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LA VOCE DELLA LUNA

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 12
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO DAL BENEMERITO B. LEGNANI
L'ultimo film di Federico Fellini porta sullo schermo, a suo modo, “Il poema dei lunatici” di Ermanno Cavazzoni (qui co-sceneggiatore con Tonino Guerra e Fellini stesso). LA VOCE DELLA LUNA racconta di Ivo Salvini (Roberto Benigni), un eterno bambino dall'aria innocente e trasognata che vaga nelle campagne modenesi ossessionato da voci, visioni e ricordi che sotto l'influsso del nostro satellite si fanno via via più opprimenti. Nel suo peregrinare incontrerà l'ex prefetto Gonella (Paolo Villaggio), altro lunatico ma dal fare più autoritario e decisamente paranoico. Fellini dipinge come sempre, crea fondali notturni magici che la fotografia di Tonino Delli Colli rende indimenticabili, muove i suoi personaggi facendo loro pronunciare dialoghi surreali che ben si fondono nel pallido e sospeso contesto naturale. Quando la scena passa al giorno la magia si perde (anche se poi si ritrova nelle splendide sequenze sui tetti, ad esempio), ma il tocco del Maestro si sente. Benigni incarna alla perfezione il lunatico pacifico “doc”, ma Villaggio rende al film un servizio migliore (pur comparendo molto meno), perché più vivo e non così ostinatamente “innocente”. La tanto ammirata sagra dello gnocco, palese metafora dell’inutile spettacolarismo televisivo, toglie in realtà forza all'atmosfera silente fin lì creata riprecipitando tutto nel clima festaiolo alla AMARCORD qui un po' fuori luogo, mentre il finale con la luna catturata è tirato troppo per le lunghe e chiude male un film che prometteva di più. Angelo Orlando, altro lunatico in parte, si rivela interprete sottovalutato.
il DAVINOTTI

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B. Legnani 31/3/07 1:45 - 4533 commenti

Film non facile, con esiti così palesemente firmati che basterebbe vederne trenta secondi per capire che è Fellini. Molte cose ricordano l'ottimo La città delle Donne. Di particolare riguardo la notevole prestazione di Paolo Villaggio e la capacità del Maestro di far parere attori da grande schermo i moltissimi che invece provengono dal piccolo. Potrebbe sembrare cosa non così importante, ma se andiamo a fare dei confronti...
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Galbo 3/12/11 17:27 - 11099 commenti

L'ultimo film del maestro riminese è ispirato a "Il poema dei lunatici" di Ermanno Cavazzoni. L'opera mescola insieme diversi temi; l'assenza di un filo conduttore unico e di una sceneggiatura organica ne costitutisce il limite principale, anche se il genio registico affiora nella concezione delle immagini e nella direzione di un cast impeccabile. Belle le musiche di Piovani.
I gusti di Galbo (commedia - drammatico)

Homesick 7/3/10 10:29 - 5737 commenti

Sghembo, denso, disorganico e indignato nei confronti di una modernità sempre più vuota e frastornante, l’ultimo film di Fellini è compendio di un personale universo cinematografico - scenari allocroici e metastorici (Roma), fantasmagorie circensi e ingenue contemplazioni del femminino (La città delle donne), malinconici ricordi d’infanzia e macchiette paesane strampalate e iperboliche (8 ½, Amarcord) - che converge su un baricentro di lirismo delicato e onirico. Benigni si fa pierrottesco fanciullo, Villaggio si infoschisce: ambedue escono con successo dai loro abusati e fastidiosi cliché.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Benigni: «Come mi piace ricordare…più che vivere; e del resto, non è la stessa cosa?».
I gusti di Homesick (Giallo - Horror - Western)

Deepred89 30/11/08 10:43 - 3146 commenti

L'ultimo film del regista riminese, non tra i suoi migliori, ma degno di nota. Piuttosto frammentario e confuso a livello di trama, ma molto interessante (come al solito) a livello di regia, con molte invenzioni e con un'ottima atmosfera, in bilico tra surreale e grottesco e con qualche tocco quasi gotico. Memorabile la coppia Paolo Villaggio/Roberto Benigni, nei panni di due personaggi assolutamente fuori dal mondo.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Rambo90 4/8/17 17:00 - 6086 commenti

Fellini all'ultimo film rende una visionarietà che ancora colpisce per colori e per alcune intuizioni, ma che a volte zoppica (soprattutto nella parte finale) risultando noiosa. A tenere in piedi questo magico viaggio in cerca della luna sono soprattutto Benigni e Villaggio, davvero adeguati ai loro personaggi e al tocco di bizzarria che pervade la sceneggiatura. Messa in scena curatissima, con una splendida fotografia notturna (meno riuscita quella diurna) e una colonna sonora sussurrata ma riuscita. Non bellissimo ma intrigante.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Paulaster 31/8/16 10:13 - 2497 commenti

