Lights out: Terrore nel buio

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Titolo originale: Lights Out
Anno: 2016
Genere: horror (colore)
Note: Prodotto da James Wan. Lungometraggio sviluppato sul soggetto del corto "Lights out" dello stesso regista.
Numero commenti presenti: 19

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/08/16 DAL BENEMERITO DIGITAL
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Mco 27/08/16 12:48 - 2126 commenti

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Chi è Diana??!! No, non è il refrain di qualche cabarettista del sabato sera ma l'interrogativo che sta alla base di questo horror firmato da Sandberg. La struttura è di quelle archetipiche: locus clausus, luci, ombre e figura spettrale che si palesa all'improvviso in tutta la sua mostruosità. Il comparto familiare descritto mostra le sue crepe, con indugio sulle turbe psichiche e sui difficili rapporti madre-figlia. La tensione c'è, il cast se la cava ma la sensazione di risaputezza che ci coglie all'inizio non ci abbandona più...

Digital 4/08/16 23:40 - 1113 commenti

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Ennesimo horror per adolescenti facilmente terrorizzabili che ricicla senza inventiva alcuna il tema del mostro che agisce unicamente nell'oscurità. Non convince minimamente: cliché a tutto spiano e i soliti espedienti per cercare di far aumentare le palpitazioni (rumori improvvisamente alti, perlopiù). Alla fine le uniche cose che si ricorderanno con discreto piacere saranno i molti primi piani della bella protagonista e una confezione decente: troppo poco per ambire a una valutazione positiva.

Metuant 5/08/16 11:12 - 454 commenti

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Avendo visto e molto apprezzato il cortometraggio dal quale è stato tratto, non posso che confermare l'impressione avuta prima della visione: ottima idea che però in versione lunga non rende affatto, finendo per diventare una pallida stiracchiatura banalizzata dell'originale. D'accordo che la durata fortunatamente non è eccessiva, ma per dilatare neanche tre minuti in un'ora e venti ci vuole ben più talento di quello qui mostrato. Ennesima operazione di mero marketing cinematografico.

Rambo90 9/08/16 22:22 - 6271 commenti

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Da un corto interessante scaturisce un horror senza infamia e senza lode, che non riesce a fare di un'idea promettente una sceneggiatura intrigante, affidandosi per lo più a storie e spaventi già visti. La confezione e la regia sono buone, gli attori discreti ma tutto nello svolgimento è prevedibile e le comparsate del "mostro" (all'inizio spaventose) diventano banali nel finale. Il ritmo comunque è sostenuto e la breve durata aiuta, così che il tutto si fa guardare senza noia o fastidio. La sequenza migliore è quella prima del titolo.

Ryo 11/08/16 01:15 - 2169 commenti

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Basato quasi totalmente su una struttura stra-abusata, più che collaudata, ricco di cliché negli elementi narrativi e nei personaggi. Peccato perché l'idea alla base non era niente male e l'effetto di comparsa e scomparsa della creatura a seconda della luce accesa/spenta funziona ed è alquanto angosciante. Terrificante il trucco della stessa, quando viene inquadrata per l'unica volta in un primo piano agghiacciante. Le uniche emozioni, però, sono date dai telefonati spaventi improvvisi e nulla di più.

Myvincent 19/08/16 08:45 - 2499 commenti

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L'uomo nero ha qui il profilo di una donna malefica che vive solo nel buio ed è sensibile alla luce, anche quella artificiale. Un mito, un archetipo senza tempo che si annida nei nostri meandri qui prende corpo in un racconto "tradizionale" un po' vecchia maniera, con tanto di tonfi improvvisi sonoro-visivi che fanno sobbalzare dalla sedia. Peccato, davvero peccato per il finale affrettato e percentualmente inferiore nel computo globale della trama.

Hackett 17/10/16 07:43 - 1719 commenti

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Tra Boogeyman e The ring, un horror deboluccio e infarcito dei luoghi comuni che negli ultimi anni hanno caratterizzato le pellicole di paura americane e non solo. Giocare col terrore del buio ormai è diventato un cliché abbastanza risaputo e se aggiungiamo al brodo ospedali psichiatrici e famiglie problematiche non miglioriamo certo la situazione...

Daniela 11/10/16 23:07 - 9083 commenti

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Un'amicizia duratura e possessiva quella che lega Diane a Sophie: è vero che la prima è morta, ma basta spengere la luce perché nel buio... Horrorino classico basato su una delle paure più diffuse, dato che tutti l'abbiamo provata, almeno durante l'infanzia, confezionato con una certa cura e recitato discretamente, ma con un vizio che ne compromette molto la riuscita: le apparizione dell'essere, inizialmente spaventose, diventano via via sempre più ripetitive e questo, unito alla prevedibilità degli sviluppi, impedisce al film di andare al di là della routine del genere.

Pumpkh75 21/11/16 14:51 - 1284 commenti

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Siamo dalle parti del classico horror mainstream, un po' patinato e con le usuali entità malevole, eppure qualche jump scare di quelli genuini qua e là fa il suo dignitoso capolino. Non tutto però viene approfondito in maniera omogena (con subplot lasciati al proprio destino) e lascia la brutta impressione che invece di rifinire con il cesello si sia spesso lavorato di accetta. Molto ben fatto il prologo ma desolatamente convenzionale la creatura. Oggi lo guardi, domani lo scordi.

Cotola 30/12/16 13:18 - 7402 commenti

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Onestamente il film ha poco da dire (e si vede vista la breve durata: nemmeno ottanta minuti), ma almeno riesce a dirlo in maniera dignitosa sul piano tecnico e tutto sommato anche su quello attoriale. La storia, va detto, ricicla a destra e a manca da altre pellicole più riuscite e blasonate e non riesce a produrre nessuna idea originale. Anche la tensione è fiacca e i "veri" spaventi arrivano solo in modo meccanico e "puerile". Finale banale e quindi prevedibile. Vedibile.

