Din don - Il ritorno - Film (2019)

Din don - Il ritorno

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Per il sequel del non certo memorabile DIN DON – UNA PARROCCHIA IN DUE si cambia totalmente ambientazione: se quello era girato in ciociaria, a Roccasecca (FR), qui ci si sposta in Trentino e più precisamente in Val di Sole, nel pittoresco paese di Pellizzano (debitamente citato nel film). La novità maggiore sta però nel fatto che a far coppia con Salvi non c'è più Maurizio Battista: il suo don Dino, infatti, è morto in un incidente stradale (gli sono partiti i freni in bici mentre era in curva) e il film, dopo una breve parentesi africana (Don Donato/Salvi si era rifugiato...Leggi tutto lì con Cesira/Bergamo), riparte da Pellizzano, appunto, dove don Dino si era trasferito negli ultimi anni e dove aveva chiesto di essere seppellito. Donato, rimessi i panni del (finto) prete, giunge in paese per partecipare alle esequie e, su richiesta dei fedeli (e su pressione di una lettera/testamento firmata da don Dino stesso), accetta di sostituirlo in chiesa. Il tempo di sistemarsi che si rifanno vivi il Murena (Margiotta) e il suo complice: esigono i 90.000 euro (più interessi) per i quali avevano a lungo inseguito Donato nel primo film. Per risolvere il problema questi tampina allora una bella vedova, la contessa Esmeralda (Torrisi), cui l'ultimo marito pare aver lasciato in eredità addirittura 70 milioni di dollari! Ma sulla donna c'è anche il sindaco (Marescotti), che assieme al suo braccio destro (Milano) le propone grandi migliorie per il Comune compresa una gigantesca scritta “Esmeraldia” da agganciare su di un monte proprio come a Hollywood. Insomma, il protagonista, la cui natura del tutto laica in pochi conoscono (tra questi il monsignore di Roma interpretato di nuovo da Maurizio Mattioli), si deve districare tra promesse, impegni, debiti e messe improvvisate in una girandola di incontri, scontri e persino una discesa di gruppo in canotto sulle rapide. Tutto immerso nel verde degli splendidi paesaggi montani del Trentino, il film difetta prima di tutto dei duetti tra Salvi e Battista, sostituiti da quelli con interpreti meno incisivi e meno dotati dei tempi comici necessari (escluso Mattioli, che però ha solo tre o quattro brevi scene). Si resta nell'ambito del film per famiglie, si aggiunge qualche siparietto danzereccio con tre belle suorine che cantano e ballano prima di indossare senza gran problemi abiti attillati e provocanti per esigenze investigative; si sorride riascoltando Marco Milano che riprende il suo storico "Mandi mandi" di "Mai dire gol" utilizzando un nuovo tormentone ("Mi segui mentalmente?") ma a Salvi, cui spetta il ruolo di mattatore unico, si nota come manchi una spalla cui appoggiarsi, perché la Torrisi che gioca a fare la dolce nobile seducente o la Wurth che riprende il personaggio del primo DINO DON non offrono nulla dal punto di vista della risata e Margiotta si limita alle minacce di rito con coltello e sguardo truce. Ci sarebbero Marescotti - ma ha meno rilievo di quanto dicano i titoli di testa e proprio non riesce a riproporre dinamiche da Don Camillo e Peppone - e una Crisula Stafida che fa la domestica locale della contessa, ma è poca cosa. C'è meno sciatteria del previsto, la confezione è dignitosa e Salvi s'ingegna per non scadere nel triviale e avvicinarsi a un pubblico cui contenendosi potrebbe piacere, con la sua maschera che alterna neorealistica malinconia a improvvisi scatti nervosi. Una commedia piccola piccola che non fa male a nessuno ma che senza Battista perde il poco senso che già aveva.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/01/20 DAL DAVINOTTI
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Pessoa 7/08/21 19:48 - 2476 commenti

I gusti di Pessoa

Orfano di Battista, Salvi dimostra di essere in grado di reggere un film da solo; peccato che il film non ci sia. Una vicenda se possibile più esile di quella del capitolo precedente, sceneggiata con la mano sinistra, che mostra grandi limiti ad ogni scena. Per Geremei pare sempre buona la prima e nonostante una prova del cast non indecente si ride poco e le poche risate le strappa il mestiere indiscusso del solito Mattioli, soprattutto nei duetti col protagonista. Ben poco credibili i "cattivi". Un film non riuscito e piuttosto noioso, che si può tranquillamente evitare.

Reeves 14/12/22 08:08 - 2272 commenti

I gusti di Reeves

Non ha tante pretese, ma qualche risata comunque la garantisce nonostante l'assenza di Battista e l'ambientazione trentina per motivi soprattutto di Film Commission e di relativi contributi. Enzo Salvi comunque è simpatico, Ivano Marescotti è un sindaco piuttosto dubbio e Margiotta un poco credibile mafioso. Ma è una favola e ci si può divertire; e poi Laura Torrisi sa come attirare l'attenzione...

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  • Discussione Mauro • 11/10/21 18:13
    Disoccupato - 12038 interventi
    Lo scorso mese di maggio sono partite le riprese del terzo e del quarto sequel, come il secondo ambientate in Trentino
  • Discussione Mauro • 12/10/21 13:41
    Disoccupato - 12038 interventi
    Una delle tre suore canterine è interpretata da Rebecca Staffelli, figlia dello storico inviato di "Striscia la notizia" Valerio Staffelli