LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ambiziosissimo giallo firmato Tornatore, che sa creare - almeno nella prima mezz'ora - un clima da incubo kafkiano originale e intrigante. Depardieu scappa nel bosco (mentre Morricone lo accompagna con lo stridere di violini impazziti) sotto la pioggia battente e la Polizia lo intercetta: “Chi sei, dove vai, perché non hai con te alcun documento?”. Tradotto al piccolo commissariato di campagna, che diventa set unico dell'intera vicenda, verrà interrogato per tutta la notte dal commissario Roman Polanski ripetendo ogni sorta di contraddizioni e rendendo impossibile la ricostruzione dei fatti. Dice di essere il grande scrittore Onoff e di ricordare poco o niente delle ultime ore; ma siccome c'è di mezzo un morto, su certe cose non si può...Leggi tutto soprassedere facilmente nemmeno di fronte a un grande artista. La sfida tra i due è cominciata: Polanski incalza e alterna l’ammirazione all’irritazione, Depardieu gigioneggia struggendosi a ogni parola e forzando l'eccentricità del suo personaggio. Dove ci vuole portare Tornatore? In testa non ce l'ha chiaro neppure lui, forse. L'importante è creare l'atmosfera, giocare con l'arte dei due grandi attori (Polanski è prima di tutto regista, ma riesce qui quasi a far sfigurare il grosso istrione francese, penalizzato da un ruolo piuttosto insulso), caricare ogni scena di una drammaticità che sfiora spesso il ridicolo. Così se inizialmente ci si lascia coinvolgere, col passare dei minuti ci si accorge della sterile ripetitività della sceneggiatura, pronta a condurci verso un finale assurdo, metafisico e tremendamente pasticciato. Un’opera eccessiva, affascinante ma poi piuttosto deludente.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 28/10/07 00:36 - 4856 commenti

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Un buon film, con momenti ottimi e altri meno riusciti, che sarebbe forse stato un ottimo film se ci avessero messo meno cose. Divertente quando è trasparente: l'orologio alla Bergman, la Biblioteca di Borges, l'atmosfera kafkiana, le simbologìe evidenti, come la trappola. Grande la prima mezzora, poi un calo, un picco con la storia di Biagio Febbraio, un altro calo ed un bel finale. Mi ripeto: un buon film, col passato che torna, ma da cui non si può fuggire. Ammetterlo, svelarlo, fa solo stare meglio. Grandi Polanski e Depardieu.
MEMORABILE: La rivelazione di Biagio Febbraio, la prima autocitazione di Onoff, il candore dei fogli...

Galbo 29/10/07 07:18 - 11541 commenti

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Film molto particolare diretto da un Tornatore che compie un'esercizio di stile davvero notevole. Il lungo interrogatorio a cui è sottoposto uno scrittore da parte di un commissario di polizia è un pretesto per parlare di ambiguità e sottili confini tra realtà ed immaginazione (o sogno). Da apprezzare la bella fotografia notturna che contribuisce non poco al clima irreale e malato di cui il film è impregnato. Accanto ai due bravi protagonisti, da segnalare la buona prova di Sergio Rubini.

Caesars 29/10/07 09:12 - 2862 commenti

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Un film forse non completamente riuscito ma comunque interessante. Parte veramente molto bene con una prima parte intensa che fa sperare addirittura in un ottimo prodotto. Poi c'è un calo abbastanza vistoso che porta comunque ad un finale inaspettato e non banale. Veramente ottimi sia Depardieu che Polanski: la loro interpretazione fa guadagnare almeno mezzo pallino al giudizio finale. Da vedere, buono.

