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TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/07/07 DAL BENEMERITO G.GODARDI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 24/07/07
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G.Godardi 4/07/07 18:50 - 950 commenti

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Kowalski, uomo disilluso con un passato da soldato, poliziotto e campione di autobobilismo, intreccia una sfida con la polizia locale mentre deve consegnare un auto. Autentico cult movie on the road, anarchico e nichilista, sulla scia di Easy Rider e anticipatore di Convoy. Sceneggiatura all'osso risaputa e stereotipata ma riscattata dalla buona resa visiva. Contano gli spazi e l'asfalto da percorrere. Piccolo manifesto della controcultura anni 70 e recente riscoperta tarantiniana (per chi non lo conosceva almeno). Finale lirico, tragico e poetico.
MEMORABILE: L'incipit che porta al flashback e il finale.

Blutarsky 18/07/07 17:06 - 353 commenti

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Sarà per gli scenari desertici, per la “bidimensionalità” dei personaggi, per l’uso dei flashback, ma il film mi è sembrato un western con le auto al posto dei cavalli. Il film, nonostante una trama ridotta all’osso, funziona più che egregiamente e si lascia vedere senza mai annoiare, le scene d’azione sono coinvolgenti e ben girate e le splendide location sono sfruttate al meglio. Suggestiva e azzeccata la colonna sonora. Finale amaro ma decisamente appropriato, per questo bel film di genere.

Patrick78 18/01/09 18:15 - 357 commenti

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Cosa avrei dato per essere al fianco di Kowalski a tutta velocità sulla sua Dodge Challenger bianca! Sì, proprio Lei, la Dodge, lo stupendo elemento del film usato come simbolo di ribellione e di fuga. Negli USA è stato incoronato cult movie, in tanti hanno cercato di sfruttare il tema, ma nessuno e ripeto nessuno potrà mai avvicinarsi al fascino che trasmette lo stupendo film di Sarafian. Straordinario senso dell'azione, stupende musiche e un personaggio memorabile sono solo virtù di questo gioiello. Ricordatevi: vederlo è un diritto, amarlo è un dovere.
MEMORABILE: Tutto il film!; La ragazza nuda sulla motocicletta.

R.f.e. 5/08/09 11:47 - 817 commenti

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Meno sessantottino di Easy Rider (film al quale viene spesso paragonato a sproposito), dunque politicamente più "trasversale", anarchico. È forse per questo che all'epoca piacque a un target molto vario (composto anche di spettatori politicamente "di destra", come il sottoscritto) dacché tratta d'amore per la libertà, quella vera, indipendentemente dalla nostra ideologia. Un cult movie assoluto per me, lo adoro. La ragazza nuda sulla moto, chissà poi perché, all'epoca mi sembrò una delle più colossali ficone che avessi mai visto!

Galbo 19/08/09 05:51 - 11549 commenti

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La scommessa di Kowalski di percorrere in automobile il tratto Denver - San Francisco in 15 ore è una metafora del riscatto di un uomo disilluso dalla vita contro le avversità rappresentate dagli incarogniti ed ostici inseguitori. Il film non dice molto altro ma più che la storia in sè conta il modo di raccontarla e sopratutto il contesto (automobili lanciate a tutto gas, spazi aperti e frammenti di vita passata). Probabilmente sopravvalutato, il film ha comunque segnato una profonda frattura con i film del genere precedenti.

Wonka 22/12/09 13:54 - 31 commenti

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Fra le cose più belle, da sottolineare la fotografia ed i paesaggi di quelle stupende terre. Per il resto c'è solo un estenuante inseguimento che si protrae sino alla fine. Tutto il resto per me non funziona: personaggi di contorno, colonna sonora, situazioni senza nesso, le solite stereotipate situazioni hippie. Non so quanto Kowalski si muova spinto più dal dare un senso a quel viaggio o dal fatto che sia sotto effetto di benzedrina. Denver - San Francisco in 15 ore: media di 84 mph (roba da DeLorean). Velleitario.

Karim 16/07/10 17:17 - 22 commenti

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Protagonista assoluta la bellissima Dodge Challenger R/T. Kowalski un bel personaggio, ribelle ma con una sua etica. Efficaci i flashback, stupendi i paesaggi. Inseguimenti mozzafiato, secondi forse solo a quelli di Bullit. Una grande fuga dall'ordine costituito e dall'emarginazione, temi sempre d'attualità anche a quarant'anni di distanza.

