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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

A colpire positivamente è la complessa costruzione della storia: si saltabecca tra passato e presente riuscendo sempre a fonderli con mirabili cesure che non spezzano mai l'armonia di fondo, resa leggiadra dalle dolci arie morriconiane (con forti richiami alle epopee di Leone, il cui stile è fortemente ripreso da Tornatore). L’abilità riposta nella composizione di un soggetto ricco di spunti e che si sviluppa celando spesso le risposte per offrirle solo al momento opportuno non è purtroppo sempre corrisposta dalla dovuta sapienza registica: Tornatore gigioneggia eccessivamente, rallenta i ritmi (non a caso la versione internazionale è accorciata di tre quarti d'ora), esagera con i carrelli nel tentativo di dare il più ampio respiro al...Leggi tutto film ottenendo però di smorzarne l'impatto. L'idea del pianista nato e cresciuto sul transatlantico Virginian, che mai vi scende coltivando un assurdo terrore per la vita come la conoscono tutti, ha un innegabile fascino. Così come lo hanno alcuni suoi comportamenti, i quali seguono una logica “illogica” che il protagonista Tim Roth - attore di rango - esprime al meglio con i suoi sguardi trasognati. Grande magnificenza scenografica, fotografia di livello e alta competenza nei fluidi movimenti della mdp. Tornatore è ancora una volta croce e delizia, ma a lasciarsi rapire dai toni lunari che disegnano la figura di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento ci si può commuovere.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/10/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 12/01/12
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Caesars 22/10/07 10:16 - 3080 commenti

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Tornatore riesce a gonfiare il romanzo di Baricco fino a farne un film fiume di quasi tre ore. La lunghezza eccessiva sicuramente limita un po' la godibilità del prodotto che rimane però ad alti livelli anche grazie alla buona interpretazione del cast. Non certo un capolavoro, ma è un buon film.

B. Legnani 19/10/07 21:58 - 5026 commenti

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È vero: forse è assai gonfio di per sè e lo diventa ancora di più se lo si paragona allo smilzo libretto da cui è tratto. Ma le immagini sono levigate, il personaggio è adorabile, molti attori funzionano (quello che funziona meno, però, è Pruitt Taylor Vince, troppo caricato). Un bel film.
MEMORABILE: Il duello musicale è fantastico.

Renato 20/10/07 14:23 - 1648 commenti

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Tremendo. Non nego le capacità registiche di Tornatore perché sarebbe ingiusto nei suoi confronti, ma qui ha proprio toppato come peggio non poteva: un film lungo, noioso e pretenzioso. Certo lo spunto è interessante (il pianista che non è mai sceso dalla nave sin dalla nascita, coi suoi bei simbolismi fin troppo evidenti) ma lo stile para-hollywoodiano del regista finisce ben presto coll'offuscare la materia stessa del film. Tolte una sequenza o due, tempo sprecato.

Galbo 21/10/07 18:17 - 11725 commenti

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Da un bel racconto di Baricco un film che, anche se non privo di difetti (è forse troppo prolisso e a volte autoreferenziale) è capace (cosa non così comune) di emozionare fino alla fine lo spettatore. Il collante emotivo è senza dubbio la musica, vero e proprio alter-ego del protagonista cresciuto tutt'uno con il transatlantico sul quale si esibisce (e scritta per il film da un'ispirato Morricone). Alcune sequenze (il pianoforte che si muove durante la tempesta) sono di grande bellezza ed ottima è la performance di Tim Roth.

Pigro 12/12/08 09:27 - 8558 commenti

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Nato a bordo di una nave, non ne scende mai e ne diventa il pianista ufficiale. Una piccola storia allegorica per un quasi kolossal: l'equilibrio è ben retto da Tornatore, che sa conciliare i diversi aspetti di questa vicenda, mettendo a segno anche alcune scene madri di grande effetto. Ma il problema sta nella storia di Baricco, spocchiosamente carica di metafore e polisemie, al punto da rendere macchinosa e arida una narrazione che avrebbe potuto emozionare e coinvolgere. Uscendo dal cinema si dice "bello", ma alla fine non rimane niente.