Undying 2/11/07 14:36 - 3836 commenti

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Uno dei migliori film diretti da Tornatore, che riesce a travalicare il cinema d'autore per accarezzare il genere: ispirato da un celebre racconto di Ambrose Bierce (Accadde al ponte di Owl Creek), si addentra all'interno di atmosfere romantiche (e molto tetre) generate dalla ricerca della Verità. Indagine avviata da un'anima "perduta" ed inconsapevole del suo destino (pur a "ritroso"). Ottime scenografie, con pioggia battente ed ambientazioni crepuscolari e notturne, evidente metafora dello "spirito" in pena del protagonista.

Daniela 18/05/09 14:12 - 9958 commenti

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Un po' intriga per l'atmosfera notturna, l'ambientazione decadente ed umida, un po' irrita per un eccesso di simbolismo che finisce per essere didascalico. Se alla fine l'ago della bilancia punta verso il segno positivo, il merito è soprattutto, più che di Depardieu, col suo solito affidarsi al contrasto fra la fisicità prepotente e la fragilità interiore, del fine Polanski, regista che ogni voltà che si è cimentato nella recitazione, al servizio di se stesso o di altri colleghi, ha sempre saputo incidere nella memoria i suoi personaggi.

Cotola 20/05/09 14:45 - 7741 commenti

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A mio parere una grande occasione mancata. L'alone di mistero che pervade il film per tutta la sua durata rende la pellicola estremamente intrigante. Peccato però che alla bella idea di partenza non corrisponda un adeguato svolgimento e una fine adeguata. In ogni caso l'interesse non manca e gli attori fanno una gran bella figura. Essenziali e funzionali allo scopo le scenografie. Meritevole di essere visto nonostante risulti altalenante. Metaforico.

Giacomovie 14/08/09 14:41 - 1359 commenti

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Al suo quarto film Tornatore mostra la maturità per girare con finezze esecutive da grande regista. Realizza un film dall'impostazione formale ragionata e geometrica, con due grandi attori (un concentrato Depardieu ed un coriaceo Polanski) che duellano in modo appassionato. Il risultato dell'operazione è alto, ma rimane circoscritto all'àmbito stilistico. L'interessante spunto da poter dibattere è quello del contrasto tra la proiezione mitizzata dei propri personaggi-idolo e la loro realtà quotidiana. Musiche di Morricone poco presenti. ***

Lythops 12/04/11 07:14 - 980 commenti

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Puro esercizio di stile per ammissione dello stesso regista, è a mio giudizio il film migliore di Tornatore: essenziale, criptico, con due interpreti che depistano di per sé (Depardieu non pare uno scrittore e Polanski non è un attore), con punti di ripresa geniali, la stazione di polizia come punto di smistamento una volta che le anime han preso coscienza di ciò che è accaduto al corpo. È un film disseminato di indizi, di cifre interessanti con la musica (Morricone) intenta a misurare il tempo. Depardieu canta nei titoli di coda.
MEMORABILE: L'espressione di Depardieu quando comprende ciò che gli è accaduto.

Gaussiana 16/04/12 14:37 - 121 commenti

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Grazie a Polanski (il commissario), Depardieu (Onoff) e alle musiche di Morricone, Tornatore gioca sull'ambiguità della memoria e la difficoltà del ricordo mostrandoci l'incubo di un interrogatorio in uno sperduto e fatiscente commissariato di campagna; a causa delle sue contraddizioni Onoff sprofonda in un abisso da cui sembra impossibile uscire puliti. La pioggia che penetra incessante, il bagno sporco, la luce che se ne va creano un'atmosfera cupa su cui grava pesante il fardello del timore di essere davvero colpevoli. Notturna opera riuscita.

Pigro 17/04/12 07:57 - 8219 commenti

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Un’ottima partitura visiva, verbale, ritmica per raccontare la tesissima schermaglia psicologica tra un commissario e uno scrittore sospettato d’omicidio. Un interrogatorio kafkiano in un tempo-spazio sospeso, dai tanti elementi irreali e allusivi (dall’orologio senza lancette alla pioggia penetrante fin dentro al commissariato che sembra un castello da film horror), come presagi (polanskiani?) di un finale raggiunto dopo un sofferto percorso nella memoria. Gli eccellenti protagonisti aggiungono spessore ai forti simbolismi. Metafisico.

