Pink Floyd a Pompei

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Pink Floyd live at Pompeii
Anno: 1972
Genere: musicale (colore)
Note: Prima: 2 settembre 1972, Edimburgo (versione corta da un'ora). Prima italiana, con titolo "Pink Floyd a Pompei": 30 aprile 1974 Cinema Mignon, Roma. Prima tv italiana con lo stesso titolo: 11 febbraio 1975 ore 22.30 Secondo canale. Aka "Pink Floyd a Pompei" o "Pink Floyd at Pompeii". Il concerto dura 1h. La director's cut dura 1h30' e comprende, oltre ai 15 minuti di studio footage, molte interviste inedite ai quattro in studio.
Numero commenti presenti: 21
Papiro: cartaceo
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PAPIRO DAVINOTTICO INSERITO IL GIORNO 15/06/07
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Lele Emo 16/06/07 15:46 - 173 commenti

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Magnifico, superiore assoluto, sopra ogni altro concerto filmato di qualsiasi altra band in qualsiasi epoca. Questo è (!) il "delicato suono del tuono". L'apoteosi magistrale della musica moderna. Questo concept, perchè chiamarlo concerto è diminutivo sprezzante, sfiora la grandiosità della musica classica dei pilastri colossali noti anche ai non nati. Magistralmente psichedelico e di una rafinatezza mai più raggiunta da nessuno. Un trip dell'anima sconvolgente che si può amare o odiare, ma che mai potrà essere discusso.

Macigno 6/07/07 14:50 - 25 commenti

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Non si capisce cosa abbia portato il regista Adrian Maben ad inserire, nella inutile Director's cut uscita in dvd, scene spaziali riprese dal telescopio Hubble che con l'opera originale nulla hanno a che vedere. Come rompere l'incanto, in pratica, come spezzare il filo che già i troppi frammenti d'intervista aggiunti rischiavano di interrompere. Live at Pompeii era il fascino del gruppo che suonava nell'anfiteatro deserto, tra il silenzio e il ribollire della lava di Pozzuoli in quelle sovrapposizioni fotografiche rozze ma funzionali. Magico.
MEMORABILE: I capelli al vento di Gilmour durante i vocalizzi della parte conclusiva di Saucerful of Secrets.

ShangaiJoe 12/07/07 21:31 - 32 commenti

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Capolavoro assoluto. Indescrivibile. La prima volta che lo vidi capii che nella mia vita non ci sarebbe stato più nulla all'infuori di loro. L'esecuzione di Echoes è la certezza assoluta dell'esistenza di qualcosa di superiore che ci è concesso solo di intuire, ma che non riusciremo mai ad afferrare. I bending della Stratocaster di Gilmour arrivano fino al cielo e l'assolo a schermo splittato non è altro che la moltiplicazione della perfezione umana. In assoluto la più grande opera musicale mai eseguita nella storia dell'umanità.

Herrkinski 8/08/08 22:06 - 4967 commenti

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Imperdibile esperienza audiovisiva, questo "Live At Pompeii" degli storici Pink Floyd. Oltre all'originalità dell'idea e alla bellezza incredibile delle immagini, si possono gustare alcuni dei più bei pezzi dei Floyd, nel periodo più sperimentale, psichedelico e creativo della loro intera carriera. Volenti o no, questo periodo trasuda ancora l'atmosfera del genio di Syd Barrett e la tetra e sognante schizofrenia musicale della band splende in queste lunghe tracce semi-strumentali, mentre la lava ribolle e la magia riempe l'anfiteatro. Mitico.
MEMORABILE: I riverberi schizodi della Fender torturata da Gilmour seduto per terra, il gong che scroscia sotto i colpi furiosi di Waters.

Matalo! 16/09/08 11:17 - 1368 commenti

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Ecco un ottimo sonnifero per chi soffre d'insonnia. I Pink Floyd sfruttano malissimo le suggestioni della città morta per eccellenza e si lasciano andare ad interviste narcisistiche e francamente inutili; Forse, a parte i soldi, poco a loro interessava. Band interessante anche se sopravvalutata ma con questo film fa un buco nell'acqua. Quando lo vidi c'era lo sconto pensionati: un anziano appoggiato sul palco del cinema Accademia si infuriò perché sperava fosse un film peplum, visto il titolo, e andò via.

