The Breakfast Club

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Breakfast Club
Anno: 1985
Genere: commedia (colore)
Numero commenti presenti: 19
Papiro: elettronico
APPROFONDIMENTI: 27 anni di teen-movies
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LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Spaccato generazionale di metà Ottanta che piazzando cinque ragazzi in una classe il sabato pomeriggio a scrivere in otto ore un tema su se stessi, affronta il tema dell'amicizia portando i protagonisti, tra loro molto diversi eppure in qualche modo spiriti affini, a conoscersci lentamente fino ad apprezzarsi. Chiamati nella biblioteca della scuola per scontare una punizione (i motivi della quale sapremo più avanti), i cinque siedono ai banchi in attesa del professore: in prima fila Claire Standish (Ringwald), la rossa, riservata ma incapace di non reagire di fronte alla volgarità e alle offese; al suo fianco (ma separato da una sedia vuota) Andy Clark (Estevez), sportivo e tutto sommato il più in quadro dei cinque,...Leggi tutto anche lui insofferente agli attacchi proditori di John Bender (Nelson), il ribelle per eccellenza che siede poco dietro di loro coi piedi sul banco esibendo senza sosta un'irritante spinta a contestare qualsiasi vaga imposizione, divertendosi a imporre sguaiatamente il proprio modo di vedere il mondo associato alla volontà di schernire e insultare il prossimo. Sulla destra della grande sala, isolati tra gli ultimi banchi e tra loro distanti, Brian Johnson (Hall), genietto timido e un po' scipito, e Allison Reynolds (Sheedy), inizialmente muta, con gli occhi pesantemente truccati di nero, alle prese con abitudini davvero strane (la vediamo versare zucchero nella Coca Cola, scuotersi i capelli per simulare su un suo disegno la neve con la forfora). Il professore (Gleason) arriva e mostra il pugno duro, soprattutto con Bender, chiarisce le regole e assegna il tema, assentandosi subito dopo e lasciando il campo libero ai cinque ragazzi, che cominciano a conoscersi e a scontrarsi. Ci vorrà un po' prima che le parole e i pensieri cambino tono, si facciano progressivamente più complici (con la musica da interpretarsi come fattore aggregante da non sottovalutare). John Hughes, che ha scritto la sceneggiatura in due giorni (e si vede!) centra inaspettatamente il successo azzeccando personaggi e attori, dirigendo un film che in America conta ad oggi stuoli di fans e che ha trasformato "Don't You (Forget About Me)", scritta per il film, nella più grande hit dei Simple Minds. Se il culto raggiunto da BREAKFAST CLUB pare decisamente eccessivo, il film conserva comunque un'autenticità e un'atmosfera sinistramente claustrofobica non comuni. Con il professore che si limita a far capolino di tanto in tanto, in scena ci sono sempre e solo i cinque ragazzi con i loro problemi, pronti a confessare le proprie paure e magari le proprie abilità per non sentirsi esclusi, reietti. E' piaciuta sicuramente la forza interiore mostrata da chi custodisce dentro di sé le armi per ribaltare i preconcetti e suonare la riscossa, sintetizzata nel glorioso fotogramma su cui si chiude il film (in cui Bender alza il braccio al cielo). Scarsa creatività, però, nell'elaborare dialoghi che sappiano rompere gli argini della banalità, e anche per questo la noia rischia in più occasioni di prendere il sopravvento: ci si chiede spesso perché una tal scena sia stata inserita accorgendosi che non ne esiste una sola, di particolarmente memorabile. Funziona l'insieme, specchio di un'epoca che guardava prima al singolo che al pensiero comune, piacciono gli attori, affiatati e credibili.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/02/07 DAL BENEMERITO STUBBY POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/01/22
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Stubby 21/02/07 19:47 - 1147 commenti

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Cinque ragazzi completamente diversi come carattere, per punizione dovranno passare un sabato intero nella propria scuola chiusa. Metteranno a nudo se stessi e troveranno molti punti in comune. Per me questo film è eccezionale perchè è quello che mi ha fatto scattare la passione per il cinema. Non ha niente di speciale, ma per un teen-ager può rappresentare lo specchio della propria realtà attuale. Certamente non lo consiglio agli ultra trentenni, nonostante io lo riveda sempre con piacere. Nella colonna sonora i Simple Minds con la celeberrima "Don't You (forget about me)".

Capannelle 12/10/09 14:48 - 3994 commenti

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Hughes dirige soggetti senza troppe pretese ma lo fa bene. E anche qui, sotto la patina di apparente superficialità, c'è della buona sostanza che si dipana lungo le dinamiche che si instaurano tra i cinque studenti chiusi per punizione nel liceo americano. La confezione non è memorabile, come per molti film del periodo, il contenuto è tipicamente adolescenziale ma mantiene una bella freschezza e immediatezza narrativa.
MEMORABILE: "Appartieni anche tu alla tribù dello sperma sprecato?"