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Gugly 21/10/12 12:11 - 1022 commenti

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L'inquilino del terzo piano ha acquistato maturità sino a ottenere un compito molto importante, ovvero quello di mettere le persone di fronte alle proprie contraddizioni; se la persona da svelare ha le fattezze di Depardieu, beh, la storia si rende interessante, seppure tessuta di un simbolismo a volte eccessivo. Buon esercizio di stile che vede primeggiare Polanski (con voce di Leo Gullotta) di fronte all'imponente ma fragile Depardieu (con una recitazione soprattutto "fisica"). La vita è un passaggio...
MEMORABILE: Il corpaccione dolente di Depardieu.

Homesick 19/05/13 17:18 - 5737 commenti

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Puzzle metafisico che tra incubi kafkiani, simbologie, gorghi della memoria e sospensioni oniriche, si compone tassello per tassello in un kammerspiel dialettico sotto la battente pioggia notturna. Gli antagonisti sono due pezzi da novanta come lo scrittore smarrito Depardieu e il commissario psicopompo Polanski – sempre un piacere rivederlo nella veste di grande attore qual è – che Tornatore dirige con lodevole perizia, superando a pieni voti la prova di un’opera poliedrica e insolita per il cinema italiano. Unica pecca la violenza gratuita che irrompe d’un tratto nell’interrogatorio.
MEMORABILE: “Leonardo da Vinci”; il latte in faccia al povero Cimarosa; il segreto del romanzo “Il palazzo delle nove frontiere”; il finale ciclico.

Mutaforme 18/08/13 17:52 - 396 commenti

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Interessante esperimento visivo in cui Polanski e Depardieu interpretano magistralmente un commissario e uno scrittore presunto omicida, riuscendo a dar vita a un film surreale e intrigante. La prima parte del film è davvero notevole, poi l'interesse scema un po' troppo. Il finale tuttavia si rivela sorprendente e non delude. Simbolico.

Nando 10/11/13 12:04 - 3511 commenti

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Tornatore realizza una pellicola complessa, sospesa tra realtà e immaginazione, in cui i dialoghi sono ricercati e le ambientazioni interessanti. Appropriati i due protagonisti, forse penalizzati da un doppiaggio non eccelso. Il ritmo è sempre elevato e le sorprese si susseguono. Menzione per Rubini e Cimarosa.

Luchi78 3/02/14 14:01 - 1521 commenti

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Tornatore tenta la carta del giallo-noir, abbozza uno stile ricercato con i ricordi che si trasformano in un montaggio frenetico di immagini confuse, ma gli eventi che dovrebbero agganciare lo spettatore alla storia stentano a prendere forma; anzi, alla lunga comincia a subentrare una ripetitività preoccupante. Il film si appiattisce, nonostante le interpretazione dei due mostri sacri Depardieu e Polanski, mentre nel finale le interpretazioni metafisiche non soddisfano la lunga attesa. Deludente.

Piero68 14/04/14 09:43 - 2799 commenti

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Visto in cassetta appena uscì lo trovai semplicemente geniale. Rivisto dopo tempo non mi è sembrato poi così straordinario. Forse perché conoscevo già la fine, forse perché ormai il cinema è cambiato. Resta comunque un buon prodotto anche se Polanski attore non mi ha mai convinto troppo. Inspiegabile anche la scelta dei caratteristi: Cimarosa e Di Pinto non hanno per niente la fisicità del ruolo. Di fatto tutto il film è incentrato sullo scambio Depardieu/commissario e se in alcune parti giganteggiano in altre sono troppo sotto tono.
MEMORABILE: Ovviamente il finale e le ultime battute Onoff/commissario.

