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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ecco la dimostrazione di come si possa dar vita a un buon film anche partendo da un soggetto scarno (la stupidissima guerra di manager rampante contro il grosso ratto di casa): George Pan Cosmatos, regista di action spettacolari quali CASSANDRA CROSSING e RAMBO 2, organizza molto bene il suo campo di battaglia (l'appartamento splendidamente arredato del protagonista) e sceglie come interprete quasi unico il bravo Peter Weller, utilizzando una sceneggiatura con pochi dialoghi ma ben scritti. In fondo il succo del film sta tutto nella lotta senza quartiere che ogni giorno Weller (lasciato solo a casa da moglie e figlio...Leggi tutto partiti per una breve vacanza) conduce con un ratto particolarmente invadente capace di evitare con disinvoltura ogni tipo di trappola. Un po’ come ne IL VECCHIO E IL MARE (non a caso mostrato in TV nella versione con Spencer Tracy), Weller si trova a combattere una bestia che pare inafferrabile, che si fa beffe del suo cacciatore fino alla devastante (per la casa, soprattutto) battaglia finale. OF UNKNOWN ORIGIN è inevitabilmente piuttosto ripetitivo (difetto che si avverte molto nella seconda parte), ma è costruito bene e sa non scadere nell'inutile spettacolarizzazione puntando invece sul dramma umano di un uomo la cui carriera viene gradualmente messa a rischio dall'impossibilità di dormire serenamente e di pensare ad altro. L’unica altra figura interessante è rappresentata da un amico sterminatore, che semidivertito parla dei ratti come di un nemico furbo e difficilmente sgominabile. Un thriller insolito, serio e curioso, realistico e inquietante.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Cotola 17/09/08 18:01 - 7560 commenti

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Piccolo ed interessante film ad opera di un regista come Cosmatos che in passato non aveva certo strabiliato e che qui confeziona il suo miglior film. Il ritmo cresce col passare dei minuti e ad un certo punto il livello di coinvolgimento è davvero buono. Abbastanza divertente e soprendente, merita sicuramente una visione.

Schramm 13/10/08 13:08 - 2417 commenti

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Un uomo, un incarognitissimo e astuto ratto XL, e la lotta fino all'ultimo squittio tra i due, con progressiva distruzione dell'appartamento e della serenità dello spettatore, specie di quello che ha fatto sua la paranoia dell'avere animali infestanti in casa. Squisitissimo e anomalo thriller che malgrado pecchi di tautologia merita di essere stanato.

Undying 31/12/08 19:42 - 3840 commenti

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Giovane manager in ascesa ha improvvise difficoltà casalinghe: un enorme ratto dotato d'intelligenza fuori dalla norma. L'aggressività della topona gigante risiede nel senso materno di vendetta, poiché i figlioletti dell'ultima covata sono stati barbaramente massacrati. Ispirato da un gradevole romanzo di Chauncey G. Parker III, George P. Cosmatos, lontano dal cinema spazzatura in stile Rambo 2, gira un low budget particolarmente intrigante. Ottima l'interpretazione di Peter Weller (Robocop), accostata alla (molto) piacevole presenza dell'ex coniglietta di Playboy, Shannon Tweed. Da rivalutare.

Puppigallo 19/06/09 20:27 - 4515 commenti

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Inafferrabile, carogna, astuto e vendicativo. Ecco l'identikit dell'inquilino decisamente indesiderato col quale avrà a che fare il povero protagonista. Il ratto femmina che gli darà non poco filo da torcere è indubbiamente l'arma vincente di questa pellicola, che ha dalla sua, un buon ritmo, gustosi attacchi dell'implacabile roditore e un protagonista decisamente in parte, che riesce a dare credibilità al suo personaggio (uomo di successo messo in ginocchio da un peloso imprevisto, che diventerà la sua ossessione). Emblematico quando, a tavola col capo, tiene una lezione sui ratti. Riuscito.
MEMORABILE: L'esperto: "Tu passi 20 minuti a pensare come eliminarlo, mentre il ratto passa il 100 per 100 del suo tempo a cercare di fregarti".

Mco 13/05/09 00:52 - 2155 commenti

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Lotta senza quartiere tra uomo e mega-ratto. Metamorfosi dal climax coinvolgente di un tranquillo colletto bianco in guerriero disposto a distruggere anche la casa pur di prevalere sull'ospite sgradito. Tutto questo è "Di origine sconosciuta", film claustrofobico e monotematico, che si fregia della prestazione attoriale eccellente di Peter Weller sempre in biliapellico tra il serio e il faceto nelle sue battaglie domestiche derattizzanti. Non ci si strappa i capelli ma non ci si annoia di certo.
MEMORABILE: Il congegno studiato per far fuori la povera bestiola...

