Don't say a word - Film (2001)

Don't say a word
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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Sostanzialmente gira tutto intorno al più classico degli ultimatum: trovami l'informazione che voglio e io ti restituisco la figlia sequestrata. La variante sta nelle modalità con cui il padre-vittima (un Michael Douglas finito lì giusto per la pagnotta) deve carpire l'informazione: da buon psichiatra di grido dovrà riuscire in mezza giornata a far rivelare a una ragazzina spaurita un numero di sei cifre che sa solo lei. Parlandole, conquistandola, provando a rompere il suo ostinato silenzio. Il senso del film è racchiuso qui, anche se poi il regista Gary Fleder non ci risparmia la solita indagine parallela della polizia (condotta dalla bella Jennifer Esposito,...Leggi tutto ma il suo personaggio è del tutto fuori luogo così come l'intera parte poliziesca, abbozzata maldestramente). A chiudere il quadretto ci pensa l'immancabile madre-coraggio, che si agita e si tormenta intimamente. Una regia nervosa, una fotografia di gran classe non sono sufficienti a far emergere DON’T SAY A WORD da una mediocrità terribile. Tutti i luoghi comuni del genere (compresi i rabbiosi botta e risposta telefonici tra buono e cattivo con immancabile elencazione delle “regole del gioco”) vengono sciorinati senza pietà fino al brutto finale, in cui si rasenta davvero il ridicolo. Intanto la giovane Brittany Murphy fa di tutto per apparire scioccata e compassionevole come da copione, trasformando il film in una lagna interminabile. Sean Bean è il sequestratore dalla faccia truce, decente ma sprecato. Senza fantasia i flashback (contraddistinti da una grana Anni Settanta), che se ci venivano evitati riassumendoli in due scene era meglio.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 22/10/07 13:42 - 3538 commenti

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Il thriller è genere che tira, sia al cinema che come genere letterario, quindi facciamone più che possiamo... Questo deve essere stato il pensiero dei produttori che affidano la regia a Gary Fleder e la parte principale ad un Michael Douglas che non vale un decimo del papà Kirk. La pellicola si lascia anche vedere ma, se si è in cerca di qualcosa (anche solo minimamente) di originale bisogna orientarsi verso altri titoli. La cosa migliore è la fotografia.

Galbo 23/10/07 19:25 - 12066 commenti

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Thriller con ambizioni psicoanalitiche ma dalla qualità assolutamente media: non è bruttissimo, ma lo si dimentica poco dopo averne ultimato la visione. Il problema è l'estrema prevedibilità della sceneggiatura, tale per cui l'intreccio ed il finale procedono per passi scontati. Protagonista un Michael Douglas che recita per onore di firma in quanto appare particolarmente svogliato e precocemente invecchiato. Piuttosto antipatiche le protagoniste femminili.

Lovejoy 2/01/08 14:09 - 1823 commenti

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Stavolta il regista di Il Collezionista prende una sonora cantonata. L'inizio in sè non era male ma è il prosieguo ad esserlo. Una storia prevedibile con personaggi non poco stereotipati e una regia che non fa nulla per vivacizzare l'interesse. E il cast ci mette del suo. Douglas si aggira per tutto il film con la medesima espressione neutra; la Murphy è inespressiva; la Janssen e la Esposito sono due statue di ghiaccio. Platt è completamente sprecato e Bean continua imperterrito a fare una parte che non gli riesce proprio. Pessimo.

Redeyes 17/03/08 20:35 - 2358 commenti

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In tutta franchezza non vederlo non è un reato! Douglas, che qui riesce a non fare il sessuomane, dici il giusto e l'onesto e la bella Brittany, non più gatta da videoclip e cantante, non che reciti male, ma nemmeno c'illumina. La storia decade nel deja vù già dalla seconda scena. La regia latita. Pellicola banalotta!

Ciavazzaro 19/12/08 14:38 - 4773 commenti

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Benché Michael Douglas sia indubbiamente un buon protagonista e il thriller presenti qualche lieve accenno originale (lo psicologo deve riuscire a far dire, a una ragazza che non parla da molto tempo, un numero, pena uccisione della figlia), alla fin fine il tutto non coinvolge troppo. Appena passabile.

