Locke

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Locke
Anno: 2013
Genere: drammatico (colore)
Note: Nel film compare solo Tom Hardy, gli altri attori menzionati solo solo voci (quindi non presenti nella versione Italiana).
Numero commenti presenti: 31
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Più che un film una sfida, già affrontata da altri in ambiti diversi e sempre legata alla forza di una sceneggiatura che diventa asse portante: attorno ad essa ruotano regia, interpretazioni o musiche, che diventano accompagnamento utile ad aumentare o diminuire la gradevolezza del risultato. In questo caso ogni componente è dosata con sapienza, con la consapevolezza di non poter strafare senza rischiare di scadere nell'artificioso scalfendo così l'impatto emozionale della storia. Tom Hardy è eccellente nel tratteggiare il suo Ivan Locke ossessionato dal concetto di responsabilità, pronto a perdere contemporaneamente moglie e lavoro pur di assistere nel parto l'amante di una sera mai più frequentata, rimasta incinta dopo un rapporto con...Leggi tutto lui che definire occasionale è poco. L'auto come unica location itinerante diventa importante scenograficamente per riempire l'immagine e variare paesaggi notturni che passano spesso sullo sfondo come quadri astratti in movimento, ma sono il telefono e le comunicazioni in viva voce che lo attraversano i veri protagonisti; visualizzate sul display del cruscotto, alternano senza soluzione di continuità le considerazioni di persone che rappresentano ognuna un diverso problema da risolvere: l'amante alle prese con un parto difficile che implora per il suo arrivo in ospedale, il collega di lavoro che da lui riceve istruzioni per dirigere una colata di calcestruzzo di enormi proporzioni, la moglie che viene a sapere lì per lì del passato tradimento, il figlio che ignaro sdrammatizza discorrendo della partita in tv e altri ancora. L'abilità del copione sta nel saper condurre ogni comunicazione in modo che resti sospesa in attesa di nuovi sviluppi, che possa interrompersi permettendo di riaprirsi pochi minuti dopo; il tutto intervallato, nei pochi attimi di sganciamento dalla linea, da immaginari discorsi del protagonista con il padre ormai defunto, idealmente seduto alle sue spalle. Locke conserva un invidiabile self-control anche quando le situazioni precipitano, riesce a trovare le parole giuste per ognuno dei suoi interlocutori lasciando trasparire una limpidezza d'animo che ne rispecchia la profonda onestà, oscurata solo da un tradimento coniugale che è in fondo l'unica macchia di un'esistenza all'apparenza integerrima. Non si può dire che ogni singolo dialogo riesca a mantenere intatta la necessaria tensione (qualche lungaggine evitabile si avverte, nei rimproveri al padre defunto o nelle lagnose richieste d'aiuto della partoriente), e non è nemmeno la curiosità di conoscere la conclusione a coinvolgere; sono piuttosto la placida dialettica di Locke, la precisione circostanziata delle sue risposte, la sua logica inappuntabile e il ferreo credo in principi alti che nessuno deve poter mettere in discussione. E' il ritratto - inscatolato - di un decisionista, girato pressoché in tempo reale e che coglie solo il breve istante di una crisi già iniziata e destinata a proseguire. Niente colpi di scena, rivoluzioni, epiloghi risolutivi... solo la vita, col cervello in funzione che permette di tenere sotto controllo - collegandole - la realtà dell'immediato (lo sguardo fisso sulla strada) e quella esterna in divenire (attraverso l'interazione telefonica).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/05/14 DAL BENEMERITO BIZZU POI DAVINOTTATO IL GIORNO 4/05/14
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Mickes2 15/05/14 15:26 - 1668 commenti

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Il viaggio di un uomo verso il proprio destino, l’unico grande errore, in faccia al proprio passato senza vigliaccherie, senza bassezze; solo lui e la sua decisione, la sua responsabilità. L’abitacolo della macchina nell’eterea e rarefatta notte londinese come cellula slegata dal mondo e intimamente collegata con i tasti dell’attimo, delle scelte e del tempo che fa la differenza, quel poco che rimane per ristrutturare la piccola-grande crepa scaturita dal risultato della misura delle proprie azioni. Ironico, granitico, tragicamente antieroico.
MEMORABILE: Lo sfogo sulla classe di consistenza del calcestruzzo.