Ercardo85 23/12/08 13:34 - 81 commenti

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La scena del duello fra il geniale Jelly Roll Morton e l'accademico e virtuoso Novecento la dice lunga sulla concezione che Tornatore deve avere dell'arte e, di conseguenza, anche del cinema. Film ignobile, manierista e vacuo come uno spot pubblicitario. Il Baricco del cinema insomma.

Ciavazzaro 25/12/08 11:29 - 4770 commenti

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Più che sufficiente. L'idea del pianista nato su una nave, che non riesce mai a staccarsi da lei decidendo di non scendere mai dalla sua casa galeggiante, è un idea interessante. Però qualche perplessità nella sceneggiatura si vede. Più che lodevole il cast.

Tarabas 19/01/09 12:01 - 1809 commenti

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Da un raccontino di poche pagine e ancor minori ragioni di interesse, Tornatore ricava un polpettone interminabile, sofisticatissimo e vaniloquente sullo spaesamento, sulla fuga dal mondo e quindi dalla realtà. Simbolismi a piene mani, tutti fasulli e un'aria da film coltissimo, in verità totalmente vacuo. Inutili virtuosismi non fanno altro che aumentare il fastidio (forse meglio, il mal di mare) per tanta supponenza. Recitazione straniata per Tim Roth. Naufragio.
MEMORABILE: La scena simbolo del nulla di questo film è la sfida pianistica, il cui solo criterio discretivo sembra essere la velocità, ergo il virtuosismo, dei due.

Disorder 8/09/09 10:02 - 1414 commenti

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Come prendere un'idea azzeccata (il pianista che non ha mai messo piede sulla terraferma) e trascinarla per tutto un film con tutti i trucchi del mestiere, flashback compresi. Per di più, girato con pretese kolossal che lo fanno sembrare un Titanic dei poveri. Non che non abbia pregi: le scene con il pianista in azione lasciano il segno, ma il resto non cattura; a tratti poi sembra voler essere un tributo alle origini del jazz, qui mitizzate come solo un appassionato può vederle.
MEMORABILE: L'originale duello, all'ultima nota, dei due pianisti.

Funesto 6/11/09 21:31 - 525 commenti

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Brutto film diretto con fare pretenzioso da un Tornatore poco in forma. In mancanza di un buon ritmo, il film "vanta" pazzesche cadute di stile che vanno dal mostrare scene trashissime (quella del pianoforte che slitta, quella della gara fra Novecento e il messicano) all'inserire dialoghi di inutile e stucchevolissima volgarità (vedi sotto la frase memorabile). Me lo han fatto vedere l'anno scorso a scuola e ho fatto sonni profondi durante la visione. Possiamo tuttavia salvare la bella confezione "platinata" e l'ottima performance di Tim Roth.
MEMORABILE: Novecento da piccolo: < < iN C**O AL REGOLAMENTO! > >. Ce ne sono anche altri di dialoghi così, comunque.

Giuseppe Tornatore HA DIRETTO ANCHE...

Paruzzo 22/11/10 11:29 - 140 commenti

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Ottima trasposizione cinematografica del monologo "Novecento" di Alessandro Baricco. Tim Roth è perfetto nei panni del personaggio principale ma il vero protagonista del film è Ennio Morricone, autore di quella che è forse la sua miglior colonna sonora. Commovente nel finale, è ricco di scene di forte impatto (il pianoforte che "danza" durante la tempesta, la sfida a colpi di musica con l'inventore del jazz) che toccano nell'animo. Da ricordare anche l'ottimo doppiaggio diretto da Barbetti.

Cotola 13/11/10 22:55 - 8102 commenti

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Tornatore gira nel suo solito stile, pomposo e magniloquente ma, come spesso gli accade, privo di una “vera” e “sincera” anima, cosicché alla immagini leccate e belle da un punto di vista visivo, non corrisponde un coinvolgimento emotivo dello spettatore che dimenticherà presto il film ed i suoi pochi momenti positivi ed i troppi negativi (anche la colonna sonora di Morricone in linea con l’andazzo della pellicola). Molto sopravvalutato come d’altronde il piccolo testo teatrale da cui è tratto (dell’imbarazzante e presuntuoso Baricco).

