Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Quindici anni prima di FORREST GUMP c'era già chi raccontava la favola dell'idiota di successo arrivando senza troppe metafore alla critica della società americana, schiava della televisione e incapace di distinguere l'intelligenza vera da quella presunta. Peter Sellers è Chance, un giardiniere analfabeta e tardo che, scacciato dal giardino nel quale aveva sempre vissuto senza uscirne, si trova quasi per incanto nella casa di un potentissimo uomo d'affari, il quale lo prende in simpatia e parlandoci non si accorge che i discorsi di Chance sui giardini e le piante non sono complicate metafore sulla realtà economica come possono sembrare ma elementari considerazioni di un uomo che non...Leggi tutto sa scorgere nulla “oltre il giardino”. Nello stesso errore incorreranno praticamente tutti quelli che via via Chance incontrerà, sempre più in alto fino a raggiungere il Presidente degli Stati Uniti. Lontano da l'eroismo hollywoodiano di Tom Hanks/Forrest Gump, il Chance di Peter Sellers vive soprattutto grazie alla straordinaria mimica e spontaneità dell'attore, che offre qui una delle più grandi prove del suo immenso talento. Il film vive su di lui: sulle sue risposte spiazzanti, i suoi silenzi esilaranti, la sua ossessionante natura di teledipendente (prima di perderlo gira sempre con un telecomando in tasca). Non sempre il film funziona, soprattutto per l'eccessiva inverosimiglianza di alcune situazioni, ma se teniamo conto che di commedia “educativa” di impostazione favolistica si tratta, con tanto di finale mistico, si converrà che Hal Ashby ha diretto bene BEING THERE, con un garbo e una leggerezza encomiabili.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 3/04/07 00:26 - 5233 commenti

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Ottimo film, di ineguagliabile finezza (quasi europea, oserei dire), che regala, nella sua ferocissima satira, momenti di umorismo indimenticabile e di gran classe. Si pensi al Presidente degli Stati Uniti che ascolta le “scoperte” fatte sul misterioso Giardiniere o al maggiordomo che in ascensore ride PRIMA che Peter Sellers apra bocca o all’incontro con l’ambasciatore sovietico eccetera eccetera eccetera… Assolutamente imperdibile.

Luchi78 16/11/11 18:16 - 1521 commenti

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Garbatissima commedia dalla feroce satira che solo un grande Peter Sellers poteva interpretare così in punta di piedi. Divertente e sarcastico l'epilogo, ma in generale tutto il film si regge su un clima surreale, quasi a voler dissacrare la classe dirigente americana fino al picco più alto (il presidente e le eminenze grigie alle sue spalle). L'umorismo è quello tipico di Sellers, molto all'inglese, non esilarante ma sottile e spietato. Notevole.

Caesars 17/09/07 15:51 - 3392 commenti

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Peter Sellers ci regala una delle sue migliori interpretazioni: il suo giardiniere Chance è un personaggio difficilmente dimenticabile; ma anche il resto del cast è sicuramente notevole: a cominciare da Shirley McLaine passando per Jack Warden e finendo con Melvin Douglas. A tenere le fila del racconto è un regista, purtroppo prematuramente scomparso, che già in passato aveva sfornato opere degne d'interesse (Harold e Maude e L'ultima corvè su tutte). Da vedere assolutamente.

Galbo 19/09/07 17:20 - 11904 commenti

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Film poco americano nel senso classico del termine, Oltre il giardino parte da una raffinatissima opera letteraria ("Presenze" di Kosinski) adattata al meglio per il cinema dallo stesso autore che ne rispetta lo spirito originario e ne fa una amara parabola delle scalate al potere e una raffinata satira della politica americana (tanto attuale adesso all'epoca dell'impero Bush). Il giardiniere analfabeta che diventa fonte di ispirazione per un ancora più idiota presidente americano è il risultato di una geniale interpretazione del grande Peter Sellers.

Rebis 5/11/07 21:51 - 2193 commenti

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Di una noia perfetta, pura, insopprimibile, il film di Ashby si estingue sotto una regia calligrafica, interpretazioni impeccabili e una fotografia impaginatissima. Umorismo misurato al grammo, pragmaticamente inglese, troppo spesso autistico. Micidiale. Il finale sconsideratamente poetico traduce una satira politica lessa nella beatificazione della demenza. Quando non c’è limite al peggio.

