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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/02/10 DAL BENEMERITO RENATO
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Renato 10/02/10 12:12 - 1561 commenti

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Si inizia alla grande, con la Spaak in baby-doll sdraiata a letto. Lattuada racconta la sua storia prendendosi qualche pausa, la pellicola infatti in alcuni momenti può sembrare datata, ma emerge comunque una certa vitalità adolescenziale raccontata con realismo e senza le tipiche semplificazioni da commedia all'italiana. La Spaak, che nei primi piani pare sempre teneramente imbronciata, attraversa il film con leggerezza, ed arriva ad un finale che mi ha ricordato decisamente Monica e il desiderio.

Stefania 25/04/10 19:27 - 1600 commenti

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L'ultimo giorno dell'infanzia di Francesca: non le interessa poi tanto vivere la sua prima volta, quanto prepararsi a viverla, e averla poi vissuta; i rimandi alla poesia di Leopardi assimilano questa giornata particolare ad un "sabato del villaggio", dolce nell'aspettiva e nel ricordo. L'amica del cuore, sua madre, Renato e Lavinia: tutti le servono come piccoli specchi, sono esorcismi propedeutici a un rito di passaggio. Notevole, nella diciassettenne Spaak, la precisione nel rendere le indecisioni e i puntigli della diciassettenne Francesca.
MEMORABILE: Il dialogo tra i due amanti: in poche battute, dallo slancio romantico alla routine.

B. Legnani 21/09/10 18:29 - 4725 commenti

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Interessante, ma gli manca qualcosa per essere ”bel film”. Una Spaak smagliante e ammaliante (doppiata splendidamente dalla Asti), 15enne nei panni d’una 17enne, apre e chiude, destandosi da un sogno erotico e guardandosi allo specchio alla fine del dì in cui ha perso la verginità. Lattuada l’insegue ammirato. Coglie momenti ottimi (il dialogo fra le studentesse, fra le quali c’è la Raffai, come ben sa chi l’ha visto), ma talora rallenta troppo. Ottime le donne, fra le quali la regale Milly, non eccezionali gli uomini, al punto che spicca Furia, nell’unico (e breve) ruolo scherzoso.

Cotola 1/08/11 20:13 - 7532 commenti

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Colpisce non solo per la risaputa bravura di Lattuada nel ritrarre un personaggio femminile a tutto tondo (di cui segue ingenuità, slanci entusiastici, incertezze, tristezze) ma soprattutto per il linguaggio con cui è girato. Assomiglia ad una partitura jazz (genere che accompagna quasi costantemente la giornata di "formazione" di Francesca): tutto sembra improvvisato tra accelerazioni e momenti più riflessivi e dilatati. Di fulgida e conturbante bellezza la splendida Spaak. Grande fotografia ed eccellente colonna sonora jazzante di Piccioni.

Homesick 4/05/12 18:01 - 5737 commenti

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A diciassette anni l’adolescenza senza pensieri volge ormai al crepuscolo e al suo posto subentrano le consapevolezze e le disillusioni dell’età adulta. Con l’ausilio dell’elegante fotografia di Pogány e delle musiche (molto in tema la malinconica “Arrivederci” scritta da Umberto Bindi), Lattuada è riuscito a cogliere questo delicato passaggio della vita con tocco da grande autore e a dirigere senza fallo una sorprendente Spaak: libera da voyeurismi ed assalti pruriginosi, recita per sottrazione, con sguardi assorti e profondi degni della Monica Vitti del periodo antonioniano.
MEMORABILE: «Tutt’oggi ho cercato qualche cosa, pensavo che poi tutto sarebbe stato chiaro... e ora mi sento un po’ perduta».

Daniela 11/02/14 09:34 - 9415 commenti

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Sulle note sincopate della colonna sonora di Piccioni, una giornata della diciassettenne Francesca, ricca liceale romana, dal risveglio sensuale fino al ritorno a casa serale... Lattuada si conferma abile nei ritratti di giovani donne e qui può contare sulla grazia di Spaak, dolce e malinconica, nonostante il film non convinca pienamente per alcune sequenze che risultano forzate e troppo didascaliche (la lettera a scuola, il monologo del mantenuto Sorel). Nel complesso, un'opera importante, anche per la storia del costume e della censura nostrana, ma piuttosto datata.

Modo 25/08/14 09:16 - 824 commenti

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Una ragazza liceale innamorata di un uomo di 20 anni più vecchio. Non si capisce se è solo infatuazione, il bisogno di fare quel passo importante, o amore. Lattuada sembra propendere più per la prima ipotesi, anche perché non vi è una malinconia di fondo che possa far pensare a un forte e duraturo sentimento. Bellissima e brava la giovane Spaak, così come il resto del cast. Chiudono una convincente fotografia e una piacevole, jazzata colonna sonora.