Galbo 18/09/08 05:57 - 11314 commenti

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Le rovine della città di Pompei sono una cornice decisamente azzeccata per la musica psichedelica dei Pink Floyd (versione prima parte di carriera) e questo film ne è una bella testimonianza. Certo chi non apprezza la musica del celeberrimo gruppo inglese sarà annoiato dall’esecuzione di brani decisamente non commerciali. I loro tantissimi fans (molti dei quali considerano proprio questa parte del percorso artistico del gruppo quello migliore) ne saranno deliziati anche per il magnifico contesto scenografico.

Bruce 10/02/09 11:38 - 1000 commenti

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Ha il pregio di mostrare la band all'apice creativo, non con un classico concerto ma inquadrandola all’interno del vuoto anfiteatro di Pompei. Fortemente suggestivi sono gli accostamenti tra la musica psichedelica e le immagini delle rovine romane e del Vesuvio. Suoni e paesaggi si fondono con risultati onirici e spettacolari. Straordinario l’avvio con "Echoes" da Meddle.

Nando 21/04/10 16:46 - 3454 commenti

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In un contesto monumentale più unico che raro, il gruppo musicale inglese regala note ed immagini rimaste nella storia. Un suono stridente ed ipnotico che sommato alle rovine della cara Pompei regala un'emozione irripetibile. Siparietti tra i componenti del band, girati in bianco e nero, grande voglia di eseguire musica che rimarrà nel tempo.

Ziovania 30/11/10 13:25 - 337 commenti

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Il regista Maben ambienta una musica atemporale in luogo altrettanto lontano dallo spazio e dal tempo come quello delle rovine di Pompei. Il vecchio anfiteatro romano è allora il luogo ideale per una esibizione in cui è bandito l'elemento "pubblico", quasi a voler simboleggiare un'incontaminata simbiosi di suoni e natura. Quando poi nel missaggio di studio si tenta di capire chi si cela dietro questo sound, nel migliore dei casi da Waters e compagni si ottengono solo delle risposte evasive.

Mdmaster 8/12/10 09:35 - 802 commenti

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Oggi il live a Pompei dei Pink Floyd non ha la stessa valenza che aveva in precedenza, per tanti motivi. Rimane il testamento di un gruppo magico dove la visione superava ogni altra cosa e che, nei momenti migliori, riusciva a fonderla meravigliosamente con la psichedelia (dall'impronta Barrett) e il progressive. Essenziale per ogni fan della band, meno per chi è semplicemente interessato a una carrellata d'immagini con colonna sonora. A pensarci, è un perfetto complemento a The Wall: uno girato all'apice della creatività, l'altro al minimo.

Zender 10/12/10 09:22 - 275 commenti

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I veri fan del gruppo difficilmente non raggiungeranno l'estasi, di fronte a un film che sembra costruito apposta per esaltare la componente più sognante e quasi mistica della musica composta all'epoca da Waters e compagni. Pompei è lo scenario più indicato, la scelta di annullare il pubblico la più naturale quanto innovativa. Di fronte a un gruppo al suo apice compositivo prima della svolta di "Dark Side", a interpretazioni tanto sentite, ogni pretesa di cinema tradizionalmente inteso dovrebbe svanire. Nel caso dei fan, svanisce dopo 3 minuti.
MEMORABILE: Gilmour che intona con Wright i cori di "Celestial voices" (la sezione terminale di "Saucerful of secrets") mentre il vento gli scompiglia i capelli.

Cotola 3/10/11 23:12 - 7404 commenti

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Il “concerto” più strano della storia (senza pubblico) si rivela uno spettacolo unico e raro che delizierà i floydiani della prima ora (mentre non è dato sapere l’effetto su chi non è fan del gruppo londinese). La straordinaria musica, si fonde perfettamente, infatti, con le immagini di Pompei, del Vesuvio, della Solfatara, di Napoli e molto altro ancora. L’effetto è magmatico ed ammaliante, seppure il ritmo è spezzato da alcuni stralci di interviste che lasciano un po’ il tempo che trovano e da immagini “spaziali” (nel director’cut) che c’entrano come il cavolo a merenda.