Lovejoy 12/11/08 14:41 - 1824 commenti

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Ultimo vero film interpretato dal grande Peter Sellers (Il successivo film della Pantera Rosa fu rimontato con spezzoni presi da film precedenti). Scritto e diretto splendidamente, con un ritmo esemplare e alcuni momenti memorabili. Cast di lusso, con un Peter Sellers assolutamente strabiliante. Avrebbe meritato almeno la Nomination. Classico.

Pigro 21/04/09 10:06 - 8871 commenti

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Maturo giardiniere tonto, insensibile e analfabeta, mai uscito dalla casa in cui è nato dove si imbottisce solo di tv, è preso per saggio dalla classe politica e economica. Geniale favola morale in cui si amplificano allegoricamente i mali di una società incapace di senso e di verità. L'idiozia dell'ebete ma tenero protagonista (magistralmente intepretato da un favoloso Sellers) piomba nel mezzo dell'aridità dei rapporti umani e del pensiero culturale e politico, che mostrano - quelli sì - tutta la loro idiozia. Malinconicamente graffiante.

Cotola 22/04/09 20:50 - 8403 commenti

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Il film si regge, oltre che su una storia bella ma non originalissima, soprattutto sulla fenomenale intepretazione di Peter Sellers, che costruisce un personaggio che non si dimentica. Umorismo in pieno stile inglese e quindi non proprio per tutti i gusti. Da riscoprire e rivalutare.

Renato 14/09/09 11:01 - 1648 commenti

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Girato decisamente in punta di forchetta, è un film delizioso anche solo per l'interpretazione ammirevolmente misurata del grandissimo Peter Sellers: ho voluto vederlo in inglese proprio per potermela gustare pienamente. Secondo me il ritmo rilassato e qualche momento fuori tono (specie all'inizio, nella scena in cui Sellers esce per la prima volta di casa e la musica rovina decisamente l'effetto) non guastano un ottimo film, elegante fino al sorprendente finale.

Enricottta 14/09/09 19:06 - 507 commenti

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La più bella emozione che questo film mi ha regalato la devo alle mie pratiche "voyeristiche" nei confronti dei miei vicini di poltrona, i quali malcapitati, inconsapevoli cavie, mi regalano espressioni più o meno interessanti e segni di gradimento o disgusto della pellicola che stiamo vedendo. Con "Oltre il giardino" ho raggiunto il climax del mio divertimento guardando le facce imbarazzate di alcuni di loro. Il film è ostico quanto bello, non è scritto per piacere a tutti, ma raggiunge comunque l' attenzione minima. Sellers da oscar, andato invece a Douglas.

Hal Ashby HA DIRETTO ANCHE...

Vstringer 15/03/10 02:53 - 349 commenti

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Tanto Forrest Gump era tenera e ingenua favola, tanto questo film è corrosiva satira della società americana, teledipendente e ossessionata dal sogno/miraggio della purezza e della naturalità, al punto di scambiare le buone regole del giardinaggio con un superiore acume politico. Allo scopo sono perfetti sia l'eccentrico Ashby alla regia, sia l'inglesissimo Sellers, davvero grande nel ruolo del giardiniere stupidotto e impreparato ad affrontare la vita reale. Buono l'apporto dei comprimari, l'incedere non è frenetico e lo humour è apprezzabile.
MEMORABILE: Chance che punta invano il telecomando contro la gang di neri per "cambiare canale".

Saintgifts 4/06/11 22:43 - 4098 commenti

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Anche guardando al significato, fuori metafora, che il film vuole evidenziare (potere, affari, stampa, TV, servizi segreti, tutti spiazzati e rimbambiti davanti a un personagio fuori norma), non riesco a farmi piacere questo lavoro. Troppo paradossale, imbarazzante e quel che più conta, fastidioso, una visione fastidiosa che si porta avanti a fatica. Fastidiosa perché non è stata data al film quell'impronta da vera commedia che, allora, avrebbe strappato risate e divertimento, rendendosi accettabile. Fuori discussione le interpretazioni.
MEMORABILE: Finale assolutamente creato per stupire, ma senza un significato di una certa coerenza.