Bizzu 1/05/14 23:14 - 210 commenti

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Un volto (l'ottimo Tom Hardy), una macchina, delle telefonate. Bel film ultra-minimale, con un eroe moderno, vero, attuale ma soprattutto necessario. In questi anni di crisi morale ed egoismo estremo un personaggio del genere è profondamente scomodo, controcorrente. Va bene, il film non stupisce, però riesce a parlare di morale senza essere una palla moralista e non è poco. Dopo Locke, una colata di calcestruzzo non sarà più la stessa ai vostri occhi!
MEMORABILE: Il tormentone "La colata di cemento sarà la più grande mai vista in Europa – fatta eccezione per le installazioni nucleari militari".

Myvincent 3/05/14 18:44 - 2579 commenti

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Girato pressoché completamente in macchina, dove un uomo è alla guida verso le sue più intime responsabilità, senza dimenticare quelle professionali, è un one-man-movie, spezzato dai continui colloqui telefonici con i personaggi a lui più vicini. Finalmente un film sugli uomini e dalla parte di quelli capaci di prendersi la vita nelle proprie mani, non cedendo a nessuna forma di vigliaccheria. Il tutto descritto e interpretato magnificamente. Difficile da dimenticare, da non perdere.

Markus 6/05/14 16:17 - 3310 commenti

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Un uomo, un'auto, un'autostrada e il vero protagonista del film: il telefono. Quattro elementi essenziali in funzione di un'opera forte di una meticolosa sceneggiatura che sciorina allo spettatore lo sconquasso della vita privata/professionale di un costruttore edile nell'arco di un viaggio con il cellulare sempre accesso portatore di cattive notizie. La buona caratterizzazione di Hardy e un insperato ritmo narrativo fanno di "Locke" un fortunato esperimento. Una volta ci si poteva avvalere del "quando telefonano, non ci sono per nessuno"...

Puppigallo 10/05/14 00:06 - 4515 commenti

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Una direzione capace e un protagonista decisamente in parte permettono a questa singolare pellicola (tutta girata all'interno di un veicolo) di procedere bene, un po' come l'auto che sta portando l'uomo a quello che considera un appuntamento inderogabile con le sue responsabilità. L'intero viaggio, durante il quale verrà stracciato il record di telefonate fatte e ricevute, sarà una continua sfida a non mollare, visti gli sviluppi (una sorta di inarrestabile effetto domino). Chi guida però, è fermamente deciso a non arrendersi; e la forza gli verrà soprattutto dal volersi distinguere. Notevole.
MEMORABILE: Parla della consistenza del calcestruzzo e delle conseguenze, ma in realtà si riferisce a lui: "Basta fare un cazzo di piccolo errore e tutto crolla".

Cotola 11/05/14 02:21 - 7564 commenti

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Possibile girare un intero film, con un solo attore, nell'abitacolo di un'automobile? Sì. La sfida-scommessa viene vinta con risultati ragguardevoli grazie ad una sceneggiatura che nonostante un solo spazio da sfruttare, riesce comunque a tenere sulla corda lo spettatore anche se presto diventa chiaro che sorprese e sovvertimenti finali non ce ne saranno. E lascia di stucco e mette a disagio (poiché non permette una facile empatia) il rigore etico e morale del protagonista che va consapevolmente incontro all'autodistruzione della sua vita e delle sue certezze. Buon film, forse anche un di più.

Xamini 11/05/14 20:26 - 1021 commenti

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Un Tom Hardy eccellente tratteggia il personaggio di un capocantiere che ha un compito: condurre al termine di un lungo viaggio di un'ora e un quarto il proprio nome di famiglia (Locke), ripulendolo e consegnandolo a un nascituro pronto per essere usato con dignità. Costi quel che costi. Ne risulta un uomo enorme, umano nei suoi errori, eroico nella sua indistruttibile volontà risolutoria, per un film che a sua volta vince la sfida contro i propri limiti: la monotonia di una sola location, di un solo fondale, di un solo volto. Una delle migliori lezioni morali viste al cinema.

