Totò a Parigi

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1958
Genere: commedia (bianco e nero)
Numero commenti presenti: 11
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Considerato da più parti uno dei film più fiacchi di Totò, questa ennesima incursione del nostro nel tema del doppio è in realtà un prodotto altalenante: a tratti esilarante (per merito del comico napoletano, ovviamente), spesso noioso e “allungato” (soprattutto nelle parti dove compare l' “altro” Totò, quello serio), non riesce quasi mai a convincere del tutto. E da un regista come Camillo Mastrocinque (che con Totò aveva girato autentici capisaldi come TOTO’ PEPPINO E LA MALAFEMMINA o TOTO’ LASCIA O RADDOPPIA?) ci si aspettava sicuramente di più. Peccato, perché il Principe è in gran...Leggi tutto forma e quando riprende alcuni dei suoi pezzi forti (come il celeberrimo sketch sul treno, dove al Castellani di TOTO’ A COLORI si sostituisce il bravo Luigi Pavese) ha momenti eccezionali. Basti vedere come sfrutta per l'ennesima volta le facili gag al night club, reinventandole con risultati eccellenti. Purtroppo il copione è davvero esiguo e l'aver inserito tre o quattro numeri musicali (compreso quello di Totò, che canta la sua “Miss, mia cara miss”), inutili dialoghi tra il sosia marchese e un sedicente “genio del crimine”, continui semispogliarelli di Sylva Koscina ne è la conferma. La povertà della sceneggiatura è insomma evidente, eppure qua e là il genio di Totò la risolleva con interventi sempre simpatici e riusciti. Manca una vera spalla (se si esclude l’estemporaneo apporto di Pavese), così troppo spazio viene lasciato ai personaggi secondari, con la Koscina a provare il ruolo della grande seduttrice e gli altri a giocare ai gangster da mezza tacca. In ogni caso il Principe ha fatto di ben peggio e criticarlo qui apparirebbe piuttosto ridicolo. Parigi è praticamente invisibile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Undying 25/05/08 18:01 - 3839 commenti

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La somiglianza del perfido e corrotto marchese Gastone de Chemantel, residente a Parigi ed il vagabondo romano di nome Totò (vive su una catapecchia costruita tra gli alberi!), avrà ripercussioni non indifferenti sulla vita del modesto spiantato: per incassare un ingente somma assicurativa, deve infatti morire al posto del nobile (e vigliacco) marchese. Totò viene fatto partire, in treno, per Parigi. Solida commedia, come sempre sorretta sull'immancabile vis comica di De Curtis che propone una scena sul vagone letto ispirata da Totò a Colori.

Pigro 26/09/08 09:36 - 7897 commenti

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Barbone napoletano, sosia di un marchese francese, è portato a Parigi per una losca macchinazione. Storiella semplice (anzi, un po' noiosa) e innocua, tenuta su da un Totò che va in automatico, non folgorante e indimenticabile, ma comunque sempre irresistibile nelle sue gag più consumate. Si vede con piacere, ma si può non vedere.

Rambo90 11/08/11 20:38 - 6423 commenti

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Non è uno dei migliori film di Totò, ma la sua verve riesce a tenere in piedi anche la storia risaputa e banale dei due sosia (uno nobile e cattivo, l'altro straccione ma buono). In particolare il duetto con Pavese nel treno e la sequenza nel museo delle cere restano impresse, così come la baracca sugli alberi dove il nostro è costretto a vivere. In definitiva simpatico e godibile, ma non eccelso.

Rigoletto 6/10/12 11:00 - 1621 commenti

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Pur non essendo da annoverare tra i film più brillanti di Totò, si vede senza problemi. Le micidiali gag sono ampiamente ridotte di numero ma ne sopravvivono due di straordinaria fattura: il viaggio in treno e la scena al museo delle cere. Lì si toccano vertici davvero notevoli, anche perchè Totò è accompagnato da quel solido caratterista che è Luigi Pavese, a mio avviso uno dei migliori e dei più sottovalutati. In sostanza questa pellicola **! li vale tutti (mezzo voto in più per le scene citate).

Graf 26/10/12 02:00 - 700 commenti

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Un film di Totò nella media. Il Principe della risata si reca in trasferta a Parigi e qui imbastisce una godibile farsa in forma di pochade con scambi di persona, equivoci e peripezie varie e con, al centro della storia, un'astuta macchinazione per intascare in modo fraudolento una ingente assicurazioni sulla vita. Niente di eccezionale ma il film è leggero e frizzante come una coppa di champagne. Comunque Mastrocinque ha realizzato con Totò film migliori di questo.

Smoker85 30/10/13 14:45 - 393 commenti

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Come in altri film della coppia Totò-Mastrocinque, fatta eccezione per i due con Peppino coprotagonista, la storia presenta alti e bassi: i momenti migliori sono quelli in cui il Principe è coadiuvato da una spalla (Pavese, Salvietti, Carotenuto), mentre quando è lasciato solo, nonostante tenti in ogni modo di strappare un sorriso (spesso riuscendoci), la pellicola appare trascinarsi a fatica. Non male Totò nella versione del nobile senza scrupoli, anche se forse sarebbe stato meglio non doppiarlo. Buono il resto del cast, su tutti Gravey.
MEMORABILE: La scena del vagone letto; Totò che canta "Miss, mia cara miss".