Nando 23/10/11 15:44 - 3591 commenti

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Tratto da un libello di Baricco, il film si mostra pomposo e dotato di un'atmosfera importante, tuttavia appare lievemente prolisso, anche se la colonna sonora è mirabile. Tornatore tende al compiacimento personale ma riesce nell'intento emozionale. Bravo Roth.

Enzus79 29/04/11 16:36 - 2139 commenti

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Il solito Giuseppe Tornatore: coinvolgono i buoni sentimenti, la bravura dei personaggi (Roth su tutti) e le immagini, ma della storia alla fine rimane poco (finale abbastanza scontato). Scene ilari si alternano ad altre serie ed il personaggio di Vince alla fine diventa "pesante" (forse per via del doppiaggio). Nonostante tutto è un film consigliabile.

Giacomovie 8/07/11 02:48 - 1369 commenti

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Non sempre una durata eccessiva costituisce un handicap per la riuscita di un film, ma in questo caso lo è. Il breve monologo "Novecento" di Baricco viene dilatato e diluito al massimo da Tornatore, come se dovesse farne una fiction in due puntate. Questa espansione temporale da un lato gli permette di mostrare meglio e senza limitazioni il suo raffinato senso del cinema, dall'altro appesantisce una bella trama con elementi superflui e stancanti. Comunque la visione riserve interessanti ed edificanti spunti nostalgici.

.luke. 30/03/12 00:17 - 89 commenti

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Dal monologo di Alessandro Baricco, "Novecento", Giuseppe Tornatore dirige un vero e proprio kolossal, che ha proprio nella durata il suo difetto principale, anche se diverse sono le scene di impatto (soprattutto nella prima parte). Rispetto al libro, il film ha il vantaggio di avere una straordinaria colonna sonora del maestro Ennio Morricone, in grande spolvero. Ottimo anche il protagonista Tim Roth.
MEMORABILE: Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla.

Luchi78 5/02/13 13:45 - 1521 commenti

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Innegabilmente affascinante, ma eccessivamente prolisso nella narrazione. Gli elementi buoni ci sono tutti, soprattutto nella fotografia, seppur quasi sempre limitata ad ambienti interni o esterni della nave. Divertente e teso al punto giusto il duello al pianoforte tra Novecento e Jelly Roll Morton, vero picco del film, dopo il quale si discende lentamente e anche qualitativamente verso un finale tirato troppo per le lunghe. Poteva valere molto di più...

Rigoletto 27/06/14 19:29 - 1668 commenti

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Quasi 3 ore di film non sono mai facilmente digeribili e non negherò che l'eccessiva durata finisca per rendere pesante la visione; l'attenzione dello spettatore cala vistosamente e qualche sbuffo vien fuori, anche in considerazione di una storia che si svolge su di una nave, cioè in uno spazio comunque sia delimitato. Quello che invece funziona bene sono Roth e Taylor Vince (strepitosi) e le musiche di Morricone. Tornatore invece, partito da buone intenzioni e belle trovate, cede all'autocompiacimento semi-hollywoodiano.
MEMORABILE: Tutte le volte che si possono gustare le musiche di morricone.

Aal 23/03/15 17:02 - 322 commenti

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La vacuità delle opere di Baricco è senza fine. Un film tratto da un suo scritto non può che soffrire degli stessi difetti; anzi, ne soffre in maniera anche maggiore. Oleografico, prolisso, estenuante, mieloso e storicamente inaccurato: vergognosa la caricatura di Jelly Roll Morton e inverosimile che Max (Pruitt Taylor Vince) suonasse la tromba, negli anni '20, con quello stile. E poi almeno un paio di lezioni di tromba potevano dargliele, prima di fargli girare la scena. Pessimo.

Stelio 29/03/15 23:33 - 384 commenti

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Esordio di Tornatore (dopo il suo primo film "internazionale", Una pura formalità) nel prodotto cinematografico di massa, caratteristica che il soggetto alla base non farebbe sembrare così scontata. Il regista confeziona una delle opere visivamente più straordinarie della sua carriera. Il film è un gran bel vedere, anzitutto per l'ottima scelta di Tim Roth protagonista, ma anche per un girato di gran qualità. Meno ispirato di altri film dell'italiano, in ogni caso molto bello e poetico.

