Il prestanome - Film (1976)

Il prestanome
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Scritto (da Walter Bernstein), diretto (da Martin Ritt) e in parte interpretato (vedi Zero Mostel) da persone che negli Anni Cinquanta finirono, in piena guerra fredda e caccia alle streghe, sulla lista nera di McCarthy, THE FRONT è un film sincero, che pur non rinunciando a una riuscita componente comica (merito soprattutto di uno splendido Woody Allen) sa criticare ferocemente il passato maccartista degli Stati Uniti ponendo l'accento su un problema che non sarebbe giusto archiviare troppo in fretta. La storia racconta di una spiantato cassiere (Allen) che accetta di presentarsi in televisione come sceneggiatore spacciando per suoi gli scritti di un suo amico (Michael Murphy) costretto a rinunciare...Leggi tutto alla professione perché accusato di simpatie comuniste. Ricevendo 10% del compenso, Howard Prince prenderà sotto di sé anche altri scrittori impossibilitati a lavorare perché nella lista nera. Però i sospetti su di lui aumentano. L’idea che dà lo spunto al film è ottima e la sceneggiatura sa sfruttare bene le ambivalenze del protagonista mantenendo sempre alto lo standard qualitativo dei dialoghi. L'umorismo non prende quasi mai il sopravvento sulla seriosità degli intenti del film e quando lo fa è solo perché Allen risulta comunque divertente anche senza volerlo, testimonianza di una predisposizione naturale alla comicità. La regia di Ritt non è altrettanto brillante, a tratti è un po' interlocutoria, però sa affrontare lo scottante tema con la dovuta professionalità, permettendo così a THE FRONT di non essere opera epocale ma estremamente intelligente, da vedere e godere.

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Pstarvaggi 19/03/08 15:14 - 80 commenti

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Chi si attende – vista la presenza di Allen – una commedia in senso stretto, rimarrà deluso. Chi si aspetta invece una fedele rappresentazione del periodo del maccartismo, troverà soddisfazione e saprà apprezzare anche gli sporadici intermezzi comici affidati al protagonista. Scritto, diretto e in buona parte interpretato da chi quel periodo lo visse (e lo subì), è un film appassionato ma formalmente corretto. E Zero Mostel offre un’interpretazione di gran classe.

Galbo 3/02/11 15:42 - 12456 commenti

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Un insolito Woody Allen nei panni di uno squattrinato cassiere assurto ad improvvisa notorietà come prestanome di un famoso sceneggiatore. Il film di Martin Ritt (frutto in parte delle dolorose esperienze personali dello stesso regista oltre che dello sceneggiatore del film) ritrae con grande efficacia l'epoca buia del maccartismo. Il regista si destreggia egregiamente tra i toni comici e quelli drammatici del film coadiuvato da un ottimo cast nel quale spicca, oltre ad Allen, il bravo Zero Mostel.

Rambo90 3/06/11 00:29 - 7740 commenti

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Woody Allen (per una volta solo attore) interpreta un eroe casuale, negli anni della "caccia alle streghe" americana. Il film è ottimo, diretto dal bravo Martin Ritt con un buon senso del ritmo e con molta cura nella ricostruzione dell'epoca, serio ma non privo di momenti simpatici o battute divertenti. Stupenda la frase finale di Allen alla giuria per i comportamenti antiamericani, buono il resto del cast con in primis quello Zero Mostel che davvero era stato messo sulla lista nera (insieme a regista e sceneggiatore). Da vedere.

Puppigallo 23/09/11 19:15 - 5333 commenti

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Un Woody ben diretto in una commedia agrodolce (più dolce, che agro) dove il nostro "eroe" approfitta delle disgrazie comuniste altrui per fare qualche soldo e prendersi tutti i meriti da scrittore che non è. Ma ci sarà tempo e luogo anche per riabilitarsi (l'interrogatorio). Non ci sono grandi scambi verbali, ma nonostante un ritmo quasi soporifero, la noia non sopraggiunge (e questo è un chiaro pregio). Manca un personaggio in più degno di nota, perchè se si esclude l'attore spifferone, che recita persino nella vita reale, il resto è puro contorno. Comunque, nel suo genere, riuscito.
MEMORABILE: "Allora può affermare di essere stato plagiato?". E l'attore: "Mi dica cosa vuol dire e ne parliamo"; "A te i soldi ti scappano come la cacarella".

