Il tagliagole

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Le boucher
Anno: 1969
Genere: thriller (colore)
Numero commenti presenti: 22
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Undying 13/04/09 10:20 - 3840 commenti

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In una "tranquilla" cittadina francese un sadico (Jeanne Yanne) si aggira, nascosto dietro la facciata di piccolo borghese, con il discutibile vizio di tagliar gole alle proprie vittime. E' un mostro, certo, ma anche lui ha un suo fascino e infatti ruba il cuore di una direttrice di scuola (Stephane Audran). Modesta regia di Chabrol, artista altrove decisamente più apprezzabile e interessante. La pellicola si perde dietro la performance (notevole, ma anche stucchevole) del protagonista principale rinunciando a qualunque svolta imprevedibile e/o a una direzione più brillante e meno statica.

Daniela 9/07/09 17:03 - 9385 commenti

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In un paesino della provincia francese, l'amicizia schiva della maestra della scuola e del macellaio entra in crisi quanto lei lo sospetta di essere il responsabile dell'assassinio di alcune giovani donne. Chabrol prosciuga la vicenda, riducendola ai minimi termini (intravediamo solo il corpo di una delle vittime) ed affidandosi soprattutto ai volti dei due protagonisti, ma quello che guadagna in eleganza perde in sostanza, per cui resta un senso di incompiutezza ed il film appare sbrigativo soprattutto nel finale, pur raggiungendo i canonici 90 minuti.
MEMORABILE: Il cosciotto di agnello, offerto come fosse un mazzo di fiori

Daidae 10/05/10 00:22 - 2738 commenti

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Più che passabile questo thriller psicologico tipicamente francese: dai (bellissimi) paesaggi a una certa raffinatezza che difficilmente troverete in altri prodotti. Buona la prova del cast. Film non eccezionale ma che merita sicuramente una visione.

Cotola 17/06/11 17:33 - 7517 commenti

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Tra i meno conosciuti, citati ed apprezzati lavori di Chabrol e di sicuro tra i più sottovalutati. Invece è un bellissimo film che parte con la splendida e lunga scena del banchetto di nozze, proseguendo poi mirabilmente nella descrizione della piccola provincia francese, il tutto condito con pallide coloriture "gialle". Alcune scene sono ammalianti (quella nelle grotte) e ho trovato la parte finale molto intensa e con una buona dose di tensione. Chiaramente chi cerca un thriller mozzafiato puro e semplice, deve rivolgersi altrove.
MEMORABILE: Il banchetto di nozze; la gita alle grotte; la Audran che scopre di non aver chiuso la porta e i minuti che seguono.

Giùan 12/10/11 16:00 - 2988 commenti

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Senza dubbio unu degli Chabrol più morbosi di sempre. C'è, rispetto ad altri thriller decisamente più entomologici del Maestro francese, una carica di crudele partecipazione che me lo ha reso sempre caro. Il fil rouge che lega il banchetto di nozze iniziale alla grandguignolesca escalation del serial killer è spietatamente ironico. A far da contrappunto poi, una storia d'amour fou angosciosa e inquietante, malata eppur attraente tra Jean Yanne, a cui la parte calza come un gancio appeso alla collottola e la solita fremente glacialità di Stephan Audran.

Ciavazzaro 14/01/12 23:49 - 4762 commenti

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Interessante. Notevole coppia quella della Audran maestra e Yanne serial-killer, ottima l'atmosfera e l'inquietudine di fondo della provincia apparentemente tranquilla e ospitale ma che può nascondere anche orrori (come il killer protagonista). Molto bella la parte finale in cui questa curiosa storia d'amore raggiunge il culmine fino a un finale glaciale e triste (vedi l'ultima solitaria e triste inquadratura).
MEMORABILE: Lo sguardo della Audran nel finale; La scoperta del cadavere durante la gita scolastica.

