La morte dall'occhio di cristallo

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Die Monster Die!
Anno: 1965
Genere: horror (colore)
Note: E non "La morte dagli occhi di cristallo" o "La morte nell'occhio di cristallo" o "La morte negli occhi di cristallo".
Numero commenti presenti: 19
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/02/08 DAL BENEMERITO CIAVAZZARO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 20/11/10
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Ciavazzaro 19/02/08 14:04 - 4758 commenti

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Discreto horror girato da un fedelissimo di Roger Corman nel suo periodo d'oro alla aip. Il film non ha il fascino degli horror tratti da Edgar Allan Poe e il soggetto tratto da H. P. Lovecraft (autore che stimo molto) viene portato un po' banalmente. Come film horror però funziona in modo più che adeguato con effetti speciali ben fatti per l'epoca. La storia gira intorno al bravissimo Karloff che compie misteriosi esperimenti con un meteorite venuto dallo spazio.
MEMORABILE: L'incendio finale.

Cotola 9/05/08 20:26 - 7458 commenti

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Mediocre adattamento cinematografico di un bel racconto di Lovecraft di cui, purtroppo, il regista non riesce minimamente a riprodurre un briciolo della tensione e soprattutto del mistero che permeava l'opera cartacea. Colpa di una regia abbastanza inetta e di una sceneggiatura a tratti dominata dalla noia. Confezione dignitosa, ma ciò non basta a salvare le sorti del film.

Uomomite 3/06/08 04:01 - 174 commenti

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Strano film. Per la maggior parte del tempo i protagonisti si trascinano nella villa “maledetta”: un po' per giocare ai demiurghi, un po’ per capire da dove provengano quei rumoracci notturni, un po’ perché qualcosa bisogna pur fare. L'atmosfera vorrebbe essere misteriosa ma riesce solo ad annoiare. Eppure, quando ormai non ci si spera più, d'improvviso la scena s'illumina: una figura inquietante taglia lo schermo, si scorge nel buio qualcosa che fa davvero paura. Poi sarà ancora noia, fino al flash successivo, fino a un Karloff fosforescente da cineteca. Stupenda la fotografia di Paul Beeson.
MEMORABILE: Karloff radioattivo. La scoperta dei mutanti nella serra.

Undying 6/04/09 03:14 - 3841 commenti

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Altro esempio d'adattamento d'un racconto di Lovecraft (Il colore venuto dallo spazio) realizzato poco dopo La città dei mostri (1963) ma che anticipa, di qualche anno, il simile La morte corre incontro a Jessica. La produzione è ancora cormaniana e in regia troviamo Daniel Haller, scenografo dei film diretti da Corman ed ispirati ad Allan Poe. Dai film citati, questo rielabora il concetto "a cruce salus": vero motore delle produzioni AIP. Ovvero, senza soldi, dare fondo alle idee e, con fatica, realizzare un piccolo gioiello facendo uso d'elementi semplici ma efficaci. Ottima la fotografia.
MEMORABILE: il paesaggio spettrale, percorso a piedi dal medico protagonista, per giungere a villa Witley.

Homesick 19/04/11 18:11 - 5737 commenti

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Le connessioni con il Lovecraft del magnifico racconto “The colour out of space”, citato nei titoli di testa, sono deboli e irrilevanti e la pellicola di Haller, con i suoi esterni brumosi e gli interni vittoriani in cui si celano terribili segreti e si perpetuano maledizioni estinte da un catartico fuoco finale, ricalca piuttosto il ciclo di Corman ispirato a Poe. Derivativo e anonimo, acquista colore – è il caso di dirlo - durante l’esplosione di luce fosforescente che investe un Boris Karloff non certo al massimo delle sue potenzialità.

