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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Il mistero di un triplice, agghiacciante omicidio (vittime tre bambini, ripescati senza vita nelle acque limacciose di un fiumiciattolo) è alla base di uno dei casi di cronaca più chiacchierati della recente storia americana: sospettati del delitto, commesso nei boschi di una piccola cittadina dell'Arkansas nel 1993, sono tre ragazzi scapestrati legati al satanismo e all'heavy metal e inchiodati - almeno all'apparenza - da una testimonianza oculare (quella di un bambino che racconta di un sacrificio satanico, per l'appunto) e dalla confessione di uno di loro, che tuttavia appare confusa e ricca d'incongruenze. Perlomeno questa è la tesi che suggerisce Atom Egoyan, regista di spessore che si addentra tra le pieghe di una vicenda già all'origine...Leggi tutto di quattro documentari e guadagnatasi enormi spazi su internet. Dovendosi attenere ai fatti Egoyan si trova ad arretrare di fronte alle lacune dell'indagine, tanto che il protagonista Colin Firth (un investigatore privato ansioso di far luce sul caso per non veder spediti in cella tre innocenti) appare molto meno risoluto di quanto ci si aspetterebbe, un ruolo non facile che porta l'attore a recitare più dimesso di quanto non si vorrebbe: sono tante e tali le zone d'ombra di un caso che non può certo dirsi risolto nemmeno ora a distanza di vent'anni, che l'impressione di impotenza, inequità della legge, inadeguatezza delle procedure attanaglia per l'intera durata, con i titoli di coda (e relative, inevitabili spiegazioni conclusive) che si materializzano sullo schermo quando ancora si vorrebbero seguire in scena gli sviluppi delle troppe piste lasciate in sospeso. Ma la realtà è ben lontana dalla finzione cinematografica cui siamo abituati e chiedere di inventare ciò che non è ancora dato sapere sarebbe assurdo. Possiamo invece immergerci nel bel clima di mistero che Egoyan crea con raffinatezza, indugiando però troppo in fasi che rallentano il ritmo rendendosi nel contempo responsabile di una piattezza narrativa che una storia così non meritava. Ci si riprende nelle scene processuali, in cui l'indagine si fa più stringente e appassionante, si apprezza la lucidità con cui Egoyan accusa indirettamente la giustizia sommaria di chi, pressato dall'ansia dei cittadini di individuare un colpevole, non esita ad avviare un meccanismo perverso che pare avere come unico sbocco possibile la condanna. Poco cinema, molta morale, coinvolgimento variabile a seconda delle diverse aspettative dello spettatore. Cast che non incide, regia fiacca per un film comunque non disprezzabile nella sua costruzione ad incastro tra sparuti flashback, interrogatori, processi e (limitate) indagini. La "tana del diavolo" a cui fa riferimento il titolo originale indica il nome del luogo in cui i tre ragazzi vengono ritrovati.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/05/14 DAL DAVINOTTI
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Rambo90 14/05/14 01:52 - 7137 commenti

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Egoyan costruisce un'ottima atmosfera, che ti fa appassionare alle indagini e alla storia processuale, anche se il procedere del film è scandito con molta lentezza e alcune lungaggini. Il problema sta nella trama, fatta di piste che non portano mai a nulla; come nel caso davvero accaduto, che quindi non può mai davvero convincere o emozionare. Bravo Firth, pessima la Whiterspoon (particolarmente ingrassata anche). Con il materiale a disposizione si poteva fare di meglio, almeno concludere in maniera esaustiva.

Kinodrop 11/05/14 14:00 - 2317 commenti

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Film molto ben riuscito nella prima parte, appassionante e perfino poetico (la ricerca e il ritrovamento dei tre bambini uccisi e le reazioni emotive che suscita la vicenda). La seconda parte si appiattisce in un'aula di tribunale acquisendo una patina da serie tv, mentre il finale è deludente, affidato a ovvie didascalie esplicative. Anche la recitazione è piuttosto legnosa e Firth stesso sembra fuori ruolo. Un vero peccato, perché qualità ve ne sono: fotografia, montaggio, ambientazione e musica originale che fa da contrappeso all'heavy metal.
MEMORABILE: Il ritrovamento dei bambini uccisi in un fiumiciattolo vicino alla tana del diavolo; I bambini a scuola che abbracciano la madre di una delle vittime.

