Discussioni su Palmares interdavinottico - Film (2012) | Pagina 2

  • TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/10/12 DAL BENEMERITO ZENDER
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DISCUSSIONE GENERALE

379 post
  • Zender • 10/04/13 10:04
    Capo scrivano - 47925 interventi
    Partito anche il Diddatown festival con il conigliotto di panna in premio per il vincitore. Finora proiettato il Senso di Visconti.
  • Markus • 20/05/13 20:56
    Scrivano - 4775 interventi
    Ritornano gli RRM (Rallegramenti Reali Markus) per una location del film GRAZIE... NONNA, che sappiamo avere alle spalle un altro RRM ;)

    Buon lavoro!

    https://www.davinotti.com/forum/location-da-cercare/grazie-nonna/60006948#100219447
  • Zender • 21/07/13 09:00
    Capo scrivano - 47925 interventi
    Estate tempo di rassegne, a quanto pare: ben quattro, di varia lunghezza... Cotola con un festival davvero impegnativo da 60 titoli che lo vedrà alle prese con un tour de force estivo non da poco (considerate anche le interviste a ospiti internazionali, gli inevitabili problemi di ordine pubblico ecc.), quindi Mco e Buiomega che han già comunicato i titoli in rassegna (per Buio si attende la conferma definitiva dei titoli per l'inserimento dei concorrenti per l'ormai celeberrimo edolino d'oro) quindi Markus e il suo bicchierino d'oro, che sta ancora studiando i titoli da far entrare in rassegna viste le massicce adesioni dei distributori che vorrebbero proporre decine di titoli. Selezione in corso, quindi.
  • Zender • 2/09/13 08:29
    Capo scrivano - 47925 interventi
    Conclusa la rassegna Westernalia dell'Edolo Film Festival con i seguenti risultati e giustificazioni:

    Dice il curatore Buiomega71:
    Una delle rassegne più interessanti dopo ITALIAN ADVENTURE, e quella che ha dato maggiori soddisfazioni. Genere poco pratico dal sottoscritto (se non i classici), che ha (ri)scoperto e apprezzato. Ho notato un gusto pre-post atomico in quasi tutti i film della rassegna, il ruolo secondario (se non quasi nullo) della figura femminile, e comunque una resa tecnica e registica che ha entusiasmato non poco platea e giuria. Un genere che prende le distanze dal classico western americano, adombrandolo di momenti gotici e quasi horror, certamente crudeli e sanguinari (il più delle volte), con derive stranianti e desolanti. WESTERNALIA ha regalato chicche e poche delusioni in fin dei conti, con opere ora fresche e per nulla datate, sottolineate da ottimi score musicali (quasi sempre), belle facce patibolari e non banali costruzioni di caratteri e storie. Dalla crudeltà quasi jodorowskiana del Questi di SE SEI VIVO SPARA (peccato che non sia entrato nella tripletta agognata, ma così vanno le premiazioni, ahimè), alle sorprese (non avrei scommesso un centesimo) di Mulargia con CJAMANGO, Vari con DEGUEJO e Vanzi con UN DOLLARO TRA I DENTI. Grande rispolvero per Corbucci e il suo bellissimo NAVAJO JOE (altra gemma rimasta fuori dalle premiazioni), così come il Bruno Mattei di BIANCO APACHE e un Margheriti in forma gotico-horror per il suo tenebroso E DIO DISSE A CAINO... Opere quasi lisergiche come il MATALO! canevariano hanno piacevolmente esaltato il lato "arty" della rassegna, altri salvati dai suoi protagonisti, come LA BELVA di Mario Costa, che se non fosse per Kinski sarebbe un western assai trascurabile (anche se ha al suo interno momenti non proprio disprezzabili). Una buona rivalutazione per Leone e il suo PER UN PUGNO DI DOLLARI, mentre IL MIO NOME E SHANGAI JOE di Caiano (pur avendo momenti di culto assoluti) e stato ridimensionato dal ricordo dell'ultima, secolare, visione. Molto buoni anche il MANNAJA martiniano e il DJANGO 2 rossatiano, che però chissà perchè ricordavo più feroci e violenti, mentre IL TEMPO DEGLI AVVOLTOI di Cicero è qualcosa di delirante e strampalato ma che riserva - sui titoli di coda - una delle più belle melodie musicali mai sentite in un film. I più brutti (quelli meno dotati sia narrativamente che emozionalmente) che ambirebbero alla palma dell'inutilità sono comunque pochi su 20 film visionati, e sono IL VENDITORE DI MORTE di Gicca Palli, che ha fastidiose derivazioni del "fagioli" alla Sartana, YANKEE di Tinto Brass, salvato in corner dalle bizzarre sperimentazioni di regia dello zio Tinto, che col western poco ci sa fare in realtà e DIECI BIANCHI UCCISI DA UN PICCOLO INDIANO di Baldanello, curioso e nulla più, dato che e girato malissimo e con ben pochi momenti da ricordare.