Von Leppe 10/07/11 12:08 - 1018 commenti

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La regia è dello scenografo dell'AIP, quello dei racconti di Poe diretti da Corman; e infatti qui abbiamo un certo gusto nella ricerca delle location, delle scenografie gotiche e barocche, che nel complesso però risultano pacchiane mentre la trama non scorre come dovrebbe. Ci sono comunque momenti divertenti, colori ed effetti notevoli. Daniel Haller come regista si rivela meno bravo che come scenografo: c'è troppa carne al fuoco in un film ispirato al racconto di Lovecraft "Il colore venuto dallo spazio", ambientato in un castello inglese.

Ducaspezzi 6/09/11 03:59 - 222 commenti

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Un fanta-gotico, dove il "fanta" si dispiega negli ultimi venti minuti, mentre la restante parte, che si nutre piacevolmente degli interni e dei dintorni di casa Witley e del carico di tenebroso mistero che vi grava, è la più intrigante. Quando le brumosità e i tetri andirivieni della solenne magione lasciano il proscenio ai fosfo-bagliori teratogenici, a dispetto della maggior movimentazione tutto sembra immiserirsi. Non c'è consonanza tra i due climi del film e si rimane interdetti. Così direi che l'ultraterreno vince sull'extraterreno!
MEMORABILE: Subito, ad inizio film, si viene già consegnati all'atmosfera giusta grazie alle reazioni dei cittadini di Arkham quando sentono nominare i Witley.

Max renn 10/03/12 15:35 - 80 commenti

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Tratto da un (giustamente) apprezzato racconto di Lovecraft, il film dell’esordiente Haller si rivela ben presto bolso e snervante. L’elenco dei difetti è lungo, a partire da una sceneggiatura alienante e da un protagonista fuori parte, fino a giungere a scelte figurative di dubbio gusto ed efficacia pari a zero. Una colonna sonora estremamente stucchevole cerca di essere a tono con ogni singola scena, perdendo in tal modo la visione della situazione complessiva. La logica pare essere in ferie.

Il Gobbo 18/03/12 22:49 - 3011 commenti

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Il film che evidentemente ha ispirato i Rockets è un fanta-horror che, grazie al precedente mestiere del regista, funziona molto bene come "film di mobili" (avrebbe detto Bava), assai peggio quando dall'atmosfera tocca venire al sodo - mica tanto. Karloff è terrorizzato più dalla recitazione dei partners che dalle mutazioni in corso, ma in generale è un lavoro su cui siamo indulgenti.

Bergelmir 1/05/13 22:50 - 160 commenti

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Nato sull’onda de La città dei mostri di Corman, unisce temi gotici a elementi fantascientifici, cosa che per l’epoca era senz'altro innovativa. Si nota un messaggio di preoccupazione verso gli effetti dell’energia (atomica) e degli esperimenti dell’allora nuova ingegneria genetica, le cui possibilità hanno sempre generato timore e angoscia. Interessante come adattamento lovecraftiano, ma piuttosto scarso nella scrittura e nella scelta degli attori, Karloff a parte.
MEMORABILE: Karloff "irradiato".

Myvincent 7/07/13 09:52 - 2522 commenti

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Racconto fantastico sempre sul punto di offrire novità inaspettate, coniuga il gotico classico con l'elemento scenografico draculesco, facendosi riempire la scena dal solito Boris Karloff semplicemente straordinario: basta una sua espressione "ingrugnita" per aumentarne le quotazioni. Il resto è un Lovecraft adattato, ma cosa importa di fronte a un prodotto vecchia maniera intrigantissimo.

Lucius 15/12/13 15:32 - 2819 commenti

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Una ricostruzione scenica lodevole al servizio di una pellicola di discreta fattura in cui l'elemento fantastico irrompe nella sua assurdità, inficiandone non solo l'atmosfera, ma quasi la ragion d'essere. Gli elementi del gotico ci sono tutti, il cast è ispirato (Karloff su tutti), la colonna sonora sfoggia partiture ridondanti e fastidiose. Purtroppo è la parte non gotica a non convincere. Sarebbe da rimontare, il risultato ne gioverebbe non poco. Comunque intrigante.