Belfagor 21/07/12 12:04 - 2658 commenti

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Giardiniere analfabeta e teledipendente, considerato da tutti un fine intellettuale, raggiunge le vette della società americana. Dietro l'apparenza di una commedia dal ritmo pacato e dall'atmosfera rarefatta, una brillante e mordace satira della politica statunitense (ma non solo) incensata di snobismo, sempre pronta a prendere una nuova cantonata. Lo stralunato Sellers è l'interprete ideale dell'ingenuo protagonista. Peccato solo per il finale campato per aria, che stona decisamente con il resto del film.
MEMORABILE: La scena nell'ascensore.

Disorder 6/02/13 22:03 - 1414 commenti

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Eminenza grigia del potere americano, imprenditore di successo, emissario della Cia o agente russo infiltrato? No, solo un giardiniere di mezza età, teledipendente e con evidente ritardo mentale. Davvero un bel film, uno show personale per Peter Sellers, che risulta simpatico e credibile nei panni dell'ingenuo "bambinone" all'involontaria conquista di Washington. Forse il ritmo è un po' troppo lento, ma il film alla fine diverte e non stanca. Buono...

Daniela 21/03/13 14:07 - 11655 commenti

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Beati i poveri di spirito perché loro è il regno dei cieli... o almeno un posto alla Casa Bianca, come suggerisce questa bella parabola, ideale addio al cinema e alla vita di un genio comico suo malgrado. Chance è l'uomo senza passato che può essere chiunque, si esprime con frasi elementari interpretabili come raffinate metafore, si comporta fra i potenti con una semplicità che induce a considerarlo potente a sua volta, insomma è un schermo bianco su cui proiettare ciò che si desidera, in una società basata sulle apparenze in cui la forma è sostanza.

Yamagong 1/11/13 01:25 - 274 commenti

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Piccolo gioiellino cinematografico e palcoscenico d'eccezione per un incommensurabile Sellers, Oltre il giardino è un Forrest Gump decisamente più agrodolce e satirico: è infatti tramite la figura dell'inebetito e telemaniaco giardiniere Chance che viene celebrato l'insulso rituale moderno alla stupidità, a quel vuoto pneumatico così necessario perché chiunque lo possa riempire a proprio piacimento. Spiazza il poetico quanto provocatorio finale. Si sorride amaramente e il film, seppur lento, può contare su un grande cast di comprimari.
MEMORABILE: "La vita è uno stato mentale".

Almicione 2/11/13 01:26 - 765 commenti

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Non amo affatto le pellicole alla Forrest Gump, in cui il protagonista presenta un ritardo mentale e diventa inconsapevolmente una persona nota e famosa incontrando personaggi importanti che hanno speso una vita impegnandosi per raggiungere alti risultati mentre a lui, invece, di punto in bianco tutto va benissimo. L'umorismo ravviva solo a tratti un film perlopiù piatto, privo di un qualcosa di notevole. Buon cast, comunque. A tratti stucchevole, in generale mediocre.

Nando 11/12/13 00:06 - 3654 commenti

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Sorprendente pellicola che mette alla berlina il potere e lo snobismo di certi figuri utilizzando il semplice candore di un maturo giardiniere analfabeta che cavalca con leggerezza il mondo dei potenti. Sellers è intenso e credibile, ma anche il resto degli interpreti non demeritano (anzi, illuminano la scena). Piacevolissimo.

Homesick 25/04/14 16:38 - 5737 commenti

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Sarcastico nella sua satira sul potere dei media per cui anche un povero idiota analfabeta può diventare una star e persino capo di Stato, sa rendersi altresì tenero e intimista, suggerendo come semplicità e franchezza possano infondere serenità allo spirito proprio e altrui; e l’interpretazione di Peter Sellers tiene saldamente questi due capi, disegnando un personaggio irresistibile nel suo olimpico candore. L’accurata fotografia e il décor rievocano scenari da Vecchia Europa, che ben si adattano agli abiti e alla flemma anglosassone dell’enigmatico “Giardiniere”.
MEMORABILE: Il primo impatto con il mondo esterno; l’incontro con il Presidente; l’intervista in tv; le lacrime alla morte dell’amico.

Alex75 15/09/15 09:35 - 788 commenti

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Sottile satira di una certa classe politica e di un’opinione pubblica superficiali e sempre pronte ad affidarsi a “Uomini della Provvidenza”, scambiando la povertà di spirito di un giardiniere illetterato per acume. L’umorismo prettamente verbale del film, con dialoghi basati su equivoci e doppi sensi, dà modo a Sellers di caratterizzare con efficacia il suo personaggio, con un’interpretazione asciutta che corona la sua carriera. Ottimo anche il resto del cast, soprattutto Douglas e la Mc Laine.
MEMORABILE: Chance nei quartieri malfamati di Washington; L’incontro col presidente; Il sorriso di Chance; “Mi rendo conto...”; “L’unica chance è Chance”.

