Sharks - Incubo dagli abissi - Film (2022)

Sharks - Incubo dagli abissi
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MMJ Davinotti jr

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Rispetto a OPEN WATER cambia il modo in cui la disgraziatissima coppia protagonista si ritrova a bagno in alto mare, ma alla fine il principio è sempre lo stesso. Qui, tuttavia, la minaccia rappresentata dagli squali si fa molto più sentire: se nel film di Kentis erano un pericolo latente chiamato ad accrescere la tensione, ora sono tangibili e ben presenti. Tanto che l'operazione diventa un crossover (non il primo, ben s'intenda) tra survivor e shark-movie, con il secondo che nell'ultima parte prende decisamente il sopravvento. Partiamo dall'inizio però, o almeno da quando una casa galleggiante sventrata...Leggi tutto da una tempesta si stacca dal suo insediamento a due passi dalla riva per trasformarsi in scassata scialuppa sulla quale lui (Tupper) e lei (Silverstone) siedono in attesa dello sperato salvataggio. Siamo in Vietnam, ci si fa capire, in una splendida spiaggia tropicale dove i due affiatati coniugi sono in vacanza (lei ha perso un figlio durante un parto in acqua), in fuga dallo stress. Una chiamata alla mamma, una nuotata e la sera a dormire in uno splendido “waternest”, dove come detto una tormenta sradica gli agganci accompagnando i nostri alla deriva in mare aperto. E qui comincia l'avventura, che non differisce granché (diciamo per nulla) da quelle che si sviluppano in situazioni simili nonostante la maggiore intimità data dal fatto che i due poveretti sono marito e moglie favorisca dialoghi leggermente meno standardizzati. Poi finalmente lei grida “squali!” e qualcosa si comincia a vedere, con gli effetti speciali che si rivelano una via di mezzo tra quelli delle grandi produzioni e quelli degli zero-budget in tema e l'aggiunta di un anomalo approccio “new age” che nel finale porta quasi ad allucinazioni mistiche accompagnate da un sottofondo musicale etereo. Sarà l'acqua chiarissima, saranno la spiaggia bianca, i fumi... ma qualcosa di insolito si percepisce, con una discreta gestione della suspense e soprattutto un paio di buone scene d'attacco. Insomma, si capisce che il regista (e sceneggiatore) Le-Van Kiet punta a dare una forma in qualche modo personale al tutto per emergere da un sottogenere che tende a replicare incessantemente la stessa formula senza novità sostanziali. La Silverstone non è più filiforme né ci regala una performance memorabile, James Tupper nemmeno ma il film riesce a calarci discretamente in un buon clima di terrore prima (la notte della tormenta) e dopo (dalla comparsa delgli squali) grazie a uno script decente e una solida mano in regia. Resta la parte centrale, che proprio non decolla e si prolunga oltremodo rendendo palesi i limiti del film. Il titolo? Solo un altro termine zoologico per indicare lo squalo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/01/22 DAL BENEMERITO HERRKINSKI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 1/02/22
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Herrkinski 29/01/22 04:59 - 6945 commenti

I gusti di Herrkinski

Ennesima imitazione di Open water che rasenta il remake, con la variante d'ambientare la vicenda in Vietnam (ma in realtà siamo in Florida), terra natia del giovane regista. Dopo aver delineato brevemente le personalità della coppia, siamo già in mare aperto con tutte le usuali conseguenze del caso ma gli agognati squali arrivano solo a mezz'ora dalla fine; funzionano solo finché si vedono poco, poi nella ridicola lotta finale (che cita persino Killer crocodile!) una CGI tremenda dà il colpo di grazia a una pellicola già più che mediocre, anche a causa di dialoghi e momenti assurdi.
MEMORABILE: I due "geni" protagonisti che danno fuoco ai resti della capanna; L'elica memore di Killer crocodile.

Hunter 15/08/22 16:12 - 1 commenti

I gusti di Hunter

Pessimo montaggio, scarsa qualità della fotografia, attrice nota per i ruoli comici che non riesce ad essere credibile e appare comica in un ruolo che dovrebbe essere drammatico; Storia piatta, noiosa, zero pathos; Computer grafica scarsa; dopo pochi minuti l’attenzione cala paurosamente, non essendovi niente di nuovo che non sia stato già visto centinaia di volte in altri film del genere “squali assassini” e realizzati molto meglio.
MEMORABILE: Le urla continue e i lamenti incessanti della Silverstone.

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