L'unica legge in cui credo

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/06/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 4/02/12
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Il Gobbo 29/06/07 19:12 - 3011 commenti

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La sorella di un pittore ex-mercenario (?) muore per overdose. Lui allora indaga e scopre un'organizzazione... Folle esperimento di trapianto del giallo/poliziesco in una cornice da fotoromanzo, àmbito da cui provengono il cast e la tetragona inespressività del medesimo. Dopo l'inizio da melò poveraccistico, il film vira verso l'azione (neanche poi malaccio), ma sempre con musiche languide (di tali Meno uno), flou, look imbarazzanti. Il contrasto che ne scaturisce lo rende quasi un cult. Quasi.
MEMORABILE: "Neanche io amo fare l'indossatrice, ma bisogna pur fare qualcosa per vivere"

Renato 21/07/08 17:25 - 1582 commenti

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Una specie di giallo patinatissimo girato da un regista mediocre che qui veste anche i panni del protagonista. L'aria da poliziesco truce e trucido che io amo particolarmente è lontana anni-luce, ma nonostante ingenuità e pauperismi (o forse proprio grazie ad essi) il film non annoia affatto. I vari Torrisi e Pazzafini come picchiatori fanno la loro parte, ovviamente. Ah, molto belle le musiche, anche se in un poliziesco tipico sarebbero del tutto fuori luogo.
MEMORABILE: La sequenza pre-titoli di testa dice già molto sul film che sta per iniziare...

Daidae 27/04/10 20:51 - 2749 commenti

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I primi 10 minuti fanno pena: sembra di assistere a un telefilm di bassa lega; poi il film prende una piega poliziesca e si salva per il rotto della cuffia. Cast orribile (salvo solo la banda di picchiatori tra i quali spicca il mitico Nello Pazzafini). Discreto il finale... in conclusione non è male, contando che appartiene alla schiera dei "poveristi".
MEMORABILE: Giorgi che spara... un colpo un centro.

Il Dandi 14/03/11 13:40 - 1821 commenti

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Lui è un pittore povero (ma gira in Porsche); la sorella muore e lui passa il film a gridare vendetta, finché verso la fine si decide a spegnere la sigaretta, posare il bicchiere, e passare alle vie di fatto. La provenienza del cast dai fotoromanzi Lancio (compreso il regista/protagonista) si risente non solo nella staticità dei volti, ma soprattutto nei dialoghi (fumettistici, inconcludenti) e nel clima melò intriso di una certa tristezza. Giorgi-De Molinis è attore appena passabile, ma sorprendentemente dignitoso come regista. Insolito.
MEMORABILE: Giorgi al bar: "vorrei un whisky"; barman (tirando fuori il J&B):"Le va bene questa marca?" - "Sì, sì" (guarda caso è la stessa che beve ovunque...)

Homesick 24/07/13 08:12 - 5737 commenti

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L’unica legge è la vendetta senza esclusione di colpi che un uomo compie contro la banda di spacciatori che gli ha ucciso la sorella, morta di overdose. Un reperto del nostro cinema di genere che merita di essere conservato, sapendo condensare in meno di 80’ indagine gialla, spunti sociali (il nesso droga-alta borghesia), iperbolici inseguimenti da poliziesco e un redde rationem conclusivo in una scuderia degno di un western. La pubblicità del Fernet Branca sfiora l’incredibile: gli viene persino dedicata una session fotografica con una modella in posa…! Teso, asciutto, appagante. **!/***
MEMORABILE: Il lungo inseguimento in auto e l’incidente da cui il protagonista esce miracolosamente illeso; la morte di Pazzafini nella scuderia.

Fauno 8/08/13 20:20 - 1929 commenti

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Nonostante le scene di violenza gratuita siano molto incisive e diano tonicità all'assieme, il film è più melodrammatico che poliziottesco, vuoi per la colonna sonora, vuoi per la negatività ovunque palpabile... forse è questo un vero lacrima-movie! Nessun attore emerge e la trama è decisamente prevedibile. Resta la curiosità di vedere in altro ruolo Jeff Blynn, il mitico commissario ovofago di Giallo a Venezia, nonchè la modella che espone ossessivamente il Fernet, anche se più che per quello la scena rimane impressa per la musica delirante...
MEMORABILE: Il personaggio di Oscar è tutto dire; La Citroen alla quale sparano 4 colpi a una gomma che fa un inseguimento allo spasimo...