Viccrowley 15/05/14 01:48 - 803 commenti

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Le colpe dei padri ricadono sui figli. Sempre. E allora non importa cosa bisogna sacrificare, a cosa bisogna rinunciare, cosa si deve perdere. L'importante è riuscire in questa vita a riscattare un'esistenza egoista e irresponsabile, anche se quella vita non è la tua ma quella del genitore che ti ha abbandonato. Percorrendo senza sosta una notte scura in cui tutto può cambiare e tutto cambierà. Forse in peggio, ma è inevitabile. Una macchina, una strada e uno splendido Tom Hardy sono gli unici ingredienti necessari.

Daniela 5/07/14 12:52 - 9532 commenti

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In tempo quasi reale, seguiamo un uomo nel suo viaggio notturno verso l'ospedale in cui una donna sta per partorire suo figlio - un'assunzione di responsabilità che mette a rischio tutte le certezze della sua vita. Viaggia da solo ma non in solitaria, dovendosi confrontare telefonicamente con l'amante occasionale, la moglie, i figli, il ricordo del padre, i colleghi in difficoltà per la sua assenza. Come ogni one-man-show, la chiave della riuscita sta nella scelta del protagonista: Tom Hardy si conferma attore straordinario anche nel ruolo di un uomo "normale".
MEMORABILE: La colata di calcestruzzo, vissuta (e fatta vivere allo spettatore) come una impresa epica

Rullo 5/07/14 16:44 - 388 commenti

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La peculiarità del film è il setting: ambientato tutto all'interno di una Bmw, un one man show protratto da Tom Hardy in eccellente forma, una prestazione estremamente sentita e credibile. Le varie telefonate sono incalzanti e giusta è l'idea di seguire tre filoni diversi (moglie, cantiere, amante), in realtà collegati da un filo sottile. La trovata del padre odiato non era necessaria ma comunque non sfigura. Buona la fotografia e ottime anche le voci degli attori al telefono. Bel finale.

Gestarsh99 7/07/14 22:06 - 1330 commenti

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Steven Knight torna a raccontare la notte e i suoi fantasmi, quelli morali, i più tormentati, faticosissimi da affrontare e respingere. Lo fa moltiplicando in tempo reale il minimo della forma col massimo del contenuto, raccogliendo un'altra dura Redenzione nel piccolo abitacolo/confessionale di una BMW, lungo la via corrusca di un triplice dramma: quello di un uomo (Tom Hardy, rinchiuso come in Bronson nella sua gabbia da leone senza paura) spinto dalla coscienza a rinunciare al lavoro e all'integrità familiare per attingere catarticamente alla consapevolezza della propria dignità di persona.
MEMORABILE: Il pianto rassicurante del neonato...

Galbo 10/07/14 05:44 - 11424 commenti

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Un "one man show" che il regista e sceneggiatore Steven Knight regala ad un grande Tom Hardy, attore di livello definitivamente consacrato da questo ruolo di un uomo che cerca in una notte di dare alla propria vita la giusta direzione. Film complesso sulla carta, che tiene inchiodato lo spettatore sopratutto grazie al suo protagonista, ma anche per merito di una buona sceneggiatura e di una messa in scena di alto livello, che comprende una spettacolare fotografia notturna (ricorda Collateral di Mann) e una bella colonna sonora. Da vedere.

Rebis 17/07/14 15:07 - 2088 commenti

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Sono larghe le spalle di Tom Hardy, e su di loro poggia l'intero film, come uno dei grattacieli di cui Locke si sente responsabile a partire dalle fondamenta. Come della sua stessa vita. Occorrono oculatezza e rigore morale per innalzare sul piano dell'orizzonte il peso di una verticale impossibile. Steven Knight s'immerge nella notte di un uomo con un teorema di inquadrature sulle quali il montaggio ricama la ritmica febbrile dell'esistere. Pur con qualche forzatura - come spesso avviene quando si vuole inquadrare nello spazio minimo di un'allegoria una vita intera - un film emozionante.

Didda23 23/09/14 10:06 - 2288 commenti

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Un film interessantissimo, non tanto per la monolocation (l'interno di una Bmw) quanto per la rigorosa sceneggiatura che ha la formidabile capacità di tenere alta la concentrazione dello spettatore. Straordinariamente dipinto a dovere il personaggio interpretato da Hardy, un uomo retto e rigoroso, capace di prendersi le proprie responsabilità con il rischio di minare le fondamenta sulle quali è eretta la propria esistenza. Una lezione d'umanità, senza retorica, che induce alla riflessione sulla deriva individualistica dell'essere umano.
MEMORABILE: Il self-control di Locke che gestisce tre situazioni delicatissime senza farsi prendere dal panico; Il finale.

