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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Prima che un film, YESTERDAY è un tributo alla grandezza dei Beatles e apre una domanda destinata a rimanere senza risposta: quelle che oggi la storia della musica ci tramanda come canzoni immortali quale impatto avrebbero sulle nuove generazioni se fossero presentate come brani di fresca composizione? Un interrogativo interessante cui Boyle replica immaginando un mondo che, causa inspiegabile quanto improvviso black-out, si riaccende pochi istanti dopo su un'umanità che sembra uguale a quella di prima ma che invece qualcosa ha perso per strada. Non tutto è come prima insomma, al di là delle apparenze. Jack Malik (Patel), cantautore di scarso talento e ancor minore successo, si risveglia in seguito a un incidente occorsogli proprio nel momento...Leggi tutto del fatidico black-out scoprendo che la cosa gli ha permesso di preservare – unico al mondo, a quanto pare – la memoria dei Fab Four. Quando infatti per provare la chitarra regalatagli intona "Yesterday", gli amici lo guardano incantati: "E' bellissima...". "Grazie, è Yesterday...". "Che?" "Yesterday, dei Beatles!". Tutti ammutoliti. Convinto che sia solo uno stupido scherzo, Jack ci metterà un bel po' a capire che invece davvero nessuno sa più chi siano, i quattro di Liverpool. Inizialmente resta solo stupefatto, poi capisce che se spacciasse per suoi brani dall'impatto potenzialmente devastante potrebbe raddrizzare non poco la sua carriera. Cosa che, pur in tempi non brevissimi, avviene. Evidentemente canzoni come "Help", "Let It Be", "She Loves You" non hanno perso la loro capacità di coinvolgere e travolgere nemmeno a distanza di cinquant'anni. O almeno è questa l'ipotesi del film, che mette in fila uomini, donne (e cantanti naturalmente, c'è Ed Sheeran nel ruolo di se stesso) stregati all'istante da quelle straordinarie sequenze di note. Nessuno pare avere alcun dubbio che dietro all'anonimo, apparentemente insignificante Jack Malik si nasconda il più grande talento musicale del secolo! Anche perché comporre in poche settimane brani che i Beatles hanno impiegato comunque sette anni di onorata carriera a scrivere non può che lasciare interdetti. Boyle costruisce il suo film seguendo la formula dei biopic musicali classici, ma inserendo la componente ludica di un protagonista che compone meraviglie senza fatica alcuna (se non quando non ricorda le parole), ritrovandosi stampata in faccia la perenne aria del miracolato che non sa bene come comportarsi. Non che Patel faccia faville nell'interpretare il ruolo (molto più espressivo e divertente Sanjeev Bhaskar nei panni di suo padre, per esempio), ma la regia qualificata di un Boyle che sa sempre come sveltire il ritmo quando serve lo aiuta enormemente; così come lo fa la tenera naturalezza complice di Lily James, nel film l'amica/manager segretamente innamorata di Jack, vivace negli sguardi senza mai essere invadente. Una storia d'amore che sta sullo sfondo rispetto alle canzoni di cui il film è disseminato e che da sole elevano la qualità dell'insieme (non parliamone poi per chi ama i Fab Four). Piacciono però anche certi spunti curiosi: l'inaspettato incontro con l'indimenticato John sulla spiaggia, le ricerche su internet non solo dei Beatles ma anche di altre persone e cose scomparse dalla storia (compresi gli Oasis che, giustamente, senza i Beatles non potrebbero esistere) o la presenza misteriosa di qualcun altro che forse sa quanto Jack le sue canzoni le stia effettivamente "rubando". Insomma, di varianti per uscire dai canoni della solita scalata al successo con tanto di manager arrogante (McKinnon), donna della vita e colleghi stupefatti ne esistono e sono sfruttate con intelligenza. L'ironia è garantita da una sapienza non comune nella gestione dei tempi da commedia (esilarante la prima esibizione casalinga, continuamente interrotta, di "Let It Be"). E cosa importa a questo punto se nessuno ci spiega come si sia verificato un distacco tanto inspiegabile rispetto al passato? In fondo YESTERDAY è una favola, semplice e immediata. Proprio come le canzoni dei Beatles; e chi le ama faticherà a non commuoversi, come quando nei film l'eroe per cui si parteggia vince contro i cattivi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/09/19 DAL BENEMERITO IL FERRINI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 15/11/19
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Didda23 18/11/19 10:52 - 2298 commenti