Rufus68 15/01/17 11:46 - 3008 commenti

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L'horror si è ormai trasferito dal castello gotico e dall'immaginario simbolico europeo nelle periferie americane: passi. E' intollerabile, però, che si sia ridotto a una sequela di goffi trasalimenti operati in uno scenario da luna park (la casa diviene un tunnel della paura col mostro bubusettete); e che il disagio causato dal perturbante profondo sia stato sostituito da malesseri sociali da classe media allo sbando (divorzi, abbandoni: la solita zuppa). Non manca, in tale ennesima disfatta, il bimbo frignone e lamentoso.

Gabigol 28/03/17 15:18 - 409 commenti

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Se l'idea nel corto - la paura del buio - risultava davvero spaventosa nella sua semplicità, qui si cerca di ricamare inutilmente su un contenuto esile che non può coprire neanche l'ora e mezza di visione. La pellicola gira a vuoto a più riprese, inficiata da personaggi di cartapesta e dinamiche ripetitive; neanche il concept della creatura colpisce particolarmente, superati i primi venti minuti. Il film scivola con naturalezza in ogni cliché peggiore del cinema americano e termina senza colpo ferire. Si poteva fare di più, viste le premesse.

Taxius 22/04/17 02:24 - 1643 commenti

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Il corto era un piccolo capolavoro, il lungometraggio purtroppo no. Anzi,m è piuttosto banale, zeppo di luoghi comuni e sa di già visto. Il finale è intuibile da subito e i pochi momenti di tensione non creano tensione; pure gli "scary jump" non funzionano e se non funzionano questi figuriamoci il resto. Non bruto né noioso, anche perché dura piuttosto poco; è semplicemente anonimo e dimenticabile nel giro di 20 minuti. Evitabile.

Galbo 3/07/17 20:00 - 11307 commenti

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E' tratto da un cortometraggio, e si vede ! L'idea iniziale (non malvagia) viene dilatata oltre misura con il risultato di essere inizialmente simpatica e diventare poi stucchevole. Non aiutano i personaggi che non sono il massimo della simpatia. Il lato positivo viene dagli effetti visivi e da una regia personale che dimostra il talento dell'autore. Con una sceneggiatura più "robusta" poteva venirne fuori qualcosa di meglio, così è un pò poco.

Pesten 23/08/18 08:24 - 632 commenti

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La tanto cara paura del buio, riproposta in salsa moderna ma con risultati rivedibili. Gli effetti speciali sono ben fatti, ma il resto purtroppo non decolla. La storia potrebbe anche partire in maniera quasi interessante, ma degli attori non proprio simpatici e barili di retorica sparsa segano subito le gambe alla dinamica del film: la madre alcolico-depressa, la sorella maggiore rocker che poi riscopre il suo animo di brava ragazza-chioccia, il fidanzato bravo e maltrattato. Si può essere old school ma credibili, ditelo al regista.

Belfagor 2/11/18 18:44 - 2620 commenti

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Passare da un cortometraggio a un film non è facile, ma nel complesso questo horror può dirsi riuscito. Se gli spaventi sono relegati alle apparizioni del mostro che dopo un po' si fanno ripetitive (Wan è fra i produttori e si vede), la storia può fare affidamento su protagonisti che, caso raro per il genere, non sono stupidi né odiosi. La durata di 80 minuti aiuta a non disperdere una trama interessante, per quanto esile. L'unica grave pecca è il parallelo con la depressione, che nel finale scade in un messaggio molto discutibile.
MEMORABILE: La genesi di Diana; Il prologo nel quale ricompare la protagonsita del corto.

Pinhead80 21/01/19 13:18 - 3822 commenti

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La paura del buio è innata nell'essere umano, soprattutto quando si è bambini: da qui nasce la curiosità di capire cosa succede in questo film, visto il buon incipit. A conti fatti però c'è poco da stare allegri: c'è più fumo che arrosto. Si arriva ben presto a capire la natura dei disagi vissuti dalla famiglia e gli spaventi diventano troppo simili uno all'altro, così da togliere ben presto l'effetto sorpresa.

Gestarsh99 18/08/19 17:16 - 1309 commenti

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Interrompendo un salutare e apprezzatissimo periodo di latitanza dalle sale, il simulacro epilettico e nerognolo sgusciato via dal vhs di Nakata ritorna - debitamente modificato pro forma - a plagiare, infestare e infettare per la centomillesima volta l'intreccio di una pellicola horror. Il cinema pareva essersene liberato e invece nisba, rieccolo in tutto il suo scomposto emiballismo a segnare il passo fra una babadoocchiata qua e là agli incubi dal mondo delle ombre. Filze di jumpscares gragnolano a dirotto su coltivazioni altrui già da tempo abbandonate. Creepypasticcio vecchio e stracotto.
MEMORABILE: L'orripilante incipit al buio nel deposito coi manichini...

Lupus73 31/05/20 17:18 - 498 commenti

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Ritorna il tema del babau in salsa diversa: un essere che vive nel buio e scompare a luci accese, una sorta di spettro di una ragazzina malata che morì in manicomio. Sicuramente ben confezionato e con buoni (e non eccessivi) SFX, ben interpretato (bella e brava la giovane Palmer), ma nonostante il finale tutt'altro che happy il film non riesce a lasciare quell'impronta necessaria per differenziarsi ed elevarsi dalla media. Se proprio amate queste tematiche la pellicola non è inguardabile, ma Babadook è un po' più interessante.
MEMORABILE: La caratterizzazione della Palmer come metal fan e il poster degli Slayer sul muro (tra gli altri).
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