Paulaster 1/10/14 10:26 - 2831 commenti

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Una sfida vinta riuscire a girare un assolo nell’abitacolo di una Bmw con solo il corredo dell’autostrada. Hardy dà sfaccettature in un atteggiamento solo serioso, in una trama dove c’è poco da stare allegri. Regia equilibrata tra riprese interne ed esterne, dove le luci della notte danno il senso di movimento e caldo conforto. Doppiaggio che non convince, a tratti piatto o enfatico (specie per la fragile gravida e l’operaio ubriaco di sidro). Finale dove mi aspettavo una svolta d’impatto.

Schramm 20/10/14 12:20 - 2418 commenti

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Le fondamenta sono importanti; gettarle tra mille ostacoli per un edificio o mettere al mondo un figlio nato da relazione extraconiugale, non fa differenza, il calcestruzzo è sperma e viceversa: quel che conta è l'atto creativo, il sì tra mille no, la vita malgrado tutto quel che crolla attorno. E la pellicola si fa manto stradale, l'autostrada si fa profilmico, gli spettatori sono piloti e non pilotati, pungolati da Hardy grillo parlante maestoso dal quale tutto il film sembra scaturire, e grazie al quale tutto quel che è differito tra noi e la vita sembra di colpo coperto, annullato.

Capannelle 31/10/14 23:09 - 3732 commenti

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Buon film. Da premiare la scelta di procedere senza timore verso l'assunzione di responsabilità e di farlo in modo diretto ma sobrio, senza retorica o facile enfasi. Bravi il protagonista e il doppiatore italiano, non da poco il contributo di luci e suoni. Qualche limite strutturale l'ambientazione la dimostra (non mancano le pause), ma l'efficacia della sceneggiatura e del ritmo giocato sulle connessioni telefoniche portano comunque a seguire con buon grado di coinvolgimento.

Kinodrop 29/04/15 17:42 - 1550 commenti

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Durante il tragitto notturno verso Londra, il protagonista recupera una nuova coscienza di sé e della propria moralità, anche se ciò comporta scelte drastiche e traumi affettivi. Tom Hardy è qui l'unico personaggio per un unico evento in cui una fitta rete di telefonate lo incalza e lo costringe a decisioni rapide e definitive. Nonostante la scena sia "fissa", la storia trascina e convince anche per il quasi tempo reale in cui si svolge. Sceneggiatura, fotografia e musica notevolissime. Originale e profondo.
MEMORABILE: I "dialoghi" col padre tra una telefonata e l'altra; Il doppiaggio del protagonista e delle voci fuori campo, di alto livello.

Nando 25/05/15 08:35 - 3486 commenti

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Un uomo in viaggio e le innumerevoli telefonate che si susseguono, confessioni e senso del dovere in una pellicola totalmente incentrata su dialoghi telefoni e immaginari. Buono il ritmo e particolarmente in parte Hardy, nonostante qualche pausa il film scorre anche a causa della breve durata. Finale ottimista.

France 18/08/15 20:25 - 5 commenti

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Pessimo e noioso. Uno dei peggiori film che abbia mai visto. Oltretutto si crogiola pure nell'immoralità del protagonista nascondendola dietro al suo fantomatico e ipocrita "senso del dovere". Ambientato interamente in un'automobile. Insomma, non c'è speranza. Film davvero ridicolo.

Giùan 5/01/16 13:58 - 3017 commenti

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Ammetto la mia decisa ritrosia ad affrontare tal sorta di soggetti cinematografici (unico protagonista, ambientazione esclusiva); diffidenza che la presa visione del film si è preso la briga di dissipare, almeno parzialmente. E già, perché è indubbio che la traversata notturna etico-automobilistica di Locke abbia una sua resa narrativa, così come muove a fratellanza emotiva la sua "naturale" volontà di portar alle estreme conseguenze il peccato veniale di una notte. Resta quel tanto al chilo di artificiosa programmaticità. Hardy in un memorabile assolo.
MEMORABILE: Il racconto della partita da parte dei figli.