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L'ecclettismo di Boyle (paragonabile solo a quello di Ridley Scott) gli permette di svariare con disinvoltura dal thriller alla fantascienza, passando per il dramma e la commedia. Yesterday è un'opera adorabile non solo per gli appassionati dei Beatles che apprezzeranno gli innumerevoli numeri canori, ma soprattutto per chi sa apprezzare le rigogliose invenzioni narrative che solo un certo tipo di cinema intelligente sa creare. Grandioso nelle piccole cose (l'assenza degli Oasis, della Coca cola...) ed eccellente nei picchi emotivi (l'incontro con John).
MEMORABILE: L'esecuzione travagliata di Let it be; La canzone che viene scartata pure nel "nuovo mondo"; Il concerto in Russia.

Il ferrini 26/09/19 19:44 - 1734 commenti

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Curtis (I love Radio Rock) fa di nuovo centro e scrive un soggetto intrigante: il mondo intero ha dimenticato chi fossero i Beatles, a eccezione del protagonista che spaccerà per sue le loro canzoni (un po' come già fece Troisi con la Sandrelli). Il risultato è una commedia divertente, che forse indulge un po' troppo al romanticismo nella seconda parte, ma che riserva momenti spassosi e anche emozionanti (l'incontro con Lennon). Quella di Boyle è soprattutto una grande dichiarazione d'amore ai Fab Four, difficile da non condividere.
MEMORABILE: Il fatto che siano scomparsi dalla storia anche gli Oasis; Il duello con Ed Sheeran; "Back in the USSR" suonata in Russia.

Digital 28/09/19 13:52 - 1123 commenti

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Partendo da una situazione piuttosto originale, il film è una frizzante commedia che si lascia guardare piacevolmente, perdendo colpi unicamente nella parentesi amorosa tra il protagonista e la ragazza di turno (sembra più che altro un riempitivo per aumentare il metraggio). Boyle si conferma autore eclettico e di notevole talento, riuscendo a dare brio a una pellicola che diverte alquanto. Himesh Patel si districa ottimamente nel ruolo del cantante che diventa star grazie ai Beatles, più in ombra il resto del cast. Ottima, ovviamente, la ost.

Galbo 29/09/19 08:40 - 11453 commenti

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Danny Boyle dirige uno dei suoi film migliori, omaggiando il celebre quartetto come difficilmente un’opera biografica potrebbe fare, con l’intelligenza di mostrare il mondo meno luminoso senza la musica di questi straordinari musicisti. Lo fa grazie ad una sceneggiatura che vira decisamente verso il romanticismo non mieloso, una colonna sonora (ovviamente) da urlo, ambientazioni suggestive (bellissima la parte realizzata a Liverpool) e trovando un interprete straordinario (anche come cantante) come Himesh Patel. Da vedere.

Cotola 1/10/19 23:46 - 7630 commenti

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Alcuni momenti divertenti e qualche buona idea (tirata un po' per le lunghe, a dire il vero) non mancano a questo film che certamente carino lo è. Ma il problema è proprio questo: possibile che un regista dotato come Boyle "sprechi" il suo talento (dimostrato a piene mani agli esordi) in film "carucci" e commerciali dalle alterne fortune registiche ed economiche? Perché? Dov'è finito il regista che aveva saputo stupire il pubblico? Detto ciò, mi ripeto: il film non è male. Ma non bastano una "piccola" idea e le canzoni, ovviamente splendide, degli "scarafaggi" a fare un bel matrimonio. Mah...

Rambo90 14/10/19 18:51 - 6441 commenti

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Colorato e simpatico omaggio ai Beatles, ma anche un apologo sulla menzogna e sul successo, molto edulcorato ma di facile impatto. Boyle dirige con spigliatezza e la sceneggiatura è ricca di ironia, divertente in molti momenti e con una storia romantica semplice e realistica. Molto bravo e spontaneo il protagonista ma anche i comprimari, dalla James a una McKinnon in versione faina incredibilmente azzeccata. Scorre liscio fino alla fine, pur sfruttando una sola idea (tra l'altro di vanziniana memoria) e coinvolge. Notevole.

