El bar

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: El bar
Anno: 2017
Genere: commedia (colore)
Numero commenti presenti: 16
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il bar verrà distrutto all'alba: in Italia i distributori del classico di Romero l'avrebbero potuta intitolare così, questa ennesima variazione sul tema del contagio. La firma Alex De la Iglesia, che naturalmente impone quello che è il suo stile fin da subito, a partire dal divertito piano sequenza iniziale. Arrivata al fatidico bar, quella che sembra la protagonista, Elena (Suárez), scambia quattro parole con chi la serve prima che uno degli avventori esca in strada e venga colpito da un proiettile: d'improvviso la via si svuota e chi mette fuori la testa finisce centrato a sua volta non si sa da chi. Cosa sta succedendo? Al bar le ipotesi si moltiplicano vorticosamente...Leggi tutto e l'azione si fa concitata (la specialità del regista, che quando c'è da far confusione non si tira mai indietro): ci si ricorda di un tizio che poco prima era corso in bagno tossendo e lo si ritrova disteso vicino alla tazza in fin di vita. O forse già morto, perché presto si rialza con gli occhi bianchi e capiamo bene dove si voglia andare a parare. L'interazione tra i diversi personaggi, che De la Iglesia cerca di caratterizzare il più possibile, diventa sempre più centrale e si passa in fretta al classico survivor-movie, con la bella Elena promossa ad eroina e un barbone fanatico religioso a sparigliare le carte. Salta fuori anche una pistola e addio, la tensione sale e la regia comincia a vorticare (De la Iglesia non vedeva l'ora). Quando però ci si prepara alle solite esagerazioni action che conducono regolarmente alla saturazione ecco un inatteso rallentamento, con la comparsa di tre fiale che cambieranno il corso degli eventi e in parte l'impostazione del film, più teso a ricercare la suspense anche attraverso l'apporto di un cast finalmente valorizzato e l'azione concitata che passa in secondo piano. Lo scontro tra le diverse personalità accentuato dalla situazione di pericolo e di ignoranza nei confronti di un virus che le autorità mascherano, unita alla claustrofobicità dell'ambientazione, danno una connotazione precisa al film che così finisce però con l'incanalarsi in schemi risaputi da cui non uscirà più fino alla conclusione, che inevitabilmente lascia l'amaro in bocca chi un minimo di chiarificazioni in più le pretenderebbe. Ma è evidente che non è l'aspetto fantascientifico ciò che interessa De la Iglesia quanto il gioco psicologico tra i pochi personaggi in scena; spinto fino all'aggressione, l'insulto, la minaccia a mano armata e non ultimo al corpo della Suárez che, oliato e coperto solo da succinta biancheria intima, fa bella mostra di sé appena possibile. Peccato, perché la parte migliore, tra King e Buñuel, in cui regnava ancora il totale mistero riguardo all'accaduto, sembrava presagire qualche slancio di fantasia maggiore.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/09/17 DAL BENEMERITO DIDDA23 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/11/17
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Didda23 27/09/17 09:29 - 2287 commenti

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Interessante lavoro di de la Iglesia che si può apprezzare su più livelli di lettura: il primo, più immediato, affonda le radici nei capisaldi del genere pandemico con "assedio"; il secondo offre una riflessione ficcante sulla psicologia umana di fronte a un pericolo che pare non chiaro (terrorismo? epidemia?). Essendo una sorta di kemmerspiel con punte "horror" i dialoghi - abbastanza brillanti - la fanno da padroni, anche se il regista iberico si ritaglia inquadrature stuzzicanti confermando la propria bravura. Lo stile è riconoscibilissimo.
MEMORABILE: La maledizione della gitana; L'uomo in bagno; Il tunnel sotterraneo.

Il ferrini 30/09/17 00:46 - 1686 commenti

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Kammerspiel claustrofobico di De la Iglesia che abbandona le atmosfere scanzonate delle Streghe e dei Crimini perfetti per abbracciare quelle del thriller. Sporco, disperato, spietato nel tratteggiare la meschinità dei personaggi, il film mostra come la paura sia rivelatrice della vera natura delle persone. Regia al solito dinamica e montaggio velocissimo. Inquadrature strette e cambi repentini. La Suárez bella e brava.

Daniela 30/09/17 18:27 - 9408 commenti

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Un gruppo di persone intrappolate in un modesto bar madrileno: chi prova ad uscire, viene freddato da un cecchino. Terrorismo? No, la pista da seguire è un'altra, come ci hanno suggerito i suggestivi titoli di testa... Thriller da camera, anzi da bar, con venature horror: una lotta per la sopravvivenza con personaggi ben caratterizzati condotta con un ritmo che concede poche pause, tanto da mettere in secondo piano le falle logiche nel racconto, una delle quali vistosissima. Se non ci fossero state, saremmo di fronte ad un gioiello d'humor nero, ma anche così il film è gustoso, godibilissimo.

