troppo presto, assolda un detective privato e la bella Lane viene sgamata all'istante e Lyne prende una deriva grottesca noir, con Gere (cane bastonato) che sta male e le vien da vomitare, la sfera di vetro alla Quarto potere usata come corpo contundente, il sangue che imbratta il nido d'amore e di cultura, l'occultamento del cadavere e l'ascensore che si guasta, il tamponamento accidentale con il cadavere nel baule avvolto in un tappeto, la capatina notturna alla discarica, eppoi lavaggio della macchina e doccia per lavar via il tanfo della monnezza, fino a un'altro intenso attimo di grandissimo cinema (perchè l'ultimo film di Lyne ne è zeppo), nel montaggio alternato del taglio del tacchino a tavola e il ritrovamento del corpo avvolto dal tappeto alla discarica con i gabbiani e i rulli compressori.

    E quì il regista di Flashdance ci infila la tensione che è solo abilità registica senza troppe parole (le foto compromettenti "dimenticate" nella giacca trovate dalla Lane in lavanderia, la proverbiale sfera di cristallo con la neve che torna al suo posto in collezione domiciliare, l'espressione colpevole di Gere, la Lane che ha capito tutto, il doloroso confronto notturno finale tra i due "Volevo uccidere te, non lui!", i cocci di un matrimonio che si rimettono insieme malamente, fino alla compicità di fare finta che non sia successo niente (e Lyne, sempre con una abilità straordinaria, mostra una specie di Sliding doors nel flashback della Lane mentre brucia quelle maledette foto nel caminetto, quel taxi che forse sarebbe stato meglio prendere al volo)

    Al di là del sesso patinato tanto vituperato che è cifra stilistica lyneiana (ma la sequenza in cui la Lane si tocca da gran porcellona davanti a Martinez, mettendosi la mano dentro i jeans ha il suo peso), qui è la tensione psicologica femminea a essere il perno di una costante e febbrile eccitazione (la Lane fa di tutto, e di più, per vedersi con il suo ganzo, come nella sequenza del bacio appasionato al bar, sgamata da un dipendente del marito, che saggiamente decide di non dire nulla, se non mettere la pulce nell'orecchio al Gere fatto becco, con un "controlla meglio la TUA famiglia")

    Unica nota stonata (ma è peccato veniale) è il ragazzino figlio della coppia, davvero insopportabile (a differenza della bimba di Attrazione fatale)

    Cosa non è la fotografia del fido Peter Biziou (ma l'aspetto estetico nel cinema di Lyne è essenza prioritaria) e le location di una New York fredda, alienata e intinta nel grigiore, come solo l'autore di Allucinazione perversa sà ritrarre.

    C'è niente da fare, se sotto c'è un gran regista, anche una storiella metropolitana di corna (uguale a mille altre) può donare grande, grandissimo cinema.

    La Lane (che dà polvere a ragazzette tutte smorfiette) è di una carica erotica sorprendente e realistica, con una strameritata nomination all'Oscar, e non ha eguali vedere l'ex American gigolò cornuto,  mazziato e goffo assassino per caso in uno dei suoi ruoli migliori dopo il cinico poliziotto corrotto di Affari sporchi
    Ultima modifica: 20/02/21 10:28 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 20/02/21 11:02
    Consigliere - 25834 interventi
    Ottimo il dvd edito dalla Medusa (io posseggo la versione noleggio)

    Formato: 1.85:1
    Audio: italiano, inglese
    Sottotitoli: italiano per non udenti
    Come extra solo le schede del cast attoriale, tecnico e dei doppiatori
    Durata effettiva, 1h, 58m e 35s

    Immagine al minuto 00.06.48. Incontro (e scontro) fatale tra Constance (Diane Lane) e Paul (Olivier Martinez) per le strade di New York invase da un fortissimo vento galeotto.

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images56/PDVD-187.jpg[/img]
    Ultima modifica: 20/02/21 11:58 da Zender