Brood - La covata malefica

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The brood
Anno: 1979
Genere: horror (colore)
Note: Aka "The brood - La setta".
Numero commenti presenti: 30
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Primo film di Cronenberg a disporre di un cast all'altezza (Samantha Eggar e Oliver Reed non sono certo i primi venuti, anche se poi il vero protagonista è il più modesto Art Hindle) e primo a concedere qualcosa al cinema per le grandi masse (si vedono sangue, violenza e un paio di buoni effetti speciali). Ma l'approccio di Cronenberg resta comunque personalissimo, non immediato e forte di un fascino unico (dato qui anche dall'uso di una fotografia gelida più dei paesaggi canadesi in cui è immersa). La storia, a ben vedere, è semplice e facilmente riconducibile alla visualizzazione di concetti chiari: in THE BROOD Oliver Reed è a capo di una clinica che si occupa di “psicoplasmica”, cioè della esteriorizzazione del dolore: i pazienti...Leggi tutto soffrono e si producono sul corpo piaghe che testimoniano i loro drammi inconsci. Una teoria affascinante, che è poi la sintesi dell'ossessione cronenberghiana per la malattia “impossibile” ricercata regolarmente da cliniche e case di cura misteriose (che appaiono fin dai primi cortometraggi, STEREO e CRIMES OF THE FUTURE). Si ha l'impressione di osservare un film insolito, che si prende tremendamente sul serio anche nell'affrontare sintomatologie e patologie “assurde”. Ma non si tratta propriamente di fantascienza, è più un percorso psicoanalitico tradotto in immagini e a cui viene data una forma di “storia” per risultare fruibile anche da un pubblico di “non eletti”; e così si “normalizza” pur restando comunque interessante, originale. Certo come gran parte dei cosiddetti autori anche Cronenberg indulge in qualche divagazione eccessiva che rallenta il ritmo e in definitiva THE BROOD finisce coll’essere per lunghi tratti piuttosto monotono.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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G.Godardi 23/04/07 04:23 - 950 commenti

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Se non fosse per l'ultimo quarto d'ora, più che un horror sembrerebbe un dramma familiare virato in giallo. Ma nel finale invece arriva la geniale soluzione orrorifica. Psicanalisi, rabbia repressa che si somatizza (o meglio materializza) dando vita ad incubi allucinati: bubboni o tumori se si è fortunati, altrimenti dei veri e propri "figli rabbiosi". Geniale metafora sul divorzio e sulle crisi familiari: chi ci rimette alla fine sono sempre i figli. Come sempre inserito nella tematica cara al regista: le mutazioni del corpo. Da non perdere.
MEMORABILE: Psicoplasmia.

Caesars 4/05/07 09:35 - 2768 commenti

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Quando Cronenberg non godeva ancora di grande considerazione a livello mondiale. "Brood" è un film decisamente originale e realizzato molto bene nel quale si possono trovare tutti i pregi del grande regista. I ritmi lenti e la bellissima ambientazione canadese contribuiscono a rendere affascinante questa pellicola non molto commerciale che merita assolutamente almeno una visione. Buone le interpretazioni di Oliver Reed e Samantha Eggar.

Undying 16/01/08 21:54 - 3839 commenti

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"The Brood" è un valido esempio del significato da attribuire alla metafora popolare (e saggia) che recita: "non tutte le ciambelle riescono con il buco". Eh, sì... perché, pur essendo della partita due validi attori quali Oliver Reed e Samantha Eggar, questa volta il regista sembra fare un lieve passo indietro. Almeno dal punto di vista dello spettacolo, costretto per 3/4 a cedere posto ad un dramma familiare, che sfiora l'horror (in perfetta contaminazione à la Cronenberg) solo sulle memorabili sequenze di chiusura. Impennata che giunge tardi.