Fellini cerca di raccontare le voci dei matti e di chi cerca in fondo a un pozzo solo un po' di silenzio. Nelle fasi notturne si distingue il suo cinema in stile Amarcord dove l'estro di Benigni riporta a un clima da fiaba. Durante il giorno l'effetto si fa confuso anche per la poca presenza dei caratteristi e anche la sfilata ha poco appeal. Eccessiva la fase del rave e nel finale condanna tutti: la chiesa che non ha segreti, il popolo caciarone e il consumismo commerciale.
I gusti di Paulaster (Commedia - Documentario - Drammatico)

Minitina80 9/8/17 10:53 - 2164 commenti

È il resoconto di una società che ha iniziato a perdersi in cose futili. Quello su cui Fellini sembra focalizzarsi di più è la rottura col passato, con il piccolo focolare domestico in cui ha brillare è la luce del camino e ha rompere il silenzio è la voce di una nonna. Questo luogo rassicurante e protettivo viene messo in contrasto con le città ormai caotiche, dove la gente va di fretta senza un reale motivo. Fellini, come in passato, si esprime tramite concetti e stati d’animo restando lontano dall’idea di trama, almeno in senso tradizionale.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il Milan di Sacchi e Berlusconi sulla parete del ristorante in cui si celebra la festa dello sposalizio.
I gusti di Minitina80 (Comico - Fantastico - Thriller)

Ryo 15/3/14 14:04 - 1990 commenti

Opera finale e testamento del maestro Fellini. Una sceneggiatura tratta per la prima volta per il regista da un libro e una regia che sono un ritorno allo stile onirico che ha reso famoso il maestro. Anche qui abbiamo parecchi rimandi a precedenti lavori e le immancabili simbologie-marchio di fabbrica. Confuso e casinista, si tramuta in malinconico nel finale.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Se tu facessero un po' più di silenzio, forse si potrebbe ascoltare meglio...
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Almicione 10/1/15 20:03 - 765 commenti

Ultima opera del grande regista italiano, il quale all'inclinazione meditativa caratteristica della sua intera filmografia affianca una mordace critica alla società moderna; una società sfrenata e frenetica, sempre con le cuffie sulle orecchie, in cui dominano l'incomprensione (gli onnipresenti cartelloni pubblicitari in lingue straniere), la volgarità (i bambini le prime vittime), la superficialità (le gare di bellezza) che portano al conformismo e al nulla, che eliminano ogni possibilità e tentazione pur di riflettere. Davanti a ciò, la paura.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Miss Farina.
I gusti di Almicione (Drammatico - Gangster - Thriller)

Rocchiola 21/1/20 8:57 - 757 commenti

Disorganico ma affascinante viaggio nella memoria del maestro riminese tra disprezzo per la volgarità odierna e nostalgici ricordi di un passato che non torna più. Fellini si congeda confermando la propria inadeguatezza ai tempi moderni e prosegue il discorso iniziato con Ginger e Fred criticando la chiassosa cafoneria dell’era berlusconiana. Il malinconico elogio del ricordare quale antidoto all’esagitata voglia di vivere contemporanea è il miglior lascito possibile da parte di un grande autore che alla fine non può che invocare il silenzio.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La moglie ritratta come una locomotiva del sesso; La luna che annuncia la pubblicità; La “gnoccata”; Il ballo; Il suonatore di oboe nel loculo.
I gusti di Rocchiola (Guerra - Poliziesco - Western)

Vitgar 25/3/15 13:40 - 586 commenti

Sembra un testamento morale della poetica felliniana. In questa produzione il Maestro conferma incisivamente il suo raccontare la vita senza darle un filo conduttore, quanto attingendo dalla memoria momenti, situazioni vissute chissà quando e dove. Nonostante tutto il racconto fluisce regalandoci momenti di grande poesia. Bene Benigni e Villaggio a rendere i loro personaggi strampalati. Ottima la colonna sonora di Bacalov.
I gusti di Vitgar (Commedia - Thriller - Western)

Metuant 15/1/10 13:21 - 454 commenti

Una storia a tratti confusa, non sempre facile e per nulla lineare; eppure, come quasi sempre nel cinema di Fellini, il risultato finale non ne risente più di tanto, regalandoci un film surreale e poetico, con sequenze davvero notevoli. Soprattutto i primi venticinque minuti sono pura poesia notturna. Altro merito è stato quello di far recitare Benigni e Villaggio in parti, per una volta, diverse da quelle alle quali ci avevano abituato e riuscendo nell'impresa.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il professore che dorme nel loculo; la scena a casa della nonna, con tutte le mele per terra.
I gusti di Metuant (Commedia - Giallo - Horror)