Vitgar 4/07/14 11:07 - 586 commenti

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Ottimo film ambientato in pratica in una sola stanza e che vive, pertanto, dell'intensità dei dialoghi e del senso interiore del racconto. Un noto scrittore si trova davanti a un commissario di polizia che lo porta a un doloroso rendez-vous con sé stesso e a riconsiderare molti eventi del suo passato. Interpretazioni ottime, grande Polanski, Rubini in un ruolo decentrato ma importante per l'equilibrio del racconto. Grande la canzone finale, sia per musica che per testo, cantata da Depardieu.
MEMORABILE: Le penne che non scrivono.

Stelio 29/03/15 23:57 - 384 commenti

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Sembra un'opera teatrale, questo film scritto con sapiente ispirazione e dotato di una sceneggiatura ricca di dialoghi interessanti. Tornatore sperimenta molto, dall'ambientazione all'evoluzione narrativa, al soggetto che ricorda, per molti versi, i cari racconti di Buzzati. Molto indovinata la scelta di Polanski nel cast, mentre Depardieu (quasi bipolare) è un perfetto antagonista. Il resto è puro stile cinematografico. Capolavoro.

Bizzu 30/07/15 22:00 - 210 commenti

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Devo ancora capacitarmi di come possa essere uscito un brutto film da un soggetto del genere, con questi attori. Si vede chiaramente la mano del peggior Tornatore, che riesce ad ammorbare tutto con una pesante sciatteria. Brutti i volti di contorno, troppa ripetitività e mazzata finale con la puerile "sorpresa" paranormale. Si salva solo la tesa atmosfera iniziale.

Ira72 17/02/17 11:55 - 995 commenti

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Sconsigliato a chi cerchi un film leggero. Al contrario, questo è un lavoro coraggioso, visionario, onirico, teatrale. Originalissimo, di nicchia, o si odia o si ama (personalmente l'ho amato). Dialoghi raffinati e inquadrature audaci si susseguono quasi esclusivamente all'interno di un commissariato fatiscente. Notevoli il cast e la toccante canzone, che consiglio di non perdere ("Ricordare").

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Jdelarge 14/03/17 18:58 - 895 commenti

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Un film che sembra scriversi da solo e forse proprio in ciò risiede il suo difetto. Non ci sono guizzi, non ci sono sorprese e si ha l'impressione di assistere fin dall'inizio a qualcosa di cui si conosce già la fine. Rimane indiscutibilmente interessante la maniera in cui Tornatore filma e orchestra ogni singola sequenza, riuscendo a creare visivamente il triste destino del protagonista, ma nel complesso il film sembra quasi prigioniero di se stesso, proprio come il personaggio interpretato da Depardieu.

Metuant 21/03/18 21:45 - 455 commenti

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Tanto bizzarro ed enigmatico quanto inquietante, sembra più un'opera teatrale che un film (e tale sarebbe anche diventato), magistralmente interpretato dal duo Depardieu-Polanski in una gara di bravura. Non è molto facile capire esattamente tutte la sfaccettature della trama alla prima visione, ma è comunque un gran bel vedere. Un film all'insegna del minimale di classe, da non perdere per i cultori di un certo tipo di cinema.
MEMORABILE: La rivelazione finale.

Ultimo 17/04/17 10:16 - 1425 commenti

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Bel dramma psicologico firmato Tornatore, con una prima parte bellissima (Depardieu sotto la pioggia, il primo interrogatorio, la ricostruzione degli eventi...) e un continuo susseguirsi di realtà e immaginazione (il protagonista non ricorda nulla...). La riuscita del film è dovuta sopratutto all'intesa tra due i grandi attori protagonisti (Depardieu e Polanski), rispettivamente interrogato e commissario. Ottima la location kafkiana nella quale si svolge l'intero film. Finale spiazzante.
MEMORABILE: La scena iniziale.