Daniela 10/05/14 10:53 - 11633 commenti

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Un triplice omicidio, tre ragazzi "strani" individuati come colpevoli ideali, indagini di polizia frettolose ed un processo viziato da pregiudizi: Egoyan si ispira ad un atroce fatto di cronaca, già oggetto di apprezzati documentari, per affrontare ancora una volta temi congeniali come l'impatto della morte di bambini in una piccola comunità o la difficoltà di distinguere fra verità e menzogna, ma il risultato, pur dignitoso, appare piattamente illustrativo, poco coinvolgente, ed anche le prove di Firth e Witherspoon risultano scarsamente incisive.

Markus 10/05/14 12:49 - 3521 commenti

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Un fattaccio di sangue nella provincia americana del 1993 (rimasto a oggi irrisolto) è lo spunto per questo onesto film che, indubbiamente, pur non aggiungendo nulla al caso, segue un'onda mediatica che da vent'anni appassiona gli americani (ad ognuno il suo "Chi l'ha visto?"). I "cold case" sono sempre difficili da ricostituire nei film: da una parte si rischia le tediosità delle parti investigative/processuali e, dall'altra, di raccontare sommariamente il caso a chi non lo conosce. Entrambi i pericoli sono qui confermati.

Capannelle 30/05/14 19:19 - 4068 commenti

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Colin Firth attraversa il film senza lasciar traccia, anche se il suo sarebbe il ruolo principale. La narrazione è pulita, non cede alla tentazione del facile sensazionalismo ma, rigirando la medaglia, non riesce a creare il pathos necessario e non si sbatte più di tanto per elevarsi dalla media. Passabile ma pigro.

Redeyes 15/06/14 18:53 - 2297 commenti

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Egoyan, cui non si deve insegnare il mestiere, inizia con una fantastica panoramica di provincia e con una bella fotografia che si sporca scivolando nella tana del diavolo all'ombra di faggeti e va insozzando anche la storia. Quasi un legal thriller cui però manca lo spunto finale e che di conseguenza tende ad appiattirsi con il passare dei minuti, finendo per sprecare la tensione iniziale. Lo stesso Firth peregrina senza incidere. Si arriva alla fine quasi dimentichi del dramma prima di bestialità e poi legale e questo è un vero limite.

Nadir 3/10/14 19:19 - 56 commenti

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Sceneggiatura a corrente alternata con parti eccessivamente lente e altre troppo veloci, quasi al limite della comprensibilità. Il risultato non è pienamente soddisfacente per una storia che meritava un'analisi molto più dettagliata e "leggibile" e una storia che nella realtà è molto ambigua e con tanti punti oscuri. Attori abbastanza bravi e regia più che sufficiente.
MEMORABILE: La visita di Pam Hobbs nella classe del figlio.

Galbo 26/12/14 09:26 - 11904 commenti

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Nel tradurre per lo schermo una vicenda molto nota, Atom Egoyan utilizza un approccio formalmente corretto mettendo in campo gli elementi noti e lasciando lo spettatore libero nell'interpretazione dei fatti. Il rovescio della medaglia è però l'eccessivo schematismo della narrazione che sopratutto nella parte processuale procede in maniera piatta e poco coinvolgente. Piuttosto inadatti al tipo di film appaiono Reese Witherspoon e ancora di più Colin Firth il cui eccessivo aplomb rende il personaggio poco credibile.

Nando 10/05/15 23:56 - 3653 commenti

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Un caso giudiziario ancora nebuloso narrato con freddo schematismo senza mostrare quelle enfasi processuali che talvolta appaiono troppo romanzate. La vicenda, lucidamente esposta con dovizia di particolari e note esplicative, sembra tendere al documentario. Cast discreto con un Firth lievemente distaccato e una Whiterspoon poco appropriata.

Piero68 11/05/15 13:15 - 2881 commenti

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Peccato davvero! Un fatto di cronaca così, che sconvolse gli Usa all'epoca, meritava un prodotto di miglior fattura. E invece, a causa di innumerevoli plot-hole, vuoti narrativi e un montaggio pedestre, risulta difficile finanche seguire i ruoli dei vari personaggi. Inutile poi parlare di regia; Egoyan non si smentisce nemmeno con questo film: non riesce mai a costruire una scena degna di interesse e Firth e Witherspoon, senza giusta direzione, vagano a vuoto. Resto del cast non pervenuto.