Brainiac 25/06/09 23:15 - 1083 commenti

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Basta poco per far vacillare le certezze di un manager. Lui è un uomo di successo, ha una moglie mozzafiato, un lavoro stimolante, una casa "bomoboniera" che si è costruito da solo. Eppure basta una lettera sbocconcellata, un pelo su un toast, un tubo del lavabo rosicchiato a mandarlo in paranoia, a stravolgere questo idillio un po' razzista ("quel topo starebbe bene nel Bronx", dice all'amico idraulico). Piccolo e compatto horror, sorretto da dialoghi arguti e da una trama così esigua che realizzarla con siffatta tensione è stato un prodigio. Da vedere.

Rebis 19/06/09 16:48 - 2088 commenti

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Lotta all’ultimo sangue tra esseri infestanti: il ratto e l’uomo. Tratto dal romanzo “The Visitors” di Chauncey G. Parker III, il film rimane sotto l’egida immaginifica partorita da Stephen King con il quotidiano che manifesta misure incommensurabili, traumanti ed ingestibili, risvegliando l’anima belluina latente nell’uomo medio. Il crescendo emotivo-paranoide e ben dosato e convincente, e Weller un interprete non banale e fisiognomicamente funzionale. Non ci sono grossi picchi narrativi e il gore lo si attende invano, ma Cosmatos riesce a intrattenere fino al fondo residuale del racconto.

B. Legnani 7/01/10 02:44 - 4748 commenti

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Curioso. Da non sottovalutare il parallelismo fra lo sfidante (e sfibrante) meccanismo aziendale in cui l'eroe si trova invischiato e le difficoltà di sopravvivenza del ratto. Recitato tutt'altro che bene (tolto il protagonista, che spicca un po' nella seconda parte, gli altri hanno mezza espressione a testa), ha il suo punto di forza nell'ambientazione e nella capacità di far scaturire il nemico da un luogo abituale e "sicuro" come la nostra casa. Discreto: **½
MEMORABILE: Alzando l'asse del water.

Daniela 12/03/10 08:51 - 9518 commenti

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Manager stressato sul lavoro, Weller si è costruito con le proprie mani uno splendido rifugio casalingo, ma basta un ospite sgradito per precipitarlo in una spirale di paranoia e follia distruttiva. Implausibile dal punto di vista realistico, il ratto/mamma acquista interesse metaforico come roditore delle certezze borghesi, mina che fa eslodere tensioni già presenti (competizione sul lavoro, moglie fredda e distante). Bravo Weller - Robocop domestico - che recita sul filo dell'ironia, peccato per la regia poco brillante e l'epilogo bruttino.
MEMORABILE: L'idraulico si affaccia, vede il protagonista che prova la sua mazza chiodata spaccando un tavolo ed esce senza dire una parola

Herrkinski 6/10/10 01:37 - 5205 commenti

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Mica male. La lotta senza quartiere tra il borghese stakanovista (un bravo Weller) e un grosso topo di fogna si ricopre di valenze sociologiche; il tutto stemperato da un approccio non troppo serioso, che usa l'iperbole come veicolo per intrattenere lo spettatore. Paranoico e claustrofobico, il film si fa apprezzare per la qualità di non annoiare, nonostante la sceneggiatura sia scritta su un fazzoletto; qualche bella trovata non manca (gli incubi) e le parti d'azione sono coinvolgenti. Non un capolavoro, ma un gustoso piccolo thriller.
MEMORABILE: La distruzione finale della casa.

Greymouser 19/05/11 19:00 - 1458 commenti

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Sorprendente prova di George Pan Cosmatos, di solito regista piuttosto pataccaro, che in questa occasione centra il bersaglio aiutato da un soggetto scarno ma valido, e da un attore in forma come un giovane Peter Weller. Si segue con una certa angoscia la progressiva degradazione e devastazione che il malefico ratto opera ai danni della gabbia dorata del manager rampante, che avanza di pari passo col disfacimento della sua promettente carriera. La resa dei conti smaschera ogni ipocrisia. Il finale, però, poteva e doveva essere più cattivo.

Pumpkh75 30/09/12 14:46 - 1326 commenti

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Una storia sulla paranoia e sulla fobia per i roditori: la confezione è sicuramente buona (produce la Warner), ma la vicenda non coinvolge e lascia spesso interdetti. Purtroppo la tensione è pari allo zero e di sangue non c’è la minima traccia, ed è palese la difficoltà della produzione nel rappresentare le dimensioni della creatura: a volte sembra un topolino, a volte una nutria da 50 kg. Bilancio mediocre, peccato.

