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R.f.e. 29/06/09 09:47 - 816 commenti

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Una delle meno ricordate fra le parodie girate da Totò agli albori degli anni '50. In effetti non può certo essere considerata fra le più riuscite. I costumi e le scenografie sono sfarzosi (all'epoca si favoleggiò di un budget astronomico per quel periodo, addirittura 100 milioni di lire!) ma il risultato resta davvero sottotono. Un film comunque da riscoprire - magari approfittando del bel dvd approntato dalla Ripley's - per poter vedere il grande Totò - se non andiamo errati, almeno in cinema, per l'unica volta - nel ruolo di Pulcinella.

Giùan 16/05/12 13:05 - 3698 commenti

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Come ne I due orfanelli, l'impostazione del film è prettamente teatrale, potendo godere peraltro la produzione di un certo sfarzo relativo a scenografie e costumi. Altre similitudini con la commedia di Mattoli si rintracciano nella trama (Totò mezzano per il Conte di Almaviva). Vedere il Principe in trini e merletti è sempre una pacchia, ma Bragaglia (la cui regia è sempre raffinata) lo utilizza ancora come cartone animato, provando troppo a metterlo "in contesto". Agus non è la sua spalla ideale ma è sempre bravo, fulgida la Barzizza, incolore Rascel.
MEMORABILE: La scena del tribunale con Totò che muove e sposta ovunque oggetti; La lezione di musica alla Barzizza.

Graf 11/09/13 04:08 - 708 commenti

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Bragagia, Marchesi e Metz sono i tre cineasti che hanno inventato il personaggio surreale e metafisico di Totò forgiando una maschera di Pulcinella fuori dalla storia e che non passa mai di moda. In questo film, ispirato lontanamente all'opera lirica del Barbiere di Siviglia di Rossini o di Paisiello, la cosa importante per Totò è il moto, l’intreccio dinamico costante che si dipana in inseguimenti, duelli, rapimenti, fughe a cavallo, travestimenti e difese cavalleresche della fanciulle in pericolo. Ogni atto una risata, ogni movimento uno sghignazzo.
MEMORABILE: Totò scatenato, tra giochi linguistici, travestimenti donneschi da Teatro del'Arte e gag motorie alla Mack Sennet e, soprattutto, nel ruolo di Pulcinella.

Rambo90 9/04/16 23:58 - 7111 commenti

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Una farsa scoppiettante, che prende in giro il vero Figaro rossiniano per presentarci un Totò davvero scatenato, che si catapulta in una trama semplice fatta di equivoci, inseguimenti, scambi di persona e tanto altro, senza essere originale ma divertendo sia per il ritmo che per l'incredibile verve del protagonista. Molti giochi di parole, non tutti riusciti ma simpatici e un ritmo che non conosce sosta. Sprecato Rascel, molto meglio le solite spalle del principe Agus, Pavese e Castellani.

Minitina80 14/02/17 20:36 - 2742 commenti

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Misteriosamente rimane uno dei lavori meno conosciuti di Totò, sebbene non abbia molto da farsi rimproverare. Si tratta della consueta e gradevole parodia che questa volta tocca il Barbiere di Siviglia. È caratterizzata un po’ a sorpresa da un certo sfarzo nei costumi e nelle scenografie, cosa che raramente ricapiterà in carriera a Totò. L’estro dell’attore è libero di esprimersi e per quanto sia ancora legato a un’impostazione molto teatrale risulta spesso e volentieri divertente. Poco incisivo e mal utilizzato Renato Rascel.

Pigro 7/02/21 09:12 - 8796 commenti

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Rossini si addice a Totò, con cui condivide l’allegria frizzante di situazioni estreme nel classico crescendo di simpatia e buonumore. E così nel carnet dell’artista napoletano non poteva mancare il Barbiere di Siviglia, ovviamente riveduto e corretto, sostenuto da una trama piacevole e dalla musica del Pesarese. Buone le performance degli interpreti (tra cui un Rascel caratterizzato dal cadere sempre a terra) e ben realizzate diverse scene che permettono gag, battute e giochi di parole divertenti.

Smoker85 21/05/22 17:02 - 445 commenti

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La farsa è stata sperimentata da Totò molte volte in carriera, tra alti e bassi. Questo lavoro si pone a metà strada, non essendo totalmente da bocciare ma nemmeno memorabile. Il Principe non ha una vera spalla al proprio fianco, poiché con la sua "nemesi", un Rascel alla terza esperienza cinematografica, in effetti ingaggia ben pochi duelli con lui, mentre Agus non si pone mai in competizione dialettica col protagonista (infatti sarà molto più efficace ne I due marescialli). Più valida del solito la messa in scena, ma Totò non riesce a brillare più di tanto.
MEMORABILE: Alla Taverna dei quattro tori, un esplicito riferimento a Fifa e arena.

Reeves 14/06/22 09:27 - 1041 commenti

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Totò ritrova Rossini dopo lo straordinario finale di Totò al giro d'Italia, cambia il regista (qui è Bragaglia) ma continua con la straripante comicità del suo periodo d'oro. Tutti i comprimari sono al loro massimo (soprattutto Guglielmo Barnabò, che qui è veramente straordinario), ma quello che più colpisce è il ritmo, veramente rossiniano come ben si addice alla trama del film.

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