Sto pensando di finirla qui

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Titolo originale: I'm Thinking of Ending Things
Anno: 2020
Genere: drammatico (colore)
Note: Soggetto dall'omonimo romanzo dello scrittore canadese Iain Reid pubblicato nel 2016. Nell'originale, una delle voci fuori campo è di Oliver Platt.
Numero commenti presenti: 9

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/09/20 DAL BENEMERITO DANIELA
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Daniela 9/09/20 11:16 - 9536 commenti

I gusti di Daniela

Capolavoro a metà. La prima parte,  con il racconto di un'esperienza molto comune ma fonte di apprensione come il primo incontro con i genitori del proprio partner,  è straordinaria oltre che splendidamente interpretata dal formidabile quartetto attoriale, un vero incubo dai contorni indefiniti e per questo ancora più inquietanti. In seguito il film, pur contenendo sequenze suggestive, si annoda su se stesso, diventando ostico in modo respingente, come se Kaufman avesse costruito per lo spettatore un labirinto di specchi mentali non solo senza via d'uscita ma anche senza accesso. 
MEMORABILE: La visita alla stalla; Tutta la sequenza della cena; La gelateria in mezzo al nulla in piena tempesta di neve.

Zoltan 9/09/20 11:44 - 201 commenti

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Opera strana, per certi versi un po' allucinata, che alla fine lascia una sensazione di incompiuto. L'inizio è davvero splendido, con il quadretto familiare e i misteri attorno che intrigano in maniera notevolissima, ma poi il film perde il filo del discorso, non riesce a mantenere le attese a livello di racconto, pur con una messa in scena che rimane di alto livello e ottima a livello visivo. Peccato, si ha sì per le mani un buon film, ma l'asticella era stata posta a livello estremamente più promettenti. Buon cast: impeccabile Toni Collette, ottimo Jesse Plemons.
MEMORABILE: La lunga cena a casa dei genitori.

Capannelle 12/09/20 01:04 - 3732 commenti

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Film labirintico e caricato di una lunga serie di contorsionismi verbali e inserti dal senso non pervenuto. Se fino a dopo la scena della cena con i genitori c'era ancora grip sulla storia e si poteva sperare in uno sviluppo magari dai toni inquietanti ma accettabile, quello che viene dopo è un vagare nella notte senza bussola. Oltre la bella prova degli attori poco rimane: si ha la sensazione di giocare con il solito balletto del reale/irreale, del ricordo/rimpianto, della (in)comunicabilità ma è arduo dire che Kaufman voglia fartene partecipe.

Kinodrop 13/09/20 10:20 - 1552 commenti

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Un aggrovigliato flusso di ricordi e di considerazioni personali e intellettuali, nel "viaggio" tra le nevi che Jake e Lucy intraprendono per far visita alla famiglia di lui, attraverso un caleidoscopico rimuginare tra eventi accaduti, affetti, distorsioni e ambiguità. Il regista rifugge da ogni linearità spazio-temporale e solo a frammenti svela, con uno stile all'apparenza ostico, la sofferenza, ma anche la poesia che si cela dietro i turbamenti di chi si trova a combattere con la propria identità e il proprio passato. Non certo di facile lettura, ma coraggioso e profondo.
MEMORABILE: I dubbi e le riserve di Lucy; "L'intrusione" del musical nei corridoi del collegio; L'inquietante chiosco dei gelati nella tormenta; La recita finale.

Paulaster 16/09/20 09:38 - 2831 commenti

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Una ragazza pensa di troncare una relazione di poche settimane. Kaufman spiazza: quella che può apparire come una storia nata già finita diventa un elogio alle occasioni mancate e ad accettare ciò che la realtà ci offre. Prima parte con stilemi da film indipendente e dialoghi colti che porta a una deriva lynchana nella casa dei genitori (al limite dello squilibrato). Ultimo segmento che spalanca il proprio messaggio. L’inconscio predomina sui pensieri e sembra nasconda profonde solitudini, tanto da far sospettare indole suicida.
MEMORABILE: La poesia “Ossa di cane”; La fiction in tv; Il maiale; La madre invecchiata a letto; Il balletto nel corridoio con l’arrivo del prete.

