Following

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Following
Anno: 1998
Genere: gangster/noir (bianco e nero)
Note: E non "The following".
Numero commenti presenti: 11
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Fin troppo facile riconoscere in questo primo lungometraggio firmato dall'inglese Christopher Nolan i germi di un linguaggio cinematografico destinato a conquistare molti più cultori di quelli che guardando questo FOLLOWING ci si aspetterebbe. Perché a seguirlo c'è da perdere la testa, esattamente come sarà per MEMENTO (non parliamo poi di INCEPTION), in cui allo stesso modo i brandelli di flashback del protagonista verranno sparpagliati senza pietà. Bill (Theobald) è davanti a qualcuno cui sta raccontando la propria storia. Giustamente le prime scene ci riportano infatti indietro al principio, alla passione del protagonista: seguire...Leggi tutto le persone per studiarle e poterne inserire i diversi caratteri all'interno del libro che ha intenzione di scrivere. Ma un giorno tale Cobb (Haw) si accorge d'esser pedinato e in un bar blocca Bill chiedendogli chi sia. Un franco scambio di pareri che porta i due, in breve tempo, a condividere un'esistenza da “topi d'appartamento” fatta di piccoli furti compiuti con ragionevole certezza di farla franca seguendo la filosofia di Cobb, sicurissimo di sé, che si diverte a entrare nelle vite degli altri ancor prima che a derubarli. Fin qui tutto parrebbe lineare, ma subdolamente Nolan infila qua e là prima brevi flash poi intere scene - evidentemente di molto successive - in cui Bill ha un look completamente diverso. Entra inoltre in scena una bionda (Russell) che diventa il terzo personaggio chiave e si comincia ad arrancare. Il gioco sta nel ricostruire, nel ricomporre mentalmente un puzzle che nel finale darà la sua soluzione. Forse solo in THE PRESTIGE Nolan ha saputo organizzare al meglio la complessa architettura temporale che sorregge i suoi film; qui è ancora alle prove generali, ma il fascino che riesce a trasmettere l'opera, immersa in uno sgranato bianco e nero e già impreziosita da un'ottima tecnica destinata a perfezionarsi ad ogni nuova uscita, è indubbio. Non è un film qualsiasi, lo si capisce subito, e addentrarvisi riesce a regalare soddisfazioni che vanno oltre al semplice gusto del rompicapo da risolvere. Si respira aria di vero cinema, nonostante gli evidenti limiti di budget. Gli attori sono ben diretti, le scene intriganti... Se solo la sceneggiatura (scritta da Nolan stesso, naturalmente) riuscisse a rendersi meno inafferrabile sarebbe comunque molto meglio. Qualche finezza nei dialoghi, una raffinatezza non comune nella messinscena, un'atmosfera di mistero che incombe dall'inizio alla fine. Le qualità ci sono e gli esterni inglesi sono ben ripresi, mentre non mancano ahinoi qualche lungaggine e un ritmo soporifero che già fan pesare i soli 70 minuti di durata. Impossibile non notare sulla porta di Bill l'adesivo di Batman...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/05/08 DAL BENEMERITO MASCHERATO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 17/10/19
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Mascherato 4/05/08 00:37 - 583 commenti

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Uno spunto zavattiniano (un aspirante scrittore "pedina" sconosciuti per vampirizzarne le storie) per il primo esercizio di stile di quel manierista che, a conti fatti, è Christopher Nolan. Già qui, come nel successivo e ben più famoso Memento, il montaggio separa più che unire, allontana più che avvicinare, sicché lo spettatore, mentre è attento a guardare la mano destra, non si accorge che la sinistra lo sta fregando. Ma nel noir è sempre così.

Lucius 16/04/10 21:31 - 2819 commenti

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Originale e curioso questo bellissimo lungometraggio che prova a spiegarci cosa si prova nel desiderare di vivere un'altra vita, di essere in un altro posto, di appurare come può vivere un nostro simile. Il protagonista segue infatti degli sconosciuti per strada entrando nell'intimità dei prescelti e perfino nelle loro abitazioni, tutto questo in un moderno bianco e nero. Convincente.

Lupoprezzo 19/01/11 16:28 - 635 commenti

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Il primo lungometraggio di Nolan (in cui troviamo Jeremy Theobald già protagonista del suo bel corto d'esordio Doodlebug), è in pieno stile indipendente (camera a mano e bianco e nero accattivante) e racchiude in sè la poetica del suo cinema (ad esempio la scomposizione temporale della narrazione). Ambientazioni scarne per una storia non certo memorabile e anche un po' prevedibile, ma ben diretta. Curiosità: sulla porta di casa del protagonista campeggia lo stemma di Batman.

Pigro 29/08/11 08:12 - 7914 commenti

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Aspirante scrittore diventa topo d’appartamento, credendo di manovrare un destino che diabolicamente e lentamente lo stritola. Notevole esordio di Nolan, che del low budget fa virtù, dando un senso di precarietà underground a una storia che proprio nel crollo progressivo delle certezze e nella sotterraneità della verità ha il suo punto nodale. La narrazione procede in una doppiezza cronologica che è segno dell’ambiguità dei personaggi, che sono loro ma sono anche altro. Un puzzle intrigante e amaro come un incubo o un’ossessione.