Mark 21/10/19 23:53 - 264 commenti

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Come si fa a scrivere canzoni quando tutte le più grandi canzoni della storia sono state già scritte? Ci vorrebbe un miracolo, ed è appunto l'espediente che Boyle utilizza per costruire un affresco dolcissimo sull'amore per la musica, scegliendo i Beatles, l'unico gruppo musicale che andò oltre la musica e divenne un fenomeno di costume che cambiò la vita di un'epoca. Unico neo il doppiaggio: Patel non sembra avere la voce di un ventisettenne, Lily James ha una voce da trans!

Rufus68 30/10/19 20:50 - 3153 commenti

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Qui occorre decidersi: è questa una furbissima operazione commerciale o una romantica fiaba moderna con morale incorporata? La prima opzione appare più credibile. La sciocca inverosimiglianza nel finale saccarinico, la soluzione più facile e melensa (il Lennon settantottenne e saggio, la mostruosa tracklist) per captare benevolmente l'assenso dello spettatore testimoniano di una studiatissima volontà di far successo, a ogni costo. Impeccabile e vacuo.

Daniela 8/11/19 21:27 - 9651 commenti

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Per un evento inspiegabile, la memoria dei Beatles scompare dal mondo. Un aspirante cantautore di scarso successo, che invece l'ha conservata, pensa di far passare per proprie le loro canzoni... Spunto non originalissimo ma simpatico per una commedia che poi si ammoscia per la prevedibilità della situazioni unita all'improbabilità dei comportanti dei personaggi, eccetto Ed Sheeran a cui è richiesto solo di essere se stesso. Certo ci sono i pezzi dei Fab Four (!) e qui Boyle va sul sicuro e si conquista la pagnotta, però la parte finale fa cadere le braccia per la banalità del messaggio.
MEMORABILE: In negativo: il personaggio caricaturale della discografica che ripete continuamente di pensare solo ai soldi

Ryo 23/11/19 01:49 - 2169 commenti

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Deludente, perché il soggetto aveva molte più potenzialità di quelle che vengono mostrate. Il film prende una bella idea e la sfrutta solamente per far ascoltare al pubblico più canzoni dei Beatles possibili, la maggior parte non per intero per ovvie ragioni. Una storia d'amore forzata, sgangherata e poco credibile. Una sospensione della realtà accettabile, ma che non crea un vero realismo nel gestire una possibile rockstar di successo mondiale. Azzeccato, ma sprecato, l'incontro finale inaspettato.
MEMORABILE: La Coca cola non esiste e su internet si trova solo una coca...

Ultimo 19/12/19 09:54 - 1385 commenti

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Bella commedia musicale incentrata sulla figura di un cantante che non riesce a sfondare. Un evento del tutto eccezionale gli permetterà di far "rinascere" il mito dei Beatles. Il film scorre molto bene grazie a un protagonista convincente e ben calato nella parte e a una vicenda sentimentale di contorno che può far scappare qualche lacrimuccia ai più sensibili. Il finale è un po' troppo romanzato, ma si può perdonare.
MEMORABILE: La canzone del titolo, che "inspiegabilmente" per il protagonista nessuno conosce.

Deepred89 23/12/19 14:58 - 3312 commenti

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Da una bellissima idea di base, la stessa su cui poggiava un noto passaggio del nostro Non ci resta che piangere, si dipana una riuscita commedia orgogliosamente beatlesiana, non priva di talune forzature o cliché ma in grado di sprigionare emozioni sincere non appena l’ondata di passione e sentimento (quello del protagonista verso la persona per anni amata in silenzio, quello di Boyle verso il miglior gruppo musicale della storia) si può propagare in libertà. Protagonisti simpatici e credibili nella loro apparente normalità e medietà.