Lucius 2/11/11 19:59 - 2819 commenti

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Chi si aspetta un concerto tradizionale rimarrà a bocca aperta; trattasi di un'opera audiovisiva sperimentale di grande ingegno che coniuga le musiche psichedeliche dei Pink Floyd con il fascino di un sito archeologico tra i più noti al mondo. Un anfiteatro che evoca la storia e un gruppo musicale che la storia l'ha fatta. E non occorre il pubblico, con una musica così saranno state deliziate anche le anime degli abitanti di Pompei, intrappolate in una sorta di limbo tra l'aldilà e il sito in questione. Meraviglioso viaggio interiore.

Disorder 19/08/13 15:17 - 1408 commenti

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Bella l'idea di far suonare i Pink Floyd nel bel mezzo delle rovine deserte di Pompei, così come quella di sovrapporre alla musica riprese di paesaggi primordiali come quelli della solfatara di Pozzuoli. Lascia un po' perplessi invece il lavoro di montaggio fotografico, dal sapore molto "seventies", a base di sovrapposizioni e sdoppiamenti vari. Le versioni live sono tutte di qualità; forse era il caso di dare spazio a qualche pezzo del primo album (ma qui è più una questione di gusti personali). Consigliato.
MEMORABILE: L'esecuzione di "One of these days" con sole riprese di Nick Mason in azione alla batteria (vennero smarrite tutte le altre registrazioni!).

Samdalmas 11/04/15 17:56 - 302 commenti

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Apoteosi della prima fase dei Pink Floyd, quella più psichedelica e sperimentale. L'idea semplice ma geniale di Maben fu di girare un anti-Woodstock, un concerto senza pubblico tra le rovine di Pompei, con la magia del luogo e la musica spaziale di Gilmour, Waters. Mason e Wright, da lì a poco destinati al grande successo di "Dark side of the moon" (di cui si vedono alcuni spezzoni in studio).
MEMORABILE: L'esecuzione della suite "Echoes" nell'anfiteatro vuoto; I colpi furiosi di Waters al gong.

Modo 7/06/15 00:55 - 816 commenti

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Live decisamente fuori dagli schemi... come lo è la musica lisergica dei Pink Floyd. Per chi li ama in questo periodo, è l'apoteosi. Chitarre psichedeliche a suono continuo e immagini decisamente accecanti. Musica e paesaggio sono veramente ben accostati, un tutt'uno. Non si poteva chiedere di meglio! Rivisto adesso forse è meno d'impatto che un tempo, ma resta un ottimo lavoro.

Jurgen77 21/10/15 08:10 - 630 commenti

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Psichedelico, allucinato... questi solo alcuni aggettivi per definire questo live/film dei Pink Floyd. Se l'idea di girare tra le rovine di Pompei era veramente fantastica, tutto il movie diventa poi difficile da digerire se non sotto l'effetto di qualche allucinogeno. Per i fan della prima ora sarà sicuramente un must, per quelli venuti dopo risulterà un po' ostico...

Il ferrini 21/11/15 02:34 - 1647 commenti

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Non senza difficoltà Adrian Maben riuscì a convincere la band a girare questo film concerto, la cui eccezionalità consiste soprattutto nell'assenza del pubblico. I Pink Floyd, all'apice della loro creatività (stavano registrando "The Dark Side of The Moon"), offrono una performance memorabile, accompagnata efficacemente dalle splendide immagini di Pompeii. Un documento assolutamente da vedere, che consegna alla storia il miglior momento del miglior gruppo rock mai esistito.
MEMORABILE: Il gong suonato da Waters in "A Saucerful of Secrets".

Parsifal68 13/09/16 13:01 - 607 commenti

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Con il live a Pompei del 1972 si chiude idealmente la prima fase della straordinaria carriera dei Pink Floyd, iniziata con la sperimentazione psichedelica e continuata poi con la fase delle grandi suite orchestrali. Concepito prima del leggendario "The dark side of the moon" del 1973, questo concerto senza spettatori incastonato tra le celebri rovine vesuviane è, a mio parere, un gioiello stilistico senza eguali nel quale i quattro musicisti britannici sono all'apice della loro creatività. Assolutamente da vedere.