    EDOLINO D'ORO KEOMA di Enzo G. Castellari (Visionario, feroce, apocalittico, iniziatore del western horror/crepuscolare e pervaso da gran cinema, checché se ne dica...)

    EDOLINO D'ARGENTO CALIFORNIA di Michele Lupo (Mai ci si sarebbe aspettati un secondo posto dal regista di Bomber, ma il suo west è tragico, apocalittico, infernale e oscuro come pochi)

    EDOLINO DI BRONZO I 4 DELL'APOCALISSE di Lucio Fulci (E qui scatteranno i brontolii, già me li sento. Ma il western fulciano è gran cinema nero e spietato, sanguigno e feroce, penalizzato da una parentesi inutile, che se omessa gli varrebbe il primo premio in assoluto).

    Premi secondari:

    MIGLIOR REGIA: Castellari (Keoma), Lupo (California), Fulci (I 4 Dell'apocalisse, ex aequo)
    MIGLIOR SCENEGGIATURA: Ennio De Concini (I 4 dell'Apocalisse)
    MIGLIOR FOTOGRAFIA: Alejandro Ulloa (California)
    MIGLIOR SCENOGRAFIA: Rafael Ferri e Carlo Gentili (California)
    MIGLIOR COLONNA SONORA: Guido e Maurizio De Angelis (Keoma)
    MIGLIOR ATTORE: Giuliano Gemma (California)
    MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: Michael J.Pollard (I 4 dell'Apocalisse)
    MIGLIOR ATTRICE: Lynn Frederick (I 4 dell'Apocalisse)
    MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Olga Karlatos (Keoma)
    MIGLIOR TRUCCO: Massimo De Rossi (I 4 dell'Apocalisse)
  • Markus • 2/09/13 11:11
    Scrivano - 4775 interventi
    Terminato il Markus Film Festival 2013 con tema il filone dei film vacanziero - balneari italiani Anni ’50 e ’60 che si è svolto presso il gran salone delle feste di “Villa Markus” dove risiede il Dittatore Gen. Markus (Sul Davibook troverete nel corso del mese di agosto i vari aggiornamenti).

    Ecco i premi:

    Bicchierino d’oro: LA SPIAGGIA (1954) di Alberto Lattuada

    Bicchierino d’argento: DOMENICA D’AGOSTO (1950) di Luciano Emmer

    Bicchierino di cristallo con simbolo di “Villa Markus”: GUENDALINA (1957) di Alberto Lattuada


    Premi secondari:

    Medaglia “premio della critica” con logo di “Villa Markus”: CACCIA AL MARITO (1960) di Marino Girolami

    Miss spiaggia (fascia con scritta MFF 2013 e firma del Gen. Markus) a Valeria Fabrizi

