Creed II

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Creed II
Anno: 2018
Genere: drammatico (colore)
Note: Seguito di "Creed - Nato per combattere" (2015) e della saga di Rocky.
Numero commenti presenti: 21
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Nel riprendere il più iconico di tutti i capitoli di Rocky difficilmente Stallone poteva deludere i fan: rivedere in scena Ivan Drago far da chioccia al proprio figlio Viktor (Munteanu), ancor più freddo e spietato di lui, predisponeva già al meglio. E quando capiamo che il grande match sarà proprio col figlio dell'uomo che papà Ivan ha ucciso sul ring, ovvero Apollo, non possiamo che incuriosirci. Partendo quindi da un faccia a faccia ricco di significati, il film (co-scritto da Stallone) non ha che da ricamarci intorno qualche piccolo tema in più, lasciando incarnare come sempre a Rocky il simbolo stesso della saggezza popolare, l'uomo che sa sempre trovare le (poche) parole giuste...Leggi tutto per ricaricare le pile a chi si sente perduto. Conquistata la corona dei massimi già nelle prime fasi, Adonis Creed (Jordan) deve fare i conti con l'ascesa del figlio di Ivan Drago, il cui guanto di sfida viene lanciato nell'istante successivo a quello in cui Creed fa suo il titolo. Il dilemma è in parte quello che fu di suo padre: accettare o no lo scontro? E negandosi, come poi mettersi in pace la coscienza? Adonis sa che non può tirarsi indietro; a farlo, sorprendentemente, è invece il suo allenatore, Rocky, che si rifiuta di prepararlo lasciando che il suo posto venga preso dal figlio dello storico trainer di Apollo. Il Madison Square Garden attende, ma sarà solo il primo atto. Perché il film dura due ore e dieci e ha l'obiettivo di raccontare molto di più, a cominciare dalla relazione tra Adonis e la sua fidanzata Bianca (Thompson), cantante di successo che il giovane pugile ha deciso di sposare. Si aprirà tra loro un rapporto che occupa le fasi peggiori del film: per quanto non banale nell'impostazione e nei dialoghi, spezza comunque il ritmo con l'inserimento di stanchi faccia a faccia per parlare di Drago sì Drago no, della figlia in arrivo, delle ambizioni artistiche di lei... e quando la figlia nasce è motivo di riflessione in più, che sottrae però pathos alla tensione crescente per l'ultimo match. Più interessante (per quanto non originale) il rapporto tra Ivan e Viktor, che apre a una sofferta interpretazione di Lundgren fin dall'incontro di questi con Rocky all'Adrian's restaurant: il gigante russo racconta cosa abbia significato perdere quel match nel 1985 e come tutta la sua rabbia sia stata trasmessa al figlio, racconta brevemente di quando la bella moglie li ha abbandonati (a tal proposito non può non scaldare il cuore degli appassionati rivedere in scena Brigitte Nielsen alle cene di presentazione prima e a bordo ring poi). Insomma, Stallone sa toccare i tasti giusti e gli incontri conservano ancora parte della forza di un tempo, fitti di terrificanti pugni in faccia di quelli che nella realtà dopo il terzo non ti rialzeresti per i successivi sei mesi. Si rivede la “nuova” mamma Creed (Phylicia Rashad, la Clair dei ROBINSON che già nel capitolo precedente aveva preso il posto della purtroppo scomparsa Sylvia Meals), si torna con Rocky nei sobborghi di Philadelphia e al cimitero sul fiume davanti alla tomba di Adrian(a), ci si rammarica di una colonna sonora che al tema immortale di Bill Conti ricorre un'unica volta preferendogli i ritmi sincopati di oggi (non solo per la presenza sul set di Tessa Thompson). Dell'epica tronfia di ROCKY IV resiste solo un lumicino, ma basta ad appassionarci ancora fino al commovente finale sul ring, in cui Lundgren torna per un istante grande protagonista.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/01/19 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 27/01/19
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Noncha17 9/02/19 11:00 - 87 commenti

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Il confronto con il precedente - volenti o nolenti - va fatto e, se da quello non ci si aspettava nulla ma riuscì a sorprendere, questo ne esce con le "ossa rotte"! Troppo tempo perso in smancerie che, per fortuna, verranno "sostituite" durante la seconda parte con l'entrata in scena della madre del protagonista. Come per il campione (Creed), anche a noi viene a mancare lo stimolo vero per rivedere un altro scontro con la ora "ammodernata" Russia. I momenti migliori, alla fine, sono quelli in cui compaiono i "vecchi"... ovviamente!
MEMORABILE: L'entrata di Creed; Rocky dà consigli dal ristorante; Pesi alzati con la testa; "Che problema hai? Non senti?!"; I pugni battuti sul tappeto del ring.