Galbo 16/02/10 04:53 - 11768 commenti

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Classica commedia giovanilistica tipicamente "anni 80", il cui livello qualitativo è superiore a quello della media delle produzioni del genere dello stesso periodo. Merito principalmente della buona sceneggiatura che riesce a costruire per una volta personaggi piuttosto interessanti (peraltro affidati ad attori di un certo talento) e della regia professionale di Hughes.

Tomastich 29/06/10 10:19 - 1232 commenti

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Tentativo di dare dignità alla teen-comedy: film costruito a mo' di analisi psichiatrica dei cinque protagonisti che si trovano obbligati a stare a scuola di sabato pomeriggio e si confrontano con i problemi più o meno gravi. In quelle ore si scopriranno distanze e vicinanze fra i cinque ragazzi, tra cui figurano un giovane Hall, Emilio Estevez e l'onnipresente Molly Ringwald.

Belfagor 14/12/10 17:05 - 2647 commenti

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Una di quelle giornate in cui capita tutto e niente, in cui si gettano le maschere alle ortiche con la certezza di doverle reindossare una volta tornati alla normalità: questo è il cuore di The Breakfast Club, che rimane tuttora uno dei migliori teen movies. Sebbene non privo di pretenziosità e schematismi, ha tuttavia il grande pregio di mostrare il disagio adolescenziale che non conosce distinzioni di classe o genere, ma solo variazioni sul tema. Fra i cinque protagonisti, spicca il delinquente Bender interpretato da Nelson.
MEMORABILE: Bender che inscena le differenze fra la sua famiglia e quella di Brian.

Disorder 12/05/11 10:53 - 1414 commenti

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Film in cui il cosiddetto "brat-pack" cerca il salto di qualità, pur senza allontanarsi da quella leggerezza di fondo che lo contraddistingue. Senza gridare al miracolo, si può dire che l'obiettivo è centrato: le più classiche categorie studentesche americane (il geek, lo sportivo, il teppista ecc...) sono qui messe a diretto contatto e costrette a confrontarsi fino a scoprire che, in fondo, la differenza fra loro è tutta esteriore e imposta solo dalle circostanze. Un bel film insomma, divertente e leggero ma con inaspettati momenti di introspezione.

Fabbiu 24/05/11 01:15 - 2033 commenti

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Invecchiato male, al punto da essere fastidioso quasi come i film adolescenziali moderni, è solo uno dei tanti film un po' presuntuosi. Tutto il meccanismo di introspezione, oltre ad essere esageratamente patetico e melenso, ruota intorno a un poco elaborato mucchio di facili stereotipi. Dialoghi forti "al suono" ma pessimi nel contenuto e un bullo da liceo che è tra i peggiori mai visti nella storia di questo genere. Buone solo le musiche.

Deepred89 10/09/12 00:43 - 3458 commenti

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Una confezione che non va oltre la media (bassa) dei teen-movie del periodo, personaggi la cui complessità non va oltre quella media (bassa) dei teen-movie del periodo. Eppure The Breakfast Club funziona: un bilancio sull'adolescenza americana dei primi anni 80 che adotta linguaggio e caratteri del teen movie tirando fuori qualche riflessione semplice ma efficace. Il film inoltre non annoia un secondo e se certi snodi lasciano quantomeno perplessi (lo sblocco dell'introversa) non si può nemmeno negare una certa abilità nel narrare. Discreto.

Mickes2 20/11/12 12:11 - 1668 commenti

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Piccolo-grande affresco corale in cui si delineano problemi, paure e incertezze di quel periodo della crescita chiamato adolescenza. Il dipanarsi delle psicologie assottiglia le differenze e lo scudo di apparenza cede progressivamente alle sensazioni limpide del cuore. Ben presto ci si rende conto di essere più simili di quanto non si possa pensare e Hughes lo comunica con spigliata delicatezza, alternando momenti simpatici, strafottenti e spensierati ad altri più emotivi e partecipi.
MEMORABILE: Bender che descrive in modo clownesco le differenze tra la sua famiglia e quella di Brian.

Luchi78 4/01/13 16:17 - 1521 commenti

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Celebrato come uno dei migliori teen-movies prodotto dal cinema anni '80, credo che in realtà si ponga in evidenza perché si chiama fuori dal coro rispetto ad altre pellicole più leggere e spensierate. Il momento culmine in cui i vari protagonisti esternano le loro ansie e i loro blocchi emotivi, non fa altro che proporre i soliti stereotipi sotto una luce più drammatica. A dire il vero subentra anche un po' di noia per la staticità della location e la scelta di concentrare il tutto su soli cinque attori, ma non vorrei essere troppo cattivo.