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Bruce 6/06/16 16:51 - 1007 commenti

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Commedia satirica riuscita e attualissima contro la società americana e moderna in generale, sempre più dominata dai mass media e da poteri forti capaci di imporre chiunque al governo del paese, anche il più idiota purché controllabile. Peter Sellers è bravissimo nel ruolo di Chance il giardiniere, quasi un precursore di Forrest Gump, icona dell'uomo semplice che attraversa ogni situazione con la stessa naturalezza e disincanto finendo per conquistare tutti. Notevole.

Paulaster 21/07/16 09:54 - 3699 commenti

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L'apparizione di un alieno (con musiche da 2001 non casuali) in un mondo stereotipato che vive di apparenze. Sceneggiatura che prende in giro la classe dirigente e accattiva il ruolo del diverso come una necessità. Sellers monumentale come oracolo, una recitazione in sottrazione, a suo agio in un'ambientazione in stile inglese (basta vedere la cura dei giardini). Toccante l'ingenuità da ebete ma che sottolinea la mancanza di purezza altrui.
MEMORABILE: La ginnastica di Sellers mentre la MacLaine si masturba; Il telecomando che muove il letto.

Myvincent 15/10/16 07:57 - 3264 commenti

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Il film si regge sulla impareggiabile interpretazione di Peter Sellers (la penultima prima della sua prematura morte) nei panni di un candido e infantile giardiniere privo di malizia che non ha mai conosciuto il mondo al di là di quel suo giardino. Metafora surreale sul classismo d'ogni tempo, insegna quanto ciascuno sia "nudo" di fronte alla morte e quanto la semplicità sia un valore sempre più desueto. Candidatura all'oscar per il protagonista e statuetta per Melvyn Douglas.

Lou 18/10/16 23:56 - 1082 commenti

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Una potente provocazione riferita al mondo della comunicazione, in grado di imporre alla pubblica opinione, incapace di riconoscere la verità, un personaggio creato dal nulla e sul nulla. Il film è costruito sul paradosso di un giardiniere analfabeta (un ottimo Sellers), che diventa suo malgrado un opinionista stimato grazie alle sue semplici parole mutuate dal giardinaggio che vengono interpretate come messaggi metaforici di indirizzo politico. Una bella idea, che però alla lunga diventa pesante, ai limiti dell'imbarazzo.

Il Dandi 11/01/18 00:15 - 1917 commenti

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Fortemente voluto da Peter Sellers (che offre un'interpretazione magistrale e per lui insolita), il vertice poetico di Ashby è rappresentato da questo uomo senza tempo, il giardiniere semi-ritardato che tutti scambiano per saggio: una raffinata commedia degli equivoci (sempre credibili e scanditi da un ritmo flemmatico) che osa (e merita) l'unica vera concessione al surreale definitivo nella celeberrima sequenza finale. Perfino i ciak sbagliati montati sui titoli di coda sono commoventi, oltre che divertenti.
MEMORABILE: L'intercalare "Mi rendo conto" che Chance/Sellers usa di continuo, che ogni volta che viene pronunciato diventa via via sempre più ironico.

Piero68 7/12/18 12:58 - 2881 commenti

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Grottesco oltremisura, è un elogio alle suggestioni più che alla stupidità umana. Le ottime intenzioni si infrangono però sulla pochezza di una sceneggiatura che con lo scorrere della visione diventa ripetitiva e noiosa. 130 minuti sono francamente troppi per un'opera che racconta il "nulla" in ogni senso. Diciamo la verità, se Peter Sellers non avesse sfoderato la miglior prestazione della sua carriera staremmo a parlare di un altro film. Resto del cast ininfluente, tra cui spicca la sola MacLaine. Buona la confezione ma manca il "regalo".

Ultimo 12/12/18 10:07 - 1549 commenti

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Ottimo Peter Sellers assoluto protagonista nei panni di un giardiniere analfabeta malato di televisione che viene considerato un genio dalle alte sfere della società americana. La forza della pellicola è data dall'interpretazione del protagonista, con dialoghi ed espressioni facciali uniche e inimitabili. Si vuole chiaramente criticare la società americana (o per meglio dire la società moderna), densa di superficialità e scarsa attenzione verso il prossimo. Non sempre fila liscio, ma nel complesso è un prodotto davvero notevole.
MEMORABILE: I discorsi sul giardino, ritenuti dal presidente delle metafore riguardo l'andamento dell'economia.

