L'uomo del banco dei pegni

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Titolo originale: The Pawnbroker
Anno: 1964
Genere: drammatico (bianco e nero)
Note: Soggetto dall'omonimo romanzo dello scrittore statunitense Edward Lewis Wallant pubblicato nel 1961.
Numero commenti presenti: 8

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/04/09 DAL BENEMERITO PIGRO
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Pigro 7/03/10 10:06 - 7737 commenti

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Da una parte la tormentosa memoria dei lager, dall'altra le condizioni di povertà e malavita nella Harlem moderna: tra questi due poli si gioca un film capace di esaltare al massimo sia l'aspetto emotivo profondo di un uomo (un più che superlativo Steiger!) incattivito dal dolore, sia l'aspetto sociale di una metropoli con l'umanità nascosta dietro al dio denaro. Eccellenti le immagini naturaliste della città così come quelle claustrofobiche del banco dei pegni. Notevole l'uso del montaggio, saettante e pungente in alcuni momenti. Imperdibile.

Luchi78 19/12/12 09:58 - 1521 commenti

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Grande pezzo di cinema, probabilmente sottovalutato dal grande pubblico ma di sicuro impatto emotivo. La grande interpretazione di Rod Steiger e la regia superlativa di Lumet rendono giustizia a un tema delicato come quello del ritorno alla vita quotidiana di un ebreo dopo la sconvolgente esperienza nei lager tedeschi. Una sorta di contrappasso tra l'aspetto più materiale della vita (non a caso il protagonista lavora in un banco dei pegni) e il ricordo del terrore e della morte che apre gli occhi su orizzonti più ampi.

Pessoa 13/03/17 23:12 - 1131 commenti

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Grande lezione di cinema di Steiger, la cui tracotante baldanza (che gli farà vincere l'Oscar qualche anno dopo) lascia il posto a un personaggio triste e oscuro cesellato con sguardi e silenzi, il cui valore universale trascende il momento storico. La vicenda presenta una trafila di personaggi che interagendo con il protagonista ne rivelano i misteri. La sceneggiatura mostra qualche vuoto che però si sente poco grazie alla bravura degli attori. Ineccepibile e rigorosa la regia di Lumet. Un piccolo capolavoro dimenticato che andrebbe visto.

Myvincent 12/05/17 22:40 - 2527 commenti

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Un uomo sopravvissuto all'orrore dei campi di sterminio nazisti vive da "morto" nel ricordo di aver perduto tutto senza aver potuto evitare nulla. Il banco dei pegni ora è il suo arido nido. Estenuante pellicola di Sidney Lumet, svetta per i propositi etico-politici, ricamando un racconto attorno alla performance di Rod Steiger, tanto robusta e solida quanto sopra le righe: una maschera tragica che qualche volta sfiora il patetismo. Comunque un gran film, nonostante il ritmo soporifero.

Daniela 26/05/17 01:42 - 9237 commenti

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Perduti moglie e figli nell'Olocausto, venticinque anni dopo un insegnante ebreo emigrato negli USA gestisce a Harlem un banco di pegni frequentato da poveracci, prostitute, tossici e malviventi... Ritratto di un uomo che le sofferenze hanno reso in apparenza arido ed insensibile, narrato intersecando un presente, con la routine in un ambiente angusto, con i ricordi lancinanti del campo di concentramento. La prova di Steiger, al tempo molto lodata, mostra qualche incrinatura ma il il film resta importante sia per i contenuti che per la forma concisa e il montaggio sincopato.

Alex1988 14/11/18 18:36 - 638 commenti

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Forse uno dei film più duri realizzati da Sidney Lumet, nel narrare la realtà urbana ostile e allo stesso tempo il dramma del protagonista, tormentato dai propri fantasmi del passato, incapace di sconfiggerli. Un magistrale Rod Steiger (premiato a Berlino) più dimesso del solito al servizio di una regia dimessa pure lei ma allo stesso tempo vigorosa. Merita certamente una visione.