Digital 27/01/19 11:11 - 1117 commenti

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Il limite maggiore di questo film è la prevedibilità degli sviluppi, nel senso che lo spettatore un minimo smaliziato sa come andrà a finire. Ciononostasnte si tratta di un bel capitolo di una fortunata saga, con uno Stallone sempre più convincente nel ruolo di mentore e un Jordan davvero valido come protagonista. Se a questo aggiungiamo una regia elegante, capace di alternare sapientemente momenti più riflessivi a feroci combattimenti, non si può che restare soddisfatti. Impossibile non commuoversi nella dolente scena finale.

Rambo90 24/01/19 00:41 - 6317 commenti

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Potente ritorno di Balboa e co. con una trama ben strutturata, che alla più classica delle vendette aggiunge una serie di sfumature presentate a dovere e una galleria di personaggi sempre in evoluzione. Molte emozioni, qualche momento tosto, una regia corretta che si scatena durante gli incontri. Ottimo Stallone come sempre in questi panni, convincente Lundgren elevato a maschera drammatica, sempre più in parte Jordan. La colonna sonora riarrangia le precedenti con mestiere, l'ultima mezz'ora come sempre scatena tifo da stadio.

Puppigallo 26/01/19 12:21 - 4498 commenti

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Un po' operazione nostalgia, un po' naturale continuazione di una saga, che sembra non avere fine (arriveranno anche i figli dei figli?), questa pellicola, per quanto confezionata dignitosamente, vedibile, con attori che comunque non sfigurano, proprio non colpisce, persino durante gli incontri. E' già stato detto tutto; e il fatto che venga riproposto, cambiando solo l'ordine degli addendi, non è sufficiente a dare vita a un qualcosa di originale (impresa che sarebbe a dir poco notevole, ormai). Si finirà anche per respirare un'aria buonista da "Volemose tutti bene comunque" che non aiuta.
MEMORABILE: Drago nel locale di Rocky "Belle foto... nessuna mia"; "Non gettare quella spugna" (un omaggio al padre); Il ring nel deserto (mancava solo questo).

Dfranco74 28/01/19 14:16 - 10 commenti

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Niente di originale, ma è una bella rivisitazione di tutti i “must” di Stallone. Sly resta molto nell’ombra cedendo la scena ai più giovani. Del film è da apprezzare l’approfondimento di tutti i personaggi, anche i più marginali. La parte migliore riguarda la storia di Drago: entusiasma come Stallone sia riuscito a coprire 35 anni di buio. La parte finale di Ivan Drago vale il film: una scena bellissima e interpretata al meglio da un Lundgren davvero grande!
MEMORABILE: La Nielsen che si alza e se ne va: Le frasi di Ivan Drago al figlio.

124c 28/01/19 01:43 - 2762 commenti

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Seguito di Creed - nato per combattere, ma anche di quel Rocky IV che era e resta un fumetto patriottico ambientato durante la Guerra Fredda e l'America di Reagan. Qui, invece, si cerca di mettere in secondo piano la vendetta dei Drago padre e figlio per puntare sull'evoluzione di Adonis Creed, diventato campione dei pesi massimi, ma anche marito e padre. Discreta la prova di Michael B. Jordan, ma sono sempre i veterani Sylvester Stallone e Dolph Lundgren a fare la differenza, specie con i loro primi piani. Un bel bignami di film già visti.
MEMORABILE: Il discorso di Drago a Rocky al ristorante; La sconfitta di Adonis dopo che Rocky si rifiuta di allenarlo; L'addio di Stallone al suo personaggio.

Legnanino 29/01/19 01:19 - 16 commenti

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Poca intensità, pochi allenamenti, poco di tutto quello che uno si attenderebbe di vedere in un film sul pugilato. Trama scontatissima, con tanto di primo match e, poi, di inevitabile e prevedibilissima rivincita. Recitazione non sempre accettabile per un film deludente, però con ambientazioni interessanti. Chi scrive pratica il pugilato: non può dire di essere stato soddisfatto.