Puppigallo 8/02/08 09:44 - 4526 commenti

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Psicanalisi, menti spremute come limoni per far fuoriuscire il succo dei peggiori ricordi…Tutto quì? No di certo, perchè per Cronenberg sarebbe stato troppo poco e ai limiti del banale. E allora, ecco i piccoli mostri (mazzate, e non solo, a destra e a sinistra, senza pietà). Ma nonostante l’essere visionario sia sempre stata la maggior fortuna di questo regista, qui purtroppo non ha molto giovato al film, quasi ridicolizzandolo e proprio nelle scene più forti. Eppure, merita la visione, per la soluzione ipnotica e per un paio di sequenze.
MEMORABILE: Il tizio ossessionato dal sistema linfatico, che si rotola sul pavimento per attivarlo. L’apertura della placenta esterna (puro Cronenberg).

Ghostship 30/05/08 20:29 - 394 commenti

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Horror appartenente alla prima fase della carriera di Cronenberg, nella quale il regista canadese non risultava del tutto maturo ma già rifiutava alcuni clichè tipici del genere che conferivano ai suoi lavori un'originalità difficilmente riscontrabile in altri autori. Questo è un film nato bene in fase di script, recitato da attori di grande carisma capace di generare tensione grazie ad un montaggio sapiente che ben si accorda alla poetica del regista. Forse il primo Cronenberg davvero degno di nota.

Cotola 6/10/09 20:03 - 7630 commenti

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Notevole pellicola cronenberghiana in cui l’orrore si dispiega gradualmente ed arriva a impregnare le “pareti della quotidianità”. La rabbia della protagonista partorisce (letteralmente) dei mostri-bambini (di qui la covata del titolo) che tanti problemi creeranno. A colpire non è solo lo stile, che il canadese aveva mostrato di possedere già nelle pellicole precedenti, ma la capacità di dipanare con grande bravura la matassa narrativa con un crescendo drammaturgico ed emozionale davvero degno di questo nome. Chi non lo conoscesse lo vada a ripescare.

Marcomarco 8/11/09 14:10 - 22 commenti

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Film che riesce a incollare lo spettatore alla sedia durante la visione, ma che lascia anche un senso di inquietudine anche duratura, a visione finita. La protagonista immersa nella sua lucida follia, i bambini-mostro che pur privi di ombelico sono 'vivi', la figura del direttore della clinica, apparentemente 'sano' ma in realtà più fuori di testa dei pazienti, l'ambientazione di parte del film nei boschi (dove si trova la clinica stessa), quindi in un'atmosfera lugubre e tetra, come chi all'interno ci vive: Cronenberg è davvero un grande.
MEMORABILE: La scena finale, costruita per dare spazio ad un possibile The Brood 2.

Rebis 17/01/10 17:20 - 2088 commenti

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Cupo e lapidario, The Brood è l’affinamento stilistico (dopo gli horror ruspanti e romeriani delle origini) e il coerente proseguo della poetica della “carne mutante”: introduce nell’opera del regista l’orizzonte psicoanalitico re-impostando e illuminando le coordinate dell’indagine cronenberghiana sull’asse corpo-psiche. Qui il nucleo familiare originario e l’habitat parentale assumono un ruolo fondamentale nella definizione dell’unità organica e la sua reazione tumorale alle sollecitazioni terapeutiche esprime la meravigliosa aberrazione del potenziale evolutivo. Agghiacciante Samantha Eggar.

Greymouser 28/05/10 09:46 - 1458 commenti

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Non appena Cronenberg è riuscito ad avere un cast decente e qualche dollaro in più, ecco che fa fruttare tutto al massimo per girare un film che costituisce una ideale prima e transitoria "trilogia della carne" insieme a Shivers e a Rabid. L'idea di fondo è suggestiva quanto morbosa, con la donna che diventa ape-regina di un orrendo alveare, e che assedia e minaccia la "normalità" con i suoi parti mostruosi. Allegorico, ma concretamente orribile.

Trivex 13/06/10 10:45 - 1508 commenti

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Esigente, con una prospettiva diversa, straordinaria se parametrata alla normalità cinematografica assimilabile. È un percorso difficile, per il tema e per il suo sviluppo, non sempre facile da gradire. Molto personale nello stile, forse con qualche contenimento eccessivo nella prima parte, se compreso nel messaggio e nelle sue conseguenze, può debordare tranquillamente dal genere nel quale viene compresso. Cronenberg testimonia la rischiosa scelta di trattare storie originali, alla ricerca di un ambizioso riconoscimento. Il riscontro può essere incerto.

