L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat

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Titolo originale: Arrivée d’un train à La Ciotat
Anno: 1896
Genere: corto/mediometraggio (bianco e nero)
Note: Catalogo Lumière 653. Aka "L'arrivo di un treno nella stazione di La Ciotat". E non "Entrée d'un train en gare de la Ciotat". Esistono due altre versioni, non presenti nel Catalogo, probabilmente girate dallo stesso Louis Lumière al medesimo binario.
Numero commenti presenti: 14

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/09/09 DAL BENEMERITO B. LEGNANI
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B. Legnani 26/09/09 00:00 - 4717 commenti

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Filmato celeberrimo (del quale esistono atre due versioni fuori Catalogo) di un treno in arrivo. Le immagini sono commoventi, con le persone, incuriosite, che possono liberamente (direi quasi inevitabilmente) guardare in macchina. Inquadratura impeccabile. Crea un po' di brividi il pensare cosa è avvenuto dopo, grazie a questo e altri brevi simili film...

Undying 27/09/09 14:41 - 3840 commenti

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Esperimento tecnico-percettivo, tra i primi paletti della cinematografia razionale o documentaristica: insomma dall'altro lato di Georges Méliès che guarda caso, lo stesso anno, ovvero agli albori del cinematografo realizza qualcosa come Un petit diable. Preferendo dunque diavoli, fantasmi, picareschi viaggi sulla Luna che di logico han solo razzi (tutt'altro che scientifici) considero L'arrivée d'un train à La Ciotat il primo e vero esempio di film-documentario, talmente povero e banale da riuscire a infierire sulla vergine e ingenua percezione degli spettatori, stupiti di fronte alla cinenovità.

Ciavazzaro 31/03/10 09:53 - 4762 commenti

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Va conservato, sono d'accordo, come preziosissimo documento storico. Pietra miliare, creato dai padri del cinema, i fratelli Lumière. Come già detto va visto anche solo per il suo valore storico, unico ed irripetibile. L'inizio di una grandissima avventura.

Pigro 22/02/10 09:28 - 7777 commenti

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Vero e proprio reperto archeologico degli albori del cinema, questo cortissimo documentario va premiato con un giudizio "notevole" (per quanto sia forzato riuscire a giudicare le prime opere dei Lumière con parametri attuali) soprattutto per il taglio scelto per l'inquadratura, che dà una potente dinamica alla breve azione grazie al passaggio prospettico del treno da destra a sinistra, che sarà ripreso infinite volte nei film a venire.

Belfagor 7/04/10 23:43 - 2623 commenti

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Ecco una delle particelle elementari del cinema. L'unione fra il treno, simbolo del progresso e la pellicola, la tela che su cui in seguito i migliori registi avrebbero immortalato i loro capolavori. Descriverlo nella sua semplicità è quasi superfluo, vederlo al giorno d'oggi è quasi commovente: in quel minuto di quotidianità nacque l'arte del ventesimo secolo. Cinque pallini imprescindibili.

Galbo 30/04/10 07:25 - 11379 commenti

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Semplicemente una delle pietre miliari degli albori dell'avventura cinematografica. Semplice e nello stesso tempo geniale, rappresenta il primo documentario della storia ed è facile immaginare lo stupore dei primi spettatori rispetto a tale rivoluzione innovativa. Da non perdere.

Harrys 29/05/10 13:08 - 682 commenti

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Agli albori del cinema! Quando ancora non si parlava di cinema (forma artistica con una determinata grammatica e un preciso linguaggio), bensì di cinematografo (luogo in cui avvenivano determinate proiezioni di "stralci di vita"). Il primissimo, storico, spavento per gli ignari spettatori. Un reperto giustamente consegnato alla storia. Una testimonianza dell'ancora incerta direzione che di lì a poco si sarebbe imboccata (documento scientifico vs narrazione creativa), grazie, tra i tanti, alle magie di Méliès e alla sperimentazione di Griffith.

Funesto 17/06/10 21:29 - 525 commenti

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Grazie anche a questo film è stata inventata la settima arte. Una ripresa di una scena di vita quotidiana, con la telecamera fissa che riprende le persone che si affrettano a raggiungere un treno arrivato: tutti guardano in macchina, incuriositi, prima che quest'azione diventasse quella che definiamo gaffe. Il valore storico è mostruoso, anche se, preso per ciò che è, il corto non vale nulla: calza a pennello quindi la definizione "mediocre, ma con un suo (ENORME) perché".
MEMORABILE: La musichetta.