Vat69 23/07/12 23:47 - 17 commenti

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Per il suo esordio cinematografico ad infimo budget, Christopher Nolan si affida a un noir d'altri tempi: cinismo, atmosfere decadenti, una donna. Il meccanismo ad orologeria che il regista costruisce intorno al suo protagonista - uno scrittore fallito che per trarre ispirazione segue persone scelte a caso tra la folla - è di indubbio fascino e la mancanza di mezzi impedisce a Nolan di eccedere nella cerebralità che avrebbe poi manifestato nei lavori successivi. Un piccolo gioiello.

Daniela 1/09/13 13:58 - 9649 commenti

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Scrittore in cerca di ispirazione pedina sconosciuti, fra cui un ladro che riesce a farlo diventare suo complice... Facile valutare col memento di poi o farsi suggestionare da quell'iconcina presaga sulla porta, ma anche sforzandosi di giudicarlo "a prescindere", questo esordio nel lungo(medio)metraggio di Nolan intriga sia per la raffinatezza con cui fa dell'economia di mezzi virtù (camera a mano, bn, pochi ambienti e personaggi) che per la storia a scatole cinesi in cui, come accade in ogni noir che si rispetti, nulla è come appare.

Almicione 8/08/14 02:29 - 765 commenti

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Nolan si presenta introducendo gli elementi che verranno poi ripresi e migliorati in Memento, l'altro noir thriller dalla narrazione insolita. Mostra sin da subito una passione per le trame un po' complicate, che incollano lo spettatore allo schermo fino al colpo di scena sempre riuscito; ma, in particolar modo, emerge un'interessante originalità nella figura dello scrittore-"follower", che fa da base alla trama. Quindi un film che in nuce contiene tutte le peculiarità del regista dal punto di vista contenutistico. Tecnicamente un po' rustico.
MEMORABILE: Il simbolo di Batman sulla porta di casa di Bill, preannuncio della futura trilogia.

Il ferrini 20/02/17 22:58 - 1734 commenti

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Nolan, anche senza soldi, è comunque Nolan. E il suo genio creativo, la sua visionarietà, già traspaiono da ogni singolo fotogramma di questo (quasi) mediometraggio d'esordio. La fotografia, le inquadrature ma soprattutto l'assurdo montaggio di quest'opera segnano un percorso che non potrà che essere vincente. E questo lui pare già saperlo visto che uno dei due protagonisti (l'unico di cui si sente il nome) si chiama Cobb come Di Caprio in Inception e in una scena compare in bella vista il logo di Batman. Elegante noir da non perdere.
MEMORABILE: Cobb che fruga fra gli effetti personali della derubata e dice "Tutti hanno una scatola".

Capannelle 4/03/17 00:34 - 3745 commenti

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Nolan concepisce un film no-budget in bianco e nero mettendo in scena un intrigo fra tre personaggi e mescolando continuamente le carte. Secondo me esagera e si approfitta dello spettatore anche se l'ambiguità di fondo e la resa degli attori giocano a suo favore. Interessante come rodaggio ma non proprio un film emozionante.

Paulaster 31/10/17 11:38 - 2869 commenti

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Scrittore disoccupato pedina persone senza strategia ma si imbatterà in un vero ladro. Se i mezzi sono scarsi sono indubbi la qualità delle riprese in spazi stretti e soprattutto il montaggio. Sceneggiatura a incastro con i salti temporali a dettare gli avvenimenti fino a un epilogo scontato ma ugualmente beffardo. Interessante il personaggio di Haw, topo d’appartamenti sicuro di sé e dai ragionamenti non banali. Noir che si basa sui contenuti ed evita spargimenti di sangue nelle efferatezze.
MEMORABILE: Il significato della scatola dei ricordi.

Cotola 7/04/20 18:44 - 7630 commenti

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L'esordio di Nolan nel lungo mostra già le qualità stilistiche e narrative del regista. Il lato visivo è già curato, raffinato e stilizzato; quello narrativo già si balocca con andirivieni temporali a cui ci si abitua facilmente. La storia, non nuovissima, è comunque capace di tenere desta l'attenzione dello spettatore per tutta la sua, breve, durata. Il finale non è particolarmente sorprendente ma è in linea col genere a cui la pellicola appartiene. Non eccezionale, ma un bell'esordio: ce ne fossero così.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Raremirko • 22/10/13 16:17
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    * Il set principale era costituito dalla casa dei genitori di Nolan.

    * Per vari motivi, le riprese durarono circa un anno e potevano realizzarsi solo di sabato.

    * Ironicamente, alcuni oggetti furono davvero rubati dal set; fortunatamente quelli fondamentali c'erano ancora quasi tutti, ma ciò ha comunque influenzato il film, visto che alcune scene prefissate non si sono quindi potute girare.

    Fonte: extra del dvd - Note di produzione