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TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/04/17 DAL BENEMERITO GALBO
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Galbo 25/04/17 20:30 - 11451 commenti

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Ambientato a Napoli, il film di Gianni Amelio è ispirato ad un sentimento mancante. Splendidamente interpretato da Renato Carpentieri, l'anziano avvocato vedovo vede nella giovane famiglia dei vicini un possibile approdo sentimentale e nello stesso tempo scorge una muta richiesta di aiuto che si rivelerà purtroppo concreta. L'ambiente che circonda i personaggi è volutamente anonimo, tanto da portare in primo piano i dialoghi che raccontano molto dell'essenza dei personaggi, rivelando le loro fragilità. Notevole.

Rambo90 27/04/17 19:13 - 6432 commenti

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Supportato dall'ottima interpretazione di Carpentieri, il film vuole raccontare di legami spezzati e di affetti muto, senza essere supportato a dovere da una sceneggiatura troppo anonima (e prevedibile). La regia statica non aiuta e quindi unico motivo di interesse rimane il gran lavoro attoriale (Germano anche di gran spessore) e una generica atmosfera di dolore che ben si addice alla pellicola. Occasione mancata.

Lou 26/05/17 23:26 - 984 commenti

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Una intensa storia di solitudine e di incomprensione, di sofferenza e di follia. Amelio rappresenta con cupo realismo le cose tristi della vita: rapporti familiari guastati e incapacità (o impossibilità) di comunicare i propri sentimenti; la tenerezza del titolo sembra irraggiungibile, quasi un miraggio. Ottime le interpretazioni degli attori, molto autentiche; soprattutto quella di Carpentieri, perfettamente aderente al personaggio. Apprezzabile l'ambientazione napoletana.

Nancy 3/05/17 23:10 - 774 commenti

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Storia di solitudini ambientata in una Napoli grigia e sconsolata, insolita. Buono il cast a partire da Carpentieri che interpreta un avvocato in pensione sentimentalmente arido che incontra una coppia del nord (Germano che recita in triestino) trasferitasi in città coi figli. Non da meno le protagoniste femminili; a mancare veramente è una buona sceneggiatura che non si tenga solo sulle parole pur ben recitate dai protagonisti ma che alleghi un'azione più definita dai protagonisti (ce n'è una, enorme, ma non basta). Poco coeso in generale.

Cotola 17/05/17 00:37 - 7622 commenti

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In una Napoli mai così discreta ed algida (si vedano le location), si muove un'umanità dolente e in preda alla solitudine cui manca il sentimento del titolo ma più in generale il rapporto con gli altri. Amelio gira un film molto duro, in modo quasi inusitato, ma anche lucido in cui riesce sempre e meritoriamente a sfuggire alla tentazione di cedere al melodramma ed al patetico. E costruisce una galleria di personaggi magari non memorabili ma sicuramente interessanti, veri e per certi versi umani. Forse il finale cede un po' "troppo" alla speranza: ma ci può stare.

Gabrius79 30/07/17 21:50 - 1206 commenti

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Lo stile sobrio, asciutto e a tratti dolente di Gianni Amelio balza all'occhio dello spettatore in questo film dove assistiamo a una ottima prova attoriale di Renato Carpentieri ma anche la Ramazzotti e la Mezzogiorno sono brave. Il tutto avviene nella location della città di Napoli che dà un tocco di grazia in più alla storia. Ogni tanto si avverte qualche calo di ritmo (specie nella parte finale), ma sostanzialmente il film si fa vedere e apprezzare.

Beffardo57 30/08/17 10:05 - 262 commenti

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La stanchezza e il peso del passato scavano il volto dolente del vecchio avvocaticchio, un monumentale Renato Carpentieri, che si aggira angosciato per Napoli, sporca, caotica, rumorosa e sovrappopolata. Il tema è quello del logoramento dei rapporti umani e familiari, già sotterraneamente incrinati anche quando ancora apparentemente sereni (la giovane famiglia dei vicini). Anche il finale non è banalmente consolatorio, ma suggerisce l'idea di una faticosa solidarietà tra sconfitti. Un'opera intensa, sobria, a tratti molto emozionante.

Capannelle 30/09/17 00:06 - 3743 commenti

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Buon lavoro di Amelio che manca solo nel proporre nella seconda parte la stessa freschezza e curiosità che avevano contraddistinto la prima. In parte ciò è dovuto al cambio di prospettiva, da una famiglia all'altra, ma rimane il filo conduttore degli umori di una Napoli particolare. Regia che può apparire asettica come la stanza di un ospedale ma in realtà brava a dirigere gli attori (ottimo il contributo delle figure femminili) e a raffigurare lo scontro di caratteri nelle loro ambiguità.

