Animali pazzi - Film (1939)

Animali pazzi

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Più che un film, il secondo sforzo cinematografico di Totò sembra per lunghi tratti una di quelle vecchie comiche mute in cui il protagonista si produce in smorfie, gesti ed espressioni d'ogni sorta. Certo, Totò in teatro era famoso per quello e non c'è niente di strano se il regista lascia grande spazio alle sue improvvisazioni “fisiche”, ma sarebbe stato necessario inserire in sceneggiatura qualche dialogo meno abbozzato, qualcosa che andasse al di là della trovata surreale o “folle”, figlia dell'umorismo anarchico dell'autore Achille Campanile. Così invece ANIMALI PAZZI si trasforma nel film di Totò più datato in assoluto, ancor più dell'esordio FERMO CON LE MANI!...Leggi tutto, realizzato pedestremente sul canovaccio ricavato dall’ennesimo sfruttamento dell'idea dei sosia: Totò è il solito morto di fame che, ingaggiato da un suo sosia ricchissimo per sostituirsi a lui e sposare per un giorno una parente ereditando così da una vecchia zia, ne combinerà di tutti i colori. Il momento più riuscito è quando Totò, in attesa di salire su un cavallo (e terrorizzato dall'idea) si esibisce in uno sfoggio di mimica straordinaria, proponendo la classica semi-danza della marionetta disarticolata, uno dei suoi pezzi forti; braccia e gambe che si muovono quasi autonomamente: da applausi. Il resto è comicità d'altri tempi, comprese le gag alla clinica degli animali pazzi del titolo: gatti che abbaiano, scimmie che si credono il direttore, ghiri con le crisi d’insonnia e altre amenità. Totò, con i capelli coperti dalla brillantina, fa quel che sa, senza ancora sfruttare la sua vis verbale (a tratti sembra anzi persino doppiato!). Un’operina ingenua, innocua, leggera come l'umorismo spesso surreale che ne caratterizza molte fasi e che si rispecchia nell'aria lunatica del suo protagonista (e naturalmente nello spirito di Achille Campanile).

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R.f.e. 20/06/09 09:39 - 816 commenti

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Il problema del secondo film di Totò - come del primo, Fermo con le mani (1937) - è che i produttori, tentando di inventarsi una via italiana al film comico, non hanno trovato di meglio che "costringere" il Principe in un personaggino lunare e surreale (e, in questo caso, le esperienze futuriste di Bragaglia fecero il resto) un po' sul genere di Larry Semon (Ridolini). Ma Totò non è "quel" tipo di comico, si sente a disagio a impersonare un simile personaggio e il risultato deludente lo testimonia. Volenteroso, ma quasi insignificante.

Graf 9/10/12 05:06 - 708 commenti

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L'attore Totò e lo scrittore Achille Campanile sono due "autori" da ammirare per la loro genialità, ma "insieme" sono incompatibili. L'umorismo surreale di Campanile funziona sulla pagina, ma "tradotto" in immagini cinematografiche perde tutta la sua carica stralunata e diventa addirittura noioso. Totò viene trasformato dal regista Bragaglia in un pupazzo meccanico di stampo futurista, ma la sua recitazione viene punita nelle potenzialità farsesche e l'attore regredisce a marionetta primordiale e meccanica. Film modesto, pauperistico.
MEMORABILE: Vanno a segno alcuni giochi linguistici nei quali sia Totò che Campanile sono maestri insuperabili; La rassegna degli animale pazzi nella clinica.

Faggi 3/02/16 15:53 - 1547 commenti

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Già stroncato dalla critica coeva, il film è in effetti poca cosa. Oggi lo si considera solo sotto il profilo storico degli esordi di Totò. Tuttavia ci sono delle trovate che non sono male (il surrealismo della clinica degli animali pazzi con certo montaggio scattante, l'idea del sosia, l'amante con la bomba). Regia pseudo-futurista. Totò a metà strada tra se stesso e una macchietta non sempre godibile e controfigurata.

Minitina80 24/03/16 08:46 - 2966 commenti

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Copione ardito e complicato che non riesce nel suo intento e si rivela scombinato e nel complesso noioso. A tratti sembra più un esperimento cinematografico che una pellicola ordinaria. Consigliato ai completisti di Totò oppure a coloro che sono curiosi di vederlo agli inizi, ancora giovane e acerbo e distante da quello che poi sarebbe diventato agli occhi del grande pubblico.

Pessoa 12/02/19 18:37 - 2476 commenti

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Seconda apparizione su grande schermo di Totò che non ha ancora preso confidenza col mezzo cinematografico e sembra indeciso fra Chaplin e l'avanspettacolo. Non aiutano una vicenda basata sul doppio, vecchia già ai tempi di Plauto, e uno script impalpabile, in pratica poco più che un canovaccio. La confezione non è poveristica ma la mano di Bragaglia non è in questo caso felicissima. Si notano i prodromi di un genio, soprattutto nei battibecchi con la Ferida, ma il vero Principe della risata è ancora di là da venire. Quasi sufficiente.
MEMORABILE: Gli "effetti speciali" che ricordano le vecchie comiche americane; La faccia di Cesare Polacco.

Giùan 31/12/23 09:16 - 4501 commenti

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Il secondo Totò è un film sbagliato, tanto più se si pensa che a mettervi le mani furono dei non sprovveduti artigiani come Campanile (soggetto) e Bragaglia (in regia). L'equivoco resta infatti la assoluta falsità non solo del testo, dei dialoghi e del pauperistico contesto (che passino) ma l'ammannire i lazzi totoeschi con filtri di cui il Principe saprà presto mostrare di non aver bisogno. Tutto è molto piatto e pallidissimo come il viso del nostro che smorfieggia e strabuzza. Sbagliato anche il cast con la Ferida in un ruolo non suo.

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