Areknames 22/09/20 14:32 - 12 commenti

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Una storia umana, ancora prima che d'amore, che evita la linearità ma finisce per essere più prevedibile e spompata di una narrazione classica. Kaufman ripropone la compresenza di mondi, tempi, sensazioni che hanno reso celebre il suo marchio fin dalle prime sceneggiature, ma lo spettatore più scafato capisce dopo pochi minuti dove si andrà a parare, mentre quello accidentale fatica a provare empatia per quanto accade. Buono il primo terzo, ma poi il film si impantana e arriva a una conclusione da teatro d'avanguardia di periferia. Ottima comunque la protagonista.

Fromell 23/09/20 09:32 - 70 commenti

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Tuffarsi nella visione di questo film è come dare la mano a uno sconosciuto senza chiedergli dove ti vuol portare. Ogni inquadratura studiata da Kaufman ha lo scopo di distorcere la percezione dello spettatore. Si entra in un corridoio di specchi deformanti e se ne esce deformati, incapaci di distinguere dove inizia la finzione e finisce il reale. È come sognare di svegliarsi quando in realtà si sta ancora dormendo e il sogno non è finito. Tranne il finale, poco apprezzabile, il film rasenta la perfezione.
MEMORABILE: I lunghi dialoghi in macchina; La cena; Il chiosco di gelati nel nulla

Enzus79 6/10/20 22:30 - 1830 commenti

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Film targato Netflix. Pellicola che inizia come una normale storia di conoscenza approfondita di coppia per poi spaziare in situazioni piuttosto surreali ed enigmatiche di stampo lynchiano. Il fattore cronologico è tutt'altro che lineare, ci sono sbalzi temporali che rendono poco comprensibili alcuni momenti. Non ci si annoia (nonostante le due ore e passa), anzi, si può solo apprezzare.

Xamini 19/10/20 10:35 - 1021 commenti

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Parte con un viaggio in auto senza fine in cui somiglia a Bergman, con lunghissimi dialoghi, intercalati da pensieri, punteggiati da stranezze. Poi è il lynchano a prevalere, ossia l'elemento surreale, i piani si confondono, il film diventa altro, va intuito e diventa anche un pelo arduo. Ma funziona, è onesto e gode di stupende interpretazioni (in particolare lei, che in originale ha una voce sensualissima), oltre al non dispiacevole dettaglio di rendere comprensibili le citazioni che opera. Non commuove, ma si fa ricordare con piacere.
MEMORABILE: Il balletto; La gelateria nella neve; Ossa di cane.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 9/09/20 11:30
    Consigliere massimo - 5233 interventi
    Film di quelli tosti, che si può amare e detestare nello stesso tempo. Non conosco il romanzo da cui è tratto, quindi non sono in grado di valutare se la sceneggiatura, scritta dallo stesso regista, se ne sia attenuta fedelmente oppure sia molta farina del sacco di Charlie Kaufman che su quel che passa nella scatola cranica ha incentrato la sua duplice carriera di sceneggiatore/regista, però in altre occasioni, compreso il pur impegnativo Synecdoche, New Yorknon mi era capitato di smarrire il filo del racconto, come invece avvenuto ieri sera, né di rimanere a guardare scorrere i titoli di coda per trovare un senso a quello che avevo appena visto. 
    E non sto parlando della spiegazione a livello più immediato - a cui non accenno per non spoilerare - ma al senso di certe metafore che non sono riuscita a cogliere.
    Ovviamente consigliato, sia per la prima parte che ho trovato meravigliosamente inquietante che per l'originalità dell'impianto complessivo, ma mettendo le mani avanti: visione interamente a vostro rischio e pericolo, non mandatemi accidenti se poi non vi garba.
    Ultima modifica: 9/09/20 11:33 da Daniela
  • Discussione Didda23 • 9/09/20 12:32
    Comunicazione esterna - 5722 interventi
    Adorando alla follia Kaufman prima come sceneggiatore e poi anche come regista ( Synecdoche è per me un capolavoro assoluto) non posso che affrontare la visione il prima possibile... 
  • Discussione Daniela • 9/09/20 12:50
    Consigliere massimo - 5233 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Adorando alla follia Kaufman prima come sceneggiatore e poi anche come regista ( Synecdoche è per me un capolavoro assoluto) non posso che affrontare la visione il prima possibile... 
    Infatti ti ho chiamato leggenda proprio quanto avevi apprezzato questo film - ammirazione condivisa anche se adesso non posso più pensarci senza rimpiangere la tragica scomparsa di Philip Seymour Hoffman. E a Hoffman ho pensato molto anche ieri sera:  Jesse Plemons non solo gli somiglia fisicamente (pallido, biondo, sovrappeso) ma in certi impacci da timido, nella ritrosia scontrosa, nella fisicità un poco goffa... beh, sembra proprio lui.
    Curiosa di leggere il tuo commento, fammi un fischio quando lo inserisci. 
    Ultima modifica: 9/09/20 12:51 da Daniela
  • Discussione Didda23 • 9/09/20 14:24
    Comunicazione esterna - 5722 interventi
    Il paragone è molto interessante e per certi versi non è così peregrino.  Plemons è un attore che stimo ma che cinematograficamente sta uscendo solo nell'ultimo periodo (in questo senso penso alla bella prova in Game Night ) e nel suo curriculum annovera collaborazioni con Spielberg e Scorsese ma nel complesso non mi sembra ancora del tutto sbocciato. Hoffman per me è un mostro sacro è all'età di Plemons aveva già interpretato ruoli memorabili ( indimenticabile la prova in Happiness). Al buon Jesse gli auguro di toccare ( o perlomeno di sfiorare) la grandezza del compianto Phil).
    Basandomi unicamente sul trailer presente su Netflix il personaggio della Collette mi ha ricordato non poco quello di Hereditary...
    A tal riguardo è solo una mia impressione?
  • Discussione Daniela • 9/09/20 15:21
    Consigliere massimo - 5233 interventi
    Basandomi unicamente sul trailer presente su Netflix il personaggio della Collette mi ha ricordato non poco quello di Hereditary...
    A tal riguardo è solo una mia impressione?
    Bah, non ti so dire, il suo personaggio è molto inquietante ma devo essere sincera: la madre di Hereditary è uno di quei ruoli che si appiccicano addosso ad una attrice, difficile prescinderne perché ogni ruolo interpretato dopo rischia di sovrapporsi all'altro. Fra l'altro anche qui interpreta il ruolo di una madre - comunque lei e Thewlis sono  una coppia che mette a disagio anche senza muovere un dito.