Samuel1979 1/04/20 08:32 - 469 commenti

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Il live a Pompei è un chiaro inno alla visionarietà pura, in cui i paesaggi incantevoli e desolati ben si adattano alla musica celestiale dei Pink Floyd, qui all'apice della loro carriera. Uno dei momenti più toccanti del concerto è l'esecuzione del brano "Careful With That Axe, Eugene", pezzo sospeso tra sogno e incubo, in cui Waters sembra impazzire.

Alex75 3/04/20 16:24 - 661 commenti

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L’anfiteatro vuoto di Pompei esalta le eteree e al tempo stesso possenti architetture sonore dei Pink Floyd più sperimentali, che qui suggellano la fine della prima fase della loro carriera, offrendo un’esperienza audiovisiva che può portare all’estasi gli “iniziati” e gli spiriti più ricettivi. Per quanto intensi e geniali siano stati anche i loro spettacoli degli anni successivi, forse è qui che Waters, Gilmour, Wright e Mason si avvicinano di più all’Assoluto, se esiste.
MEMORABILE: “A Saucerful of Secrets”, in particolare “Celestial Voices”; Il gong di Waters; Il Vesuvio fumante; Il cane Nobs.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 18/09/17 18:22
    Consigliere - 43808 interventi
    Tra l'altro Nobs è uno dei brani che con Pompei non ha nulla a che fare, l'han girato a Parigi :). Io lo trovai orrendo (già Seamus non mi pace proprio...). Ah splendida la locandina a pennarello, tipo Corazzata Kotionkin!
  • Discussione Poppo • 18/09/17 21:58
    Galoppino - 418 interventi
    Ma veramente ne preparano una quarta versione?
  • Discussione Zender • 19/09/17 07:53
    Consigliere - 43808 interventi
    In che senso una quarta versione?
  • Discussione Poppo • 20/09/17 09:48
    Galoppino - 418 interventi
    Ne parlava Adrian Maben in diverse interviste di inizio anno....
  • Discussione Poppo • 27/09/17 10:10
    Galoppino - 418 interventi
    La prima italiana è stata a ROMA, 30 Aprile 1974 (MILANO E TORINO 10 Maggio), al Cinema Mignon. [fonte il libro citato sopra "PF a Pompei"; altre info da p. 140 in poi, compresa una locandina con la scritta "a Pompei" in italiano]
  • Discussione Zender • 27/09/17 15:04
    Consigliere - 43808 interventi
    Ah una locandina "ufficiale" quindi, non una roba alla Guidobaldo Maria Riccardelli.
  • Discussione Alex75 • 10/04/20 16:54
    Call center Davinotti - 593 interventi
    Per me, pinkfloydiano incallito, questo film è sempre stato un "must", degna chiusura della fase della band che reputo più interessante (soprattutto nella loro dimensione concertistica), pur amando molto anche gli album usciti dopo. Il mio album preferito nel complesso è Atom Heart Mother, anche se da un punto di vista dei contenuti gli preferisco The Dark Side of the Moon e da quello tecnico Wish You Were Here. Su Richard Wright (da cui era partita la discussione), credo che, pur defilato rispetto a Waters e Gilmour, abbia dato un contributo fondamentale nel tessere le trame musicali floydiane (al punto che, nei due dischi della band nei quali non ha suonato, si sente che manca qualcosa).
  • Discussione Zender • 10/04/20 18:06
    Consigliere - 43808 interventi
    Ti do ragione quasi su tutto (io forse preferisco More, anche se Atom è magnifico, e pure Ummagumma). Anche su Wright, pur se io adoro alla follia The final cut e (anche se l'ho sentito troppo) The Wall.
  • Discussione Poppo • 11/04/20 02:35
    Galoppino - 418 interventi
    a questo link una delle locandine storiche italiane https://img.cdandlp.com/2016/09/imgL/118324735.jpg
  • Discussione Zender • 11/04/20 08:26
    Consigliere - 43808 interventi
    Un po' poverella :)