Didda23 28/08/13 23:33 - 2436 commenti

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Woody Allen lontano anni luce dalla proprie tematiche, sorprendentemente mostra di essere un asso anche nel rappresentare le sceneggiature scritte da altri: nonostante un personaggio privo di nevrosi tipicamente alleniane, infatti, sfodera una prestazione indimenticabile. Nonostante ci siano pochi sfoghi prettamente comici, la sceneggiatura mantiene un registro brillante che mischia con abilità commedia e dramma. La regia di Ritt è piuttosto convenzionale e si mette a pieno servizio della storia. Un buon film, senza dubbio.

Daniela 7/05/14 15:04 - 12781 commenti

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Allen, qui solo attore, ben figura nei panni di un cassiere allibratore assurto al successo come prestanome di tre sceneggiatori finiti nelle liste nere: un piccolo uomo di modeste virtù e piccola moralità che, di fronte all'ennesima prevaricazione, troverà il coraggio di alzare la testa... Mescolando toni ironici e drammatici, una bella rievocazioni dell'ambiente tv ai tempi del maccartismo, diretta e sceneggiata da chi ne fu vittima, ai quali si aggiunge Zero Mostel in un ruolo, fortemente autobiografico, di comico emarginato e costretto ad esibirsi per pochi soldi in locali di periferia.
MEMORABILE: L'uscita di scena di Mostel, fuoricampo; davanti alla commissione, l'insistenza perché venga fatto un nome qualsiasi, va bene anche quello di un morto

Caesars 13/02/15 09:15 - 3826 commenti

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A distanza di quasi 40 anni dalla mia prima visione della pellicola, il giudizio su di essa non ne esce modificato: più interessante che riuscita. Interessante perché, almeno per quanto mi risulti, è stata la prima volta che il cinema americano ha portato sullo schermo il dramma causato dal "maccartismo", non completamente riuscita perché l'evoluzione del personaggio principale (Allen) è abbastanza repentina e non ben sviscerata psicologicamente. Da notare che regista, sceneggiatore e alcuni interpreti finirono sulla famigerata lista nera.

Alex1988 18/10/18 17:12 - 728 commenti

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Esempio più che buono di come poter costruire una commedia intelligente senza ricercare la risata facile, affrontando un tema arduo come è stato il Maccartismo nei primi anni '50 in America. Scritto e diretto da autori realmente inseriti nella "lista nera" in quel periodo, a cui Woody Allen presta la sua maschera intrisa di garbata ironia. Scena ormai di culto quella in cui il protagonista risponde alla commissione d'inchiesta. Da vedere.

Il ferrini 9/08/22 23:34 - 2424 commenti

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Scritto, diretto e in parte anche recitato da "blacklisted" (come specificato nei titoli di coda), questo film vede protagonista un insolito Woody nelle vesti di solo attore, anche se qualche battuta è sospettosamente alleniana ("Nuotare non è uno sport, è qualcosa che si fa per non affogare"). Spaccato impietoso del più feroce e paranoico maccartismo, rappresenta uno dei più interessanti titoli sull'argomento e può contare, oltre che su Allen, su un memorabile Mostel che sostanzialmente interpreta se stesso. Gran film.

Paulaster 12/06/23 18:38 - 4526 commenti

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Cassiere di bar aiuta scrittori banditi dalla tv a firmare le sceneggiature al posto loro. Commedia dal doppio volto: da un lato c'è l'imbroglione Allen, dall'altra la denuncia dei metodi del maccartismo. Allen diverte nei suoi panni di moralista che guarda al soldo, anche se l'atmosfera è piuttosto pesante (suicidio incluso). Il ritmo è altalenante e la commistione tra comico e drammatico non sempre fila. Conclusione tipica della commedia all'italiana. Il migliore è Mostel (bandito nella realtà insieme al regista Ritt).
MEMORABILE: Mostel sul palco; Tre scrittori da proteggere al posto di uno; L'ultimo bacio in trionfo.

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  • Curiosità Puppigallo • 23/09/11 19:19
    Scrivano - 506 interventi
    Battuta alla Woody
    La donna che tenta di sedurre gli dice: "Ho un legame". E lui: "Ah, lei è una di quelle uno solo per volta?".