Alex1988 12/02/19 18:56 - 728 commenti

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Hal Ashby, regista praticamente sconosciuto ai più, già autore de L'ultima corvè e Tornando a casa, si trova, stavolta a dirigere un superlativo Peter Sellers qui in un ruolo molto più vicino all'uomo Sellers che non al personaggio. Anticipando di una quindicina d'anni il più blasonato Forrest Gump, ci viene offerta una delicata satira sull'americano medio, anche se parlare di "americano" medio sembrerebbe riduttivo, perché tutta la nostra società potrebbe, in qualche modo, riconoscersi nel personaggio di Sellers. Più che buono.
MEMORABILE: "La vita è uno stato mentale".

Rocchiola 24/03/19 10:08 - 933 commenti

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Un anziano giardiniere semianalfabeta viene scambiato per un saggio da alcuni influenti personaggi politici. Una parabola surreale e vagamente provocatoria che si pone obbiettivi fin troppo ambiziosi. Di certo non ravvivato dalla regia abbastanza piatta di Ashby, il film è tutto nelle mani di un laconico e mesto Sellers alla sua penultima interpretazione. Quasi un precursore di Forrest Gump nella sua scalata del tutto casuale ai vertici del potere politico oppure si tratta di un nuovo messia come suggerito dal finale di evidente matrice evangelica.
MEMORABILE: La prima uscita di Chance per le strade di una Washington sporca e maleducata; Le inutili avance sessuali di Eve; La camminata finale sulle acque.

Samuel1979 9/09/19 20:46 - 520 commenti

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Chance (interpretato da uno straordinario Peter Sellers) è un personaggio fuori dal tempo, privo di qualsiasi sfumatura emotiva, che con i suoi modi ingenui e infantili riesce a cambiare (suo malgrado) la vita delle persone che incontra, mostrandosi solamente in tutta la sua purezza. senza filtri. Rivelatrice è la frase finale, poiché ognuno vede e distorce la realtà a proprio piacimento; evidente la critica alla società americana e in particolare al mondo dello spettacolo.

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Josephtura 8/01/20 12:45 - 187 commenti

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Cos'è il genio? Oltre il cinema, la profezia! Quarant'anni dopo, il film di Ashby sembra sempre più una straordinaria critica e previsione della civilità del futuro. Più di Orwell, senza la violenza di Orwell. Un mondo in cui ignoranti, educati solo dalla tv, attraverso luoghi comuni e slogan si slanciano verso la Presidenza, in questo caso americana. Capolavoro assoluto non solo per la forma ma per la sostanza.
MEMORABILE: Chance domina la città al suono di "Così parlò Zarathustra". Cammina sull'acqua o più semplicemente "sembra" che cammini sull'acqua?

Puppigallo 14/02/22 16:00 - 4911 commenti

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Un Sellers calato nel personaggio è l'arma vincente di questa pellicola, che per essere assorbita nel modo giusto ha bisogno di un aiuto di chi si appresta a seguirla, ovvero scendere mentalmente per un paio d'ore dall'ottovolante impazzito del mondo. È infatti l'unico modo per assuefarsi al non ritmo positivo di una vicenda, che parte da un equivoco vivente e prosegue con i protagonisti che raffinano saggezza da un uomo "semplice" e puro, che ha sempre e solo fatto il giardiniere e da tale si esprime, con concetti sì logici, ma senza alcuna velleità di metafora, o altro. Notevole.
MEMORABILE: La TV, compagna fondamentale; L'odissea nel mondo reale; Il rapporto col ricco malato; "Ho già visto questa cosa che capita alle persone vecchie".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Rocchiola • 6/06/19 08:29
    Call center Davinotti - 1224 interventi
    Finalmente disponibile anche in Bluray acquistabile solo on-line come esclusiva di DVD-Store.it. Il BD marchiato Warner presenta un'immagine un pò più incisiva rispetto al pur buon DVD succitato. Si nota una maggior definizione ed i colori sono un pò meno spenti pur nel contesto di una fotografia decisamente autunnale. Non vi sono imperfezioni e la visione scorre pulita e chiara. Credo che il master utilizzato sia comunque lo stesso dell'edizione in DVD del 2009 che all'estero venne pubblicato già all'epoca anche in BD.
    Questa edizione in HD è la fedele riproduzione del BD Warner americano del 2009. Purtroppo l'audio italiano è pessimo, molto basso e chiuso, difficoltoso da seguire soprattutto nei dialoghi. Per rendersene conto basta passa all'audio inglese durante la visione e si nota la terribile diffirenze di potenza e definizione tra le due tracce audio entrambe dolby digital 2.0.
  • Discussione Raremirko • 20/06/19 22:57
    Addetto riparazione hardware - 3825 interventi
    Un ottimo film studiato al millimetro, con un Sellers memorabile (la MacLaine è una buona spalla).