.luke. 8/04/12 10:39 - 89 commenti

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Inutile cercare di giudicare questo cortometraggio con i parametri odierni, il giudizio si basa solo sull'importanza storica della pellicola e da questo punto di vista forse il voto massimo è comunque troppo poco. Fa sorridere pensare che da questo minuto di vita quotidiana siamo giunti ai kolossal. Il treno più famoso del mondo, che dà inizio alla Settima Arte.

Homesick 22/04/12 07:56 - 5737 commenti

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Se non fosse per quegli abiti ottocenteschi, sembrerebbe di trovarsi in una stazione ferroviaria dei giorni nostri: come già ne L'arrivée des congressistes à Neville-sur-Saone, i Lumière sanno descrivere realisticamente una situazione della vita quotidiana (qui, l’arrivo di un treno), soffermandosi sui dettagli dei viaggiatori che salgono o scendono dalla vettura e palesandone gli stati d’animo. E poi il treno sarà immancabile protagonista della stragrande maggioranza di film e telefilm dei secoli successivi...

Panza 26/04/12 14:11 - 1492 commenti

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Fondamentale. Con questo cortometraggio, i Lumière entrano nella leggenda grazie all'invenzione del cinema. In meno di cinquanta secondi vediamo arrivare un treno da lontano, finché non si ferma alla stazione facendo così scendere i passeggeri. Con una semplicità strabiliante, incomincia la lunga storia del cinema...

Ryo 7/03/13 15:40 - 2169 commenti

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In quello che è uno dei più noti corti della storia, si vede una costruzione della scena creata con ottimo equilibrio e dinamicità. Essendo tutti attori non professionisti, si può notare più di uno sguardo verso l'obiettivo, rendendo il cortometraggio simile ad un filmato inconsapevole, che ruba una scena di quotidianità spontanea. Errore: nonostante la brevità della sequenza ci fu uno stralcio di sceneggiatura e di propedeutica. Un valore inestimabile.

Pinhead80 11/05/15 18:02 - 3942 commenti

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L'arrivo del treno alla stazione è un momento di grande attesa. Sia per chi deve salire sul treno, sia per chi sta aspettando che qualcuno a cui si vuole bene scenda. La bellezza di questo corto sta nell'immortalare questo momento rendendo al meglio il movimento del treno, che carica di aspettative lo spettatore dell'epoca e che riesce a stupire ancora oggi. Qui comincia la storia del cinema.

Paulaster 4/05/17 10:28 - 2773 commenti

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A livello temporale arriva dopo, rispetto a L'uscita dalle Officine Lumière, ma ha uno spessore tecnico superiore. Merito dell’inquadratura laterale che dà profondità di campo, senso della velocità del treno e dinamismo grazie all’andirivieni delle persone. Primogenito di ogni sorta di film d’azione di tipo complesso.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione B. Legnani • 29/09/09 12:47
    Consigliere - 13798 interventi
    Undying ebbe a dire:
    Zender ebbe a dire:

    Quando i fratelli Lumière proiettarono a La Ciotat per la prima volta il celebre cortometraggio della locomotiva, l’allora giovane Clyde “Bum-Bum” Davinotti (profugo inglese da poco fuggito dalla madrepatria) era già seduto in prima fila. All’epoca non lo conosceva nessuno, ma quando tutti si spaventarono temendo che il grosso locomotore fumante li investisse per davvero, Bum-Bum intervenne con risolutezza invitando gli spettatori alla calma: “Be quiet”, disse alzandosi fieramente tra il pubblico, “it’s only a movie”. Ci fu un sospiro di sollievo generale e tutti tornarono sereni. Al termine della proiezione furono in molti ad avvicinarglisi chiedendo pareri: il centro dell’attenzione era diventato lui, tanto che i poveri Lumière vennero accantonati in fretta. “Come le è parso?” domandavano tutti. Bum-Bum sorrise con aria saputa: “well, good job”, si pronunciò. “But... yes... only two balls. Sorry”. Si accese repentina una discussione, ma alla fine dovettero tutti convenire col Maestro: “Not so excellent, but with a because”. Nacquero così le prime, mitiche, “due palle” del Davinotti.