    Medaglia al valor spiaggesco all’attore Mario Carotenuto


    Note giornalistiche: La giuria aveva decretato come vincitore del MFF il film DOMENICA D’AGOSTO, ma con uno scatto felino il Generale Markus si avventato sulla teca posta al centro del gran salone delle feste di Villa Markus, l’ha aperta e ha alzato il Bicchierino D’oro decretando la vittoria del Festival a LA SPIAGGIA. La giuria ha dovuto modificare i verbali e acconsentire all’irrevocabile decisione del Generale che, per la cronaca, si è detto commosso dalla vicenda della prostituta che porta la piccola figlia al mare. L’arroganza del Generale ha prevalso ancora una volta. Di comune accordo, invece, il terzo posto al film giovanilistico-balnerae GUENDALINA. Note testate giornalistiche dissidenti hanno intitolato così la fine del MFF:
    “Tra fischi e risate isteriche si è svolto il Festival del ridicolo”,
    “Il Festival della vergogna: un Generale che ha prevalso ignobilmente il voto della giuria”,
    e ancora:
    "Un inquietante Festival balneare e ridanciano per celare una dittatura sanguinaria; ecco la strategia del Gen. Markus".
    Ultima modifica: 2/09/13 11:47 da Markus
  • Zender • 2/09/13 14:11
    Capo scrivano - 47925 interventi
    Ottimo resoconto, Markus. E bella scelta per la rassegna, come già ebbi modo di dire. Due importanti festival conclusi la stessa giornata, incredibile! Grazie a entrambi! Aggiornate le "curiosità" per la storia.
  • Mco • 16/09/13 13:02
    Risorse umane - 9970 interventi
    La conclusione della consueta rassegna estiva Cinété si è portata dietro un retrogusto dai forti sapori esotici.
    La vittoria a sorpresa di una pellicola come Invitation Only, esperimento filmico in odor di terrifico rip-off dell'occidentale Hostel, ha reso il pubblico cosciente delle grandi potenzialità che anche la Cina riserva.
    Qui è Taiwan a folgorare con i suoi colori forti in acceso contrasto con la mestizia e la sevizia che propongono le immagini sullo schermo.
    Tali capacità di presa visiva hanno consotto al ribaltamento delle previsioni, soprattutto in coloro che già assaporavano la vittoria finale del favoritissimo Una storia semplice.
    La voglia di "essere stupiti" da scene crude nella piena consapevolezza e sicurezza che esse restino cittadine solamente della pellicola (anche se purtroppo la realtà ci induce a cambiare tale status) ha prevalso, malgrado negli ultimi tempi di emuli del gorno di Eli Roth ve ne siano stati parecchi.
    Chiudo sottolineando la soddisfazione dell'organizzazione per la proposta di titoli che non sempre entrano nei lettori comuni...
    Mco
  • Zender • 16/09/13 16:25
    Capo scrivano - 47925 interventi
    Neanche una parola per la povera etichetta di bronzo? :)
  • Mco • 16/09/13 23:25
    Risorse umane - 9970 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Neanche una parola per la povera etichetta di bronzo? :)

    Ah ah ah il fatto è che concentravo il discorso sulla vera novità del festival, quella pellicola taiwanese che ha ribaltato i pronostici.
    Rivelo perciò un particolare "tecnico":
    all'esito della votazione conclusiva, Red Lights e Una storia semplice si sono trovati appaiati al secondo posto.
    Così, come la procedura prevede, si è rivotato e Les nuits rouges è finito terzo, per un solo voto...
    Quindi la lotta è stata serrata, il film franco-hongkonghese non ha per nulla sfigurato, anzi.
    Quella splendida donna che risponde al nome di Carrie NG e che si fa belva torturatrice iperfetish ha lasciato segni notevoli ed animato le discussioni, soprattutto tra i maschietti.
    In una classifica del film horror più sensuale forse non avrebbe avuto rivali...
  • Cotola • 22/09/13 20:22
    Consigliere avanzato - 3852 interventi
    Eccoci dunque giunti alla fine di un Festival un po' tribolato negli ultimi giorni, ma che ha avuto grande successo di pubblico e dato parecchie soddisfazioni e suscitando tante emzioni a giuria, spettatori ed al Presidentissimo che si è detto felice per la qualità il più delle volte molto alta delle pellicole o comunque sempre accettabile anche nei casi meno positivi. Vista l'eccellenza dei nomi coinvolti sotto ogni punto di vista si è deciso di assegnare (tranne per le cotolette) diversi premi ex aequo con arrivi addiruttura a tre. Dispiacere per non aver premiato altre pellicole che lo avrebbero meritato ma si sa, la competizione è dura così come la legge del Presidente. Ecco quindi le cotolette:

    III Posto e Cotoletta di bronzo per...

    Fanny e Alexander di Bergman la cui saga familiare a due facce ha saputo incantare ed emozionare tutti. La fotografia di Sven Nykvist è un qualcosa di prodigioso e tutti gli attori primeggiano nelle loro parti. Bergman mostra una volta di più di essere un grande maestro. Giusta la fama di capolavoro.

    II posto e Cotoletta d'argento per...

    Andrej Rublev di Tarkovsky. Il maestro russo vola altissimo raggiungendo vette artistiche e poetiche di rara bellezza. Alla forma scintillante si unisce un contenuto rigoroso ed emozionante. Il tutto senza sofismi, intellentualismi di sorta o astruserie ma attraverso una semplicità disarmante che lascia di stucco e che è propria solo dei grandissimi. Avrebbe ottenuto sicuramente la piazza d'onore se non avesse avuto la sfortuna di imbattersi nella sorpresa del festival. In ogni caso un capolavoro che tutti dovrebbero vedere (magari armandosi un po' di pazienza soprattutto per quelli che amano un cinema più dinamico).

    Primo posto e Cotoletta d'oro per...