Herrkinski 24/03/11 01:41 - 5297 commenti

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Conclusione di un'ideale "trilogia delle mutazioni" settantiana del regista, prima del passaggio agli '80 con l'emblematico Scanners. Cronenberg affina lo stile dei precedenti film e confeziona un prodotto ambizioso, che flirta con la psicanalisi e il dramma familiare, senza dimenticare l'aspetto puramente horror. L'atmosfera invernale canadese è resa con una magnifica fotografia, cupa e gelida, adatta al dramma a tinte fosche; buono il cast tipicamente settantiano. Non c'era modo migliore per chiudere il decennio; imperdibile, per fans e non.

Buiomega71 21/04/11 18:04 - 2298 commenti

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Il miglior Cronenberg della prima ora. Feroce e violento, immerso in un'atmosfera staniante e allucinata. I bimbi mostri sono davvero terrificanti, rabbiosi e sanguinari come poche volte si è visto al cinema: con quei piccoli martelli devastano volti e spaccano teste in scene di una violenza visiva devastante. Il finale, poi, meriterebbe l'oscar dell'horror, tanto è teso e sanguinario. Pura follia carnale cronenberghiana. Curioso come il film finisca allo stesso modo di La maledizione della vedova nera di Dan Curtis, di due anni prima. Capolavoro.
MEMORABILE: La Eggar che addenta il feto; Reed che spara ai piccoli mostri; la maestrina e la suocera di Hindle massacrate a martellate dai mostriciattoli.

Pinhead80 20/04/11 11:31 - 4005 commenti

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La genialità di Cronenberg è indiscutibile così come indiscutibile è l'originalità delle sue storie. Qui si arrivia a un vero e proprio parto di mostri (con metafore annesse e connesse sulla famiglia e sulla sua relativa disgragazione), dopo averci mostrato per più di un'ora di film un (quasi) normale quadro familiare. L'ambientazione canadese e gli interni della clinica fanno gelare il sangue e l'ultimo quarto d'ora è di quelli che non si scordano facilmente.

Matalo! 11/01/12 18:44 - 1368 commenti

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Rimasto nell'immaginario per l'atroce parto della Eggar, il film di Cronenberg è un mainstream deviato; possiede la struttura e la messinscena di un film di tensione secondo i dettami hitchcockiani (e Brood ha diversi richiami ad Hitchcock) con derive personalissime, ovviamente nella messinscena del corpo che muta. Ben diretto e inquietante. Nell'autopsia del "bambino" sono espliciti i richiami a Roswell. Lascia a desiderare in quanto a make up e illustra abbastanza bene lo spirito di un epoca in cui si praticava l'antipsichiatria laingiana.
MEMORABILE: Il "parto" della Eggar: Il paziente "sanguinante" a confronto con Reed.

Hackett 3/03/12 07:56 - 1747 commenti

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Piccolo gioiello di cronenberghiana malattia. The brood contiene tutte le tematiche relative alla mutazione della carne sapientemente unite ai poteri della mente. La rabbia repressa che prende vita raggiunge le vette del concetto horror creato dal regista canadese in un film teso, violento e disturbato. La vicenda è claustofobica, non ha ampio respiro e ruota attorno a pochi personaggi. Il tema della violenza domestica è il motore del male. Notevole.
MEMORABILE: L'omicidio della maestra d'asilo.

Von Leppe 25/03/13 16:19 - 1052 commenti

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Orrore psicosomatico inserito in un dramma familiare. La mostruosità si fa strada lentamente nella pellicola, tanto che all'inizio i delitti sembrano totalmente fuori dal contesto della trama. Tipica storia alla David Cronenberg dove l'orrore nasce dalle affezioni fisiche che creano disgusto, il tutto ambientato nel quotidiano. Protagonista un dottore folle (interpretato da Oliver Reed) che inventa uno strano metodo psicoterapeutico.