Stelio 15/05/16 19:26 - 384 commenti

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Tecnicamente assoluto. Soggetto profondo, riflessivo, interpretazione magistrale del protagonista, sceneggiatura altalenante. Con questi caratteri si sintetizza Locke. Forse il limite maggiore del film sta nell'ossessiva sequenza di telefonate che, al fine di riempire quasi 80 minuti di girato, risultano forzate (come alcuni esiti della storia stessa). Ma il livello resta pregevole e di sicuro effetto. Bello.

Redeyes 20/08/16 17:49 - 2148 commenti

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Dalla bara si passa a un Suv Bmw e un non più sorprendente Hardy che ci trasportano in un viaggio più interiore che altro. Si vedrà cambiare la vita di Locke nel corso della sua traversata e non si potrà non apprezzare la prova attoriale dello stesso, a suo agio in un one man show come da un po' non se ne vedevano. Dialoghi estremamente riusciti, musiche non invadenti e un finale che non deluderà. Se qualcuno ancora avesse dei dubbi sul nostro, beh, qui potrà ampiamente fugarli. Ottimo!

Jandileida 4/12/16 09:13 - 1261 commenti

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Hardy è un gran animalone d'attore: chiuso dentro l'abitacolo di un SUV di una nota casa tedesca si barcamena tra i vari se stesso (marito, amante, costruttore) e, da solo in scena, la ruba alla grande tenendosi sulle spalle tutto questo viaggio interiore sulle autostrade inglesi. Per quanto girato in un unico spazio, le varie telefonate che scandiscono i tempi del film tengono il ritmo alto e hanno ognuna il suo perché. Di superfluo c'è insomma poco (forse i dialoghi immaginari Knight poteva evitarli). Ottima l'ambientazione notturna e soffusa.

Il ferrini 22/02/17 21:49 - 1704 commenti

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Girare un intero film con un solo attore, per giunta immobile sul sedile di un'auto, può apparire una sfida insormontabile, invece Knight ne tira fuori un gioiellino di tensione avvalorato dalla straordinaria prova di recitazione di Hardy. La storia è tutto sommato semplice ma non per questo banale e pone lo spettatore in più d'un'occasione nella posizione di empatizzare col protagonista. Il matrimonio, il senso del dovere nell'ambito del proprio lavoro, la responsabilità di essere un padre e il rapporto irrisolto col proprio. Tutto in un'ora.

Magi94 29/08/17 17:04 - 689 commenti

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A metà fra puro esperimento registico e sincera espressione cinematografica, si tratta senza dubbio del film più "borghese" che io abbia mai visto: i valori di cui si parla sono infatti famiglia, (in)fedeltà, duro lavoro e nascita di una vita, un mix di calvinismo trattato nella scintillante Bmw di un importante capocantiere inglese. La scelta di un solo attore e un solo luogo non appesantisce minimamente il film, per lo più grazie alla sceneggiatura e a Tom Hardy. Ottimi i ping pong lavorativi e familiari, molto meno i riferimenti al padre.

Beffardo57 31/08/17 20:43 - 262 commenti

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Un solo personaggio in scena, chiuso all'interno della sua auto che corre veloce nella notte di un intrico di autostrade, dialoga incessantemente con una serie di interlocutori. Il contesto e il dilemma morale sottesi emergono gradualmente e si chiariscono infine con precisione: il capocantiere Locke, fino ad allora uomo come tanti, aderisce senza incertezze a una assoluta etica kantiana, rivelando una statura morale imprevista. Anche il film è una scommessa al limite, però straordinariamente riuscita e avvincente fino all'ultimo.

Deepred89 5/02/18 11:09 - 3293 commenti

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Idea piuttosto originale, indubbia abilità nell'incuriosire lo spettatore e buona gestione del ritmo e dei dialoghi nell'ambito di un'unità spazio-temporale tanto radicale, ma la struttura tende a mostrare la corda (la ripetitività inevitabilmente incombe) e le notevoli aspettative fomentate nel corso della visione si infrangono in un deludente finale all'acqua di rose. La confezione però appare curata (pur essendoci, da curare, un unico interno per tutta la durata) e Hardy riesce a reggere il film sulle proprie spalle.