Paulaster 14/01/20 10:18 - 2869 commenti

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Cantautore spaccerà le canzoni dei Beatles per sue. Trama esilissima - che comunque Boyle riesce a mantenere filante - ma almeno non stupida. Inizia come una sorta di "Bridget Jones" al maschile piuttosto banale, si risolleva con l'entrata di Sheeran. Quando poi diventa una commedia romantica si aspetta solo la fine. Triste il destino dei Beatles, che dopo Across the universe vengono sfruttati in un altro film dagli scarsi contenuti. Tutti i comprimari sembrano macchiette che evaporano all'istante.
MEMORABILE: La ricerca mancata degli Oasis; "Help" sul tetto; La sfida con Sheeran per la composizione migliore.

Caveman 10/05/20 20:39 - 192 commenti

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Cosa succederebbe se il mondo si dimenticasse dell'esistenza dei fab four? Un mediocre cantante è l'unico a ricordare dell'esistenza del gruppo e così sfrutta la cosa per sfondare. Questo ci racconta il buon Boyle. Una commedia frizzante e colorata ben interpretata e diretta. Certo il messaggio di fondo è ben poco edificante, ma è anche facile intuire come terminerà il tutto. Un film sui Beatles particolare e senza ombra di dubbio interessante. Simpatica la partecipazione di Ed "Salieri" Sheeran.
MEMORABILE: La primissima inquadratura di John, da rimanere senza fiato.

Hackett 6/06/20 11:24 - 1748 commenti

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Danny Boyle confeziona con la solita abilità una pellicola graziosa, commovente ed estremamente gradevole, il cui maggior pregio però (va riconosciuto) è da tributarsi alle immortali perle musicali del quartetto di Liverpool. Dal canto suo il regista mette in scena il tutto con mano delicata, incalza grazie ad una sceneggiatura fluida e si avvale di attori dai volti interessanti, ben scalti per i ruoli. Per una serata spensieratamente nostalgica e romantica.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Rocchiola • 29/11/19 08:41
    Call center Davinotti - 1157 interventi
    Sicuramente il film di Boyle è meglio di Bohemian Rhapsody e Rocketman. In merito all'impatto dei Beatles posso dire che almeno i Rollign Stones hanno avuto un egual peso nella cultura musicale di massa e sono forse stati più creativi e determinanti nel tracciate le coordinate della moderna musica rock. Comunque volevo solo sottolineare che se parli con un fan dei Beatles Sarà sempre un discorso poco obbiettivo, in quanto lui sosterrà sempre che sono i più grandi in tutto. Insomma i fans del quartetto di Liverpool confermano la regola "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire". Volevo solo sottolineare questo aspetto che non riguarda tanto il film come opera cinematografica, bensì lo sfruttamento di una mitologia che va ormai oltre i reali meriti musicali del gruppo.
  • Discussione Zender • 29/11/19 10:08
    Consigliere - 43739 interventi
    Beh insomma, io amo i Rolling Stones, ma ugual peso sulla cultura musicale di massa francamente non direi proprio. Basta che chiedi alla gente comune (di una certa età ormai) quante canzoni conoscono degli Stones e dei Beatles, quante cover sono state fatte delle uno e delle altre, quanto han venduto i singoli dell'uno e dell'altro in quegli anni... I Beatles hanno aperto una strada, hanno rivoluzionato la musica. Insomma, la celebre frase di Lennon sull'essere più famosi di Cristo i Rolling non avrebbero proprio potuto dirla, bontà loro. Sul più creativo io ritengo che i Rolling lo sian stati molto meno ma qui si aprirebbe un discorso lunghissimo ed è giusto che ognuno continui a pensarla come vuole. I fans degli uni e degli altri si scontreranno sempre su questo. Quanto alla mitologia quella trascende molto spesso i meriti e si basa sull'impatto che ha sulla gente il fenomeno.
  • Discussione Caesars • 29/11/19 10:43
    Scrivano - 11327 interventi
    Beh, concordo con Zendy, per quanto riguarda la popolarità. Benché gli Stones siano famosissimi (e molto più longevi), nella cultura di massa non c'è storia, le canzoni dei Beatles sono molto più conosciute. Poi preferire uno o l'altro gruppo è solo questione di gusto personale.
  • Discussione Galbo • 29/11/19 12:50
    Gran Burattinaio - 3777 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Beh, concordo con Zendy, per quanto riguarda la popolarità. Benché gli Stones siano famosissimi (e molto più longevi), nella cultura di massa non c'è storia, le canzoni dei Beatles sono molto più conosciute. Poi preferire uno o l'altro gruppo è solo questione di gusto personale.