Buiomega71 1/08/12 00:18 - 2262 commenti

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Ironico, realistico, cinico e sinuoso thriller d'amore, dove Chabrol sogghigna beato mostrando i sentimenti della provincia francese. Una maestrina hitchcockianamente frigida, un macellaio galante, gentile e con l'hobby di massacrare ragazze. Amore platonico, complicità silenti, pre finale nella scuola da puro thriller serrato che farà scuola, il tutto sottolineato dalle ipnotiche musiche di Pierre Jansen. Meno pregnante de L'amico di famiglia, ma chabroliano fino al midollo. Bellissimo il finale notturno e quasi allucinato. Denso come il sangue.
MEMORABILE: La bambina dice: "Piove rosso" e il sangue le cola sul panino e sul viso, sopra il costone una mano insanguinata. Scena degna del miglior Fulci.

Belfagor 14/11/12 21:28 - 2623 commenti

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La relazione fra una maestra e il macellaio di un paesino di provincia si tinge di giallo in seguito a una serie di omicidi. Ottimo thriller che parte con l'ottima sequenza di un banchetto nuziale per poi mostrare senza fretta l'evoluzione del rapporto fra i due protagonisti e le sfumature sempre più morbose che acquisisce. Nello stle del miglior Chabrol, è uno sguardo di pacata crudeltà sulla borghesia francese, ma al contempo una tormentata storia d'amore. Elegante, freddo e discreto. Splendida la Audran.
MEMORABILE: La gita scolastica.

Il Gobbo 8/11/12 15:45 - 3011 commenti

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Non tutti nella capitale sbocciano i fiori del male. Ma più che un vero thriller questo è in fondo un melò trattenuto, la storia di un amour fou fra lui che sublima e lei che reprime, raccontato con molto understatement e molti sottintesi, a rischio nel finale di sfociare quasi nello svolazzo astratto (la bella trovata dell'ascensore). Quando deve comunque ricorrere agli stilemi del genere per incanalare la storia verso la conclusione Chabrol come sempre va un po' a ramengo (la vernice, il cassetto... ) Protagonisti perfetti.

Mco 7/06/13 16:13 - 2150 commenti

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La maestra di un paesino della provincia è avvicinata da un macellaio del posto, che ne anela le attenzioni, ma lei recalcitra. Nel frattanto alcuni efferati delitti sconvolgono la quiete di quei luoghi e la donna comincia ad aver timore. Un ritratto delizioso nella sua morbosità espansa che divide di netto (come l'atto di un bravo macellaio) la purezza degli alunni e la realtà insidiosa (il quid perturbante), che aspetta loro al suono della campanella. La Audran sa sedurre pur mostrando al massimo una gonna appena sopra le ginocchia.
MEMORABILE: La gita fuori porta con gli studenti.

Digital 7/10/13 22:12 - 1119 commenti

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Thriller intimista che non cede nemmeno per un secondo a facili spettacolarizzazioni ma che al contrario predilige scavare nella psiche dei personaggi, questi ultimi ottimamente calati nei rispettivi ruoli, da un glaciale Yanne killer, alla graziosa maestra Audran. Di sangue ne scorre poco e il ritmo tende a non essere dei più vivaci; malgrado ciò, resta un più che valido affresco di tutti quei piccoli paesi di provincia tra le cui fila, talvolta, si celano insospettabili mostri.

Mickes2 1/09/13 18:45 - 1668 commenti

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Thriller melodrammatico che affonda nel minimalismo di una realtà quotidiana di provincia in cui si innesta sinuosamente una storia del classico amour fou, stilema della nouvelle vague affrontato e solcato in profondità in molte opere. Non è il caso de "Il tagliagole", che tuttavia gioca a carte scoperte quasi fin dal principio - e bene - in favore di un intimismo e un romanticismo platonico (la splendida Audran) e glaciale (il reietto, compulsivo Yanne) avvolti in una spirale di suspense hitchcockiana e delicata morbosità. Un buon film.