Rocchiola 17/06/20 12:13 - 858 commenti

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Il dramma dell’Olocausto rivive attraverso la storia di un usuraio solo e cinico che ha perso ogni fiducia nei confronti della razza umana. Uno dei primi film a trattare il tema del genocidio ebreo con uno stile per l’epoca decisamente audace. Sul piano narrativo è un’opera piuttosto pesante che non coinvolge mai appieno lo spettatore. Anche la prova di Steiger è ai limiti di un certo manierismo teatrale. Realistica invece la descrizione del quartiere di Harlem, fotografato in uno splendido bianco-nero d’annata. Più minimali e astratti risultano invece i flashback nei lager.
MEMORABILE: L'accostamento tra i vagoni affollati della metropolitana con i treni dei deportati; L'offerta sessuale della giovane donna di colore; Il tagliaerbe. 

Nicola81 8/07/20 00:11 - 1927 commenti

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Ritratto di un ambiente fatto di disagio, criminalità ed emarginazione (siamo ad Harlem), ma soprattutto di un uomo che le tragedie hanno reso insofferente e cinico, anche nei confronti di chi sarebbe disposto a tendergli la mano. I film di Lumet sono spesso ostici, e questo è forse quello più duro ma anche quello più coraggioso, per aver affrontato tematiche come l'Olocausto, l'antisemitismo e il razzismo, e per aver sfidato il codice Hays con due nudi femminili ritenuti essenziali ai fini della storia. Pesante ma intenso, e impreziosito da un'ottima interpretazione di Rod Steiger.
MEMORABILE: I ricordi del campo di concentramento; Il personaggio della Fitzgerald; Il finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 26/05/17 08:28
    Consigliere massimo - 5074 interventi
    Il film di Lumet viene spesso indicato come la prima pellicola americana a trattare il tema dell'Olocausto dal punto di vista di un ebreo.
    Questo "primato" viene sottolineato anche nella scheda dedicata al film su Wikipedia.

    Tuttavia, ricordo almeno un film precedente a questo il cui protagonista, un ebreo tedesco interpretato da Kirk Douglas, è sopravvissuto all'Olocausto in cui ha perso moglie e figli: si tratta de I perseguitati, diretto nel 1953 da Edward Dmytryk.
    Ultima modifica: 26/05/17 08:30 da Zender
  • Discussione Tarabas • 26/05/17 16:04
    Formatore stagisti - 2050 interventi
    Grazie della segnalazione, me lo segno sicuramente, sia per il tema, sia per l'accoppiata regista-protagonista.

    Il film di Lumet lo ricordo poco, ricordo però che sollevò molte controversie per il fatto che dipingeva un personaggio ben poco empatico e per il rischio di stereotipi razziali (il binomio ebreo-prestito su pegno).

    Potrebbe essere l'occasione per rivederlo e unire anche il film di Dmytryk.
  • Discussione Daniela • 26/05/17 20:30
    Consigliere massimo - 5074 interventi
    Tarabas ebbe a dire:
    sollevò molte controversie per il fatto che dipingeva un personaggio ben poco empatico e per il rischio di stereotipi razziali

    In effetti venne attaccato un poco da tutte le parti: dagli ebrei per quello a cui accenni, dai neri perché presentava personaggi negativi, dai difensori della morale perché mostrava donne nude... insomma un tiro incrociato.
    Anche io l'avevo visto molto tempo fa e ricordo che allora mi colpì soprattutto l'interpretazione di Steiger, che invece ieri è stato forse l'aspetto che mi ha convinto meno: non credo però che ciò sia dovuto alla sua prova in questo film specifico (fra l'altro, ho letto che accettò di lavorare per una paga molto inferiore a quella abituale perché credeva nel soggetto), ma ad una diversa valutazione complessiva dell'attore, nelle cui prestazioni ora avverto una certa maniera.
    In questa visione recente ho apprezzato soprattutto il realismo della messa in scena, il montaggio di tipo quasi "jazzistico", alcuni personaggi di contorno (bellissimo quello del vecchio nero che coglie l'occasione delle visite al banco dei pegni per parlare con qualcuno e si rattrista quando scopre di non aver più nulla da impegnare).