Myvincent 30/01/19 09:40 - 2524 commenti

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Rocky continua la sua funzione sociale e motivazionale allevando il giovane Adonis, che è diventato campione del mondo. Ma le insidie sono dietro l'angolo, come per ogni individuo che si rispetti. Continua brillantemente la saga muscolare che vede schierate USA vs Russia, con tanti luoghi comuni e schiaffi morali politici, ma con un senso della spettacolarità davvero impagabile. Stallone si conferma guest star di prima grandezza.
MEMORABILE: Le fluorescenti apparizioni da super-diva di Brigitte Nielsen.

Ryo 31/01/19 01:16 - 2169 commenti

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Chi si aspetta un film fotocopia di Rocky 4, senza idee e che mira all'effetto nostalgia... non ci va lontano. Tuttavia c'è sì una certa ripresa della struttura, molto simile a Rocky 4, ma la sceneggiatura è ottima, approfondisce ulteriormente i personaggi (anche quando uno pensa che Rocky abbia detto tutto quello che aveva da dire) ed è una bella emozione rivedere i personaggi che 35 anni fa ci avevano fatto emozionare durante l'incontro di boxe del secolo. Regia forte, i combattimenti sono spettacolari. Chissà se ci sarà un Creed 3.
MEMORABILE: La proposta di matrimonio; Gli allenamenti nel deserto.

Taxius 10/02/19 17:29 - 1643 commenti

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Con questo secondo capitolo della saga di Creed si punta a raddoppiare l'effetto nostalgia inserendo un altro personaggio iconico del mondo di Rocky, ovvero il cattivissimo Ivan Drago. Come Rocky, anche Drago è invecchiato e caduto in disgrazia e l'unico modo per riscattarsi è vedere il figlio campione del mondo. L'originalità non è sicuramente il punto forte del film, ma è impossibile non emozionarsi alla nuova sfida tra Rocky e Drago. I combattimenti sul ring sono davvero spettacolari. Bello!

Herrkinski 19/02/19 03:22 - 5035 commenti

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Riesumare il personaggio di Ivan Drago era la mossa più spettacolare da fare a questo punto della serie; purtroppo le alte aspettative vengono disattese. L'intero cast sembra svogliato e opaco; Sly e Lundgren per primi, non tanto meglio gli altri e neanche lo script, dimesso e grigio, che spreca le tante possibilità di dare profondità ai due Drago e al rapporto irrisolto con Balboa e il figlio di Creed. Non male il match finale ma i personaggi escono di scena in punta di piedi e le emozioni svaniscono veloci. Forse è ora di sospendere i match.

Capannelle 18/03/19 00:22 - 3700 commenti

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Molto prevedibile (ma da un certo punto in poi lo sono tutti) e didascalico, non riesce a trovare spunti capaci di ripetere le belle sorprese degli ultimi due capitoli. Tutti i punti di svolta sembrano un compendio di quanto va fatto ma sono gestiti in modo elementare; la nascita della figlia rallenta tutto e mancano le musiche di un tempo, propellente emozionale che non scade mai. Alla fine colpiscono più le saghe familiari (la ricomparsa di Brigitte, Rocky che ritrova il figlio) che il training o il combattimento.

Alf62 29/03/19 01:57 - 64 commenti

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Sceneggiatura scontata, canoni della saga rispettati in pieno senza sviare dalla traccia originaria: prima si perde poi ci si riscatta. Aspettando i nipoti direi che viene da parteggiare più per il proletario figlio di un malinconico e rancoroso paria reietto del comunismo, invece dell'eroe obamiano predestinato. Dai bovini della cella frigo del macello, ai pneumatici accatastati nel deserto, la serialità del brand comincia a pesare. Buona la colonna sonora. Su Brigitte soprassediamo.

Viccrowley 11/04/19 20:42 - 803 commenti

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Il secondo capitolo della saga dedicata al figlio di Apollo è sulla carta diretta da tal Caple Jr. ma è un'opera stalloniana a tutti gli effetti. Il buon Sly continua piano piano a farsi da parte per permettere al nuovo che avanza di trovare il suo posto nella gloria pugilistica (e cinematografica). E lo fa riportando sulla scena il suo più iconico avversario in un cortocircuito che spiazza e tira fuori emozioni e rancori mai sopiti. Il livello di lettura della crescita del giovane Adonis è solo una delle tante che compongono il puzzle emotivo.
MEMORABILE: L'incontro al ristorante tra Rocky e Drago.

