Arctic

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Titolo originale: Arctic
Anno: 2018
Genere: drammatico (colore)
Regia: Joe Penna
Numero commenti presenti: 7

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/04/19 DAL BENEMERITO HERRKINSKI
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Herrkinski 17/04/19 02:03 - 4969 commenti

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Certo non è facile tenere in piedi un film con soli due protagonisti (di cui uno moribondo) e pochissimi dialoghi, specialmente se ambientato al circolo polare artico; l'esordiente Penna ci riesce con discreti risultati, aiutato dall'espressività di un invecchiato Mikkelsen, rifacendosi a modelli classici sul tema come Alive e I sopravvissuti delle Ande ma rinunciando a particolari troppo cruenti o sensazionalistici e scegliendo invece una strada più autoriale. Ottima la fotografia e realistica la messinscena ma lo sbadiglio è dietro l'angolo.

Bubobubo 22/04/19 13:37 - 1151 commenti

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(A)tipico survivor costruito interamente sulla figura titanica di un Mikkelsen solo superstite di una sciagura aerea, catapultato in un mondo dove tutto (il tempo atmosferico, la morfologia del territorio, la fauna selvatica, le barriere linguistiche) è a dir poco ostile. Molto primitivismo nella sceneggiatura (i dialoghi praticamente non esistono), ma capace di regalare genuini momenti di tensione (la lotta con l'orso bianco) e inquadrature di rara bellezza (il deserto artico in prospettiva). Apprezzamento ahinoi mitigato dal finale, debole.
MEMORABILE: Quando la salvezza è a un palmo di pale di elicottero...

Kinodrop 2/05/19 20:50 - 1427 commenti

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Storia di sopravvivenza tra i ghiacci polari per uno che, scampato a un incidente aereo, cerca di resistere e salvare una ragazza precipitata insieme all'elicottero di soccorso. Un lungo e silenzioso viaggio tra le insidie del freddo e della feroce fauna verso una meta indeterminata. Oltre alla statura attoriale di Mikkelsen in un ruolo fisicamente arduo e senza sicurezze, il dramma risulta un po' accomodato e con una venatura di sentimentalismo fuori luogo (soprattutto nel finale); pur offrendo sensazioni forti ed estreme, non convince fino in fondo.
MEMORABILE: La slitta trainata nonostante tutto; L'orso; La gamba incastrata sotto la roccia.

Daniela 14/05/19 11:22 - 9103 commenti

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A seguito di un incidente aereo, un uomo si ritrova solo in mezzo ai ghiacci. Quando anche l'elicottero di soccorso precipita, dovrà occuparsi dell'unica superstite, una ragazza gravemente ferita con la quale non può comunicare... Survival-movie in condizioni estreme, formalmente curato (bellissima fotografia, colonna sonora discreta ma suggestiva) che molto punta sulla fisicità ed il volto del protagonista: scommessa vinta perché Mikkelsen fornisce una prova maiuscola, rendendo avvincente un film a rischio di banalità oppure di ridicolo involontario come lo sono tutte le saghe della sfiga.

Jandileida 19/10/19 18:21 - 1237 commenti

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Survivor movie come se ne sono visti tanti nobilitato dalla presenza del sempre intenso Mikkelsen il quale, è proprio il caso di dirlo, in completa solitudine tiene in piedi la baracca. Come si addice al genere e all'ambientazione, è soprattutto il silenzio a dominare la pellicola, il che risulta anche in un ritmo per forza di cose abbastanza dilatato. La presenza "stesa" della Smáradóttir allunga il brodo di una mezz'ora ma inserisce anche una deriva sentimentale di cui francamente non si sentiva il bisogno. Finale pilotato.

Galbo 6/05/20 06:27 - 11314 commenti

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Un uomo (quasi) solo tra gli sconfinati paesaggi artici, in lotta per la sopravvivenza dopo un incidente aereo. Un film dalla struttura minimale, capace tuttavia di catturare lo spettatore grazie all’incredibile spettacolo naturale della natura glaciale e all’ottima prova dell’attore Mads Milkkelsen, praticamente solo in scena e autore di una performance anche fisica di tutto rispetto. Un film dalla regia solida, in grado di generare una crescente tensione.

Il ferrini 4/06/20 11:45 - 1647 commenti

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Bravissimo il regista, peraltro esordiente, nel raccontare questo ansiogeno survival movie senza usare praticamente una parola. Merito che ovviamente deve condividere con uno straordinario Mikkelsen, con il quale si empatizza da subito e che fornisce un assolo di grande intensità, meritevole quanto e anche più di quello di Di Caprio in Revenant. Location di grande impatto, musica avvolgente e una luminosa fotografia completano il quadro di un ottimo film di genere, che inevitabilmente cita molto (in parte anche 127 ore) ma non copia niente. Da vedere. 
MEMORABILE: Non sei sola. 
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