Lucius 8/07/13 19:52 - 2819 commenti

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Valido sul versante tecnico, del tutto inverosimile su quello realistico. I feroci ragazzini mordi e fuggi inficiano anche quello che di buono offre il film, ossia una regia del tutto particolare, irregolare ma fascinosa, atemporale e non lineare. Il regista evita accuratamente di cadere nel "commerciale", ma l'eccessiva originalità rende l'opera poco fruibile e soprattutto inverosimile. E, se in alcune pellicole l'eccesso di fantasia può costituire un valore aggiunto, non è questo il caso. La pellicola risulta infatti assai controversa.
MEMORABILE: La donna che azzanna il proprio feto esterno; Il picco di genialità del film.

Daniela 21/04/16 07:52 - 9651 commenti

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Psicologo sperimenta una nuova cura che induce i suoi pazienti ad "esternalizzare" fisicamente le loro turbe mentali sotto forma di pustole, piaghe, escrescenze... Da questo spunto originale prende il via un racconto disturbante in cui C. affronta per la prima volta quel tema della contaminazione della carne che diventerà centrale nel suo cinema e che qui si esplicita in sequenze destinate a imprimersi in maniera indelebile nella memoria, il cui impatto è in questo caso non sminuito ma anzi rafforzato dal contrasto stridente con l'ordinarietà delle ambientazioni.
MEMORABILE: La scena ambientata nella scuola materna; In cammino in tre nella strada innevata; Il "parto" mostruoso

Minitina80 10/01/17 15:55 - 2400 commenti

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Cronenberg si occupa del legame tra psiche e corpo andandoci giù duro e costruendo un film solido come il granito e disturbante a più riprese. Nella prima parte soffre una lentezza di fondo che apparentemente non dà l’idea della profondità con cui affronta l’argomento, ma nella seconda sale di livello e non lesina dettagli raccapriccianti. Asettica e plumbea tanto la fotografia quanto la fredda e nevosa ambientazione canadese, perfette per un tema così delicato come gli effetti di un trauma rilevante.
MEMORABILE: Il feto "esterno".

Vito 1/03/17 04:39 - 665 commenti

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Cupissimo, terrificante, organico, disgustoso... insomma, puro delirio cronenberghiano. La mutazione della carne, l'atmosfera fredda e asettica dove si innesta lo splatter più puro, un body horror abortista con un finale raggelante, incredibile, che colpisce e non si dimentica. Bravi Oliver Reed e Samantha Eggar.

Rufus68 28/11/17 23:18 - 3153 commenti

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Le forze dell'inconscio risalgono alla superficie condensandosi in nuove e tangibili mostruosità. L'animo dell'uomo è malato, sembra dire il regista e la malattia alligna e si propaga come un cancro. Per buona parte del film tale anamnesi morale ed epocale rimane sottesa, imprigionata (volutamente) da un ritmo a bassa tensione; poi le inquietanti premesse esigono lo sfogo in uno dei finali più allucinanti che siano mai stati girati laddove l'orrore fisico diviene simbolo preciso della fine dell'umano. Ottimi Reed e la Eggar.

Myvincent 13/02/18 09:11 - 2604 commenti

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Inizia come un film drammatico che fotografa le difficoltà esistenziali di una famiglia spaccata, poi lentamente si apre come un fiore deforme, disvelando realtà raccapriccianti. Cronenberg insiste nel suo modus operandi trasfigurante in cui le mutazioni e l'alienabilità umana sono il viatico per raccontare l'oscuro che si cela in ognuno di noi. Il cast eccellente (primo fra tutti Oliver Reed) impreziosisce ulteriormente. Grande cinema senza tempo.
MEMORABILE: L'"ape regina" al lavoro, nelle emblematiche sequenze finali.

Fedeerra 21/02/18 02:56 - 468 commenti

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Bello il Canada; con le sue strade innevate, le sue case di legno, il suo cielo plumbeo e il suo freddo da far gelare la pelle. La pelle - l'epidermide - che Cronenberg usa da sempre come infallibile strumento per infierire paure e angosce. Brood è tutto questo, con l'aggiunta di feti amorfi nutriti dalla mente e partoriti dal corpo e di piccoli esseri demoniaci incappucciati da bravi bambini. Violento, sadico e morboso, sicuramente uno dei migliori lavori del regista.