Luchi78 7/09/10 18:47 - 1521 commenti

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Per me questo è uno dei migliori film del genere exploitation mai girati: impossibile non innamorarsi della mitica Dodge Challenger, ma anche quel cognome, "Kowalsky", sembra essere scritto per rimanere impresso nella memoria. Anche la qualità registica e la fotografia (con le sterminate ambientazioni desertiche) sono di buon livello. Il clima un po' hippy e dei dialoghi a volte banali non gli rendono giustizia. Finale enigmatico.

Buiomega71 29/03/11 12:40 - 2359 commenti

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Mio assoluto personal cult. Forse il miglior esempio di cinema americano della ribellione post sessantottina e straordinario road movie. Mi esalto ogni qual volta Newman, a bordo della sua mitica Dodge Challenger, sfida chiunque sulle polverose e deserte strade americane. A fare il tifo per lui un dee jay nero e cieco, che pagherà a caro prezzo la sua voce di libertà. Per me molto più incisivo di Easy rider, da accostare ad un altro imprescindibile cult, Interceptor. Sarafian lo metto nell'olimpo dei grandi. Indispensabile e fondamentale.
MEMORABILE: L'irruzione nella stazione radio del deejay cieco; i flashback di Newman quando era in polizia; i bulldozer che sbarrano la strada.

Lupoprezzo 30/03/11 23:33 - 635 commenti

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Fulgido esempio di grindhouse movie, un on the road adrenalitico (anzi benzedrinico) sulla ribellione e sulla voglia di riscatto da parte di un perdente. Qualche inserto di troppo mina pesantemente il ritmo, soprattutto nella parte centrale. Splendidi gli ampi spazi e i paesaggi desertici, abitati da un sottobosco di reietti amichevoli e disponibili. Il protagonista è mitico così come l'amaro finale. Anarchico.

Richard C. Sarafian HA DIRETTO ANCHE...

Gestarsh99 1/05/11 13:08 - 1371 commenti

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Una bianca Dodge Challenger "elaborata", lanciata a folle corsa sui roventi asfalti desertici sud-statunitensi, per rompere le catene oppressive del potere, per fendere le maglie di una società rigida e conformista. Con meno retorica rispetto ad un Easy Rider, pur nella superficialità schematica degli slogan anarchici, strumentali e datati. Come però accade in prospettiva, il punto zero è solo una meta di fuga illusoria, che si allontana man mano che si tenta di avvicinarla: i sogni di libertà sembrano destinati ad infrangersi in eterno contro i "mostri demolitori" della dura realtà.
MEMORABILE: La biondissima neo-Lady Godiva motorizzata; il finale inaspettato.

Mickes2 2/08/11 20:39 - 1668 commenti

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Il messaggio arriva forte e chiaro: Kowalski è un simbolo di ribellione, di chi non vuole sottostare a nessuno, di chi - con arguta furbizia e astuzia – vuole saltare a piè pari alcune limitazioni che le autorità infliggono, in special modo al mondo giovanile. Ribellione e insofferenza sono gli ingredienti principali che spingono il protagonista a sfrecciare per le strade del sud-ovest statunitense, circondato da sostenitori amichevoli e inseguitori molto determinati. Purtroppo la sceneggiatura un po’ annacquata lo limita nel respiro.
MEMORABILE: Il finale.

Fauno 10/11/11 09:48 - 1970 commenti

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Due scene sono fantastiche: la mimetica dell'auto nel deserto e il centauro femminile nudo. Quest'ultima è insuperabile, l'avevo vista solo (e parzialmente) in Sesso a domicilio. Ottimi anche il metodo delle piste indiane e lo stratagemma, oltre al modo selvaggio di vivere, del centauro che lo aiuta alla fine. Gli dò quasi il massimo, visto che Bava ha fatto scuola a Sarafian ma quest'ultimo ispirerà in opere seguenti perfino Polselli e Masi...