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Saintgifts 16/07/15 18:44 - 4098 commenti

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1993, in una piccola cittadina dell'Arkansas vengono uccisi tre bambini (storia vera); accusati e condannati sono tre giovanissimi che si interessano a riti satanici. Tragico evento che mostra una delle tante facce di un'America di provincia che va per le spicce e approfitta di un episodio di enorme violenza per togliere di mezzo indesiderati con la sola colpa di non rispettare comportamenti comuni. È il film che non approfitta di un evento così eclatante per colpire a fondo, rimanendo in un didascalismo impersonato da un immobile Firth.

Blutarsky 30/11/15 15:21 - 356 commenti

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Racconto della vicenda reale dei "tre del West Memphis" vittime di un'accusa di omicidio a causa del loro essere “diversi” nella profonda provincia americana. Egoyan dimostra una certa piattezza narrativa/registica nell'affrontare questa storia, il film fallisce nel creare empatia verso i ragazzi protagonisti e trasmette una sensazione di artificiosità lasciando l'impressione di aver assistito a una storia di finzione. Compitino piatto che non va mai oltre la superficie, Firth sprecato in un ruolo incosistente, buono il resto del cast.
MEMORABILE: Il ritrovamento dei bambini.

Parsifal68 26/04/16 08:34 - 607 commenti

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Un'orribile vicenda di sangue che sconvolse l'opinione pubblica americana nel 1993. In una cittadina dell'Arkansas tre bambini di otto anni, scomparsi qualche ora prima, vengono ritrovati morti nel letto di un torrente, nudi e legati con dei lacci. Film dagli esiti contraddittori; se da una parte la ricostruzione dei fatti è impeccabile, l'approfondimento dei personaggi e del processo è mal riuscito. La Witherspoon non è adatta.

Pinhead80 16/08/16 11:44 - 4321 commenti

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Tratto da una storia vera e poco rassicurante, il film racconta dell'assassinio di tre poveri bambini e delle confuse e assurde indagini che seguono gli avvenimenti. Egoyan cerca di farci capire come la giustizia possa essere sommaria e totalmente manipolabile dai media e dalla stessa comunità alla ricerca di un capro espiatorio. Il film non è male, anche se la parte del processo non sempre convince. Lascia l'amaro in bocca, ma questo credo sia proprio voluto.

Pigro 22/12/16 16:15 - 8869 commenti

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La storia dei “Tre di West Memphis”, in galera per anni per il delitto mai provato di tre bambini, approda al cinema con un film ben confezionato ma privo di mordente. Tutti gli spunti davvero interessanti sono appena accennati: la piccola comunità religiosa, il satanismo adolescenziale, le non-indagini della polizia, il giustizialismo cieco di fronte all’evidenza... Manca perfino l’empatia per la morte dei piccoli o il dolore dei genitori, sostituito da una freddezza pseudo-giornalistica il cui apice è la piatta interpretazione di Firth.

Josephtura 12/03/18 11:30 - 187 commenti

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Storia di un racconto doloroso e drammatico. Egoyan lo racconta con il suo consueto approccio, un po' morbido in cui il non detto sembra essere una componente essenziale. Il film quindi non riesce a diventare veramente drammatico nonostante sia una storia vera e irrisolta. Anche i personaggi non assumono personalità forti e solo Firth e la Witherspoon, alla fine, sembrano entrare in comunicazione.

Buiomega71 7/10/17 01:48 - 2651 commenti

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Un inizio bellissimo, quasi kinghiano, che mozza il fiato per la grandezza registica di un Egoyan ritrovato (il bosco di notte, i bambini che attraversano il fiume con le bici, il panico per la loro scomparsa, il bagno con le pareti insanguinate, il ritrovamento agghiacciante dei corpicini nudi e villipesi) che si sgonfia, però, durante la fase processuale, lasciando un sapore da film dossier. L'inquietudine rimane (chi ha ucciso davvero i bambini?) e i clamorosi errori giudiziari (e la superficialità della polizia) lasciano sgomenti. Tinte horror (il sabba) e ritmi altalenanti.
MEMORABILE: Le foto con i bambini massacrati; Il nero sanguinante nel bagno del dinner; Il laccio nell'incubo di Firth; La falsa testimonianza di Aaron.

Hackett 2/11/17 08:01 - 1833 commenti

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Egoyan riporta con il suo consueto rigore formale una vicenda terribile che sconvolse il suo paese e lo fa riuscendo a mantenere un certo distacco emotivo, concentrandosi sulla figura del motivato investigatore della difesa (un misurato Colin Firth) determinato ad arrivare alla verità. Senza tempi morti, nonostante il lento ritmo, il film coinvolge e introduce bene al fatto di cronaca lasciando lo spettatore con il dubbio che ancora aleggia sul caso reale.

