Vacanze ai Caraibi

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2015
Genere: comico (colore)
Numero commenti presenti: 15
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ritorna il cinepanettone volgare, popolare, triviale; quello che negli ultimi anni era stato accantonato per lasciar posto a forme più edulcorate che provavano a prendere le distanze da una formula in apparenza logora; è invece ancora quella a funzionare, in produzioni così, sintetizzata al meglio nell'unico episodio che vale la pena di ricordare e che vede un Christian De Sica rinato affiancato da quello che negli anni si è rivelato il suo partner più credibile dopo la separazione da Boldi, e cioè Massimo Ghini. I due sono entrambi poveri in canna e sognano di riacquistare il benessere approfittando di quelle che credono essere le floride ricchezze dell'altro combinando il matrimonio tra il secondo e la figlia del primo, tipico esemplare...Leggi tutto di studiosa pedante e ingenua. A chiudere il cerchio la madre (una Finocchiaro un po' a disagio in un contesto tanto scurrile e inizialmente fuori fase nelle sue scenate per la morte del cane). Lasciato libero di calcare la mano come ai "bei tempi", De Sica dimostra di non aver perso lo smalto e domina la scena da par suo, teatrale come sempre, sopra le righe e unico nel suo combinare virtuosismo e svaccamento. E' l'episodio in cui si ride, che fa orgogliosamente ricorso a scorregge ed equivoci a sfondo sessuale (il prete che origlia i discorsi tra i due protagonisti prendendo fischi per fiaschi) per riappropriarsi di un linguaggio cinematografico che Parenti gestisce ancora al meglio. L'episodio, il più lungo e importante, riconferma l'affiatamento tra Ghini e De Sica e si giova della stessa cornice caraibica (condita da una pubblicità costante della Costa Crociere) che fa da sfondo anche agli altri due segmenti con cui si alterna, molto meno riusciti. Quello con Dario Bandiera schiavo di telefonini e social network, pur sfruttando un'idea ampiamente rimasticata, qualche spunto simpatico lo trova, anche se certi giochi di parole sono raggelanti e la maggioranza delle gag pessime. Finito causa incidente "marino" sulla più classica delle isole deserte, il nostro si vedrà "rubare" il telefonino da una tartaruga sperimentando un'astinenza tecnologica per lui traumatizzante. Con l'occhio puntato al vecchio SIGNOR ROBINSON di Villaggio per la parte relativa ai gadget moderni sostituiti da simulacri in pietra (l'I-stone, Facerock... aiuto!), l'episodio è debolissimo ma può contare almeno sulle qualità comiche del suo protagonista (un'unica scena realmente in linea con la beceraggine del progetto, quella del rapporto sessuale "virtuale"), cosa cui deve invece rinunciare l'episodio con la coppia Ilaria Spada/Luca Argentero: lei anche bravina come coatta col fisico da sballo, lui decisamente non portato per la commedia brillante (come già s'era notato in altre occasioni). Per colpa di una sceneggiatura nel loro caso davvero tremenda, finiscono prigionieri di una ripetitività sconcertante: incontratisi per caso sulla nave e diversissimi come carattere (lei esuberante, rozza, spontanea, lui musone, intellettuale e salutista), scoprono di avere un'intesa sessuale travolgente, in grado di appianare ogni contrasto. Quando si guardano sbattendo gli occhi per poi unirsi in amplessi selvaggi con allegati soliti gridolini amplificati c'è da mettersi le mani nei capelli: tra i più imbarazzanti episodi mai scritti, supportato da un umorismo che sembra davvero quello dei ragazzini tredicenni che lo stesso Fausto/Argentero tira in ballo per accusare la partner. Il favoloso mare dei Caraibi ha i colori splendenti e saturi di una fotografia quasi cartoonistica, come usa nelle commedie di oggi, mentre tra le letture di Argentero in spiaggia si scorge “La semantica del cinema da camera” di... Fausto Brizzi, uno degli sceneggiatori del film. Cancellando gli episodi secondari sarebbe anche un ottimo ritorno, per De Sica e Parenti. Purtroppo invece tocca fare i conti anche con quelli, nel giudizio complessivo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/12/15 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 17/12/15
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Markus 17/12/15 12:01 - 3252 commenti

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Il Natale 2015 ci regala il ritorno del cinepanettone nella classica formula vacanziera a episodi intrecciati, che rivela come uno straordinario De Sica a briglie sciolte - nel suo habitat naturale - sia ancora in grado di far scaturire fragorose risate in sala (paventai il declino ne La scuola più bella del mondo). Se un bravissimo Ghini aiuta molto, il resto del cast offre poche occasioni divertite (Bandiera a causa di un soggetto limitato e Argentero perché è fuori contesto). La Spada asseconda l'occhio maschile. Bentornato Christian!