Fulcanelli 14/10/15 00:28 - 100 commenti

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Un onesto horror senza fronzoli vecchia maniera. Non fa paura né contempla lo splatter o scene di sangue, ma la sceneggiatura rimane solidissima come del resto anche le performance degli attori. Belle le scenografie del tutto in linea con la storia. Ottima la scelta di limitare la durata a ottanta minuti, garanzia di maggior compattezza e scarsa propensione a cali d'interesse. Tre pallini e mezzo solo perchè la storia non è che sia poi chissà che, però è tutto molto ben realizzato.

Lythops 24/10/16 16:17 - 972 commenti

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Spiace vedere un film estremamente accurato dal punto di vista scenografico così "buttato lì", frammentario e con una recitazione e una sceneggiatura che rasenta il ridicolo al punto da far ipotizzare già al quinto minuto che si tratti di una parodia, quando invece il regista è assolutamente convinto di fare sul serio. Costantemente, involontariamente buffo il protagonista, Nick Adams. Bellissimo come sempre il Technicolor, abuso di urla "misteriose" e della macchina da nebbia che, attorno alla villa orrorifica, la fa da padrona.

Ronax 12/09/17 01:26 - 899 commenti

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Delle atmosfere angosciose e inquietanti delle pagine di Lovecraft resta ben poco in questo lavoro diretto scolasticamente da uno stretto collaboratore di Corman che tenta di coniugare gotico e fantascienza senza risultare efficace e credibile su nessuno dei due fronti. La presenza di Karloff, ormai vecchio e malato, dovrebbe essere una garanzia, ma anche la sua figura carismatica può ben poco di fronte a una sceneggiatura sbrigativa e convenzionale e a una regia piatta che non riesce quasi mai a creare tensione. Bella location ma sprecata.
MEMORABILE: La serra con le piante e gli animali mostruosi creati dalle radiazioni.

Rufus68 14/09/17 23:05 - 3050 commenti

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Tediosissimo intruglio fra horror gotico e fantascienza ovvero tra Poe e ciò che resta (poco) del racconto ispiratore di Lovecraft. Tutto già visto e udito (musiche, urla e sfrigolamenti compresi). La coppia d'attor giovani è insulsa, la vecchia guardia si limita a guadagnare la pagnotta. Non mancano animali mostruosi (che non si vedono) e piante assassine; un Karloff fosforescente completa il disastroso serraglio.

Daniela 20/07/19 02:28 - 9218 commenti

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Giovane americano fa in Inghilterra a trovare la ragazza a cui fa il filo e scopre che lei vive in una magione maledetta con la madre che urla di notte e il babbo che fa il misterioso.... Neppure la presenza di Karloff può risollevare le sorti di questo film ispirato vanamente oltre che vagamente ad un noto racconto di Lovecraft. Nel finale, Karloff in effetti si illumina, ma è solo grazie ad un effetto speciale brutto e fatto male come gli altri. Mediocri la sceneggiatura e le prove dei due giovani protagonisti, sufficiente invece la confezione che ricorda quella dei film Hammer.
MEMORABILE: L'uomo metallico luminescente che sembra ricoperto di carta stagnola

Jena 1/09/19 17:20 - 1170 commenti

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Ispirato liberamente al celeberrimo racconto di Lovecraft "The Colour Out of Space", ha dietro di sé Corman produttore e si vede. E' vero che qualche volta si sfiora il ridicolo (l'assurdo inseguimento di Karloff in carrozzella sembra una comica) ma poi ci sono vere perle: i bellissimi titoli di testa, l'arrivo alla villa spettrale, la serra cogli esseri prodotti dalle mutazioni genetiche (per quanto "artigianali" impressionanti), un Karloff mefistofelico e come sempre grandioso. Qualche caduta ma rimane un prodotto godibilissimo.
MEMORABILE: Il tentativo di violenza delle piante alla Farmer che anticipa quello raiminiano della Casa.