Giùan 6/02/21 07:33 - 3796 commenti

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Come il cinema più recente di Egoyan (grade sperimentatore e innovatore tra '80 e '90 del rapporto uomo/universo audiovisivo) vive di un equilibrio fragile e instabile tra suggestione impersonale, quasi anodina (certa liquidità lynchiana o pragmaticità alla Eastwood) e un sottofondo in cui restano ancora pervasive le tematiche più care (le "registrazioni" dilaganti, la presenza di "shermi" di vario tipo). Ne esce un indagine di sconcertante labirintismo, piatta eppure vertiginosa, in cui il giudizio (anche critico) resta sospeso e i personaggi sono sfondo di una immanente (ir)realtà.

Lupus73 13/06/21 15:30 - 1249 commenti

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Tratto da una storia vera, parla della condanna di tre giovani adolescenti border line, fan del metal e dell'occulto accusati e condannati per l'omicidio di tre bambini come sacrifici umani senza prove consistenti. Un legal drammatico (non thriller) che nonostante l'assenza di parti adrenaliniche riesce bene a tenere alta l'attenzione grazie alla regia equilibrata e alla sceneggiatura che mette a fuoco gli eventi più interessanti della vicenda. Reign in blood degli Slayer in OST a sottolineare le tematiche. Riuscito.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Daniela • 12/05/14 08:39
    Gran Burattinaio - 5821 interventi
    Il film di Egoyan si impernia su un caso di cronaca avvenuto nel 1994, già portato sullo schermo da ben tre documentari, noto come "I tre di West Memphis".
    Egoyan conclude la narrazione poco dopo la sentenza di condanna dei ragazzi sospettati dell'omicidio di tre bambini, affidando a scarse didascalie il riassunto degli eventi successivi. Si tratta invece di un'evoluzione dei fatti molto interessante, in particolare per l'inconsueto espediente legale che portò nel 2011 alla scarcerazione dei condannati senza però dar loro modo di avanzare pretese a fronte dell'ingiustizia subita. .
    Una descrizione del caso si trova qui:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Tre_di_West_Memphis
  • Discussione Galbo • 26/12/14 09:33
    Consigliere massimo - 3920 interventi
    Non so se sia un opinione condivisa da chi ha visto il film ma a mio parere un elemento che ha contribuito alla sua scarsa riuscita e la scelta di Colin Firth come coprotagonista. L'eccessivo aplomb dell'attore (utilissimo in altri film) rende in questo caso il personaggio poco credibile. Anche Reese Witherspoon non mi è sembrata il massimo.
  • Discussione Daniela • 26/12/14 10:49
    Gran Burattinaio - 5821 interventi
    Condivido, infatti nel commento avevo definito le prove di entrambi gli attori - pur eccellenti in altre occasioni - "scarsamente incisive".
    Il che mi aveva sorpreso allora soprattutto per Colin Firth, attore fine e sensibile. Devo dire però che anche altre sue prove recenti non mi molto hanno convinto: i due film in coppia con Nicole Kidman sono a mio parere decisamente modesti. Certo non per colpa esclusiva dell'attore, che fornisce in entrambi i casi una prova professionalmente corretta.
    Ripensandoci, forse sta proprio qui il problema, in questa correttezza: quei ruoli, come quello in Devil's knot, avrebbero avuto forse bisogno di un'adesione più viva e viscerale al personaggio - se in un film a contenuto fortemente drammatico, il primo ad apparire poco coinvolto è proprio l'attore che lo interpreta, è difficile che lo possa essere lo spettatore...
    D'altra parte, tutti e tre i film presentano più o meno vari difetti a livello di scrittura e regia, ed una interpretazione più sentita da parte di Firth li avrebbe solo mitigati o resi meno evidenti.
    Sono pochissimi gli attori che, con la loro sola presenza, riescono a risollevare le sorti di film modesti o addirittura mediocri.
    Mi viene in mente, come esempio, l'ultimo film che ho visto con Billy Murray: St.Vincent è una saga di banalità, ma i momenti in cui è in scena, magari senza fare o dire nulla di particolare (vedi la sequenza durante i titoli di coda) rendono comunque meritevole la visione.
    Ultima modifica: 26/12/14 12:34 da Daniela
  • Discussione Buiomega71 • 7/10/17 10:05
    Pianificazione e progetti - 24140 interventi
    L'inizio è grandissimo cinema, di quello potente e evocativo, dove la grande bellezza registica di Egoyan risalta toni quasi kinghiani (le riprese avvolgenti del bosco di "Robin Hood" di notte, i tre bambini che con le loro biciclette attraversano il fiume, il panico per la scomparsa, le pareti del bagno del dinner imbrattate di sangue, l'agghiacciante e traumatico ritrovamento dei tre corpicini nudi, legati coi lacci delle loro scarpe e villipesi) e dona squarci tragici in uno degli incipit più belli degli ultimi anni