Gaussiana 9/05/12 17:45 - 121 commenti

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Film fantastico perché inscena la rivolta non tramite gli scontri politici di quegli anni ma tramite il gesto di ribellione senza regole e senza motivo del folle Kowalski, che ben presto diventa simbolo dell'hippy anarcoide che vuole soltanto fuggire dalla società. Sulla sua bellissima Dodge il protagonista attraversa paesaggi magnifici ed è aiutato da personaggi indimenticabili come il coraggioso speaker nero o gli hippy centauri e nudisti. Buona la regia. Nonostante una certa monotonia è un film da tenere in gran considerazione.

Saintgifts 8/06/13 20:28 - 4098 commenti

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Tutti hanno bisogno di Kowalski; in un qualche modo lo sfruttano, anche quelli che fanno il tifo per lui, soprattutto quelli. SuperSoul ha di che animare la sua trasmissione, gli altri cercano un eroe che per un attimo li faccia sognare, la polizia deve abbattere un rinnegato che sta diventando un simbolo contro il potere. Kowalski è solo, è una vittima e sa cosa deve fare per gabbare tutti. Stupende fotografia e location. Incontri giusti e meno giusti, ma così è la vita. Ottima regia e Newman è perfetto per la parte.

Herrkinski 7/10/13 19:11 - 5518 commenti

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Parte certamente da un assunto di base simile a Easy rider, con cui condivide parecchi elementi; resta comunque uno dei migliori esempi del genere road-movie ed è permeato da una forte carica anarchica, con un deciso attacco alle forze dell'ordine (lo stesso Kowalski è un ex-poliziotto che ha rinnegato la professione). Girato molto bene, con bei campi lunghi a inquadrare i vasti spazi americani e un'ottima resa del senso di velocità della Dodge, vera protagonista del film. Interessanti anche i personaggi di contorno; nel complesso, eccellente.

Giùan 23/04/14 13:11 - 3189 commenti

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Socioculturalmente meno generazionale ma cinematograficamente ben più persistente di Easy rider, rispetto al quale il confronto si propone immediatamente pur se non in maniera strettamente necessaria. Una longevità da accreditare in primis alla linearità dello script di Guillermo Cabrera, in grado di coniugare classicità e allusioni libertarie, ma pure allo stile visivo plasticamente zen di Sarafian. Gli attori (dal magnetico Newman al vecchietto cacciatore di serpenti) incarnano tutti perfettamente la loro funzione "iconizzante". Magnifico viaggio.
MEMORABILE: La hippie nudista in motocicletta; Super soul.

Daniela 22/01/15 10:40 - 9989 commenti

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Vanishing point è il "punto di fuga" prospettico che qui assume valenza metaforica: di Kowalski non conosciamo il nome ma solo brandelli di un passato da lasciare alle spalle, verso un futuro che non esiste. Più anarchico che contestatore, il suo è un viaggio attraverso paesaggi sterminati ed astratti, punteggiato da incontri iconici, accompagnato dalle note scelte da un dj cieco come il destino. Film molto legato al clima del tempo, per certi versi può risultare datato ma conserva ancora molto del fascino che colpì che lo vide per la prima volta allora e si innamorò di Kowalski.

Dega88 22/01/16 23:21 - 15 commenti

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Cult per eccellenza della controcultura americana anni 70 e testa di serie del filone carsploitation; ma oltre a questo è anche la personale fuga di Kowalski da tutte le angherie che la vita gli ha offerto quindi quasi tutto il film è una metafora. A supportare il tutto c'è una splendida fotografia dei polverosi deserti americani, una ottima regia del bravissimo Sarafian e tantissime situazioni weird che ti si stampano indelebilmente nella memoria. Un capolavoro.

Elduende 14/12/18 16:53 - 20 commenti

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Racconto di un'anima veramente libera, Vanishing Point merita il riconoscimento di film cult che gli è sempre stato tributato. È un film di straordinaria bellezza e complessità pur nella linearità della vicenda. Diretto con maestria, caratterizzato da un’ottima sceneggiatura e da una fotografia di altissimo livello. Per non parlare della colonna sonora e della recitazione, sempre all’altezza della situazione. Un film che regala grandissime emozioni.