Lucius 22/02/15 09:37 - 2819 commenti

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Adolescenza addio, sono una donna. Ma come varcare la fatidica soglia? Quanti ripensamenti, quante paure, con quale uomo? Lattuada affida al volto spaurito e conturbante della Spaak, specchio delle pulsioni sottopelle tipiche del passaggio adolescenziale, il compito di trasmettere le emozioni tipiche di quel particolare momento della vita in cui si diventa adulti e la Spaak incarna il ruolo con poco convolgimento emotivo e troppe titubanze. Il desiderio carnale sembra secondario. Jean Sorel in stato di grazia. Pudico.

Faggi 30/06/16 20:45 - 1505 commenti

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Pellicola audace se si considera il periodo storico in cui è uscita (i '60 stanno appena cominciando, l'Italia è immersa nell'estasi del boom economico ma non si fa mancare le idee retrive). È un bel film per come è costruito e girato, con un andamento a frammenti giustapposti, per la sottile atmosfera di malinconia che lo avvolge e la semplicità d'insieme. La Spaak (molto bella) restituisce con naturalezza un personaggio indimenticabile. Preziosa la fotografia, bella la musica: cinema italiano doc.

Rufus68 31/05/18 00:14 - 3090 commenti

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La straordinaria scena iniziale, col risveglio della protagonista e il successivo dormiveglia, segnano simbolicamente il film: insorgenze erotiche, scoperta del corpo, sogno, veglia, svelamento della realtà. Un meraviglioso tour de force esperienziale, compresso in una giornata, dall'andatura pigra e spietata, languida e assolata: Francesca è al centro di tutto e tutto gioca attorno a lei per renderle chiaro, infine, il "vero crudele" sull'amore e sugli uomini, secondo la citazione del Leopardi, qui giustamente evocato. Bravissima la Spaak.

Buiomega71 5/08/20 00:57 - 2268 commenti

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Quintessenza del cinema delle ninfette lolitesche lattuadiane (che varrebbe da solo la visione). Se la storiella è striminzita (la solita quindicenne in fregola per l'uomo che può essere suo padre), si apprezza l'abilità del regista di ritrarre le ragazzette smaniose senza malizia passando dal lesbismo platonico al voyeurismo, alla decadenza della borghesia (Sorel toy boy per la principessa). Si spera in un finale che anticipa Il sorpasso ma che non avviene, mentre la Spaak tiene il broncio. Brutte le musiche di Piccioni e bellissima Juanita Faust. Piacevolmente  frivolo.
MEMORABILE: La Tolo regina egocentrica della classe; I seni della Spaak nascosti, poco, dalla vestaglietta; La Spaak sbircia tra i tendaggi la focosa principessa.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 16/01/12 07:45
    Consigliere - 43516 interventi
    Non capisco che intendi per posticcio... La facciata laterale cioè quella che si vede nel film è quella che, guardando Palazzo Barberini dal cancello, sta sulla destra,m ovvero questa:

    41°54'10.83"N 12°29'25.08"E

    l'auto sta arrivando dal ponticello.
  • Discussione Lucius • 16/01/12 10:13
    Scrivano - 8321 interventi
    Capito, pensavo l'altra.Quella parte del cortile è riservata alle auto di chi ci lavora, ma io so come entrare, per l'altra foto entrerò nel giardino (l'accesso è libero) si passa davanti all'arcata postata in Vacanze romane,me lo faccio tutto e arrivo ai busti, se ce la faccio scatto con la stessa angolazione dell'altro fotogramma, se quel punto non è accessibile, fotografo il posto col busto, poi vedrai tu stanotte.Ciao
    Ultima modifica: 16/01/12 10:14 da Lucius
  • Musiche Roger • 23/04/12 21:52
    Call center Davinotti - 2802 interventi
    Francesca, entrando in un bar, si sofferma ad ascoltare un juke-box che suona "Arrivederci" (Calabrese-Bindi) cantata da Don Marino Barreto jr.
    Ultima modifica: 24/04/12 07:32 da Zender
  • Discussione Roger • 18/05/12 17:25
    Call center Davinotti - 2802 interventi
    Zender il link nella verifica della villa di marino và modificato in La Noia
  • Discussione Zender • 18/05/12 18:03
    Consigliere - 43516 interventi
    Vero, ho anche invertito i fotogrammi (La noia doveva star sotto, non sopra). Grazie.
  • Discussione Saimo • 13/06/13 00:15
    Disoccupato - 226 interventi
    Su Visioni proibite abbiamo pubblicato un approfondimento sulla censura al film:
    http://www.visioniproibite.it/film-censurati-vietati-minori-cinema/45-dolci-inganni-1960-alberto-lattuada
  • Discussione Buiomega71 • 5/08/20 11:28
    Pianificazione e progetti - 21924 interventi
    Rassegna estiva: Italian Graffiti d'agosto 

    La quintessenza del cinema lattuadiano di ninfette e lolite in fregola (che ne vale, solo per questo, la visione), condito da ragazze bellissime. fiori sbocciati di ingenua sensualità (la Tolo che fà la l'egocentrica reginetta della classe, la bellezza sfacciata dell'amichetta "misantropa" della Spaak, Juanita Faust, le scarpette, l'autoreggente, le gambe -ma le gambe, ma le gambe-le ragazzine sulle auto durante la gara per Frascati, la principessa della Erspamer, la modella nell'atelier pre baviano, la stessa Spaak che smania sogni erotici nell'incipit, che si gira e rigira nel lettino coperta da un lenzuolino, dove, la camicetta da notte striminzita, mostra la bellezza fulgida dei suoi seni). eppoi l'immagine della Spaak riflessa negli specchi, che dà al film una dimensione da favoletta adolescenziale.