    Purtroppo, però, il film si sgonfia nell'aula di tribunale con poca inventiva e scadendo nella convenzionalità, lasciando in bocca l'amaro sapore da film dossier televisivo trasmesso da mamma Rai

    Non tutto, per fortuna, e tribunale e quando Egoyan toglie lo sguardo dall'aula sà colpire nel segno (le tinte quasi horror del sabba notturno stile In corsa con il diavolo dove e testimone una madre, che forse lo ha visto solo in tv, le riprese in POV di quello che resta di un rituale satanico-l'altarino, la carcassa del cane-l'incubo di Firth sul bambino che si libra in bicicletta costretto da laccio, le terribili fotografie che ritraggono il volto dei ragazzini martoriati, il nero sanguinante nel bagno del dinner, la Witherspoon che indaga per conto suo e scopre elementi inquietanti-il coltellino- nella soffitta di casa) sottolinenando attimi da grandissimo thriller oscuro e spiazzante, dove il marcio cresce in una cittadina bigotta (il battesimo della Witherspoon) marchiando il "diverso", alimentandosi di testimonianze menzognere e false verità (le "false verità" che Egoyan conosce bene)

    Se per il sottoscritto Il Viaggio di Felicia è un una personale "palma d'oro" mancata, film che si avvicinava al meraviglioso e l'importanza del regista di Emily Rose in fase di sceneggiatura (che ha coniugato perfettamente il legal thriller al possession movie) le potenzialità del mezzo capolavoro vengono smussate in un racconto si appassionante (dopo aver visto il film non si può non documentarsi-almeno in parte-sul caso dei "tre di West Memphis") ma freddino e accademico quando si tratta di narrare la materia in fase processuale, dove ci si adagia su tutti i classici (e stantii) topoi che il cinema in aula richiede (a parte la scena delle tremende ragazzine accusatrici)

    Resta, alla fine, un senso di forte inquietudine (chi ha davvero ucciso i tre bambini? Perchè il DNA del padre di uno di loro sui lacci che li legavano? Perchè il coltellino del bambino nascosto dal padre? Chi era quell'uomo di colore imbrattato di sangue e fango chiuso nel bagno del dinner? E il ragazzo che vendeva gelati? Che fugge subito in California, confessa e poi ritratta? Perchè le tracce di sangue sul coltello da caccia del padre di uno di loro? E se la verità fosse ancor più terribile e sconvolgente come, forse, lo e?) e l'amarezza per i clamorosi errori giudiziari, la mancanza totale di prove contro i tre ragazzi condannati, i capri espiatori da dare in pasto ai media forcaioli, le superficiali e riprovevoli indagini della polizia (non solo in Italia mi verebbe da dire), l'impotenza davanti a un sistema giudiziario fallace e affrettato

    Almeno su questo piano Egoyan fà riflettere (magari dimenticandosi, qualche volta, del suo cinema) anche se , forse, era materia più consona per un documentario (già realizzato, tra l'altro)

    La falsa testimonianza del piccolo Aaron (mi facevano bere sangue da un bicchiere) mette i brividi, ma non per quello che racconta, ma come lo racconta.

    Ritmi altalenanti per un film dal grande potenziale non sfruttato fino in fondo

    Siamo andati in quel posto che chiamano la Tana del Diavolo e nessuno sa cos'è successo. Tranne me
    Ultima modifica: 8/10/17 19:16 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 7/10/17 10:10
    Pianificazione e progetti - 24140 interventi
    Buono il dvd edito dalla 01

    Formato: 2.35:1

    Audio: italiano (5.1), inglese (5.1)

    Sottotitoli: italiano e italiano per non udenti

    Nessun extra (se si esclude il trailer iniziale di Posh)

    Durata effettiva: 1h, 49m e 57s
    Ultima modifica: 7/10/17 10:12 da Buiomega71