Cotola 15/01/09 16:26 - 8578 commenti

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Debole thriller caratterizzato da una regia piatta, una sceneggiatura piena di banalità e luoghi comuni (il cui unico colpo di scena è copiato in maniera spudorata e pedissequa da La morte corre sul fiume) e un cast che non sembra credere minimamente in quello che fa. Lo potete tranquillamente evitare.

Ale nkf 16/05/09 12:39 - 803 commenti

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Vado contro-corrente anche se non mi dispiace ammetterlo: ho trovato questo film davvero bello, forse non perfetto ma degno di un voto più che positivo. Douglas è al massimo delle sue capacità come attore e anche la ragazza psicopatica che lo affianca recita molto bene.

Ghirlanda 9/06/11 15:04 - 58 commenti

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Troppo trucco per il buon caro vecchio Michael. Il mascara e il phard però non riescono a renderlo credibile nel ruolo dell'agile psicologo salvafamiglia. Don't say a word è un thriller banalotto e too much ammericano! Scontato, senza appeal e con dei cattivi troppo poco cattivi! Insomma un film floscio, anche se sulla carta promettente, senza né arte né parte! Si può tranquillamente vedere, ma non vi aspettate niente di esaltante!

Cangaceiro 16/12/12 13:08 - 982 commenti

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Da Un giorno di ordinaria follia a un film di ordinaria monotonia. E' la pur dignitosa parabola discendente del buon Douglas, placido pater familias strizzacervelli che magicamente si trasforma in castigamatti per salvare moglie e figlia. Storia trita e ritrita dunque, già vista in recite migliori, sia precedenti che successive. E dire che l'atmosfera dimessa e sonnolenta da thanksgiving day inizialmente crea un clima curioso, da quiete prima della tempesta. Fleder però ci mette poco o nulla nell'incanalarsi su binari consumati cedendo all'anonimato.

Rambo90 22/10/13 17:12 - 7294 commenti

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Non mi è affatto dispiaciuto; anzi, trovo che pur ricalcando tutti gli stilemi dell'action thriller la storia riesca a dire qualcosa di nuovo, soprattutto nell'insolita richiesta fatta dai cattivi al protagonista. Douglas è bravo e professionale, la Murphy un po' troppo sopra le righe, Bean come sempre perfetto come cattivo. Coinvolgente e ben diretto, per me notevole.

Gary Fleder HA DIRETTO ANCHE...

Saintgifts 17/10/14 02:37 - 4098 commenti

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L'impressione è quella di stare assistendo a un lavoro di almeno quindici anni prima, se non fossero le rughette di Douglas figlio a svelare la vera età del film. La prima sensazione di fastidio si ha con la presentazione della famigliola perfetta: padre amorevole, stimato (anche dai cattivi) professionista, figlia precocissima e moglie giovane e bella, con gamba ingessata (ma in short e canottiera, per essere comunque sexy). Seguono poi le "perfette" sedute nella fatiscente camera dei pazzi. Epilogo che richiama alla mente il nostro Sergio Leone
MEMORABILE: La camera (con vista) dell'ospedale psichiatrico, ben piastrellata, per una paziente, fra l'altro, con istinti suicidi.

Nicola81 15/05/16 14:28 - 2576 commenti

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Gli stereotipi del thriller americano medio ci sono praticamente tutti, ma siamo comunque in presenza di un prodotto ben confezionato e ben costruito, raccontato con buon ritmo e con un apprezzabile crescendo di tensione. Douglas ci mette il consueto mestiere, Bean sempre affidabile nei panni del cattivo, la povera Brittany Murphy (suo il ruolo più difficile) non era affatto male. Resta comunque il classico film "usa e getta", che intrattiene piacevolmente, ma che non è destinato a suscitare impressioni durature.