Galbo 12/10/17 05:42 - 11388 commenti

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Una delle opere più convincenti e compiute del regista Álex De La Iglesia realizzata secondo il suo stile personale che coniuga l’umorismo ad una “vena” fortemente grottesca senza perdere di vista una critica sottile sui mali della società moderna, a partire dall’egoismo individuale e dalla solitudine metropolitana. Tutti questi elementi sono associati ad un’ottima prova degli attori, maggiormente apprezzabile nella versione non doppiata.

Jandileida 14/10/17 09:01 - 1253 commenti

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Il solito, anarchicamente caotico, de la Iglesia: questa volta sceglie però di ambientare gli eventi all'interno di un solo luogo, un baretto madrileno, cosa che rende il film più stabile e "maturo" rispetto ai precedenti lavori del regista; si perde però quel tocco di follia che rendeva il regista "unico" nel suo genere. Il lavoro maggiore è fatto sui personaggi: ben delineati e non banali nella loro banale grettezza (non tutti). Insomma, alla fine il ritmo non viene mai a mancare e piace sempre il solito humor nero del regista.

Kinodrop 12/10/17 20:21 - 1504 commenti

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Un inizio simpatico e scoppiettante lasciava presagire un contenuto coerente allo stile del regista. Invece lo sviluppo si attorciglia forzosamente su diverse tematiche, dal realistico sociologico al simbolico e al paradossale, passando per le paure e le psicosi collettive. Troppo netta e cerebrale la separazione tra gli eventi in superficie e ciò che avviene nel ventre di Madrid e, insieme alla verve, strada facendo si perde il filo dei significati, specie in virtù delle scene finali. Buone la prova attoriale e la sceneggiatura, ma si resta perplessi.

Capannelle 14/10/17 16:36 - 3723 commenti

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Il regista spagnolo dimostra una certa personalità, forse anche troppa quando si tratta di delineare i caratteri dei protagonisti e le loro contrastanti relazioni. Diciamo che la promettente prima parte e quello stare in sospeso tra thriller, pandemico e sociologico poteva trovare uno sviluppo più consistente e credibile nella seconda. Anche se quel mare di melma dove tutti sprofondano e lottano è un'interessante metafora.

Pigro 23/02/18 13:23 - 7793 commenti

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Un gruppo alquanto variegato di persone è intrappolato in un bar: chi prova a uscire è ucciso. Esplodono in questa paradossale situazione quei crudeli umori viscerali che trasformano la comunidad in un covo di vipere: allegoria di quell’homo homini lupus che governa il mondo. Il tocco grottesco e le divertite incursioni nel thriller e nell’horror non indorano la pillola. Al netto di varie incongruenze (e di un troppo veloce svelamento delle cause), il film ci trasporta nelle nostre paure e nei peggiori incubi della società contemporanea.

Cotola 2/04/18 13:43 - 7529 commenti

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Simpatico e divertente thriller con tocchi di umorismo nero che si divide tra una prima parte da kammerspiel più riuscita nonostante il mistero venga svelato troppo presto ed una seconda più dinamica ma anche un po' meno interessante. Il regista sa il fatto suo e tiene sempre alta l'attenzione dello spettatore con un buon ritmo ed una discreta tensione narrativa. Le dinamiche tra i personaggi sono state viste già mille volte sullo schermo. Peccato per qualche (enorme) buco di sceneggiatura e per qualche idea già vista. Buono ma con più inventiva avrebbe potuto essere ancora meglio.

Schramm 27/11/18 17:54 - 2414 commenti

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Al bar di Alex la specialità è il frappè: distrugge Madrid all’alba mentre fa ciao con la manina a quasi tutto Carpenter, Recrimina la xenofobia di ritorno (che si sa, per Isis ed ebola il capro espiatorio divide et impera), e tutto per l’ennesimo apologo omofagico targato Hobbes, cui è preferibile la specificità romanzesca d’una seconda metà oscura ove fogna e animo umano si equivalgono. Peccato che si bruci ogni chance andandoci fitto di logorrea e stracarico, mancando di sintesi e misura, facendo gavettoni laddove avrebbe ubriacato in due sorsi e rendendo superfluo tutto il necessario.

Minitina80 21/11/19 23:10 - 2344 commenti

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Uno di quei film che necessitano di un’attenzione particolare ai dialoghi e alla caratterizzazione dei singoli personaggi per cercare di capirne il senso. Inevitabile, se consideriamo l’ambientazione monotematica e la particolarità dello scritto, a tratti aleatorio e ondivago. Si concentra molto sulla componente più violenta, tralasciando un potenziale di cui solo a tratti si intravede l’ombra e che poteva sfociare in qualcosa di più surreale. Comunque soddisfacente in quanto è facile cogliere dell’acredine verso un destinatario ben preciso.
MEMORABILE: "Hai mai assaggiato le ostriche? Hanno lo stesso sapore della f*#a!"