    E' una variante della rappresentazione del soggetto diverso calato in un mondo per lui nuovo.

    Favolistico, religioso, tecnicamente curato, con finale a sorpresa, è per me il miglior lavoro dell'altalenante Ashby.
  • Discussione B. Legnani • 21/06/19 11:00
    Consigliere - 14613 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    Un ottimo film studiato al millimetro, con un Sellers memorabile (la MacLaine è una buona spalla).

    E' una variante della rappresentazione del soggetto diverso calato in un mondo per lui nuovo.

    Favolistico, religioso, tecnicamente curato, con finale a sorpresa, è per me il miglior lavoro dell'altalenante Ashby.


    Ciao. Una mia curiosità.
    Perché scrivi "religioso"?.
  • Discussione Raremirko • 22/06/19 00:06
    Addetto riparazione hardware - 3825 interventi
    Ciao Legnani, grazie per la chiamata; perchè, come han scritto in rete, si fa proprio di tutto per caratterizzare Sellers proprio come una sorta di Cristo ingenuo.

    Il finale sull'acqua, poi, lo ricorderai...
  • Discussione B. Legnani • 22/06/19 09:27
    Consigliere - 14613 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    Ciao Legnani, grazie per la chiamata; perchè, come han scritto in rete, si fa proprio di tutto per caratterizzare Sellers proprio come una sorta di Cristo ingenuo.

    Il finale sull'acqua, poi, lo ricorderai...



    Sì, certo. Ma gli do, personalmente, una lettura diversa. E' talmente scemo, ma in un mondo di scemi apparentemente non tali (tranne rare eccezioni), che può fare miracoli, in senso del tutto laico (difatti sta diventando Presidente degli USA). Il che viene sottolineato col finale sull'acqua, che ha sì richiami cristiani ma solo come obiettivo esemplificativo a beneficio di noi spettatori, non con intento cristiano.
    Farne un Cristo sarebbe blasfemo.
    Mia opinione, si intende.
    Grazie della risposta.
  • Discussione Raremirko • 22/06/19 22:26
    Addetto riparazione hardware - 3825 interventi
    Per il resto, Sellers ti è piaciuto?
  • Discussione B. Legnani • 23/06/19 21:43
    Consigliere - 14613 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    Per il resto, Sellers ti è piaciuto?

    Eccezionale.
  • Discussione B. Legnani • 26/09/19 17:33
    Consigliere - 14613 interventi
    Il Maestro scrive "Il film vive su di lui: sulle sue risposte piazzati"

    Spiazzanti, credo.
  • Discussione Zender • 26/09/19 17:41
    Pianificazione e progetti - 46023 interventi
    Grazie, sì, questo è il dettatore vocale. Ogni tanto passo i suoi papiri in elettronico col dettatore vocale che si fa prima, ma quello ogni tanto si inventa le parole e non me ne accorgo :)
  • Discussione Caesars • 26/11/21 09:02
    Scrivano - 15755 interventi
    Esistono due versioni dei "titoli di coda" di questo film.
    La prima, quella scelta da Ashby e che era presente nelle copie uscite nei cinema americani dell'epoca, vede Peter Seller provare e riprovare una scena. E' visibile qui.
    Tale versione fu "osteggiata" da Sellers (secondo lui tali "closing credits" avrebbero contribuito a non fargli vincere l'Oscar come miglior attore) e quindi il regista per l'uscita del film in Europa montò una versione diversa (contenente scene di trasmissioni televisive, assai disturbate) che si può vedere qui.
    Il dvd edito da WB (anche in Italia) propone la prima versione (quella con Sellers), mentre (vado a memoria) nelle sale italiane il film uscì con la seconda versione.