Mco 13/01/15 23:33 - 2157 commenti

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Uno scambio di persona con finalità truffaldine porta un poveraccio dalla desolazione degli alberi romani alla grandeur dei Campi Elisi. Totò si sdoppia ma l'espediente non fa conseguire un divertimento costante e maggiorato come ipotizzato dagli autori. La regia è solida e i comprimari (soprattutto femminili) in buona forma, ma le scene di massimo umorismo riflettono i noti giochi di parola ("Scusi si mi disturba"...) o qualche episodio isolato (nelle carrozze). Non memorabile ma di discreta fattura.

Minitina80 12/04/15 09:01 - 2392 commenti

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Anche qui ruota tutto attorno a Totò perché il contorno è veramente poca cosa; la storia stessa è molto striminzita ed è solo un pretesto per creare situazioni divertenti. C’è spazio anche per una variante del famoso sketch del treno, dove al posto di Castellani c’è un altrettanto bravo Pavese. Totò è sempre molto divertente, ma soprattutto spensierato e disimpegnato nell’interpretare il povero vagabondo. C’è qualche attimo di incertezza, ma nel complesso ci si diverte.

Pessoa 23/10/16 15:33 - 1218 commenti

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L'ennesimo film di Totò dalla trama inesistente e improbabile, mentre l'espediente del sosia era già vecchio ai tempi di Plauto. In questi casi di solito il Principe faceva da solo il film, appoggiandosi a collaudati comprimari. Ma qui le fide spalle mancano e gli attori francesi, inseriti nel cast per esigenze di produzione, sono poco in sintonia col protagonista che dalla sua non riesce a tirare fuori la verve dei momenti migliori. Certo, si ride, in fondo si tratta di uno dei più grandi comici di sempre, ma Totò ci ha fatto ridere meglio...
MEMORABILE: I dialoghi fra Totò e Memmo Carotenuto.

Gabrius79 16/06/17 01:25 - 1205 commenti

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Un filmetto appena discreto che si salva grazie al consumato mestiere del principe De Curtis, il quale comunque appare un po' sottotono rispetto al solito. Vero è che la storia è piuttosto risaputa e la sceneggiatura non troppo entusiasmante e questo non aiuta molto a risollevare le sorti della pellicola. Anche il resto del cast arranca. Piacevole il numero in cui Totò canta "Miss mia cara miss".

Giacomovie 24/10/20 18:37 - 1354 commenti

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Un vagabondo viene indotto a recarsi a Parigi dove scopre di avere un ricco sosia. Il tema del doppio è caro a Totò e qui gli permette di utilizzare il suo repertorio con un gioco di equivoci a volte scontato ma sempre divertente. La varietà di situazioni tiene alti ritmo e buonumore e vi sono alcuni celebri momenti (come la scena in treno e la canzone "Miss").
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Undying • 25/05/08 18:07
    Scrivano - 7630 interventi
    Nel film è presente una sequenza sul treno, in vagone letto, particolarmente esilarante, nella quale Totò induce il prof. Calogero Tempesta (interpretato da Luigi Pavese) sulla via dell'esaurimento.

    E' interessante notare come questo spezzone sembra essere una riproposizione di un celebre momento già visto in Totò a Colori (1952).

    Tale situazione, in modi e tempi diversi, farà la sua comparsa in pellicole italiane di molti anni successivi, evidenziando come il tema del viaggiatore, costretto in spazi limitati e condivisi, sia costretto a confrontarsi con l'altro... non sempre di idonee vedute e carattere.
  • Curiosità Undying • 26/05/08 23:36
    Scrivano - 7630 interventi
    In Totò a Parigi la musica ricopre un ruolo particolarmente importante; ad esempio il brano Miss, mia cara miss (inserito il link nella sezione trailer), è considerato uno dei migliori cantati da Totò.

    Il compositore della colonna sonora, non a caso, è Gorni Kramer (al di là del nome, il musicista è puramente italiano): noto per avere firmato alcune delle più celebri canzoni dei musical di Garinei e Giovannini.
    Per i motivi dei brani presenti in Totò a Parigi, Kramer si è ispirato ad alcune famose commedie di Broadway.
    Il compositore musicale ha dato "i natali" ad artisti quali Don Lurio o le gemelle Kessler.
  • Discussione Zender • 27/05/08 08:55
    Consigliere - 43734 interventi
    Undying, nella sezione curiosità del film:
    In Totò a Parigi la musica ricopre un ruolo particolarmente importante; ad esempio il brano Miss, mia cara miss (inserito il link nella sezione trailer), è considerato uno dei migliori cantati da Totò.
    Sì. il pezzo è in effetti celeberrimo, nel repertorio di Totò, ma siamo sicuri che si sia sentito proprio qui per la prima volta?
  • Discussione Squash • 14/09/14 07:51
    Galoppino - 196 interventi
    Durante le riprese di questo film Totò ebbe la possibilità di incontrarsi con il re Umberto in esilio in Portogallo e di passaggio a Parigi.
  • Discussione Squash • 14/09/14 07:56
    Galoppino - 196 interventi
    Quando Totò passa davanti alla cattedrale di Notre Dame con la sua macchina si vede parcheggiata una Citroen DS che messa al confronto con le altre macchine parcheggiate nel film sembra la macchina di un marziano!
  • Discussione Claudius • 14/09/14 11:22
    Servizio caffè - 196 interventi
    Ho controllato su wikipedia, la canzone effettivamente è del 1958, quindi penso risalga a questo film