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Keyser3 7/11/20 23:47 - 178 commenti

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Film di culto se ce n'è uno, gemello minore di Easy rider, ma certamente non meno riuscito, un inno alla libertà, alla ribellione e all'anarchia la cui carica, cinquant'anni dopo, è rimasta pressoché inalterata perché, dopotutto, c'è un po' di Kowalski in ognuno di noi. A fare la differenza non sono tanto gli attori, probabilmente mai così poco rilevanti (lo stesso Newman, al cinema, non avrà grande fortuna), bensì i momenti, i folli inseguimenti con la rombante Challenger, la colonna sonora da sballo. In definitiva, una delle pagine d'exploitation più belle di quegli anni.
MEMORABILE: La motociclista nuda con "Mississipi Queen" in sottofondo.

Kinodrop 15/01/21 19:31 - 1739 commenti

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Kowalski, dal passato turbolento e contraddittorio, vuole coronare la sua voglia di riscatto e il suo istinto libertario, con una sfida on the road che dovrebbe portarlo da Denver a San Francisco in tempo record. Quasi privo di sceneggiatura ma ben sostenuto da una colonna sonora specchio di quegli anni e dalla voce dello speaker che da una radio locale amplifica "la traversata", rimane ancora valido per la corsa tra sterminati spazi e per il messaggio anticonvenzionale e ribelle contrapposto all'ottusità del sistema. Il cast funziona bene, ma la rombante Dodge bianca supera tutti.
MEMORABILE: I consigli e l'aiuto del cacciatore di serpenti; Il pestaggio nella sede della radio; Il finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Ruber • 20/09/13 16:59
    Compilatore d’emergenza - 9018 interventi
    Uscito in br con il titolo italiano:

    http://www.dvd-store.it/DVD/Blu-Ray/ID-26273/Punto-Zero.aspx

    Per chi e amante dei film exploitation e dei road movie un classico imperdibile, e a mio giudizio il miglior film di sempre nel suo genere.
  • Discussione Jax • 21/09/13 15:13
    Galoppino - 52 interventi
    Come road movie dei primi anni settanta molto bello anche "Electra Glide" e "Strada a doppia corsia"...
  • Homevideo Xtron • 23/10/13 16:35
    Servizio caffè - 1849 interventi
    Il bluray 20th Century Fox ha una durata di 1h38m46s (immagine a 1h07m08s)

    Ultima modifica: 23/10/13 17:09 da Zender
  • Curiosità Buiomega71 • 4/04/16 23:18
    Pianificazione e progetti - 22427 interventi
    Inizialmente tra gli interpreti della pellicola figurava anche Charlotte Rampling, nei panni di una ragazza con cui Kowalski faceva all'amore e che rappresentava "la morte". Il suo ruolo fu poi tagliato da Sarafian in moviola.

    Fonte: CIAK, rubrica "Cinema in tivù", febbraio 1991, pg 142
  • Discussione Caesars • 29/05/18 08:53
    Scrivano - 12088 interventi
    In questa pellicola compare anche, non accreditato, Ted Neeley (futuro Gesù nel film di Jewison) alla sua prima partecipazione cinematografica [fonte Imdb]
  • Curiosità Zender • 8/07/20 18:11
    Consigliere - 44129 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

    [img size=350]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/puntozero350.jpg[/img]
  • Discussione Buiomega71 • 8/07/20 19:14
    Pianificazione e progetti - 22427 interventi
    Bellissimo il flano zenderiano di un mio cultissimo generazionale.

    Sono rimasto come un'allocco leggendo il "non è vietato", convintissimo che avesse il divieto ai 14!

    Bel memorabilia comunque.
    Ultima modifica: 8/07/20 19:15 da Buiomega71
  • Discussione Zender • 9/07/20 08:34
    Consigliere - 44129 interventi
    Grazie. Sì, in effetti anch'io credevo avesse il VM14...
  • Discussione Caesars • 9/07/20 19:28
    Scrivano - 12088 interventi
    Anch'io avrei detto fosse uscito V.M.14, invece anche il sito Italiataglia conferma nulla osta senza nessun divieto 
  • Discussione Cotola • 10/07/20 09:31
    Consigliere avanzato - 3654 interventi
    Che spasso le locandine di una volta. Per non parlare delle frasi di lancio: prima hanno distrutto gli indiani, poi i cattivi...adesso tocca a tutti gli altri" Ah ah ah ...Grazie Zender. Flanetto meraviglioso.