Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

LE LOCATIONLE LOCATION

L'IMPRESSIONE DI MMJ

Piccolo film pugliese con molte sorprese, carico di una verve inattesa riversata da un Pierfrancesco Favino travolgente che sfodera tempi comici straordinari (già notati pochi mesi prima in MOGLIE E MARITO). Il protagonista è tuttavia Beppe Fiorello, che nei panni del chitarrista Martino Piccione conduce la classica vita di chi nella musica resta sullo sfondo, accompagnando le star sul palco o facendo da turnista in studio di registrazione alla ricerca di una possibilità per sfondare che non arriva mai. Il suo manager (Abbrescia) glielo fa capire chiaramente: non covare sogni di gloria, accontentati di un'esistenza...Leggi tutto magari grigia ma guadagnandoti il pane facendo quello che ti piace e sai fare. Non è facile però, e alla fine Martino se ne torna a Ginosa, il paesello dov'è cresciuto, in provincia di Taranto.

Lì ritrova il caro amico Peppino Quaglia (Favino), che sopravvive scarrozzando i turisti (in realtà non se ne vede mai nemmeno uno) a visitare le Murge col suo Ape car. Pure lì Martino viene sostanzialmente ignorato, per quanto conoscenti e parenti siano felici di rivederlo; e così, quando un giorno nota mamma disperarsi davanti alla tv per le sorti di una giovane scomparsa di cui nessun sa nulla, cercata ossessivamente da un programma seguitissimo sulla scia di "Chi l'ha visto", decide di attrarre l'attenzione con una mezza truffa. Basterà - d'accordo con l'amico Peppino - rendersi irrintracciabile e spingere la cittadina a mettersi sulle sue tracce avvisando la polizia ma soprattutto tv e giornali. Sulle prime l'idea non pare funzionare affatto, ma quando verrà ritrovata – in pezzi - l'amata chitarra, le cose cominceranno a girare nel verso giusto.

In tutta la seconda parte il caso monta, mentre Martino se ne sta chiuso in una catapecchia sulle Murge assieme a una splendida prostituta (Garriga) e in attesa delle quotidiane visite dell'amico. La storia ha orizzonti piuttosto limitati, le ristrettezze del budget si avvertono come la circoscrizione dell'avventura a pochi chilometri quadrati, ma il film è ben recitato: se Beppe Fiorello la prende fin troppo seriamente e recita col trasporto dovuto per rendere credibile la sua figura di musicista disilluso e ai confini con la depressione, la sorpresa è Favino, davvero irresistibile. Lo penalizza (un po' come tutti) la presa diretta, che rende talvolta poco intelligibili certi dialoghi già interpretati con forte cadenza pugliese, ma sfoggia comunque una tale padronanza dei tempi e una tale misura nel recitare un ruolo di base caciarone e farsesco, da stupire.

In definitiva il film funziona in gran parte grazie alla sua presenza, che nobilita le scene in cui è sulla scena (la grande maggioranza, quindi) trovando spunti brillanti quasi in ogni intervento, riuscendo a farci dimenticare la scarsa originalità della sceneggiatura. Simpatica anche la Impacciatore nel ruolo della conduttrice del programma tv "Scomparsi" e pure la mamma di Martino risulta meno petulante e fastidiosa di quanto ci si possa immaginare da un personaggio simile. Insomma, CHI M'HA VISTO è insomma un buon esempio di come realizzare una commedia "regionale" spumeggiante anche senza poter disporre di grandi nomi, sfruttando luoghi ameni e particolari, qualche battuta valida e un cast ideale che, a dire il vero (Abbrescia a parte), di pugliese ha poco o nulla.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/11/17 DAL BENEMERITO RYO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 27/04/22
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Ryo 14/11/17 15:56 - 2169 commenti

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Discreto chitarrista vorrebbe sfondare nel mondo della musica ma è relegato al ruolo di turnista per grandi artisti. Per dare una svolta alla sua carriera decide di scomparire per far parlare di sé. Brillante commedia che affronta un tema molto discusso: "non conta quanto sei bravo ma conta la pubblicità, positiva o negativa che sia". Bravo Beppe Fiorello, eccezionale Favino che crea un personaggio sopra le righe, ma di spessore, credibile e divertente. Ottima anche l'incursione della Impacciatore. Azzeccate alcune trovate registiche.
MEMORABILE: L'allarme della mamma; L'Ape Piaggio adibita a mezzo di trasporto per tour del paese.