Liv 16/01/17 10:33 - 237 commenti

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Chabrol interpreta Hitchcock alla francese. L'insieme è ben architettato ma non mi convince. In primo luogo non si capisce che rapporto ci sia fra l'ambiguo macellaio (un sornione Jean Yanne) e l'algida maestra del paese (una Stéphane Audran seducente e antipatica). Si capisce che le cose finiranno male. La vicenda si dipana lenta, rarefatta e ambigua oltre le intenzioni, fino all'intenso finale.
MEMORABILE: La carne bovina del macellaio e quella umana che gronda sangue sulle bambine della scuola.

Myvincent 16/11/17 07:54 - 2549 commenti

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Chabrol al solito "descrive" un giallo, puntando sulle motivazioni di un omicida e immergendo la storia nella quotidianità più consueta. Non importa tanto chi è l'assassino, ma perché lo è, in sintesi. I paesaggi e i rituali della provincia francese hanno i volti dei protagonisti, i cui occhi increduli consumeranno un racconto d'amore impossibile. Il mistero si consuma nelle pieghe dell'animo umano.

Kinodrop 5/05/18 18:26 - 1498 commenti

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Un'affascinante ed elegante maestra di scuola e un grossolano macellaio dall'ambiguo passato si frequentano proprio nel momento in cui una serie di misteriosi delitti turba il quieto vivere di un paesino francese da cartolina. Chabrol diluisce l'elemento thriller in una chiave psicologica piuttosto abbozzata perdendosi nel tratteggiare - anche se con una certa raffinatezza - lo stop and go delle vicende e affrettandosi verso un finale melodrammatico e sospeso. Molto efficace il ritratto che Audran fa della maestra, tra grazia professionale e inquietudine.

Magi94 4/09/18 16:38 - 675 commenti

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D'atmosfera, ma un po' deboluccio nella realizzazione. Il paesino francese è perfetto per gli inspiegabili fatti di sangue, ma la regia (pur di gran valore) rimane su canali freddi e quel che poteva essere un thriller angoscioso diviene un giallo sentimentale. Anche la sceneggiatura ha grossi problemi di ritmo e pare non essere stata ben digerita dal regista, che parte pianissimo e poi ci porta al finale troppo in fretta. Buone invece le facce degli attori. In conclusione, curioso ma nulla di che.

Thedude94 8/10/19 19:47 - 559 commenti

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Abbastanza buono, mette in scena una storia d'amore e di amicizia tra i due protagonisti in un contesto che diventa tenebroso per via di una serie di femminicidi avvenuti nel paesino dove essi vivono. Le interpretazioni della Audran e di Yanne danno valore a un film che in alcuni punti sembra perdere quella verve e quella tensione tipica di un thriller, ma che anche grazie anche a un'ottima regia e alle buone musiche riesce a portare a termine il suo compito, ossia creare una giusta suspense.

Ira72 18/08/19 19:49 - 939 commenti

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Un film particolare, in tipico stile francese: Argento, probabilmente, con un potabile serial killer macellaio avrebbe creato un massacro tra coltellacci e gole squarciate, mentre Chabrol ci mostra a malapena la mano di una vittima. In realtà è proprio intorno alla macabra storia che ruota la trama. Per cui potrebbe essere quasi più un film tra il drammatico e il romantico, anziché thriller, perché la tensione è pressoché azzerata. Però. Il cast è buono, la colonna sonora non male, il finale originale. Non un capolavoro, ma con un suo perché.

Noodles 4/04/20 23:16 - 845 commenti

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Titolo che può fuorviare. Non ci sono omicidi violenti e neanche tanto mistero. Ma Claude Chabrol gira comunque con grande maestria una vicenda scarna, secca e con poca concessione allo spettacolo. I protagonisti sono pochi ma riescono a reggere bene tutta la pellicola grazie alla loro bravura e all'importanza data agli sguardi. Molto buono fotograficamente anche grazie alla pittoresca location utilizzata. Musica ai minimi termini ma interessante, specie nei titoli di testa. Buono.