Daniela 13/01/18 01:49 - 9642 commenti

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Un tempo avvocato di successo, ora vedovo e pensionato, il protagonista si è inchiuso in se stesso. La presenza di una giovane coppia con bimbi piccoli che è venuta ad abitare nell'appartamento accanto al suo sembra spingerlo ad uscire dal guscio di solitudine ma... La mano di Amelio si fa quasi invisibile per lasciare spazio agli attori e Carpentieri lo ripaga con una intensa interpretazione, ma il film non decolla per una via di una sceneggiatura esile e scontata, nell'epilogo anche troppo programmatica nella ricerca della commozione. Apprezzabile ma non fra i migliori del regista,

Kinodrop 6/04/18 20:48 - 1596 commenti

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Nella storia dell'avvocato Bentivoglio e del suo recente vicino di casa non latita solo la tenerezza, ma proprio i sentimenti di base, sostituiti da altri valori fino alla crudeltà. Purtroppo questa carenza emotiva si trasfonde in una regia tremendamente televisiva e in una sceneggiatura schematica e asfittica fatta di dialoghetti con qualche velleità filosofeggiante che non si sollevano dalla banalità. Sopravvalutate le prove attoriali, compresa quella di Carpentieri, che porta avanti una maschera (non disdicevole) ma monotona dal principio alla fine.
MEMORABILE: L'incomprensibile soliloquio della figlia-interprete; Carpentieri caparbio "padre"; Germano e il trenino; Il finale tanto per.

Giùan 25/08/18 17:19 - 3050 commenti

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L'impressione è che l'atto estremo del personaggio di Germano uccida in qualche modo anche l'"intrigo" del film. In effetti la 2a parte, non fosse per la rigorosità della classe controtendenza di Amelio, rischia di appesantire, affievolendo la, la voglia di tenerezza che la "straniera" famiglia aveva acceso non solo nel cuore provato dell'ex azzeccagarbugli di Carpentieri. Resta un'idea di cinema dall'emotività sincera fin all'impudicizia. Bene, considerati i cliché dei personaggi, Ramazzotti e Mezzogiorno, ma il meglio lo riservano Scacchi e Nazionale.
MEMORABILE: La scenata in piazza dell'ingegnere al vu cumprà; Il volto intenso di Maria Nazionale; La anaffettività di mamma Scacchi.

Kozincev 6/10/18 10:01 - 47 commenti

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Perfetta esemplificazione del cinema odierno (italiano in particolare): un regista sensibile, dei bravi interpreti (non tutti), un soggetto interessante; con queste premesse, ci si aspetterebbe un film bello e toccante. E invece la storia non decolla, nonostante l'impegno degli interpreti (soprattutto del bravo Carpentieri). Molto migliore la prima parte; dal suicidio di Fabio in poi il film zoppica. Dialoghi raramente efficaci, finale buonista, solita sensazione di occasione sprecata. Peccato.

Nando 15/11/19 23:08 - 3495 commenti

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Il maestro Amelio regala una nuova pellicola degna di nota; un avvocato disilluso dalla famiglia trova nei vicini una nuova possibilità di poter abbattere le sue difficoltà affettive. Narrazione sempre di livello con un Carpentieri che offre una bella pagina di cinema ben coadiuvato dalla Mezzogiorno e da una Scacchi irriconoscibile, macchiettistico Germano e troppo comune la Ramazzotti.

Pinhead80 5/05/20 15:30 - 4004 commenti

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Un avvocato anziano e in conflitto con i propri figli si lascia coinvolgere sentimentalmente dalle vicende familiari dei propri vicini di casa. Un avvenimento inaspettato lo porterà a riflettere sul senso della propria esistenza. Gianni Amelio è un regista come pochi perché riesce a raccontare storie difficili da rappresentare su grande schermo con una delicatezza unica. I personaggi che all'esterno sembrano fatti di puro granito si sciolgono al sole di fronte alla crudeltà della vita.

Zoltan 30/06/20 15:51 - 201 commenti

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L'impressione è che sia un tentativo fin troppo forzato di fare del cinema d'autore senza avere basi solide, senza averne la forza, senza avere incisività, portando così a un risultato sterile, poco concreto. Probabilmente la prima causa è da ricercare in una sceneggiatura che non riesce a far più che portarci a una serie di dialoghi/monologhi astratti o a situazioni che lasciano perplessi, non riuscendo così a creare interesse (pecca grave). Stiracchiato e poco convincente.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Neapolis • 14/08/18 12:38
    Fotocopista - 2077 interventi
    É mancato Salvatore Cantalupo. Il sarto di Gomorra. RIP
    Ultima modifica: 14/08/18 12:41 da Neapolis