    Lumet è un grande regista e mi sono riproposta di vedere (o rivedere) tutto il disponibile della sua folta filmografia. Nell'arco di una carriera che si è aperta e si è chiusa con due capolavori (La parola ai giurati e Onora il padre e la madre) c'è una "densità" di film buoni o ottimi che è difficile ritrovare in quelle di altri autori.

    Edward Dmytryk non si può definire un maestro del cinema al pari di Lumet ma anch'egli ha titoli notevoli all'interno di una filmografia altrettanto folta: come dimenticare L'ombra del passato, Odio implacabile, L'ammutinamento del Caine, Ultima notte a Warlock?
    I perseguitati, meno noto, è tutt'altro che un film pienamente riuscito, ma conta una prestazione notevole di Kirk Douglas che a mio parere ne rende meritevole la visone, insieme al bel soggetto a cui credo si sia ispirato Paul Schrader per il suo Adam Resurrected con Jeff Goldblum.
    Ultima modifica: 26/05/17 20:34 da Daniela
  • Homevideo Digital • 23/05/20 11:48
    Segretario - 3026 interventi
    Rieditato dalla A&R in dvd; disponibile dal 12/06/2020.
    Ultima modifica: 23/05/20 20:54 da Digital
  • Homevideo Rocchiola • 17/06/20 12:19
    Call center Davinotti - 1125 interventi
    Digital ebbe a dire:
    Rieditato dalla A&R in dvd; disponibile dal 12/06/2020.
    Ennesima riedizione della A&R che pone rimedio alla pessima versione del 2013 che proproneva un video non restaurato in 4:3. La nuova versione è rimasterizzta in HD con video panoramico 1.77. Il master è stato preso con tutta propbabilità dal bluray americano della Olive e propone un bianco-nero molto brillante e contrastato. Le immagini sono pulite, nitide e dettagliate. Peccato invece per l'audio italiano che per quanto potente risulta chiuso e rimbombante, tanto che a tratti si perde qualche parola nei dialoghi.
  • Discussione Rocchiola • 17/06/20 12:24
    Call center Davinotti - 1125 interventi
    Molte fonti indicano che in questo film fa la sua prima comparsa cinematografica Morgan Freeman. Qualcuno è riuscito ad individuarlo all'interno della pellicola?
    Ultima modifica: 17/06/20 13:42 da Rocchiola
  • Discussione B. Legnani • 17/06/20 14:49
    Consigliere - 13702 interventi
    Rocchiola ebbe a dire:
    Molte fonti indicano che in questo film fa la sua prima comparsa cinematografica Morgan Freeman. Qualcuno è riuscito ad individuarlo all'interno della pellicola?
    https://www.youtube.com/watch?v=lcNCQCDPjtU
  • Discussione Rocchiola • 18/06/20 14:20
    Call center Davinotti - 1125 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Rocchiola ebbe a dire:
    Molte fonti indicano che in questo film fa la sua prima comparsa cinematografica Morgan Freeman. Qualcuno è riuscito ad individuarlo all'interno della pellicola?
    https://www.youtube.com/watch?v=lcNCQCDPjtU
    Non è chiarissimo ma guardando il DVD parrebbe l'uomo con berretto appoggiato al muro durante lo scorrere dei titoli di testa del film.
    Grazie per la dritta !!!!
  • Discussione B. Legnani • 18/06/20 14:28
    Consigliere - 13702 interventi
    Rocchiola ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    Rocchiola ebbe a dire:
    Molte fonti indicano che in questo film fa la sua prima comparsa cinematografica Morgan Freeman. Qualcuno è riuscito ad individuarlo all'interno della pellicola?
    https://www.youtube.com/watch?v=lcNCQCDPjtU
    Non è chiarissimo ma guardando il DVD parrebbe l'uomo con berretto appoggiato al muro durante lo scorrere dei titoli di testa del film.
    Grazie per la dritta !!!!
    Concordo. Difatti hanno tagliato lì lo spezzone.