Anthonyvm 14/05/20 03:05 - 1786 commenti

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La A.I.P. sforna la prima trasposizione del famoso racconto di Lovecraft, anche se, fra brumose scenografie hammeriane e stilemi da gotico classico, più che al solitario di Providence sembra rifarsi al ciclo cormaniano di Poe (non stupisce che alla regia ci sia il set designer de Il pozzo e il pendolo del '61). Pur non essendo invecchiato bene (specialmente per quanto concerne gli SFX), si fa notare per qualche buona atmosfera e per una delle ultime interpretazioni dell'immenso Boris Karloff. Film sempliciotto ma divertente. Più che vedibile.
MEMORABILE: Il brusio ossessivo del meteorite nel pozzo; Le piante con rami aggressivi; Lo "zoo" di ridicoli animali mutanti; Karloff con pelle di carta stagnola.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Ciavazzaro • 21/02/08 15:30
    Vice capo scrivano - 5596 interventi
    A chi interessa e'uscito in dvd per la mgm,in edizione tedesca,con l'italico idioma,che si trova un po' dappertutto (io consiglio di prenderlo da kultvideo).
  • Homevideo Undying • 21/02/08 16:01
    Scrivano - 7634 interventi
    Tra l'altro è regione 2.
    Un pò caruccio però... sui 23 €.



    Comunque da tenere in considerazione...
    Ultima modifica: 22/02/08 00:02 da Undying
  • Homevideo Ciavazzaro • 21/02/08 18:46
    Vice capo scrivano - 5596 interventi
    Vi assicuro che non lavoro per loro (anzi si puo' quasi dire che sia io a mantenerli),ma su kultvideo viene 18.90
  • Curiosità Undying • 6/04/09 03:32
    Scrivano - 7634 interventi
    La città dei mostri, La morte dall'occhio di cristallo e La morte corre incontro a Jessica: tre diverse tonalità di colori, venuti dallo spazio...

    Questa ulteriore - dopo La città dei mostri, 1963 - rivisitazione di un racconto lovecraftiano (Il colore venuto dallo spazio) trova seguito nel successivo La morte corre incontro a Jessica.

    Non a caso i nome dei personaggi e dei luoghi si rincorrono nell'intera trilogia, riapparendo in ruoli (e contesti) solo lievemente modificati.

    Ma non solo: il racconto (affascinante e ben riadattato in entrambe le pellicole citate) di un medico diretto nella mitica (al pari del Necronomicon) cittadina di Arkham, onde soccorrere l'ammalata di villa Witley venne distribuito nelle sale americane durante il 1965 in accoppiamento (in gergo cinematografico "double bill") con un'altra curiosa pellicola: Planet of the Vampires.

    Planet of the Vampires altro non è che Terrore nello spazio, il fanta-horror baviano (anticipatore di Alien) che è stato, appunto, distribuito all'estero dalla AIP.
  • Homevideo Noir • 19/01/11 10:38
    Galoppino - 575 interventi
    In dvd dal 22/03/2011 per Sinister Film

  • Curiosità Bergelmir • 1/05/13 22:38
    Pulizia ai piani - 213 interventi
    Dal saggio "L'Estraneo dietro lo schermo" di Stefano Mazza, in Studi Lovecraftiani n.4 (2007):