    Concordo, che piacciano di più gli uni o gli altri dipende dai gusti ma l’impatto sulla cultura popolare è assolutamente imparagonabile. I Beatles e la loro musica hanno un valore universale che altri musicisti francamente non hanno....
  • Discussione Brainiac • 29/11/19 20:19
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Io trovo che il film sia interessante (al di là del valore dei Beatles) proprio per il fatto di considerare cosa potrebbe succedere se i Beatles non fossero esistiti e si proponessero le stesse canzoni di allora. Boyle risponde che sono canzoni talmente grandi (non solo dal punto di vista musicale ma per le potenziali di totale coinvolgimento popolare) che otterrebbero comunque un successo enorme.
    Verissimo Zender, è uno dei meriti del film. Da quando subentra la "rivelazione" le reazioni sono coerenti e gli effetti "paralleli" esposti con realismo. E quanto fa ridere che nelle ricerche internet la prima cosa a non esserci più senza i Beatles siano gli Oasis? Ma i pregi di questa deliziosa commedia non finiscono qui: se è vero come giustamente dicevi che il successo delle canzoni sarebbe comunque enorme, è anche vero che le canzoni dei Beatles funzionano alla grande nella realtà alternativa del film, ma solo dopo un tot. Mi spiego, nelle prime scene post-incidente, negli ambienti poco recettivi rispetto alla musica (dai genitori, nella festa dei bambini, al pub periferico) le hit vengono praticamente snobbate. La grande lezione che la sceneggiatura ribadisce è che alla lunga (quando la sente il produttore, nel film) un' opera d'arte sincera trova sempre il suo pubblico. Bellissimo film.
  • Discussione Zender • 30/11/19 08:37
    Consigliere - 43739 interventi
    Sì, esatto, la trovata degli Oasis è geniale, nel suo piccolo. Però io non ho detto che il successo delle canzoni sarebbe comunque enorme perché non lo so, dico che questo è quello che vuol far credere il regista e lo fa anche - come giustamente dici - mostrando prima le reazioni del genitori (altra gag notevole, quando ascoltano "Let it be" continuamente interrompendola). Esatto, credo che la "lezione" voglia essere quella che dici.
  • Discussione Brainiac • 30/11/19 08:48
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Più in generale mi è piaciuto che la premessa "stupidina" sia stata affrontata con "serietà" in fase di scrittura. Il team creativo ha scandagliato il what if con impegno facendo immedesimare lo spettatore col protagonista. Anche il fatto che dopo un tot d' hit conosciute ai più il ragazzo approcci le canzoni di cui ricorda la melodia, ma non il testo, è francamente geniale.
    Ultima modifica: 30/11/19 08:50 da Brainiac
  • Discussione Zender • 30/11/19 14:59
    Consigliere - 43739 interventi
    Sì, d'accordo su entrambe le cose.
  • Discussione Rocchiola • 1/12/19 18:02
    Call center Davinotti - 1157 interventi
    Io penso che se non ci fossero stati i Beatles il mondo non sarebbe molto diverso, in quanto all'epoca c'erano molti gruppi inglesi che facevano una musica pop-rock simile, per cui il loro posto nell'immaginario collettivo lo avrebbe preso qualche altra band musicale. Poi il film può essere carino nell'affrontare questa ipotesi, ma è abbastanza fastidioso ricorrere sempre ai Beatles per ovvie ragioni commerciali.
  • Discussione Brainiac • 1/12/19 19:05
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Rocchiola ebbe a dire:
    Io penso che se non ci fossero stati i Beatles il mondo non sarebbe molto diverso
    Lo pensa anche il film
    ;-)
    La realtà alternativa è identica a quella iniziale con piccole variazioni: alcuni marchi, qualche band e poco altro.

    Proto-spoiler------

    Sull'usare altre band -vado a braccio- ma mai pare ci sia un accenno nel finale...