Rambo90 16/12/15 22:31 - 6316 commenti

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Definitiva pietra tombale del cinepanettone. Tre episodi sfilacciati e che non si intrecciano mai, condotti con un'incredibile sciatteria nella regia e pochissime idee nelle gag. Argentero e Spada sono pessimi e mal assortiti, Bandiera simpatico ma per nulla aiutato da una sceneggiatura tremenda. I migliori restano sempre De Sica e Ghini, che almeno se la cavano con l'esperienza, ma anche loro sono mal serviti, tra grossi buchi narrativi e situazioni già viste mille volte. Si ride pochissimo e spesso lo si fa per non piangere. Da evitare.

Deepred89 18/12/15 17:48 - 3268 commenti

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Un De Sica senza alcun freno (a livello di espressività, teatralità e, fortunatamente, volgarità) dà un senso alla visione di un cinepanettone dalla squallida fotografia e con due restanti episodi di infimo livello (soprattutto lo Spada-Argentero, con lui imbarazzante almeno quanto gli orridi inserti da mondomovie a parafrasare le botte di libidine). Il ritmo sveltissimo non soltanto tiene ben desti ma fa ricordare che, anche nei momenti più tristi, c'è sempre un De Sica a risollevare il tutto non appena svoltata la sequenza.
MEMORABILE: L'alluce; I doppi sensi (omo)sessuali di De Sica e Ghini (sulla linea dello studio dentistico di Vieni avanti cretino).

Jena 27/12/15 16:23 - 1168 commenti

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...Rimane il fatto che il successo c'è ancora. Nel consueto profluvio di grossolana volgarità e di banalità di un film come questo esistono alcuni punti a favore: in primis un Christian De Sica vera maschera plautina, che ha preso il consueto personaggio di Alberto Sordi e l'ha estremizzato (assecondato da un bravissimo Ghini, riciclatosi ottimamente come comico). Poi ci sono le curve della Spada per l'occhio maschile, la Finocchiaro sempre simpatica e poco altro. Dopo il pranzo di Natale ci può anche stare.

Gabrius79 23/12/15 16:43 - 1186 commenti

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Neri Parenti prova a ricreare l'atmosfera del cinepanettone più classico, ma a conti fatti ne esce fuori un mezzo pasticcio. Come al solito ci pensa a salvare la baracca un istrionico De Sica, che ben si amalgama con Ghini in un episodio a tratti triviale con alcune gag azzeccate (anche se la Finocchiaro appare sottotono). Sugli altri due episodi c'è poco da dire: quello con Bandiera è ai limiti della pochezza e svilisce la sua bravura; quello con Argentero e la Spada è quasi noioso ed è grazie a lei se si sorride, perchè Argentero è totalmente fuori parte.

Plauto 8/01/16 17:42 - 119 commenti

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Il solito Neri Parenti ricicla le vecche idee di Vanzina (in questo caso il gigolò di Montecarlo Gran Casinò) con risultati a dir poco assurdi. Le idee latinano e si arriva alla fine senza una vera conclusione. Il cinismo di De Sica supera il grottesco, non fa più ridere perché è totalmente irreale. Per Dario Bandiera invece ci si è rifatti al Signor Robinson di Villaggio: lui fa quello che può, pur sapendo che non è un personaggio che si adatta perfettamente alla sua personalità.

Mco 9/01/16 11:50 - 2135 commenti

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Un tempo i cinepanettoni ingolosivano e facevano ridere, questo rimane sullo stomaco e induce a piangere. Se l'unica idea decente (l'alienazione dell'uomo dal mondo reale mercé l'iperbole tecnologica) è lasciata a un imbarazzante Bandiera poco altro vi sarebbe da aggiungere. Per tacere del duo Ghini-De Sica, triste deriva del genere pecoreccio, qualche (accenno di) sorriso proviene dal segmento che vede Argentero, novello Macario (mi perdoni Erminio), che si butta addosso alle forme generose di una disinvolta Ilaria Spada. Tutto detto...

Galbo 14/04/16 05:46 - 11343 commenti

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Per chi non ne avesse avuto abbastanza, torna Parenti con una delle pellicole che meglio fotografa un certo cinema brillante prodotto nel nostro paese. Passabile, se pur involgarito con gag a sfondo sessuale orami esauste, l’episodio con il duo De Sica-Ghini, intollerabili per ripetitività e sterilità della scrittura quelli di Argentero (per lui un clamoroso passo falso) e Bandiera che sfrutta l’abusato tema della dipendenza tecnologica. Sempre uguale a sè stesso, il cinepanettone si cristallizza immoto come una sicurezza per il nostro cinema.