Anthonyvm 13/03/19 18:51 - 4551 commenti

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Thrillerino convenzionale che cerca di fare il "colto" intrecciando una trama action con il giallo psicologico ma che alla fine risulta semplicemente uno spettacolone adrenalinico pieno di cliché e con qualche bravo attore sprecato. Quando deve essere spettacolare lo sa essere, ma quando tenta la strada seria dell'introspezione e dell'indagine, ogni pretesa di verosimiglianza fallisce strappando un sorrisetto allo spettatore smaliziato. Se preso per quello che è, comunque, fornisce l'intrattenimento che promette. Per una blockbuster night.
MEMORABILE: Le crisi della ragazzina; La lotta fra la moglie ingessata di Douglas e il sorvegliante cattivo; La resa dei conti col villain al cimitero.

Il ferrini 18/03/19 18:53 - 2060 commenti

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Un buon thriller che ha come punti di forza un cast d'eccezione e una fotografia piacevolmente sofisticata. Lo script forse non brilla per originalità ma l'indimenticata Brittany Murphy ci regala una prova notevole, anche attraverso la comunicazione non verbale. Interessante l'idea della madre col gesso che viene spiata, una sorta di Finestra sul cortile al contrario. Fleder si conferma regista solido, dalla narrazione snella e funzionale (lo aveva già dimostrato a Denver). Piacevole.

Minitina80 6/09/20 11:29 - 2768 commenti

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Si può parlare di una sufficienza striminzita per un’opera trascurabile che dura il tempo della visione senza lasciare buone impressioni. È privo di mordente e si perde nei meandri di una scrittura dozzinale che non presta attenzione ai particolari. Pecche non mancano nemmeno nei personaggi, tratteggiati con mano veloce e superficiale. Lo confermano la Esposito e la Jansen, ingabbiate in ruoli di rara sciatteria, finendo col risultare antipatiche e ininfluenti nello svolgimento degli eventi. Si limita a riempire il vuoto di una serata disimpegnata e non di più.

Daniela 29/06/21 08:07 - 11953 commenti

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Previo rapimento figlioletta, una banda criminale impone a uno psichiatra di capire un segreto da una ragazza squilibrata... Thriller loffio costellato di luoghi comuni, forzature ed incongruenze frutto di una sceneggiatura maldestra a cui una regia appena sufficiente non può porre rimedio. Douglas recita con un'aria di sufficienza, Esposito è una poliziotta goffamente decisionista, Bean va col pilota automatico, Murphy è una matta da filodrammatica e la psichiatria fa la solita figura tapina, come accade del resto in buona parte del cinema USA. Perdibilissimo.

Katullo 9/05/22 18:24 - 266 commenti

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Thriller alla vecchia maniera, e cioè quella che col passar del tempo ha rischiato più volte di mancarci maledettamente, e alla quale oggi si perdona ogni palmarità. La sorgente romanzesca e la regia specializzata evitano di collocare l'opera di Fleder (Il collezionista, La giuria) tra quelle definite sommarie, l'aspetto psicoanalitico e lo svantaggio della bella x-woman (Janssen) son mosse che qualche schema lo infrangono. Douglas convince anche come strizzacervelli, basta farlo incavolare; tragico destino per le due coprotagoniste più giovani, la Murphy e la McCole Bartusiak.
MEMORABILE: Elisabeth che provoca il Dott. Conrad; Il mancato spogliarello della Jansenn; "Regola numero tre: basta telefono"; Il numero al contrario.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Losciamano • 23/12/09 11:31
    Galoppino - 69 interventi
    Giusto per cronaca (se non l'abbia già fatto un altro utente) è deceduta qualche giorno fa Brittany Murphy. l'autopsia non ha ancora chiarito i dubbi sulla morte, forse per cause naturali. Alcune voci dicono che c'entra la nuova influenza H1N1... R.I.P.
  • Discussione Zender • 23/12/09 12:51
    Pianificazione e progetti - 46719 interventi
    Sì, se ne parlava nella generale di un altro film della poveretta. Comunque celebriamola pure anche qui, non c'è problema.
  • Musiche Samuel1979 • 15/12/12 22:08
    Addetto riparazione hardware - 3827 interventi
    In una sequenza, mentre Michael Douglas si cimenta ai fornelli, viene trasmesso il brano "Pride and Joy" eseguito da Marvin Gaye
    Ultima modifica: 15/12/12 22:11 da Samuel1979