    Quanto a Plemons, è vero che è ancora lontano dai livelli eccelsi di Hoffman e forse mai li raggiungerà, ma in carriera ha già almeno due ruoli memorabili in serie tv altrettanto memorabili: il "lupo in veste d'agnello" Todd nelle ultime stagioni di Breaking Bad e il macellaio travolto dagli eventi e dagli equivoci nella seconda stagione di Fargo.


    Ultima modifica: 9/09/20 15:24 da Daniela
  • Discussione Didda23 • 9/09/20 16:36
    Comunicazione esterna - 5722 interventi
    Forse è vero, per ora il meglio l'ha dato nelle serie tv.
  • Discussione Capannelle • 9/09/20 19:05
    Scrivano - 2506 interventi
    Grazie della chiamata Dani, ce l'ho in coda attratto dalla presenza di Toni Collette.Vedendo il tuo parere e un paio di googlate direi che può ambire al Saturday Night (non è deprimente vero?).
  • Discussione Daniela • 9/09/20 19:43
    Consigliere massimo - 5233 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Grazie della chiamata Dani, ce l'ho in coda attratto dalla presenza di Toni Collette.Vedendo il tuo parere e un paio di googlate direi che può ambire al Saturday Night (non è deprimente vero?).
    E' una domanda scherzosa, vero? Deprimente come un funerale di novembre sotto la pioggia con le scarpe strette ,  il "finirla qui" ruota attorno all'idea del suicidio. Il "bizzarro" non è del tipo divertente perché intinto d'humor nero, è invece del tipo angosciante che mette a disagio. Sensazioni personali, ovviamente, ma se ci trovi da ridere fammelo sapere.


    Ultima modifica: 9/09/20 19:44 da Daniela
  • Discussione Cotola • 10/09/20 07:21
    Consigliere avanzato - 3634 interventi
    Grazie Daniela. Era già in cima alla mia lista di visioni, ma visto il minutaggio ho dovuto metterlo in attesa. Tra stasera e domani provo a vederlo. Ovviamente con Kaufman alla regia, non mi aspetto nulla di semplice.  
  • Discussione Bubobubo • 11/09/20 19:06
    Call center Davinotti - 222 interventi
    Grazie della chiamata, Daniela. Dovrei riuscire a vederlo domani sera. Di Kaufman mi piace praticamente tutto anche se riesce sempre a distruggermi interiormente, so già che ne uscirò a pezzi anche da questo...