Rufus68 18/04/20 00:14 - 3083 commenti

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Non è un thriller bensì un'indagine psicologica sull'insondabilità della natura umana. Cos'è un assassino? Può un apportatore di morte, proprio perché conosce intimamente la morte, sacrificare interamente sé stesso sull'altare di un amore purissimo? L'arcano mistero dell'animo viene simboleggiato da Chabrol nella scena girata nelle suggestive grotte di Cro-Magnon e dallo sguardo spaesato della Audran in un finale notturno che pare un viaggio d'espiazione ultraterrena. Ottimo Yanne.

Pinhead80 24/04/20 15:16 - 3945 commenti

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In un tranquillo paesino francese un feroce serial killer uccide giovani donne in maniera orribile. Nel frattempo una maestra raffinata e sola che non vuole impegnarsi affettivamente, familiarizza con un macellaio dal fare bonario. Bel thriller confezionato con tutti i crismi che si adegua come tempi al lento incedere della vita quotidiana del luogo. Nonostante in giro ci sia un maniaco nessuno si preoccupa troppo e le giornate scorrono come sempre. Bellissima la parte finale con la protagonista che corre terrorizzata sulle scale.

Keyser3 4/05/20 23:03 - 115 commenti

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Assai deludente. I ritmi lenti e l'impianto minimalista della narrazione, caratteristiche dominanti dei film francesi dell'epoca, non sono qui un valore aggiunto ma affossano definitivamente la pellicola (esasperante la prima parte, laddove per 45 minuti non accade nulla). I dialoghi non sono particolarmente arguti (eufemismo) e lo scarso carisma dei protagonisti non aiuta. Un'occasione persa, in definitiva, nonostante una base di partenza interessante.
MEMORABILE: Il cosciotto presentato a mo' di mazzo di fiori (!).
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Buiomega71 • 1/08/12 10:06
    Pianificazione e progetti - 21899 interventi
    *Le riprese del film sono state effettuate tra il settembre e l'ottobre 1969 nel paese di Trémolat in Aquitania e nelle grotte di Cougnac nei Midi-Pyrénées.
    Fonte: Wikipedia

    *Secondo Fassbinder:"Un gran film, dove Chabrol costruisce per la prima volta una storia, partendo da uomini veri"
    Fonte: Delitto per delitto-500 film polizieschi. Scheda del film, pg 189.

    *Su IMDB non si fa menzione degli altri sceneggiatori del film. Oltre a Chabrol hanno collaborato: Michel Dupuy, Pierre Gauchet e Luciana Mascolo.
  • Discussione Buiomega71 • 1/08/12 10:46
    Pianificazione e progetti - 21899 interventi
    L'ESTATE FRANCESE IN NERO

    Sinceramente di Chabrol ho visto meno di quello che avrei voluto vedere, pur avendo 10 titoli suoi nella mia personale videoteca.

    Sono impazzito per L'amico di famiglia (che a oggi ritengo una delle sue uscite migliori), ho trovato eccellente Rosso nel buio (dove lo sempre accostato a Comunione con delitti), mi sono piaciuti meno Dieci incredibili giorni e Landrù, mentre ho trovato orrendo Trappola per un lupo.

    Nel Tagliagole (ma sarebbe meglio chiamarlo Il macellaio, più consono a dire il vero) ho ritrovato il Chabrol dell'Amico di famiglia, stesso tema , stessa provincia e stesso sentore di cinema notturno e disperato.

    Ma laddove ne L'amico di famiglia il crimine era commesso da due amanti carnali e passionali (Piccoli e la Audran), qui il tacito rapporto criminoso e velato da un amore platonico, casto e puro, quasi infantile nel suo porsi. Un amore quasi da adolescenti, tra l'algida maestrina Audran (con reminiscenze alle bionde hitchcockiane) e il gentile e romantico macellaio di Yanne (sconvolto dagli orrori della guerra, un Travis Bickle in embrione, con il suo amore tenero e discreto, un lupo mannaro che può trasformarsi in uno spietato massacratore di ragazze, perchè "non può farne a meno". Sangue chiama sangue, del resto).