Buiomega71 3/02/18 00:52 - 2284 commenti

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Tolta l'infinita e metallica notte autostradale manniana, i monologhi con il padre morto (i momenti migliori e più "folli") restano solo la noia e la monotonia, in uno sterile esercizio di snobismo e pedanteria. Se Hardy è monumentale a reggere tutti gli 80 minuti all'interno di un abitacolo, lo stesso non si può dire per la narrazione asfittica, che per metà film parla di calcestruzzi, palazzi, costruzioni e telefonate urgenti a operai polacchi. A parte le chiamate alla moglie distrutta, rimangono una lagna partoriente e il nulla. Fastidiosamente moralistico.
MEMORABILE: Il nascituro che sta per essere strangolato dal cordone ombelicale in stile Holocaust 2000; L'autostrada notturna costellata da enormi camion.

Ira72 4/05/18 20:49 - 953 commenti

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Ci sono pellicole che si riguardano volentieri. Questa no. Sebbene lo spettatore possa resistere (se non altro per capire dove si voglia andare a parare e per la durata ridotta), il film si regge su poco: su un unico attore (non male ma senza tutti questi guizzi, a dire il vero), un’unica ambientazione (di lusso), un unico gingillo (il telefono) e un’unica morale (se di morale vogliamo parlare: senso del dovere o egoismo strabordante?). Imbarazzanti i soliloqui con un padre immaginario, in cui il figlio che combina disastri in sequenza si immola a paladino della giustizia.

Caesars 24/09/20 11:31 - 2729 commenti

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Sulla carta il rischio noia era altissimo: un film totalmente ambientato in una macchina in movimento col solo autista che parla al telefono dei suoi (numerosi) problemi... Invece la pellicola riesce a tenere sempre ben desta l'attenzione dello spettatore grazie a una sceneggiatura molto ben strutturata, a un'interpretazione magistrale, a un montaggio serrato e a una colonna sonora azzeccata. Gli unici momenti di leggero cedimento si hanno quando il protagonista ha colloqui immaginari col padre defunto, ma è un difetto davvero veniale nell'ambito di un'opera decisamente riuscita.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Buiomega71 • 3/02/18 09:27
    Pianificazione e progetti - 22027 interventi
    @Zender: Non saprei, ho il dvd (l'audio, così come la qualità video-la livida fotografia notturna autostradale -mi paiono di buona qualità)

    @Digital: (S)consiglio accettato :)


    Non avrei altro da aggiungere in realtà, perchè c'è poco da dire

    Mi aspettavo qualcosa di più cinico e cattivo (e un finale , magari, improvviso e poco conciliante-vedi la chiusa finale nel commento di Paulaster-), invece mi ritrovo un pacco di una noia mortale che puzza di snobismo e racconta del nulla (con le solite metaforette da due soldi e un moralismo da gastrite acuta) e , a conti fatti, non è nemmeno tutta stà genialata innovativa (anzi), di un filmettino pseudoteatrale con le emozioni che stanno vicino allo zero, nessun tipo di benchè minima empatia, lasciando solo uno spiacevole senso di fastidio e inutilità.

    La monopalla è stata evitata per un soffio per la bravura mastodontica di Hardy e per la livida fotografia manniana (dal temuto * si passa a *!), per il resto uno sterile e asfittico esercizio di stile puramente anticinematografico (per quel che mi concerne)

    E se La promessa dell'assassino diventa lucido e spietato grazie a un Cronenberg rigorosissimo e memore delle sue ossessioni "carnali", mentre la sceneggiatura era di una pochezza imbarazzante, comincio a farmi due domande su Steven Knight a questo punto

    Inutile sarebbe infierire oltre, ad un passo dalla vaccata.
    Ultima modifica: 3/02/18 11:16 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 3/02/18 09:33
    Pianificazione e progetti - 22027 interventi
    Buono il dvd edito dalla Koch Media

    Formato: 2.35:1

    Audio: italiano (5.1), inglese (5.1)

    Sottotitoli: italiano

    Come extra: backstage, interviste a Tom Hardy e Steven Knight, making off, trailer