    Il cavallo di Torino di Bela Tarr. Il Presidente lo ha definito un'esperienza assolutamente unica e sconvolgente definendolo uno dei film più belli da lui visti negli ultimi anni. Sicuramente estremo e non per tutti i gusti, quasi muto, con scene spesso lunghe e ripetitive eppure magnetico, intrigante, deflagrante. Come già detto alla fine della proiezione gli ultimi minuti sconvolgono nel profondo andando a toccare le paure più ataviche ed ancestrali dell'uomo. Tutto concorre a farne un'opera d'arte: basti vedere una fotografia che ha tantissimo delle opere pittoriche. Potentissimo, tanto da lasciare esterreffatti. Capolavoro!!!

    Premi collaterali:

    Miglior film nella sezione Autorialissima: Il cavallo di Torino di Bela Tarr

    Miglior film nella sezione Il rosse e il nero: Vite vendute di Clouzot

    Miglior film nella sezione Voci dal silenzio: La terra di Dovzenko

    Miglior film nella sezione Notti d'Oriente: Vita di Oharu di Mizoguchi

    Miglior film nella sezione Estate italiana: Morte a Venezia di Visconti

    Premio per la miglior Regia a Bela Tarr per Il cavallo di Torino

    Premio per la miglior Sceneggiatura a Il cavallo di Torino

    Premio per la miglior Fotografia ex aequo Il Cavallo di Torino/Aguirre furore di Dio/Fanny e Alexander

    Premio per le migliori Scenografie Ex aequo a Morte a Venezia/Il ladro di Bagdad/La bella e la bestia

    Premio per il miglior Montaggio La terra di Dovzenko

    Premio per i migliori costumi La bella e la bestia/Casanova

    Premio per il miglior attore a Dirk Bogarde in Morte a Venezia

    Premio per la migliore attrice per Lisbeth Movin per Dies Irae
    Ultima modifica: 22/09/13 20:24 da Cotola
  • Zender • 23/09/13 10:34
    Capo scrivano - 47925 interventi
    Una signora super rassegna, complimenti anche a te Cotola anche per la meticolosità nell'organizzazione. Ho aggiornato la pagina nella curiosità. Dimmi se c'è qualcosa che non va.
  • Deepred89 • 10/06/14 14:25
    Comunicazione esterna - 1601 interventi
    Redbull INC e Luigi Lavazza presentano:

    Rassegna THICK AS A BRICK

    Sede: Scantinato-deep a Lione (finchè non sfrattano il proprietario)

    Unico requisito d'accesso: una durata superiore alle 3 ore (con una possibile approsimazione del 10%) per ogni film in concorso.

    In seguito la lista, soggetta a possibili variazioni, dei film concorrenti:

    Il giorno più lungo di Ken Annakin, Andrew Marton, Bernhard Wicki (2h 58m)
    La recita di Theo Angelopoulos (3h50m)
    Love Exposure di Sion Sono (3h58m)
    Nascita di una nazione di David W. Griffith (2h44m)
    La bella scontrosa di Jacques Rivette (3h 56m)
    JFK un caso ancora aperto di Oliver Stone (3h 01m)
    Ludwig di Luchino Visconti (3h 47m)
    Lawrence d'Arabia di David Lean (3h 33m)
    Cloud Atlas di Andy Wachowski, Lana Wachowski, Tom Tykwer (2h 51m)
    I cancelli del cielo – Director's cut di Michael Cimino (3h 29m)
    Ben Hur di William Wiler (3h 39m)
    L'insostenibile leggerezza dell'essere di Philip Kaufman (2h 45m)
    Napoleone di Abel Gance (5h 12m)
    Satantango di Bela Tarr (6h)

    Accanto ai soliti pallinaggi, la giuria è invitata a valutare il peso specifico dei singoli film, ovvero la quantità e la qualità del tedio arrecato dalla visione.
    Per far ciò abbiamo coniato una nuova unità di misura, il Tarr (in onore di qualcuno che sa bene di cosa stiamo parlando), nota in matematica col simbolo T, non a caso l'iniziale della parola tedio.