Fromell 29/01/20 17:55 - 66 commenti

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Chicca di Alex de la Iglesias che, mescolando commedia e grottesco, tesse un'avvincente storia monolocation. Siamo in un bar spagnolo dove i clienti, tutti molto ben caratterizzati, si trovano ad affrontare un'emergenza da contagio virus sconosciuto. E quando il bar esaurisce la sua forza narrativa, Iglesias sposta tutto nelle fogne, dove il tanfo e la claustrofobia aumentano a dismisura mozzandoci ancor di più il fiato.
MEMORABILE: Il barbone cosparso d'olio che tenta d'entrare nello scarico delle fogne.

Hackett 23/12/19 11:02 - 1725 commenti

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Con la consueta verve visiva e grazie a una scrittura intelligente, De la Iglesia riesce a riproporre un thriller d'assedio abbastanza scontato nella sostanza, rendendolo appetibile grazie a dialoghi ben scritti e personaggi definiti con ironia e intelligenza. Pur con qualche tollerabile scricchiolio logico, la trama si dipana infatti in maniera fluida e accattivante. Tempo ben speso.

Taxius 27/03/20 23:50 - 1643 commenti

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Un gruppo di persone si ritrova intrappolato in un bar e chi mette il naso fuori dalla porta viene ucciso; il motivo è un mistero. Interessante thriller ricco di venature grottesche in puro stile Alex de la Iglesia, che mette in luce il lato più oscuro dell'uomo, ovvero quello animalesco, che si manifesta col "mors tua, vita mea". Notevole la caratterizzazione di ogni singolo personaggio e notevole la storia, capace di evolversi e cambiare mano a mano che avanza. Peccato solo per il finale un po' moscio, ma nonostante questo resta un buon film.
MEMORABILE: Il barbone e i suoi versi biblici.

Thedude94 13/07/20 17:41 - 565 commenti

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Ottimo film di De La Iglesia, che riesce a mettere in scena un film claustrofobico e vibrante con bravura grazie anche a un cast davvero eccezionale. Splendidi alcuni movimenti di macchina, le scene sottoterra e la fotografia che cambia a seconda delle location del bar. Buona la sceneggiatura nonostante qualche punto di domanda che rimane in sospeso, ma se si accetta la visione surrealista del regista si riesce a superare tutto con soddisfazione. Molto interessanti i momenti prettamente più horror e il make up che in alcuni personaggi è molto ben fatto. Consigliatissimo.

Anthonyvm 4/08/20 15:00 - 1944 commenti

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Come talvolta accade nei film di de la Iglesia, le premesse sono oltremodo promettenti, poi verso il terzo atto le cose sfuggono di mano e il regista opta per soluzioni che vanno dal prevedibile all'illogico, lasciando lo spettatore insoddisfatto. Nonostante il gioco dell'homo homini lupus del microcosmo in isolamento forzato sia risaputo (The mist docet), i dialoghi e i personaggi sono ben scritti e diverse le gag riuscite. Anche la componente horror, tesa e grottesca al contempo, convince. Non si può dire lo stesso del climax conclusivo, che si adagia pigramente sulla banalità.
MEMORABILE: La doppia esecuzione per strada; Il gonfio e disgustoso militare contaminato con gli occhi a palla; Il barbone tutto unto prova a scivolare nel buco.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Schramm • 28/09/17 15:11
    Risorse umane - 6710 interventi
    con de la iglesia ho un rapporto altalenante. non sempre e non tutto mi ha convinto, sia lungo la sua filmografia che all'interno delle stesse opere, ma questo lo tenevo d'occhio da che era stato annunciato, e a tempo debito rappresenterà uno dei miei proritari recuperi.
    Ultima modifica: 28/09/17 15:51 da Schramm
  • Discussione Didda23 • 28/09/17 15:49
    Comunicazione esterna - 5716 interventi
    Niente male, in pieno stile De la Iglesia.
  • Discussione Galbo • 28/09/17 17:50
    Gran Burattinaio - 3755 interventi
    E' in streaming su Netflix
  • Discussione Schramm • 27/11/18 17:38
    Risorse umane - 6710 interventi
    a me è spiaciuto: troppe derive e ammiccamenti graffettati tra loro (de la iglesia non se ne fa mancare una), troppo tirato per le lunghe e per le larghe laddove una maggiore sintesi l'avrebbe reso più dinamico e forse anche angosciante, troppo black comedy laddove avrebbe potuto essere solo black, sbaragliandoci tutti, troppo abuso del caricaturale e del grottesco. insomma, de la iglesia troppo de la iglesia. che come sempre in questi casi, fa impazzire la maionese. peccato perché la seconda metà nelle cloache ha atmosfere davvero niente male.
    Ultima modifica: 27/11/18 17:38 da Schramm
  • Discussione Rocchiola • 6/12/19 15:05
    Call center Davinotti - 1134 interventi
    Ma in DVD non è mai uscito ?
  • Discussione Didda23 • 6/12/19 15:09
    Comunicazione esterna - 5716 interventi
    In italiano no
  • Discussione Rocchiola • 9/12/19 08:54
    Call center Davinotti - 1134 interventi
    Grazie per l'info.