    Non c'è morbosità o malizia nello sguardo di Lattuada (un pò come farà David Hamilton), ma una piacevole frivolezza e leggiadria nella solita storiella della ragazzina innamorata dell'uomo maturo che potrebbe essere suo padre, tra canzonette (Arrivederci al juke box) , pene d'amore tipiche di quell'età "maliziosa", ville da ristrutturare e una fauna umana grottesca e surreale (la contessa di Milly, il toy boy di Jean Sorel doppiato in romanesco, il commerciante che vuole i suoi soldi dalla Contessa, Contessa che anticipa la nonnetta "sprint" del Tempo delle mele, Contessa che NON è la madre della Spaak come scrivono alcuni siti, ma la madre dell'amica, l'incantevole Juanita Faust).

    Oltre alle passioni lesbo platoniche , Lattuada dona scampoli di leggera e inoffensiva morbosità (la Spaak che spia, dietro i tendoni, Sorel e la principessa che si apprestano a fare all'amore) e qualche tocco di cinismo (il cane morto), cheppoi verranno alla luce nel suo cinema degli anni 70, con piccoli gioielli come Oh, Serafina! e Così come sei (che de I dolci inganni ne pare quasi il remake), in un passaggio dall'adolescenza all'età adulta oggi, francamente, datata.

    Si spera in un finale che poteva anticipare Il sorpasso , ma che non avviene e lascia un pò di amaro in bocca.

    Oggi fan sorridere i problemi censori che ha passato il film e lo stesso Lattuada, ma, all'epoca, era un mezzo coccolone per i benpensanti e i bigotti, che già avevano avuto i capelli drizzi (e magari non solo quelli ) per La dolce vita felliniana.

    Bellissima la fotografia di Pogany, suggestive le location romane e terribile la partitura musicale di Piccioni (l'organo è inascoltabile). Mentre affascina il gusto raffinato del suo autore per affreschi e lussureggianti stanzoni di pompose case romane monarchiche.

    Ma la visione è meritevole per tutte quelle ragazzette che pululano di quà e di là (Lattuda fa la stessa cosa di Pasolini sui ragazzi di vita, ma dalla parte opposta, la mia preferita), e per la cura con cui Lattuada sottolinea certi particolari (la suola consumata delle scarpette nere della Spaak, che , tra l altro, indossa per tutto il giorno senza le calze).

    Battuta (s)cult di Sorel su Leopardi, che francamente mi ha fatto ridere : "Me piace il manto, lo scatto...", riferendosi al felino, non sapendo manco chi sia il poeta.

    A suo modo segna un'epoca e una rottura sulla pudibonda censura, ma lontano dall' essere un capolavoro (Lattuada ha fatto di molto meglio).

    Sbarazzino, simpatico, frizzante, ma non esente da momenti, oggi soprattutto, di una banalità tanto ingenua da far quasi tenerezza.
    Ultima modifica: 5/08/20 15:30 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 5/08/20 11:42
    Pianificazione e progetti - 21924 interventi
    Discreto il dvd edito dalla 01

    Formato: 1.78:1

    Audio: italiano

    Sottotitoli: italiano per non udenti.

    Nessun extra se non il menù con i capitoli.

    Durata effettiva: 1h, 27m e 14s (Versione integrale, ma con i dialoghi modificati dalla censura dell'epoca).

    Immagine al minuto 00.50.00. Francesca (Catherine Spaak) davanti agli specchi della principessa (Donatella Espamer), prima di provarsi i suoi costosi profumi.

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/PDVD-133.jpg[/img]
    Ultima modifica: 5/08/20 18:42 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 5/08/20 12:01
    Pianificazione e progetti - 21924 interventi
    Zendy, da più parti (compreso itagliatalia) leggo che il titolo effettivo sarebbe Dolci inganni senza la I.

    Può darsi sia dovuto alle tribolazioni censoree che ha avuto il film. Vedi tu se metterlo negli aka.
    Ultima modifica: 5/08/20 12:02 da Buiomega71
  • Discussione Zender • 5/08/20 16:50
    Consigliere - 43516 interventi
    Sì, al momento lo metto negli aka. Di solito mi fido abbastanza delle locandine, pur se è ovvio che non danno sicurezza.