    Mi sembra di vederlo, il buon Clyde “Bum-Bum” Davinotti, magari mentre prende appunti con carta e calamaio, a distanza di 10 minuti dalla visione...
    :)


    Ci sono miei coetanei che negli Anni Settanta andavano al cinema col registratore, per dettare in diretta cast, commenti eccetera.
  • Discussione Undying • 29/09/09 12:56
    Scrivano - 7630 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:


    Ci sono miei coetanei che negli Anni Settanta andavano al cinema col registratore, per dettare in diretta cast, commenti eccetera.


    Non faccio fatica a crederci: non c'erano molte altre possibilità di reperire documentazione e materiale sui film.
    Infatti pensare ai primi pionieri divulgatori di testi oggi (purtroppo) dimenticati, mette i brividi addosso.
    Penso, ad esempio, a Teo Mora (Storia del cinema dell'Orrore, 1978) o Demetrio Soare (Il cinema thrilling, 1982) e non faccio fatica e credere che abbiano operato in quella maniera.
    Ultima modifica: 29/09/09 12:57 da Undying
  • Discussione Harrys • 1/04/10 18:04
    Call center Davinotti - 651 interventi
    Ciavazzaro, hai scambiato i Lumiere per i Melies (!)...
  • Discussione Ciavazzaro • 1/04/10 20:41
    Vice capo scrivano - 5599 interventi
    Ho scritto Mèliès ?,non mi stupisce perchè ultimamente vedo sempre cose con Mèliès,quindi posso essermi confuso e aver scritto Mèliès invece di Lumiere,anche se credevo di aver scritto Lumiere.
    Comunque ringrazio chiunque ha corretto il mio commento,perchè non l'avevo notato !!
  • Discussione Matalo! • 9/04/10 19:14
    Call center Davinotti - 620 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Intanto vi ho appiccicato nelle curiosità le immagini della prima sala cinematografica della storia. Immaginatevi pure lì, seduti vicino a nonno Bum Bum Davinotti, che a fine proiezione si alzò come da noto aneddoto contenuto nella storia davinottica.

    Quando i fratelli Lumière proiettarono a La Ciotat per la prima volta il celebre cortometraggio della locomotiva, l’allora giovane Clyde “Bum-Bum” Davinotti (profugo inglese da poco fuggito dalla madrepatria) era già seduto in prima fila. All’epoca non lo conosceva nessuno, ma quando tutti si spaventarono temendo che il grosso locomotore fumante li investisse per davvero, Bum-Bum intervenne con risolutezza invitando gli spettatori alla calma: “Be quiet”, disse alzandosi fieramente tra il pubblico, “it’s only a movie”. Ci fu un sospiro di sollievo generale e tutti tornarono sereni. Al termine della proiezione furono in molti ad avvicinarglisi chiedendo pareri: il centro dell’attenzione era diventato lui, tanto che i poveri Lumière vennero accantonati in fretta. “Come le è parso?” domandavano tutti. Bum-Bum sorrise con aria saputa: “well, good job”, si pronunciò. “But... yes... only two balls. Sorry”. Si accese repentina una discussione, ma alla fine dovettero tutti convenire col Maestro: “Not so excellent, but with a because”. Nacquero così le prime, mitiche, “due palle” del Davinotti.


    beh questi si chiamano problemi emotivi....
  • Discussione Matalo! • 9/04/10 19:15
    Call center Davinotti - 620 interventi
    ...ma Clyde bum bum sapeva che nella sala accanto davano unoo sceriffo extraterrestre molto extra e poco terrestre?
  • Discussione Funesto • 17/06/10 11:04
    Call center Davinotti - 1419 interventi
    Scusate, ma il video visibile sotto i commenti è il corto per intero o solo una parte?
  • Discussione B. Legnani • 17/06/10 20:00
    Consigliere - 13798 interventi
    Funesto ebbe a dire:
    Scusate, ma il video visibile sotto i commenti è il corto per intero o solo una parte?

    Il film dura, se ben ricordo, circa 60 secondi.
  • Discussione Funesto • 17/06/10 20:13
    Call center Davinotti - 1419 interventi
    Tante grazie, allora lo vedo e lo commento...
  • Curiosità Funesto • 17/06/10 21:20
    Call center Davinotti - 1419 interventi
    Come ben si sa, la gente presente alla mostra di questo cortometraggio (trentatrè persone) fuggì impaurita all'arrivo del treno perchè, non avendo mai visto una cosa tale, pensava che il treno andasse contro di loro!