Nando 24/05/19 23:57 - 3458 commenti

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La saga continua con il ritorno di Lundgren per poter ricreare un'atmosfera nostalgica con effetti nuovi. Nel complesso la pellicola funziona, nonostante qualche lungaggine parlata. Sempre carismatico Stallone che offre la sua grande personalità. Buone le scene sul ring; indubbiamente lo sviluppo narrativo ricalca i vecchi episodi e anche il finale non perde il pelo.

Minitina80 27/05/19 05:04 - 2304 commenti

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L’attrazione principale, inutile negarlo, nasce dal legame con un film storicizzato come Rocky IV. Richiamare in scena una figura mitizzata come Ivan Drago crea delle aspettative non indifferenti. Per quanto sia ben fatto, però, non è uno di quei film che si rivedono nel breve termine, a differenza di molti episodi della saga di Rocky. Difficile dare una spiegazione univoca. Forse perché indugia troppo nelle parentesi personali di Adonis Creed, dimenticando di sfruttare meglio i Drago, oppure perché l’esito della storia è scontato.

Maxx g 28/05/19 21:42 - 492 commenti

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Due anni dopo il primo capitolo torna il personaggio del figlio di Apollo, che questa volta si misura con il figlio di Ivan Drago, vinto dalla sete di vendetta per colui che uccise moltissimi anni prima il padre. In origine l'idea era diversa: Stallone voleva ispirarsi alla storia del Padrino 2, che faceva scorrere due vite su binari paralleli. Stallone se la cava, il resto del cast lo segue a ruota. Cameo per Brigitte Nielsen. Certo, forse qualche sviluppo in più non avrebbe certo guastato. Ci sarà un ulteriore seguito?

Rigoletto 20/06/19 12:06 - 1500 commenti

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Il giovane Adonis è campione, ma ci sono delle ferite dentro che non sembrano guarire. La comparsa sulla scena del figlio di Ivan Drago, cresciuto a pane e odio, fornirà il casus belli ideale. Sembra incredibile che una saga nata 43 anni fa e arrivata all'ottavo film possa ancora appassionare il cuore della gente. Invece ci sta, perché la passione non muore anche quando la lotta si fa aspra. Sebbene viva su delle scontatezze, il film ha un occhio buonista che Caple (o Stallone) non vuole estendere a ogni contesto. Difficile pensare a un seguito.
MEMORABILE: Il colpo alle costole; L'incontro nel ristorante fra Rocky e Drago.

Galbo 30/07/19 19:22 - 11343 commenti

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La "riesumazione" del personaggio di Ivan Drago (e relativa prole) è l'idea più brillante di questo stanco e scontato seguito di Creed. Le sequenze pugilistiche rappresentano l'elemento più godibile di un film che per il resto "arranca" dietro una trama prevedibile dall'inizio alla fine, con tutti gli elementi che ci si attende in un film del genere, paternità del protagonista compresa. Il tutto realizzato con molta professionalità, ma questo è davvero il minimo sindacale. Evitabile.

Piero68 2/01/20 08:51 - 2754 commenti

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Secondo spin-off della saga di Rocky che porta a otto il totale dei film a lui dedicati (troppi per una saga che non aveva già quasi più nulla da dire al IV). Trama inconsistente che ha l'unico effetto di permeare la pellicola di ricordi e nostalgie. Cosa succederà in futuro? Si affronteranno i nipoti di Ivan e Apollo? Sicuramente le coreografie dei combattimenti sono migliorate rispetto al passato e rispetto ai primi Rocky, ma non basta evidentemente in un cinema di genere capace di sfornare pellicole come The fighter o Cinderella man. Insufficiente.

Luras 4/07/20 19:19 - 139 commenti

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L'ennesimo effetto nostalgia dell'epopea di Rocky mette in mostra il seguito del quarto capitolo, e rivedere Ivan Drago di nuovo faccia a faccia con Balboa vale da solo il prezzo del biglietto. Naturalmente siamo distanti dai livelli del 1985, sia come contesto storico sia per il minor fascino dei vari personaggi. I nuovi non hanno lo stesso carisma dei grandi vecchi, e anche Balboa e Drago sono parenti lontani di quelli travolgenti di un tempo. D'altronde era impossibile ricreare le stesse emozioni di trent'anni fa; ma se ci si accontenta vale comunque un buon giudizio.
MEMORABILE: Memorabile ma fruibile solo in rete la scena finale, con i protagonisti che si salutano per l'ultima volta. Peccato sia stata tagliata.
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