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SAXOFONE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 14
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Più che un film una rimpatriata, su soggetto di Jannacci, sceneggiatura di Cochi & Renato con lo stesso Jannacci e Beppe Viola, regia di Pozzetto e un cast che riunisce praticamente tutti i cabarettisti dell'allora storico “Derby Club” di Milano. Un cult, insomma, che segna l'esordio di Diego Abatantuono (con due “B” nei titoli di testa!) dopo il “passaggio” serioso di LIBERI ARMATI PERICOLOSI e offre qualche chicca non da poco: Guido Nicheli (doppiato!) che interviene tre o quattro volte, Giorgio Porcaro (doppiato pure lui, forse per lasciare ad Abatantuono l’esclusiva della parlata da terrunciello) addirittura in due ruoli differenti (un prete in bianco, muto e insanguinato e lo sfidante di Boldi in un ridicolo incontro pugilistico), Teocoli bello e laccato nel ruolo del marito “snob” della Melato, Cochi Ponzoni che ridà vita, nel ruolo di un prete, agli antichi duetti nonsense dei tempi d'oro della coppia. Al di là delle tante curiosità, in ogni caso, SAXOFONE è purtroppo penalizzato dall’imperizia registica di Pozzetto, che non detta i tempi comici giusti preferendo puntare tutto sull’umorismo surreale che l’aveva reso celebre. Così il ritmo zoppica, le trovate azzeccate (e ce ne sono alcune di davvero originali e spassose) si allungano spesso perdendo l'impatto e nel complesso il film resta simpatico, a tratti geniale e folle, ma non così godibile come avrebbe potuto essere se Pozzetto avesse delegato ad altri il compito di dirigere. Dei tanti (ci sono anche Ernst Thole, vestito da donna naturalmente, l'inseparabile Felice Andreasi nei panni del dentista fuori di testa, qualche parente di Pozzetto), Abatantuono che in tre minuti, al bar, fa capire agli altri la vita dallo studio dei quotidiani resta impresso. La Melato, malinconica, è necessaria ma nel contesto stona.
il DAVINOTTI

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B. Legnani 22/1/09 0:37 - 4313 commenti

Talmente brutto da non crederci. La chiave del surreale, essendo l’unica chiave, non funziona. La storiuccia non sta in piedi e non prende, i tempi morti sono interminabili, alla terza volta che Pozzetto attacca col sax la mano scatta sull’avanti veloce. Attori amati, ma recitazioni mediocri (la Melato, per colpa anche del ruolo, più che recitare fa pubblicità al tabacco: è la migliore, in ogni caso). Riso neppure una volta. Sorriso una: Pozzetto davanti al negozio dei televisori. Fu un fiasco: e te credo...
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Galbo 10/5/10 14:37 - 10732 commenti

L'esordio di Renato Pozzetto alla regia è una scalcinata commedia che riunisce a mò di rimpatriata molti dei comici del mitico Derby di Milano. La chiave narrativa è chiaramente surreale ma il film non decolla mai, la sceneggiatura è inconcludente e gli attori (compresi i più bravi) francamente fuori registro.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Renato 1/11/08 12:23 - 1495 commenti

Pozzetto si dirige qui per la prima volta, firmando un'opera surreale, con alcuni momenti riusciti ed altri meno. La struttura è evidentemente episodica, e c'è un utilizzo degli spazi intelligente ed originale; il cast poi è davvero grandioso, e rende in film milanese al 100%. Anche il finale a sorpresa è ben inserito in film che comunque, va detto, rimane più interessante che divertente.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Rodolfo Magnaghi in trattoria che canta una delle sue vecchie canzoni alla Melato.
I gusti di Renato (Commedia - Drammatico - Poliziesco)

Markus 6/8/14 14:39 - 2703 commenti

La Milano dell'estate 1978 fa - senza prendersi troppo la scena - da afosa cornice al primo lungometraggio di Pozzetto (qui in un doppio impegno di regista e attore) che, su una sceneggiatura assai astratta, sciorina allo spettatore (allora tarato sul comico meneghino “da cassetta”) una favola surrealista dal sapore un po’ pretenzioso. Il risultato precipita spesso nella noia e nei tempi morti, pur dando atto della volontà di sperimentare qualcosa di nuovo nel cinema (forse l'unico merito di un film altrimenti poco riuscito). Flop al cinema.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Herrkinski 7/9/10 1:49 - 4091 commenti

Vale la pena vederlo anche solo per ammirare l'affascinante Milano anni '70. Saxofone è un film milanese in tutto e per tutto, dalla location agli interpreti; persino tutte le comparse; Pozzetto, in veste anche di regista, chiama all'appello tutti gli amici del Derby e addirittura qualche familiare, per creare un film dai risultati alterni, fatto di gag riuscite ed altre meno. Il tutto è pervaso da un'aura talvolta malinconica e talvolta sognante, surreale; oltre allo stralunato Pozzetto si segnalano una brava Melato e un ottimo Abatantuono.
I gusti di Herrkinski (Azione - Drammatico - Horror)

Daidae 5/12/11 22:12 - 2517 commenti

Divertente a tratti e a tratti noioso questo tutto sommato riuscito film di Renato Pozzetto. Cast ottimo, sul quale spicca lo stesso Pozzetto, anche se le note suonate col sax sono sempre le stesse. Surreale, alcune trovate geniali, ma in alcuni punti è pesante. Siamo sulla sufficienza.
I gusti di Daidae (Comico - Horror - Poliziesco)