    Una breve legenda per i giuristi:

    T: Si avverte qualche leggera pesantezza che non inficia particolarmente sulla visione
    TT: Senso di leggero stordimento, frequente distrazione e puntuale ricerca del proprio orologio
    TTT: Noia costante per tutta la visione
    TTTT: Tedio, sofferenza, voglia disperata di abbandonare la visione
    TTTTT: Coma cerebrale, morte

    Il film di maggior peso si aggiudicherà l'ambitissimo Mattone d'oro timbrato da David Wark Griffith con l'inconfondibile marchio delle didascalie del suo Intolerance. Al secondo e al terzo classificato consegneremo rispettivamente il Mattone d'argento e il Mattone di bronzo, estratti direttamente dal set di La madre di Vsedolov Pudovkin e colorati a mano. Il film dal pallinaggio più elevato otterrà invece il premio di consolazione: il 45 giri originale de Il ballo del mattone di Rita Pavone, autografato dal Maestro e grande fan della rassegna Jean-Luc Godard.

    Chi capitasse in zona è il benvenuto! A suo rischio e pericolo...
  • Didda23 • 10/06/14 14:49
    Compilatore d’emergenza - 5796 interventi
    Deep, mi raccomando se non te la senti di fare dei brevi riassuntini in discussione generale, fallo sul davibook. Poi Zender penserà a contattare l'artista per il design del premio.
    Sai sono con te, alla fine è una rassegna che sento pure mia, visto la nostra "passione comune " per le mattonate. Contatta un tecnico per la trasmissione via cavo, magari qualche film riesco a guardarlo... Il Tarr è un'unità di misura che conosciamo bene.
    Mi raccomando Satantango come ultima visione...
    Ultima modifica: 10/06/14 14:50 da Didda23
  • Capannelle • 10/06/14 15:11
    Scrivano - 3563 interventi
    No dai, Stone fuori concorso!!
    Béla Tarr mi è bastato il Cavallo di Torino..
  • Gestarsh99 • 10/06/14 15:16
    Vice capo scrivano - 21546 interventi
    Mancano (s)fortunatamente i mattoni "T elevato a T":

    - Matrjoschka (2006)... 95 ore
    - Cinématon (2010)... 188 ore - versione integrale
    - The Cure for Insomnia (1987)... 87 ore
  • Daniela • 10/06/14 15:49
    Gran Burattinaio - 5929 interventi
    Grande rassegna, Deep!
    Segnalo Sleep di Andy Warthol. Durata relativante modesta (321 minuti), rispetto ai campioni del genere, ma soggetto in grado di indurre sconforto esistenziale, pensieri di morte, coma profondo: un amico suo che dorme.
    Ci sarebbe anche Empire, sempre di Warthol, muto e in bn, otto ore di inquadratura fissa dell'Empire State Building, ma sull'effetto di questo non posso esprimermi, non avendolo sperimentato personalmente ;o)
  • Schramm • 10/06/14 15:50
    Scrivano - 7694 interventi
    Gestarsh99 ebbe a dire:
    Mancano (s)fortunatamente i mattoni "T elevato a T":

    - Matrjoschka (2006)... 95 ore
    - Cinématon (2010)... 188 ore - versione integrale
    - The Cure for Insomnia (1987)... 87 ore


    a paragone satantango (8 ore) e the journey (14) sono per mocciosi
  • Rebis • 10/06/14 16:01
    Compilatore d’emergenza - 4423 interventi
    Meraviglioso Deep!

    Alcuni titoli (JFK, L'insostenibile, Cloud Atlas) li toglierei dalla rassegna perchè sono acqua di rose in confronto ad altri (Nascita di una nazione, Ludwig - che adoro), mentre con Rivette e Cimino si può fare ammenda guardando le versioni cinema approvate dagli stessi autori (io ho visto quelle è sono apposto per il resto dei miei giorni). Calcherei un po' la mano invece aggiungendo qualche altro capolavoro: Fanny & Alexander (versione Tv, oltre 5 ore), Andrej Rublev, La dolce vita, Novecento, L'albero degli zoccoli, Il grande silenzio (imbattibile), C'era una volta in America, Inland Empire (meraviglioso) e poi mi distrarrei con la director's cut de Il Signore degli anelli (più di tre ore a capitolo).

    Anche di Sleep (e di Empire) hanno montato (???) una versione ridotta, ma l'integrale sarebbe davvero un bel colpo (di sonno).
    Ultima modifica: 10/06/14 16:43 da Rebis
  • Panza • 10/06/14 16:07
    Contratto a progetto - 5217 interventi
    Ti manca Shoah (9 ore)
  • Schramm • 10/06/14 16:30
    Scrivano - 7694 interventi
    Panza ebbe a dire:
    Ti manca Shoah (9 ore)

    e per fare il paio, anche hitler - un film dalla germania (7 ore e mezzo). per tacere di heimat i cui tre segmenti totalizzano 48 ore di morbidezza...