John Hughes HA DIRETTO ANCHE...

Pinhead80 6/04/13 13:30 - 4198 commenti

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Cinque ragazzi diversi per estrazione sociale e modo di essere sono costretti a passare il sabato a scuola e a eseguire un compito inutile e noioso. Mi aspettavo il classico film sulla scuola e invece The breakfast club è una bellissima sorpresa. Un film dalle battute graffianti e in grado di far percepire in maniera graduale il progressivo cambiamento da parte dei ragazzi, che imparano a conoscersi e ad apprezzarsi man mano che scorrono le ore. Sullo sfondo rimane l'istituzione scuola, che etichetta i ragazzi senza conoscerli.

Stelio 16/05/14 15:50 - 384 commenti

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Sorprendente cult di un autore dalla filmografia modesta quale John Hughes, che con questo e Un biglietto in due tocca gli apici del suo lavoro, lasciando pure qualche dubbio sulle possibilità di un talento mai sfruttato veramente. Buoni gli interpreti ma straordinarie la scrittura e il soggetto. Alcune varianti sono un po' troppo stereotipate, ma la maggior parte delle caratterizzazioni sono davvero di grande livello sociologico. Forse Durkheim avrebbe assistito con vivo interesse.

Paulaster 15/04/16 17:16 - 3415 commenti

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Lo spunto che tiene chiuso in classe un gruppuscolo assortito (e stereotipato) di liceali è risibile finché i dialoghi si infittiscono: lo scavo avviene nelle confessioni familiari e con il consueto appunto sulle discriminazioni scolastiche. Scorre bene perché recitato discretamente, con lievi pause dettate dal passare del tempo e girato con diverse angolature. L'utilizzo nella colonna sonora di "Don't you" dei Simple Minds garantisce notevoli passaggi - nel videoclip relativo - di scene del film.
MEMORABILE: Estevez che balla.

Lou 22/11/17 18:18 - 1059 commenti

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Un film che aveva fatto molto parlare di sé alla sua uscita negli anni '80, ma che visto ora può lasciare tiepidi. Le confidenze adolescenziali che emergono durante il sabato di reclusione per punizione a scuola dei cinque protagonisti sono lo specchio ingrandente e deformante di tipiche forme di malessere giovanile, legate soprattutto ai rapporti familiari. Resta comunque un buon esempio di analisi di gruppo sulle frustrazioni e insicurezze adolescenziali.

Il Dandi 31/01/18 18:53 - 1917 commenti

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Vertice poetico del cinema adolescenziale degli anni '80 grazie a personaggi sapientemente stereotipati (l'atleta, il ribelle, il nerd, la figlia di papà e la darkettona disagiata) e a un copione a orologeria (fortunatissimo anche nella sue veste teatrale). Non mancano le ruffianate, ma le si perdonano facilmente constatando che aveva ragione Umberto Eco quando scrisse che "un cliché è ridicolo, ma una serie di cliché è commovente". Classico.
MEMORABILE: L'epocale "Don't you forget about me" dei Simple Minds, che apprendo ora essere stata addirittura scritta appositamente per il film.

Bergelmir 6/05/18 23:54 - 160 commenti

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Il sabato che cinque giovani studenti passano in punizione nel loro liceo inizia come scontro fra personalità e origini diverse, per poi diventare un momento di condivisione e di complicità. La storia è semplice: si svolge in un unico ambiente, è fatta soprattutto di dialoghi e procede leggera sulla scoperta dei sentimenti, anche se la buona scrittura riesce a mantenere sempre vivo l'interesse. Gli elementi superficiali che si notano vengono da certe abitudini d'epoca, specialmente del cinema per i giovani, ma il film funziona comunque bene.

Hackett 18/05/18 08:08 - 1818 commenti

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Cult generazionale la cui fama va ben oltre i meriti intrinsechi del prodotto realizzato. La storia è semplice ma diretta con mestiere e si affida a un pugno di attori in erba ma già in grado di gestire la scena. Tra conflitti interiori e ingenuità tipiche del cinema anni Ottanta, assistiamo a una contestazione giovanile all'acqua di rose, che rimane in superficie ma cerca con onestà di indagare in un disagio che prenderà pieghe ben peggiori.