Rambo90 24/08/18 22:57 - 6440 commenti

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Affascinante viaggio nella rabbia e nel rancore da parte di Cronenberg. Lento ma coinvolgente, il film da subito aggancia lo spettatore con un'atmosfera inquietante e morbosa e il mistero che circonda le morti che si susseguono regge fino alla fine. Ottimo il cast, con una spaventosa Eggar e gli adeguati Reed e Hindle. Non c'è molto splatter o effetti particolarmente sanguinolenti, ma il film sa come lasciare una traccia nello spettatore.

Rigoletto 12/12/18 11:10 - 1621 commenti

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Horror dalla statura ampiamente superiore alla media, nel quale Cronenberg va a indagare gli effetti della mente, la pazzia, le fobie e le paranoie. Ne viene fuori un gioiellino di visionarietà distorta, con mostruose creature che uccidono senza pietà. Sulla scena il tutto è affidato alla presenza scenica di Reed e all'ottima prova della Eggar, oltre ad altri buoni attori. Si segnala il doppiaggio di un efficacissimo Renzo Palmer e della Ubaldi.

Gabigol 13/03/19 13:52 - 418 commenti

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Il peggior nemico dell'uomo è se stesso. Nessun lavoro psicoterapeutico potrà mai sanare il putridume dell'inconscio che ribolle silenzioso nella mente. Cronenberg riesce a dare forma ai sentimenti distorti e malati che albergano nel microcosmo familiare sino a tratteggiare un amore autodistruttivo che sfocia nell'esigenza di controllo della prole. Film semplice nella messinscena (comunque impeccabile e fredda) quanto spaventoso nei sottotesti psicologici, prima suggeriti e solamente al termine svelati con un'escalation d'orrore da manuale.
MEMORABILE: Il caos in cucina; Il nonno in preda alla depressione; La chiamata alla maestra; La passeggiata sotto la neve; L'entrata nella baita; Il parto.

Rocchiola 27/03/19 14:05 - 878 commenti

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Il migliore tra i Cronenberg della prima ora. Il soggetto è quello di un dramma familiare condotto però con un piglio selvaggio e visionario che mescola con una certa audacia orrore psicologico e mutazione corporea. Body horror, fantascienza e improvvise esplosioni splatter convivono grazie allo sguardo di un autore in anticipo sui tempi e destinato a cambiare le coordinate del cinema di paura. La fotografia di Irwin e le musiche di Shore sono già un marchio di fabbrica. Unico neo il look dei piccoli assassini, che sembrano dei Teletubbies.
MEMORABILE: Lo scioccante parto finale di Nola; L’escrescenza sul collo dell’ex paziente di Raglan; L’assassinio della nonna; L'assedio finale nella clinica.

Il ferrini 21/09/19 23:59 - 1734 commenti

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Notevole l'idea dei bambini generati dalla rabbia, le scene che li riguardano - nonostante la povertà di mezzi - vanno decisamente a segno. Semplice ma efficace anche la rappresentazione della "psicoplasmia" inventata dallo psichiatra new age. Meno interessante il contesto da dramma familiare in cui è inserita la vicenda, ma il cast (soprattutto la Eggar) è impeccabile nel descriverlo. Regia e montaggio indiscutibili, un Cronenberg un passo avanti rispetto a Rabid e ormai vicino alla consacrazione di Scanners.

Thedude94 6/07/20 16:39 - 616 commenti

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Ottimo film di Crononberg, nudo e crudo come solo lui sa fare, che mette in scena la psicosi di una donna in preda a una rabbia così forte da generare cose orribili. Il cast è all'altezza della buona sceneggiatura, che ha dalla sua una storia interessante, ricca di spunti di riflessione sulla psicologia e sui rapporti tra genitori e figli. Il regista è impeccabile per quanto riguarda le riprese delle scene più difficili da digerire e, come d'abitudine, è in grado perfettamente di disgustare quando si tratta di toccare le parti più intime del corpo umano. Da vedere.