Nicola81 13/09/14 23:32 - 1981 commenti

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Tra i poveristici non è certo il peggiore. Mix tra giallo e poliziesco, su cui aleggia un'atmosfera da melodramma probabilmente inevitabile vista la provenienza del cast. Giorgi si cuce addosso un ruolo di protagonista a dir poco sui generis (un pittore con trascorsi da mercenario), ma dietro la macchina da presa non se la cava male. Belle ma un po' fuori contesto le musiche dei Meno Uno. Forse dipende anche dalla breve durata, ma resta il fatto che non ci si annoia.
MEMORABILE: L'inseguimento automobilistico; Il finale.

Maik271 20/11/14 17:35 - 436 commenti

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Dopo aver diretto questa pellicola Giorgi userà solo pseudonimi e questo la dice lunga sul film che si sta guardando. Attori pessimi (si salva solo Pazzafini che fa la comparsa), frasi fatte in ogni dialogo, nelle scene di azione il protagonista sembra di marmo (rivedere scena del muretto), finale scontatissimo e l'operatore con braccio tremolante. Musiche dei Meno Uno e anche questo è un segno premonitore.
MEMORABILE: Divertente la pubblicità del Fernet Branca.

Trivex 29/12/14 12:19 - 1498 commenti

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Il film propone gli stereotipi in voga in quel tempo: belli/e, dannati/e; sempre a bere e fumare, con mille problemi e nevrosi (cose straviste ma personalmente apprezzate). Oltre a questo però poco o nulla di buono, perché gli attori presentano prestazioni meno che mediocri e la storia tira a campare, portando a non pochi sbadigli. Qualche momento brillante c'è e il finale lascia un minimo di dubbio su chi sia veramente il cattivo, ma il tutto si svolge senza spessore e alla fine il prodotto risulta davvero trascurabile.
MEMORABILE: La ragazza nella piscina, con il braccio devastato dall'uso di droga.

Mco 10/07/17 23:00 - 2156 commenti

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Tra servizi fotografici, piscine e statuette ripiene di droga si srotola questo nastro giallo diretto e interpretato da Claudio Giorg(iutt)i. I ritmi sono lentissimi nella prima parte per poi accelerare grazie a ripetute sequenze di inseguimenti, nel prosieguo. Gli attori non appaiono in piena forma e anche a livello sexploitativo si annoverano ben poche cose. Restano alcune violenze inusitate, come l'abbruciamento con fiamma ossidrica e i colpi di pistola a bruciapelo. Molti i caratteristi impiegati, Pazzafini e Torrisi su tutti.

Rufus68 20/05/20 23:44 - 3125 commenti

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Un sostanzioso film come se ne facevano una volta. Pochi soldi, caratteristi dignitosi e una sceneggiatura di poche idee solide: lo sfondo sociale manicheo (ricca borghesia eguale vizio) e il tema inaffondabile della vendetta. Ercoli ci mette pure un regolamento di conti western tra fucilate e nitriti di cavalli (a Tor di Quinto!) e il gioco è fatto. Ovviamente modesto, ma vederlo in prima visione al cinema nei Settanta dev'essere stato un piccolo godimento. Non malaccio Giorgi.

Myvincent 24/09/20 08:33 - 2582 commenti

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Strano innesto di poliziesco su giallo (e fin qui nulla di nuovo) in cui brillano alcune stelle dei fotoromanzi di allora: da Katiuscia al baffuto Jeff Blynn, da Michela Roc a Rosalba Grottesi. C'è un pittore ex-mercenario del Congo che vuole indagare sulla morte della dolce sorella (avvenuta per overdose) e che crede solo nella legge della giustizia fai-da-te. Povero e artigianale, il film potrebbe far gola agli amanti del genere, a patto che soprassiedano su alcuni imbarazzanti passaggi di improbabili "interpreti" cinematografici.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Zender • 9/02/12 09:38
    Consigliere - 43623 interventi
    Per la serie QUANDO LA SPONSORIZZAZIONE NON TIENE VERGOGNA...

    All'interno del film alcuni personaggi sono legati al mondo della moda. Improvvisamente ci viene mostrata una session fotografica di una modella. C'è una musica rock in sottofondo, facce allegre, nessun dialogo, inquadratura sull'obiettivo della fotocamera, stacco veloce... finché si vede in cosa consiste la session: bottiglia di Fernet Branca in primo piano, con la modella che la esibisce fiera sotto i riflettori. Anzi, la volta lentamente per farne apparire a sorpresa l'etichetta.



    Poi ci gira intorno, si mette in posa con sempre l'oggetto del desiderio al centro della scena, vero protagonista incontrastato: uno spot nello spot, geniale! Dopo un bel po' di stacchi sulla bottiglia il fotografo la prende in mano, la alza come a dire "poi ce ne beviamo un po' ok?", lei annuisce e finalmente la ripongono.