Nando 8/01/17 11:41 - 3458 commenti

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Una pellicola deprimente che mi auguro chiuda definitivamente il ciclo cinepanettoni con località esotiche. Non si sorride mai e si assiste a situazioni traballanti e talvolta al limite del pecoreccio. De Sica e Ghini sembrano due pappagalli che ripetono un noioso cliché all'infinito. Bandiera, che sarà pure simpatico, può fare la spalla, difficilmente il protagonista. Argentero è totalmente fuori parte mentre l'unica che appare meno mediocre è la Spada (ed è tutto dire).

Piero68 6/12/16 09:23 - 2754 commenti

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Ormai si sa: il cinepattone è sempre uguale a se stesso e non cambierà mai. Un filone tutto italiano che si è consolidato negli anni grazie a un pubblico che vuole farsi solo quattro risate e a un cast che ha fatto la fortuna con questo tipo di prodotto. Come sempre i veri mattatori sono De Sica e Ghini, mentre il resto è solo riempitivo. Come Argentero o Bandiera o la stessa Finocchiaro. Saranno sempre uguali le battute, saranno sempre triviali gli argomenti, ma c'è poco da fare, quando il duo parte in quarta si ride davvero. E non è poco...
MEMORABILE: Il prete di colore che ogni volta ascolta i dialoghi con doppi sensi tra Ghini e De Sica; Rapiti, nel portabagagli; Il virtual sex di Bandiera.

Ultimo 22/12/16 09:36 - 1347 commenti

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Ha mantenuto (le poche) aspettative che avevo. Per me che sono cresciuto con i cinepanettoni di fine 90 e primi 2000, film come questi sono una vera delusione, che fa capire come il genere abbia ormai fatto il suo tempo. Si salva solo l'episodio con De Sica: non perché sia ben fatto, ma grazie alla sua bravura e alla capacità di sparare la frecciata vincente. Bravo anche Bandiera, ma l'episodio non ha sceneggiatura. Da piangere il duo Spada-Argentero.

Didda23 2/01/17 16:10 - 2282 commenti

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Il solito grande, grandissimo De Sica rende potabile una commedia scritta malissimo; in tal senso è difficile scegliere l'episodio peggiore fra quello del povero Bandiera incatenato a una storia dal sapore tecnologico che è terribile e quella della coppia Spada-Argentero, che sostanzialmente gira intorno a una unica idea. La soddisfazione viene assicurata dall'episodio con Ghini (la coppia è collaudatissima) che perlomeno è divertente in quanto viene dato libero sfogo alle peculiarità della coppia. La regia perlomeno conferisce il giusto ritmo.
MEMORABILE: I doppiosensi omessessuali; Nel bagaglio della macchina; De Sica.

Pinhead80 31/01/17 19:13 - 3883 commenti

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Il titolo esotico stimola ancora il pubblico che ama collegare questi luoghi a divertimenti sfrenati di ogni genere. Il film però è sempre lo stesso e a parte la classicissima storia interpretata da De Sica e Ghini, che si guarda volentieri, il resto è davvero deprimente. Non regge Dario Bandiera nell'interpretazione dell'homo technologicus e tantomeno la coppia arrapata Argentero-Spada, su cui è meglio stendere un velo pietoso. Zero fumo e zero arrosto.
MEMORABILE: Gli equivoci con il prete.

Ira72 2/02/17 16:00 - 919 commenti

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Partiamo dal presupposto che "visto uno, visti tutti". Ciononostante, io ci ricasco tutti gli anni dal 1983. Perché, per qualche arcano motivo, queste macchiette, seppur ripetitive, mi mettono di buon umore e un sorriso me lo strappano sempre. Fondamentale è la presenza di Christian De Sica, che sa come divertire. Certo, non si respira più quell'aria anni 80 che incideva non poco, ma per una serata in leggerezza va bene.

Jandileida 30/07/20 21:16 - 1246 commenti

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Film che esaurisce gli ultimi fuochi di quello che fu a suo modo un genere glorioso. Peccato che l'esaurimento, più che da un allegro crepitio, sia accompagnato dal blu dei corpi santi: poche le idee, troppe le ripetizioni, due episodi di rara modestia e un altro che regge un po' la baracca ma che alla fine deve ricorrere financo alla micidiale torta di fagioli, roba da far tremare ai polsi anche al glorioso Pierino. Insomma, si va avanti fino alla fine per inerzia, ci si fa qualche risata con il solito De Sica poi si spenge la televisione e si sospira.
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