Alex75 20/07/20 13:55 - 688 commenti

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Attraverso un lacerante dramma familiare, che costituisce gran parte del film, lasciando all’orrore puro soltanto una coda breve ma intensa, Cronenberg esplora i lati più oscuri della psiche concretizzandoli in inquietanti, se non mostruose, somatizzazioni. L’invenzione della “psicoplasmia", efficace e non pretestuosa, e le gelide atmosfere canadesi contribuiscono a creare un crescendo di angoscia, acuito anche dalle performance di Reed, solido nella sua imprevedibilità, e soprattutto della Eggar, spaventosa nel suo ruolo di donna trasfigurata dall’odio e dalla rabbia.
MEMORABILE: Gli omicidi in cucina e all’asilo; Le sedute di psicoplasmia; Il malato terminale; L’ultimo parto di Nola; Il braccio di Candice nel finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Rebis • 7/05/19 20:24
    Gestione sicurezza - 4287 interventi
    Pure io, comunque CG mi ha appena confermato che sarà la versione integrale con 35'' aggiuntivi!
  • Homevideo Zender • 8/05/19 07:25
    Consigliere - 43744 interventi
    Ah quindi con sottotitoli nelle parti mancanti... Chiedigli anche se hanno intenzione di ristampare Scanners senza quel cavolo di fuori sync :)
  • Homevideo Rebis • 8/05/19 08:41
    Gestione sicurezza - 4287 interventi
    Ahahaha... proverò ma mi hanno risposto su un post di Facebook. Per Brood comunque mi sembra che le scene reintegrate sono tutte prive di dialogo. Fra l'altro circola già un mux con il doppiaggio storico sul film integrale.
  • Homevideo Zender • 8/05/19 08:44
    Consigliere - 43744 interventi
    Fagli notare che è una vergogna fare uscire un film così. Ah ok grazie allora ho capito di cosa si sta parlando, ecco perché non mi ero accorto che c'erano scene in più.
  • Homevideo Rebis • 8/05/19 11:39
    Gestione sicurezza - 4287 interventi
    Sì, sono tutti dettagli gore...
  • Discussione Il ferrini • 22/09/19 12:21
    Portaborse - 78 interventi
    Undying ebbe a dire:
    Concetto che si manifesta platealmente nell'esibizione della placenta esposta da Samantha Eggar: l'interno che diventa esterno, il (prima) dentro e (ora) fuori.

    Bello il passaggio sulla placenta (l'interno che diventa esterno). Del resto credo che Cronenberg in fondo volesse proprio mostrarci questo; le dinamiche della famiglia media borghese che reprime costantemente istinti violenti verso coniugi, genitori, suoceri. In questo è incredibilmente evocativa la prima morte, in cui si vedono accatastare in cucina tutti oggetti di uso quotidiano: latte, scatolette, succo di frutta, pacchi di pasta. Insomma la famiglia che crolla, sotto il peso della rabbia repressa. Anche le "armi" sono tutte riconducibili alla quotidianità: un martello da cucina, le bocce di vetro con la neve, infine alcuni giocattoli.
  • Discussione Undying • 24/09/19 18:21
    Scrivano - 7630 interventi
    Il perno centrale del film, rivisto giusto un paio di giorni fa dopo anni, è proprio quello. In questo senso, dato il travagliato momento esistenziale del regista, a suo modo Brood può essere considerato quasi un film autobiografico. Ovviamente camuffato in un contesto surreale e a tratti horror...
  • Homevideo Rocchiola • 20/10/19 09:26
    Call center Davinotti - 1154 interventi
    Visonato ieri sera il Bluray Rarovideo-CG. Qualità davvero notevole con immagini pulite, dettagliate e dai colori ben equilibrati. Audio italiano 2.0 potente e chiaro sia nella versione DTS HD che in quella Dolby Digital. Ci sono brevi frammenti sottotitolati e qualche particolare sanguinolento non presente nelle vecchi edizioni in DVD.
  • Musiche Alex75 • 22/07/20 13:47
    Call center Davinotti - 628 interventi
    I temi dei titoli di testa e di coda composti da Howard Shore:

    https://www.youtube.com/watch?v=HoUG1k9zBk0 
  • Discussione Alex75 • 22/07/20 13:56
    Call center Davinotti - 628 interventi
    Ad aumentare il carattere autobiografico del film contribuisce il fatto che Cronenberg (secondo alcune dichiarazioni) avrebbe delineato il personaggio di Nola ricalcandolo su alcune caratteristiche della sua prima moglie.