Daniela 19/01/18 01:39 - 11948 commenti

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Stanco di stare ai margini delle luci della ribalta, un chitarrista organizza la propria sparizione per attirare l'attenzione dei media... Ennesima occasione mancata per il cinema italiano: con una sceneggiatura più grintosa e una regia meno anonima, il film poteva risultare un gioiellino. Ed è proprio un peccato perché Favino, nel ruolo del compaesano che aiuta il protagonista nell'attuazione del piano, offre una interpretazione scoppiettante, a tratti spassosa, dimostrando di essere attore valido anche in chiave apertamente comica.

Galbo 5/02/18 07:06 - 12065 commenti

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L'idea di adoperare il mezzo televisivo (e la tv del dolore in particolare) per far parlare di se è stata ampiamente sfruttata dalle commedie cinematografiche. Questa di Alessandro Pondi è solo una delle tante e non riesce a spiccare, pur disponendo di due bravi attori (Favino in particolare è una scoperta per il cinema brillante) e della location suggestiva delle murge pugliesi. Pecca in particolare la sceneggiatura, che non riesce ad andare oltre lo spunto iniziale e si rifugia nei luoghi comuni invece di tentare "strade" più personali.

Piero68 19/03/19 10:23 - 2907 commenti

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Divertente commedia con molte frecce al suo arco: una lista infinita di artisti che, in maniera divertente e intelligente, interpretano loro stessi; una feroce critica verso il sistema mainstream di informazione e soprattutto verso certe trasmissioni; un Favino super che in versione pugliese si supera e strappa risate a go-go. Certo non brilla per originalità, ma nel tristissimo panorama generale della commedia italiana è un fiore nel deserto. Peccato per il taglio in stile fiction e per la caratterizzazione di Beppe non sempre all'altezza.

Graf 21/01/20 14:46 - 708 commenti

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Inscenare la propria scomparsa dal mondo per avere paradossalmente visibilità e successo. Il tema della capacità di spettacolarizzazione dei (finti) drammi umani da parte di un certo tipo di giornalismo cinico e cannibale richiedeva una lucidità di osservazione che il regista esordiente Alessandro Pondi naturalmente non possiede. Però, nei limiti di un film paratelevisivo per concezione e risorse finanziare, lo spettacolo diverte in modo genuino e spontaneo e, allo stesso tempo, stimola la riflessione sulle contraddizioni del mondo dello spettacolo.
MEMORABILE: Monto convincente, per verità di accenti e di espressioni, la prova attoriale di Pierfrancesco Favino.

Rambo90 23/09/20 22:53 - 7290 commenti

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Un'idea azzeccata a cui corrisponde una prima parte davvero sprint e che regala molte risate, trainata dalla bravura di Fiorello ma soprattutto da un Favino in forma smagliante, che regala una maschera comica imperdibile. Peccato che la seconda parte sia più sottotono, con una prevedibile love story e un finale strascicato in cui sembra che gli autori non sapessero bene come concludere la vicenda. Comunque molto simpatico, girato in modo professionale (nonostante il low budget) e con il giusto ritmo.

Sovy666 20/11/22 09:28 - 5 commenti

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Niente di che. Anche la presunta trasformazione in comico di Favino pare un po' sopravvalulata, in fondo si limita ad adottare un accento pugliese che è già nelle sue corde, essendo la sua famiglia originaria del foggiano, ma non fa sbellicare dalle risate. Più brillante che comico. Completa il tutto un Rosario Fiorello con recitazione in modalità fiction e qualche bellezza di contorno per un risultato nella media medio-bassa di molte commedie italiane odierne.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Kaciaro • 18/01/18 13:58
    Galoppino - 493 interventi
    altro film che finira' nel dimenticatoio.....senza parole....