    "... Mentre La città dei mostri risentiva chiaramente di atmosfere gotiche, che del resto si possono individuare anche nel soggetto di origine, più fantascientifico è il secondo adattamento lovecraftiano dell’epoca: La morte dall’occhio di cristallo (Die monster die, 1965) di Daniel Haller del 1965, che si ispira a The color out of space, sebbene vi siano numerose differenze con la storia di partenza. Un particolare salta subito agli occhi nei titoli di testa del film di Haller: per la prima volta nella storia del cinema appare il nome di H.P. Lovecraft ed il titolo del racconto da cui il film è tratto. Un altro dettaglio degno di nota è la prima sequenza che cita chiaramente e generosamente L'arrivé e d'un train à la Gare de la Ciotat (1895) dei fratelli Lumière, essendo ad esso quasi uguale per soggetto, taglio dell’inquadratura e persino durata. Anche il gesto di apertura della porta da parte di Nick Adams è uguale a quello del passeggero in primo piano del cortometraggio dei Lumière. Curioso dunque il fatto che poco dopo aver citato il nome di Lovecraft si veda arrivare proprio lo stesso treno che settanta anni prima terrorizzò le prime platee del cinematografo, come abbiamo ricordato nell’introduzione.
    Il film di Haller nacque sull’onda del successo de La città dei mostri e si possono riscontrare diverse similitudini fra le due pellicole. Innanzitutto anche questa storia si svolge in una Arkham decadente, nebbiosa, desolata e abitata da cittadini scontrosi quanto spaventati da orrori di cui non vogliono sapere nulla. L’estetica de La morte dall’occhio di cristallo rimane decisamente gotica nei paesaggi e nelle architetture e viene mantenuto anche il tema della suggestione da parte di un avo, in questo caso Corbin Witley, le cui gesta vengono ripetute dal successore, Nahum, il quale ne perpetra quindi le colpe, poiché mantiene vivo un antico e orribile segreto che però viene scoperto da un estraneo. A questi temi tipicamente horror si aggiungono diversi elementi fantascientifici, come il meteorite nascosto in cantina e i mutanti genetici, che emergono soprattutto nella seconda metà del film e che aderiscono maggiormente alla fantasia lovecraftiana con una forza visiva del tutto nuova e sbalorditiva per l’epoca: gli esseri mostruosi nascosti nella serra di Nahum sono davvero inquietanti e sembrano usciti da un’illustrazione di Karel Thole. Interessantissimo, oltre che ben rappresentato, risulta l’essere luminescente in cui si tramuta Karloff-Nahum dopo essere stato contagiato dal meteorite. Per l’appassionato lovecraftiano è certamente bella ed emozionante la vista della "Landa Folgorata", che nessun altro film fino ad ora ha più rappresentato. Gli orrori scatenati dall’energia sconosciuta che Nahum cerca di domare e le sconfortanti degenerazioni che ne derivano sono un messaggio di preoccupazione verso gli effetti dell’energia atomica e degli esperimenti di irradiazione dell’allora nuova ingegneria genetica, le cui possibilità hanno sempre generato timore ed angoscia per gli esiti nefasti che possono generare sui corpi e sul comportamento degli esseri viventi. Unico connotato negativo di questo straordinario esordio alla regia di Haller è l’infelice scelta degli attori, Karloff a parte, che evidentemente non erano all’altezza dei ruoli affidati e a tratti riescono a limitare il ritmo e la credibilità della storia."
  • Discussione B. Legnani • 27/06/17 17:56
    Consigliere - 13724 interventi
    In questo film Karloff è sulla sedia a rotelle?
  • Discussione Von Leppe • 27/06/17 18:03
    Call center Davinotti - 942 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    In questo film Karloff è sulla sedia a rotelle?
    Sì.
  • Discussione B. Legnani • 27/06/17 18:11
    Consigliere - 13724 interventi
    Von Leppe ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    In questo film Karloff è sulla sedia a rotelle?
    Sì.


    Grazie.
    Lo ricordo sulla fotobusta affissa al cartellone del cinema vicino a casa mia, direi nel parco antistante la villa, forse con coperta sulle gambe...
  • Discussione Von Leppe • 27/06/17 18:30
    Call center Davinotti - 942 interventi
    Sì, porta la coperta sulle gambe.