Rambo90 15/05/15 19:31 - 6392 commenti

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Robocop contro i ratti; o meglio un ratto, gigantesco e intelligente. Curioso come un regista come Cosmatos, abituato a confezionare film iperadrenalinici e caciaroni, sia riuscito a creare un piccolo gioiello di tensione, dove la normale avversione umana verso i roditori si trasforma in vero e proprio orrore. Belle le soggettive del ratto, notevole ritmo in crescendo e buona prova di Weller, che incarna al meglio la follia sempre più palese del suo personaggio.

Ryo 24/12/16 13:16 - 2169 commenti

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Prima di essere Robocop, Peter Weller si calò nei panni di un manager newyorkese alle prese con n ratto gigante che si insidia a casa sua facendo strage di cavi elettrici, muri, oggetti e infissi che minano la vita dell'abitante. Il protagonista regge tutto il film da solo, ottimamente. Dato il poco budget a disposizione delude e fa sorridere che il ratto venga sempre inquadrato in dettaglio e di sfuggita, non avendo a disposizione un vero ratto gigante (lo si vede una volta, ma sotto le coperte). La regia fa quello che può.
MEMORABILE: L'armatura improvvisata, alla fine.

Pesten 25/11/19 21:15 - 639 commenti

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Potrebbe sembrare il classico horror a base di animali assassini, ma c'è molto di più: siamo al cospetto infatti di una pellicola dove l'ansia, l'angoscia, il tarlo che corrode la mente umana diventano protagonisti assoluti e veri carnefici del protagonista (il Weller di Robocop). Un andamento lento e spigoloso, che esalta certe situazioni e porta Weller sul baratro, usato anche dal regista per un film che forse è più profondo di quello che uno potrebbe pensare. Ci sono momenti di stasi che non aiutano e il finale non rende totalmente.

Jdelarge 6/06/20 12:25 - 881 commenti

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La strada scelta è quella della lenta metamorfosi psicofisica del protagonista, corroso dal viscidume del ratto che gli infesta casa. Tutto ciò porta a un regresso dell'uomo alla sua forma più bestiale, nella quale non c'è più spazio per maniacalità materiali e l'unica cosa che conta è prevalere sul rivale. Adeguato Peter Weller e accurate le location. Il film non raggiunge mai picchi di qualità degni di nota, ma si lascia guardare volentieri.

Fulcanelli 22/09/20 19:41 - 135 commenti

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La versione horror (più che horror, un thriller del genere animali assassini) di Un topolino sotto sfratto. Interessante il soggetto (tratto da un racconto) ma sceneggiato in maniera lineare e senza particolari guizzi. Gran lavoro sulle scenografie da paese dei balocchi rattesco: pertugi, cunicoli, fenditure da rosicchiamento su soffitti e anche sulla resa del topo (una pantegana che praticamente è un gatto pallas), anche se cambia di dimensioni a seconda delle inquadrature. Appena sufficiente la fotografia.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Puppigallo • 19/06/09 20:35
    Scrivano - 502 interventi
    In una scena, il protagonista, al buio, sfoglia un libro sui ratti e, a un certo punto, arriva a delle foto dove si vedono vittime umane di questi roditori (un uomo con la faccia divorata, un bambino morsicato dappertutto...). E' la stessa scena che si vede ne "Lo squalo", solo che lì Brody sfoglia un libro sugli squali, con annesse foto di attacchi agli esseri umani.
    A mio avviso, si tratta di un omaggio del regista.
  • Discussione Zender • 19/06/09 20:48
    Consigliere - 43612 interventi
    Il Puppigallo ebbe a dire, nella sez. curiosità del film:
    In una scena, il protagonista, al buio, sfoglia un libro sui ratti e, a un certo punto, arriva a delle foto dove si vedono vittime umane di questi roditori (un uomo con la faccia divorata, un bambino morsicato dappertutto...). E' la stessa scena che si vede ne "Lo squalo", solo che lì Brody sfoglia un libro sugli squali, con annesse foto di attacchi agli esseri umani.
    A mio avviso, si tratta di un omaggio del regista.

    Bella osservazione Puppi! Credo che la potesse cogliere solo chi conosce il film di Spielberg a memoria o quasi...
  • Discussione Puppigallo • 19/06/09 21:01
    Scrivano - 502 interventi
    Sì, è indubbiamente vero. Gli Squaloinvasati come me non dovrebbero avere problemi, ma gli altri difficilmente possono cogliere. Gli elementi principali che collegano le scene dei due film sono: la stanza buia, per creare l'atmosfera, le vere foto di squali, con dentature, stessa cosa per i ratti e, sopratutto, le vere immagini di vittime, sia degli squali, che dei ratti.
  • Discussione Zender • 19/06/09 21:02
    Consigliere - 43612 interventi
    In questo caso direi che non può che trattarsi di vero omaggio, indubbiamente.