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Lou 15/05/16 23:00 - 1051 commenti

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Produzione ampollosa e patinata in classico stile Tornatore, che snatura il breve e allegorico testo di Baricco. Tutto qui è amplificato ed eccessivo, così il curioso fenomeno di un grande pianista che nasce e cresce su una nave da cui non riuscirà mai a scendere viene enfatizzato al punto da deformare ogni aspetto della realtà. La scena della gara di pianoforte è in tal senso emblematica, oltre che irritante, giocata solo sul virtuosismo e la potenza del suono, anziché sulla capacità interpretativa.

Lythops 25/07/16 19:36 - 980 commenti

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Opera allo stesso tempo semmplice e complessa, in cui si ammira soprattutto la sofisticata realizzazione e il formidabile impegno di tutta la troupe e dei tecnici di post produzione oltre che al professionismo di Roth. C'è solo una certa banalità di dialoghi e concetti, per fortuna non sempre presente. Morricone studia una partitura esemplare soprattutto nei pezzi per pianoforte, difficili, alcuni a quattro mani eseguiti da Gilda Buttà. Senz'altro buono, a volte molto. Film che fa leva su sentimenti immediati. Autocelebrazione altalenante.

Il ferrini 3/06/19 23:18 - 1918 commenti

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Abbastanza fedele al testo, Tornatore aggiunge solo l'abbozzo di una storia d'amore; il film ha molti pregi (fotografia, movimenti di macchina, musiche) e un difetto davvero ingombrante: è troppo lungo. Tagliandone via un terzo - la scena della gente che balla si ripete identica così come i tizi che gridano "America!" e molte altre - sarebbe stata una trasposizione perfetta. Insomma, bastava già Baricco a parlarsi addosso, che sommarci una messa in scena altrettanto ampollosa rischia davvero di far crollare tutto. Nonostante ciò resta un buon film.
MEMORABILE: "In culo il regolamento!"

Victorvega 11/10/20 18:58 - 427 commenti

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Il testo di Baricco, in realtà assai smilzo, si traduce in un film di quasi tre ore: l'allungamento appare giustificato, visto il fatto che più che una semplice storia si racconta di una vita. Bellissime le ricostruzioni, le scene corali. Il problema principale però è dato dalla traduzione per il cinema, problema che ogni regista che si trova a riproporre testi teatrali per il grande schermo è costretto ad affrontare. In ogni caso il film emoziona, e questo deve fare. Ottimo il cast e bellissima la sottolineatura musicale del Maestro Morricone.

Daniela 1/06/21 10:40 - 10907 commenti

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Rinvenuto neonato sulla stiva di un transatlantico, il protagonista trascorre tutta la sua vita a bordo diventando il pianista della nave anche se la sua bravura gli garantirebbe fama e ricchezza ua volta sceso a terra... Ispirato a un sopravvalutato racconto breve di Baricco, un altrettanto sopravvalutato film ipertrofico nella durate e ridondante nei contenuti i cui innegabili pregi visivi non compensano del tutto gli eccessi della ost di Morricone né quelli dell'interpretazione nevrotica di Roth. Da vedere, ma mettendo in conto uggia e irritazione oltre agli incanti.
MEMORABILE: La gara tra i due pianisti.

Paulaster 24/11/21 10:10 - 3364 commenti

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Orfanello non scenderà mai dalla nave dove è stato trovato e ne diverrà il pianista. Racconto favolistico in tre tronconi: musicale, sentimentale e reale, poteva concludersi tranquillamente dopo il primo. Sfarzoso come kolossal, confezione curata anche se a livello emotivo coinvolge solo nella gara d’abilità. Roth è il fanciullino in stile Pinocchio inghiottito dal transatlantico e le ultime variazioni con la ragazza padovana e l’esplosione sembrano slegate dagli intenti iniziali. Anche le musiche di Morricone non appaiono stavolta centrate.
MEMORABILE: Il piano che fluttua a causa dell’oceano; La sigaretta accesa con le corde del piano.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione B. Legnani • 10/12/19 13:19
    Consigliere - 14376 interventi
    Uscito da poco in Cina. In un mese incassa 20 milioni di dollari (fonte: Vincenzo Munno).