Saintgifts 17/2/15 9:55 - 4099 commenti

Nel film forse viene rivelata la vera anima "proletaria" di un gruppo di artisti sensibili ai cambiamenti della società in cui vivono. In questo caso è una fotografia salvata di una Milano quasi da amare, una Milano dove sta crescendo una strana borghesia, cuscinetto tra la cosiddetta gente comune (la vera Milano) e la vera borghesia (che si rivelerà solo alla fine), due strati sociali che assieme hanno fatto la città del boom economico tentando nello stesso tempo, ma riuscendovi solo per poco, di salvarne l'anima. Poteva essere notevole.
I gusti di Saintgifts (Drammatico - Giallo - Western)

Giùan 16/10/11 14:07 - 2533 commenti

È un film che mi sta malinconicamente simpatico, Saxofone. Altrimenti non saprei giustificare perché lo conservi nella memoria pur sapendolo esile nella trama, vago nelle gag, dinoccolato nell'andamento, debole nella struttura e nebuloso perfino nel cast. Sarà lo script di quei maghi crepuscolari di Jannacci e Beppe Viola, quell'aria da "vecia Mìlan" che non c'è più e che mi fa chieder se mai ci sia stata, sarà Pozzetto che esclama nel suo stile incazzoso dimesso "...e non lo vogliono capire". Quando son salito a Milano Saxofone non c'era già più.
I gusti di Giùan (Commedia - Horror - Thriller)

Paulaster 17/7/15 17:54 - 2056 commenti

Pozzetto riunisce gli amici del Derby (anche in sceneggiatura) e gli ingredienti di comicità surreale si notano in ogni siparietto (la boxe, il canotto in piscina, il juke-box, il bambino meccanico, Teocoli nel fiume). Manca un amalgama anche perché non esiste una vera storia, solo un pretesto intervallato dal ritornello suonato (alienante da subito). Attori che girano per conto proprio con la Melato sacrificata nel ruolo di unica donna, spaesata anche se se ne riconosce il talento. Chiusura che conferma la voglia di far riflettere lo spettatore.
I gusti di Paulaster (Commedia - Documentario - Drammatico)

Il ferrini 31/7/17 0:14 - 1351 commenti

Poetico, spesso (se non sempre) surreale, insomma habitat perfetto per Pozzetto, meno per Boldi e Andreasi. Abatantuono anticipa in qualche modo Eccezzziunale, Cochi prete è in parte, il Teocoli tennista snob altrettanto credibile. La Melato qui è bellissima, anche se talvolta appare un po' spaesata, ma c'è da dire che lo script non aiuta molto, essendo poco più che un pretesto per inanellare sketch. Regia compilativa senza particolari guizzi, ma ne esce fuori una Milano insolitamente affascinante. Meritevole.
I gusti di Il ferrini (Commedia - Thriller)

Ronax 1/3/09 20:44 - 776 commenti

Prova d’autore di Pozzetto che coinvolge la vecchia spalla Cochi e gli amici del cabaret milanese non ancora baciati dalla fortuna televisiva. Tenuto costantemente su un filo di surreale ironia, ma con molti tempi morti e qualche ambizioso simbolismo di troppo, non fa quasi mai ridere, ma sembra anzi pervaso da una vena malinconica che la visione, a trent'anni di distanza, tende ad accentuare. Mariangela Melato ripropone la sua ormai classica figura di ricca e tormentata signora borghese.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'ormai lontanissima Milano Anni Settanta, che fa da sfondo costante a tutto il film.
I gusti di Ronax (Drammatico - Erotico - Thriller)

Modo 20/12/12 16:25 - 684 commenti

Un film stravagante come lo era il primo Pozzetto. Un discreto film metropolitano. La Milano che si vede è vera, viva e magnetica. Circondato da ottimi attori che in quegli anni lavoravano tutti nella città meneghina. Surreale come la canzone della gallina ma sicuramente a suo modo simpatico. Era già melanconico allora, figuriamoci trent'anni dopo!
I gusti di Modo (Commedia - Drammatico - Fantascienza)

Mark70 7/9/10 7:38 - 118 commenti

Una trama esile esile che serve solo come pretesto per collegare diversi episodi di comicità surreale (alcuni godibili, altri francamente inutili se non addirittura imbarazzanti) e un finale per certi versi incomprensibile. Troppo frammentario, troppi tempi morti, poco divertente, una grossa occasione fallita. E dire che il cast era di buon livello, con tutti i comici del Derby riuniti e una Melato brava ma forse estranea al contesto.
I gusti di Mark70 (Avventura - Comico - Commedia)

Franz 7/9/10 11:06 - 108 commenti

Pura poesia metropolitana, in questo film delizioso che finisce inevitabilmente per trasportare lo spettatore in un universo di piccole e paradossali situazioni (salumerie improbabili, juke-box umani, baby-titolari di autofficine...), nelle quali imprevedibilmente sono più convincenti i personaggi di contorno che non Pozzetto. Notevole, comunque, il protagonista nella scena della confessione in chiesa, appoggiato da un grandioso Cochi. Peccato che il film freni dalla scena della clinica in poi e che il finale, deludendo, ci faccia la "morale".

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Il tram suda!"; il salto in alto tra i muratori in pausa-pranzo; non avere visitato la Biennale è un peccato da confessare al prete!
I gusti di Franz (Commedia - Horror - Sentimentale)