    Sottolineato dal bellissimo score di Pierre Jansen, Chabrol mette in mostra personaggi realistici, carnali, veri, e molto poco cinematografici. E il film non perde smalto anche dopo 43 anni sul groppone.

    Basti pensare ai racconti di guerra di Yanne (davvero terrificanti), alla sonnolenta vita di provincia del paesello, le passeggiate nei boschi, le domande di lui verso la maestrina: "Come mai in 10 anni non ha mai più avuto un fidanzato, che non è normale non fare l'amore per 10 anni", il rapporto tra i due così vero, sincero, senza mai sfiorarsi.

    Chi cerca un thriller convenzionale e che và al "sodo", rimarrà deluso (consiglerei una rapida visione di altri film di Chabrol prima, perchè e prettamente e visceralmente chabroliano fino al midollo), magari trovandolo noioso e lento. Ma qui stà il bello di Chabrol. Al grande autore parigino mica interessa l'elemento exploitation, ma l'approfondimento dei caratteri, delle passioni, della vita quotidiana, interrota da una catena di delitti da bestia del Gévaudan.

    Pochi i momenti di tensione, ma quando ci sono lasciano il segno. Il ritrovamento del secondo cadavere durante una gita scolastica, sfiora il granguignol e non sfigurerebbe in Non si sevizia un paperino, oltre a essere un gran pezzo di cinema. La Audran che sbarra porte e finestre della scuola, scende le scale terrorizzata con la sua ombra che si staglia sul muro. Pezzo di cinema haute tension che manco Brian De Palma.

    Atmosfere ataviche che mi riportano alla mente Cani di paglia e paperini seviziati, più per le location che per altro.

    Bellissimo il finale, sofferto, notturno, con una delle dichiarazioni d'amore più belle e sincere mai sentite in un film. E quando albeggia, sul viso catatonico della Audran, si ha un atmosfera allucinata, quasi fiabesca, alla Jean Rollin.

    Gran cinema dei sentimenti, di complicità taciute, dell'amore più freddo della morte. Di un rapporto bizzarro, quasi assessuato.

    Grande inizio con matrimonio (con la tavolata disposta come nel Salò) e festività che manco nel Cacciatore (impagabile l'orchestrina che suona mazurke stile Casadei) e un funerale che sembra uscito da un racconto di Poe.

    Al cazzeggio mi piacerebbe farne un remake, però con il rapporto dei due più carnale, omicidi splatter e alla fine Il tagliagole non e lui...Ma lei.

    Così, tanto per dire...
    Ultima modifica: 1/08/12 10:54 da Buiomega71
  • Discussione Ingmar • 30/07/15 20:55
    Disoccupato - 20 interventi
    Una scena che molti preferiscono di questo film e quando Jean Yanne e Stephane Audran passeggiano fianco a fianco per il paese dopo il banchetto di nozze.La naturalezza della loro recitazione con l'Audran che si fuma anche una sigaretta con la camera che sul davanti li segue passo passo è diventato un modo di girare "alla francese" che sarà in qualche modo copiato in futuro dalla televisione dei reality.
    Ultima modifica: 30/07/15 21:03 da Ingmar
  • Discussione Ingmar • 31/07/15 11:19
    Disoccupato - 20 interventi
    Jean Yanne era doppiato da Giancarlo Maestri che a mio avviso non era una voce adatta all'aspetto fisico di Yanne per il quale era più adatta una voce più acuta come Gianfranco Bellini o Dante Biagioni.Non ho riconosciuto la doppiatrice di Stephane Audran spero che qualcuno l'abbia identificata.