Il Dandi 10/07/17 23:40 - 1905 commenti

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Solido thriller psicologico che Tornatore dirige come una storia universale (personaggi e situazioni sono talmente archetipiche che si fatica perfino a capire esattamente in che epoca ci si trova) in cui, contrariamente al parere dominante, non ravviso i tratti della vicenda kafkiana, quanto piuttosto dostoevskijana (la colpa e la pena) e pirandelliana (quella dell'interrogatorio condotto dall'anonimo commissario è una ricostruzione soprattutto della "vera" identità del sospettato). Morricone riprende i fasti argentei, attori in stato di grazia.
MEMORABILE: La fuga di Depardieu; La tagliola; Le penne che non scrivono.

Lou 5/12/19 15:15 - 1007 commenti

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Opera pretenziosa ma indubbiamente affascinante, densa di mistero e di atmosfere oniriche inquietanti. La sceneggiatura è di impronta teatrale, molto letteraria ed evocativa e si avvale di due grandi attori che sanno esprimere al meglio la loro personalità complementare. La tensione cresce fino a un finale che chiarisce ma allo stesso tempo confonde e crea disagio.

Hackett 9/01/20 18:24 - 1797 commenti

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Thriller metafisico che non ti aspetti da Tornatore, così abile in genere a raccontare spaccati storico-sociali molto aderenti alla realtà. Invece questa volta il regista stupisce e firma il suo lavoro più originale, creativo e per certi versi più personale. Thriller intimo e "da camera" recitato da due splendidi monumenti del cinema quali Polanski e Depardieu. Da vedere, rivedere per assaporare l'astuzia con la quale la trama si dipana e la finezza della sceneggiatura.

Thedude94 4/08/20 16:37 - 657 commenti

I gusti di Thedude94

Tornatore dirige un'opera molto interessante, che si basa sul conflitto di nervi tra i due protagonisti, un ottimo Depardieu e un inaspettato Polanski, che perennemente in scena regalano momenti di grande recitazione. La bravura del regista sta nel modo in cui inquadra gli attori, sceglie le inquadrature e, nella prima parte soprattutto, nel montaggio molto intrigante. C'è da dire che a un certo punto la ripetività delle azioni risulta un po' pesante, ma la svolta che le stesse assumono nei momenti finali fa sì che sia un ottimo film, sicuramente da vedere.

Pessoa 17/01/21 18:19 - 1435 commenti

I gusti di Pessoa

Film atipico, difficile, la cui location unica da kammerspiel obbliga giocoforza a puntare sulla potenza della sceneggiatura e la bravura dei pochi attori coinvolti. Diciamo che la scommessa risulta vincente, sebbene la lunga durata e il ritmo piuttosto lento non facilitino certo la visione. Il tono da divertissement di lusso lo si capisce fin dalle prime citazioni, cinematografiche e letterarie, per consolidarsi quando ci si rende conto che in realtà non vi sono messaggi nascosti se non un geniale omaggio alla "ars gratia artis" della celluloide, che vale comunque la pena di vedere.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Ruber • 24/11/13 18:50
    Compilatore d’emergenza - 9014 interventi
    Qualcuno sa se nel dvd della cecchi gori ci sono extra?
  • Homevideo Galbo • 25/11/13 05:52
    Consigliere massimo - 3814 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    Qualcuno sa se nel dvd della cecchi gori ci sono extra?

    Commento audio di Giuseppe Tornatore
    Intervista esclusiva
    Biofilmografie
    Trama

    (fonte: dvd-store)
  • Homevideo Ruber • 25/11/13 15:40
    Compilatore d’emergenza - 9014 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    Ruber ebbe a dire:
    Qualcuno sa se nel dvd della cecchi gori ci sono extra?

    Commento audio di Giuseppe Tornatore
    Intervista esclusiva
    Biofilmografie
    Trama

    (fonte: dvd-store)


    Grazie Galbo avevo dimenticato di guardare li, ottimo.