    Durata effettiva: 1h, 21m e 41s
  • Discussione Zender • 3/02/18 17:00
    Consigliere - 43619 interventi
    Ah ok, ti è andata bene allora, Buio (a parte il fatto di aver beccato quella che per te è una sòla). Sì, immagino che per un film così recente la qualità video sia ottima.
  • Discussione Capannelle • 3/02/18 20:23
    Scrivano - 2506 interventi
    Snobismo, moralità di fondo, nulla cosmico. Mazza che stroncatura.. almeno c'è la mezza palla per cose su cui concordo.
    Io ovviamente l'ho visto (2 volte) con altri occhi ed è inutile controbattere.
    Però lasciami dire una cosa: è uno dei film più "veri" che abbia visto per come riesce a trasformare un intreccio ordinario "famiglia-lavoro-comunicazione-organizzazione" in qualcosa di vibrante. Senza farlo vedere ma solo immaginare!
    Ultima modifica: 3/02/18 20:49 da Capannelle
  • Discussione Buiomega71 • 3/02/18 21:00
    Pianificazione e progetti - 22027 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Snobismo, moralità di fondo, nulla cosmico. Mazza che stroncatura.. almeno c'è la mezza palla per cose su cui concordo.
    Io ovviamente l'ho visto (2 volte) con altri occhi ed è inutile controbattere.
    Però lasciami dire una cosa: è uno dei film più "veri" che abbia visto per come riesce a trasformare un intreccio ordinario "famiglia-lavoro-comunicazione-organizzazione" in qualcosa di vibrante. Senza farlo vedere ma solo immaginare!


    Molto probabilmente non c'è stata da parte mia nessuna empatia con il personaggio di Hardy, e i problemi che gravitavano intorno a lui (lavoro, famiglia, errori da rimediare) mi lasciavano indifferente ( se, non peggio, tediato)

    Per quello che i momenti migliori, secondo me, sono gli sproloqui a suon di turpiloquio con il padre morto ( che, guarda caso, da come leggo, sono le scene meno gradite da chi, a differenza mia, ha apprezzato il film)

    LOCKE mi ha dato la sensazione di un interlocutore che ti racconta la sua vita, ma a te non frega nulla di quello che il tuo interlocutore sta' dicendo

    E alla fine non ti rimane niente, se non un senso di fastidio e parecchia inezia.

    Questo, per me, è LOCKE, cioè la dimensione del nulla cosmico.
    Ultima modifica: 5/02/18 10:38 da Buiomega71
  • Discussione Caesars • 24/09/20 10:37
    Scrivano - 11048 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    Brainiac ebbe a dire:
    Schramm ebbe a dire: 
     L'unica pecca è quella roba dove lui si gira a parlare con un padre-immaginario... davvero un paio di sequenze che penalizzano il film, quelle.


    sì, è decisamente l'unica caduta di stile dell'opera
    Anche a me le scene in cui il protagonista colloquia col padre morto sono parse la parte più debole di un film decisamente ben fatto e molto interessante.
    Ne avevo letto molto bene, ma di Knight avevo visto il successivo Serenity, che avevo trovato pessimo, e anche la trama (un uomo  sempre in macchina che discute via telefono dei suoi problemi) mi lasciava parecchi dubbi. Invece il regista ha vinto la sfida, riuscendo a tenere alta la (mia) attenzione per tutta la durata della pellicola. Davvero un buon prodotto.

  • Homevideo Caesars • 24/09/20 10:40
    Scrivano - 11048 interventi
    Per chi fosse interewssanto al dvd (edizione steelbook), in questo momento è in offerta a 5.50€ su amazon

    https://www.amazon.it/gp/product/B00VINRARY/ref=ppx_yo_dt_b_asin_title_o00_s00?ie=UTF8&psc=1
  • Curiosità Caesars • 24/09/20 14:30
    Scrivano - 11048 interventi
    Il raffreddore di Ivan Locke è stato aggiunto in sceneggiatura perché l'attore Tom Hardy era effettivamente raffreddato durante le riprese.

    Fonte: Imdb

  • Discussione Caesars • 24/09/20 16:51
    Scrivano - 11048 interventi
    Per chi fosse interessato, ecco la lista dei doppiatori italiani del film.
    Ultima modifica: 24/09/20 17:22 da Zender
  • Discussione Buiomega71 • 24/09/20 19:31
    Pianificazione e progetti - 22027 interventi
    Caesars ebbe a dire:
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    Col senno di poi manco regalato!