Zio bacco 2/06/20 22:50 - 240 commenti

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Opera maxima del cosiddetto Brat Pack, è un film adolescenziale ben riuscito, sulla scorta di un filone molto collaudato dell'epoca, di cui (forse) è l'espressione migliore. Il cast raggruppa cinque attori molto affiatati, che caratterizzano bene gli stereotipi dei liceali americani della Generazione X, qui alle prese col difficile rapporto con i genitori. Ottima la musica, meno le sequenze di intermezzo, in cui i protagonisti danno respiro alla propria ribellione. Rivedibile il doppiaggio, che non rende credibile la trasposizione. Non male.

Giufox 8/04/21 08:28 - 236 commenti

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Studiata e (ancora) piacevole commedia su di un gruppo di liceali americani alle prese coi loro bisogni d'affermazione identitaria, che si livellano su conflitti di classe non esasperati. Nella parte iniziale ruota furbescamente intorno al personaggio borderline di Bender, sfruttando il talento di Nelson; poi tutti i personaggi si ritagliano il loro spazio fino ad un crescendo finale molto teso e riuscito. L'happy end stona col mood (sartriano) del film, ma visto il genere non si poteva fare di più. Da segnalare, a margine, l'assenza di altri gruppi etnici: impensabile oggi.
MEMORABILE: Il litigio finale; Il dialogo tra il professore e il bidello; Il personaggio di Allyson; Il pranzo.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Dusso • 17/04/15 13:30
    Portaborse - 1663 interventi
    E' uscito il nuovo blu ray di Breakfast club per il 30 anniversario con extra interessanti tra cui il commento audio e un documentario da 50 minuti.
    Sarebbe bello sapere se questi extra sono sottotitolati in italiano, mentre dubito che la traccia audio italiana non sia la stessa delle edizioni home video precedenti quindi con il problema nel finale...
  • Homevideo Ruber • 18/04/15 00:24
    Contratto a progetto - 9106 interventi
    Dusso ebbe a dire:
    E' uscito il nuovo blu ray di Breakfast club per il 30 anniversario con extra interessanti tra cui il commento audio e un documentario da 50 minuti.
    Sarebbe bello sapere se questi extra sono sottotitolati in italiano, mentre dubito che la traccia audio italiana non sia la stessa delle edizioni home video precedenti quindi con il problema nel finale...


    che problema audio ha il finale???
  • Homevideo Dusso • 18/04/15 08:53
    Portaborse - 1663 interventi
    Nell' ultimissima scena la traccia audio italiana è ridoppiata e con frase diversa rispetto alle vecchie versioni in vhs e da Italia 1
  • Homevideo Ruber • 18/04/15 15:53
    Contratto a progetto - 9106 interventi
    Dusso ebbe a dire:
    Nell' ultimissima scena la traccia audio italiana è ridoppiata e con frase diversa rispetto alle vecchie versioni in vhs e da Italia 1

    Mi sembra molto strano ne sei sicuro?? e poi perchè lo avrebbero fatto nell ultima scenail ridopiaggio cambiando oltretutto la frase? mi sembra molto strano, certamente una delle cose più strane che abbia mai sentito.
  • Discussione Panza • 18/04/15 16:17
    Contratto a progetto - 5038 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Non è un caso che sia anche nato e vissuto, in lacuna (vabbè, questa...).

    Meno male che non ti sente il vegliardo!
  • Homevideo Dusso • 18/04/15 16:18
    Portaborse - 1663 interventi
    Certo che sono sicuro...
    Devono avere avuto una traccia monca o con problemi quindi hanno fatto cosi
  • Discussione Zender • 18/04/15 17:33
    Consigliere - 45266 interventi
    E come potrebbe? Ti ricordo una delle sue massime riguardo a internet: “Internet è limitato perché una rete, per quanto grande, non può contenere in sé più di tanti pesci”. Uno che dice così come pensi che possa leggere quello che si scrive qui?
  • Curiosità Zender • 30/06/18 07:13
    Consigliere - 45266 interventi
    Come già fatto notare su alcuni siti, la locandina originale del film verrà ripresa e parodiata per quella di Non aprite quellaporta 2!

  • Discussione Ruber • 5/01/22 20:13
    Contratto a progetto - 9106 interventi
  • Discussione Ruber • 5/01/22 20:17
    Contratto a progetto - 9106 interventi
    La colonna sonora è diventata più famosa del film stesso , visto che molti millennnial non lo hanno mai visto, poi  il fatto che sia stato girato in un unico ambiente dove per mezz’ora circa sia quasi esclusivamente dialogato senza azioni può non piacere.

    Non pensavo che l’enorme biblioteca fosse in realtà una specie di ricostruzione virtuale in grande rispetto all originale.

    Ultima modifica: 5/01/22 20:32 da Ruber